World War Z, la recensione 15

Lo sparatutto cooperativo di Saber Interactive ci catapulta nello scenario post-apocalittico del film con Brad Pitt, tratto a sua volta dal romanzo di Max Brooks: ecco la nostra recensione di World War Z.

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   22/04/2019

World War Z ha dei gran bei momenti, in particolare quelli che testimoniano la capacità dello Swarm Engine di muovere sullo schermo migliaia di zombie, orde apparentemente interminabili che come uno sciame si accalcano su mura e reti al fine di scavalcarle e correre nella nostra direzione, mentre da dietro una torretta fissa o con l'equipaggiamento standard cerchiamo di sfoltirne le fila. Si tratta di situazioni che ricalcano in maniera piuttosto fedele le sequenze del film con Brad Pitt, sottolineando come sia stata chiaramente quella l'ispirazione principale di Saber Interactive; sebbene dal punto di vista della struttura e delle meccaniche il gioco risulti parecchio derivativo, un figlio per certi versi più sofisticato ma meno carismatico del classico Left 4 Dead.

C'è di positivo che gli autori non hanno voluto ingannare gli utenti in alcun modo, anzi il prezzo di vendita di 39,99 euro conferma le buone intenzioni del team di sviluppo e risulta fondamentalmente adeguato a un'offerta che include quattro differenti ambientazioni (New York, Mosca, Gerusalemme e Tokyo) per un totale di undici missioni giocabili in cooperativa online per quattro partecipanti oppure in single player, con il supporto dei bot. A supportare la durata della campagna, che di per sé può essere completata nel giro di cinque o sei ore, ci sono non soltanto gli immancabili livelli di difficoltà, ma anche e soprattutto un ricco di sistema di progressione che consente di sbloccare nuove abilità per ognuna delle classi disponibili, acquistare armi più potenti e finanche visualizzare delle sequenze narrative che illustrano il background di ognuno dei personaggi giocabili. Non è finita qui: a corredo della co-op troviamo anche un set di modalità multiplayer competitive per otto giocatori, non indimenticabili ma divertenti da provare, dotate peraltro di una progressione indipendente.

Struttura

Come scritto in apertura, è impossibile parlare di World War Z senza citare i tanti punti che il titolo di Saber Interactive ha in comune con il caro vecchio Left 4 Dead. Ci troviamo di fronte a un third person shooter anziché a uno sparatutto in prima persona, è vero, ma al di là di questo le soluzioni adottate per la campagna cooperativa risultano tremendamente simili: ci si muove all'interno di scenari più o meno grandi, più o meno riusciti (quello giapponese è in effetti molto evocativo grazie ai suoi particolari colori), si respingono le ondate di non-morti e ci sono i tradizionali momenti in cui bisogna attivare un interruttore che farà piombare sul posto numerosissimi zombie, chiedendoci di resistere per alcuni minuti prima di poter fuggire in un luogo sicuro.

Non mancano neppure i nemici speciali, quelli che imprigionano il giocatore in una morsa da cui è possibile essere liberati solo grazie all'intervento dei compagni: grossi poliziotti in tenuta antisommossa, mutanti rapidissimi che ci saltano addosso e chiamano a raccolta i morti viventi finché non li eliminiamo, e zombie che nascondono una grossa quantità di gas velenoso all'interno di una tuta anti-contaminazioni. Spiace che gli autori non siano riusciti a spingersi al di là di questi elementi così consolidati, introducendo situazioni inedite che potessero aggiungere un po' di personalità a un prodotto che risulta godibile proprio per il suo essere così derivativo, una versione se vogliamo tecnicamente aggiornata dello sparatutto targato Valve ma viziata da problematiche che hanno senza dubbio a che fare con il budget del progetto e che ruotano attorno alla rifinitura: qualche glitch abbastanza vistoso, qualche incertezza nel frame rate.

Gameplay

Si spara bene in World War Z, sebbene ci fosse il margine per migliorare ulteriormente la resa degli impatti. L'arsenale è molto ampio e il fatto di poterlo far crescere attraverso l'impiego dei punti guadagnati in battaglia aggiunge senza dubbio spessore a un sistema di progressione che ha ben poco da farsi perdonare. I personaggi vengono anche qui gestiti come semplici skin, diversi a seconda dello scenario per un totale di sedici sopravvissuti, ognuno dotato di un background narrativo che è possibile visualizzare nella forma di una cutscene dopo aver completato un qualsiasi scenario. A cambiare sono le classi, sei, ognuna caratterizzata da un equipaggiamento di base e da un albero di abilità peculiari: il Pistolero è bilanciato e versatile, il Devastatore sa come divertirti con gli esplosivi, il Medico è la tradizionale unità di supporto, il Meccanico è un esperto di risorse, il Macellaio è specializzato negli attacchi corpo a corpo e infine lo Sterminatore predilige le armi pesanti.

C'è poi l'arsenale in sé, che come detto può essere migliorato spendendo i punti esperienza guadagnati sul campo: fucili a pompa o di precisione, mitragliatrici leggere, fucili d'assalto, pistole e tante altre varianti disponibili in versioni differenti, più o meno potenti e più o meno precisi. Sbloccato uno specifico modello, è quello che troveremo poi negli scenari con la possibilità di raccoglierlo e cambiare il setup, composto di default da un'arma principale e una secondaria a cui si aggiungono eventualmente le granate e un grosso machete, fondamentale per sterminare gli zombie che ci sono arrivati addosso oppure eliminare i primi nemici dello stage in silenzio, senza allertare l'orda. Anche sul fronte degli strumenti melee c'è tuttavia una discreta scelta e capita spesso di imbattersi in una grossa motosega con cui fare letteralmente a pezzi le ondate di non-morti.

I controlli supportano in maniera non del tutto efficace l'impianto, nel senso che si avverte un certo ritardo nella risposta a determinati input (il cambio arma, ad esempio) e non è chiaro se possa dipendere dalla latenza delle sessioni online, che soffrono di qualche singhiozzo di troppo ma si mantengono sempre giocabili. La disposizione dei tasti riprende soluzioni classiche (ricarica su Quadrato, corsa premendo lo stick sinistro sulla sua base, cambio arma su Triangolo, mira e fuoco sui trigger sinistro e destro) e dunque si riesce a giocare subito con grande tranquillità, senza bisogno di tutorial o introduzioni particolari. Quando sta per partire la tradizionale ondata di zombie viene indicato un tempo limite entro cui fare tutti i preparativi del caso, dunque ricaricare le munizioni presso le casse all'interno della mappa ed eventualmente raccogliere e disporre mitragliatrici fisse, trappole elettrificate, filo spinato e mortai con cui sfoltire in maniera sostanziale l'orda. È tuttavia un peccato che questi aspetti in stile tower defense non siano stati sviluppati in maniera più significativa, lasciando il giocatore libero di decidere come e dove piazzare gli oggetti.

Le modalità multiplayer competitive

Oltre alla campagna cooperativa, World War Z include cinque modalità multiplayer competitive per otto partecipanti: Dominazione Orda, Re della Collina, Deathmatch Orda, Approvvigionamento e Caccia al Vaccino. Tutte vedono due squadre composte da quattro utenti sfidarsi all'interno di alcune mappe di discrete dimensioni, tratte dagli scenari principali, ma con la variabile costituita dagli immancabili zombie, che possono fare irruzione nello scenario e complicare la vita agli utenti. Molte delle modalità si basano su elementi di controllo del territorio e risultano dunque un po' troppo simili, tuttavia bisogna riconoscere che includere cinque diverse opzioni non era affatto scontato e al momento è possibile trovare un buon numero di giocatori online per poter disputare delle partite. Gli autori hanno inoltre introdotto un sistema di progressione separato, con dieci classi fra cui scegliere. Alla fine dei conti il comparto competitivo non aggiunge chissà cosa al valore del titolo di Saber Interactive, ma fa piacere che ci sia.

Trofei PlayStation 4

World War Z include un totale di trentasei Trofei, Platino incluso. Gli achievement di base si sbloccano semplicemente completando i vari scenari a un qualsiasi livello di difficoltà, dopodiché ci sono le azioni legate ai numeri (ad esempio "uccidi 10.000 zombie") e quelle legate al sistema di progressione (ad esempio "sblocca la versione finale di un'arma").

Realizzazione tecnica

Se l'obiettivo di World War Z era quello di richiamare le più spettacolari scene dell'omonimo film, possiamo dire che gli sviluppatori sono riusciti a centrarlo. Merito senz'altro dello Swarm Engine, che come detto riesce a gestire migliaia di zombie contemporaneamente sullo schermo e a riprodurne in maniera fedele il comportamento, vedi ad esempio quando i nemici si "ammucchiano" in maniera tanto rapida quanto inquietante per scalare le superfici. Su console questo spettacolo di membra in decomposizione deve accontentarsi di 30 frame al secondo non sempre stabili, viziati da alcuni cali che però, fortunatamente, non pregiudicano la godibilità del gunplay. I personaggi della squadra sono dotati di un discreto design e di un set di animazioni che non sono state sacrificate sull'altare del netcode, mentre sul fronte degli scenari si percepisce la voglia di uscire fuori da soluzioni generiche e conferire un minimo di personalità alle ambientazioni: uno sforzo che in alcuni casi possiamo dire sia riuscito discretamente, in altri casi no.

Il sistema di matchmaking è attualmente piuttosto rapido ed efficace, segno che ci sono molti utenti online disponibili per una partita: magari il prezzo budget e il richiamo al brand, ma soprattutto l'assenza di una valida e recente alternativa al pluricitato Left 4 Dead hanno fatto breccia fra gli appassionati di sparatutto cooperativi. Ci sono alcune cose dell'interfaccia che lasciano un po' a desiderare (ad esempio non c'è un comando rapido per zittire un compagno rumoroso), ma in linea di massima tutto funziona sorprendentemente bene e gli eventuali glitch grafici non si trasformano in un'effettiva latenza per il gameplay, che è poi la cosa più importante. Per quanto concerne infine il comparto sonoro, ci è sembrato purtroppo essenziale e privo di acuti, incapace di rendere al meglio le scene apocalittiche che caratterizzano il gioco.

Versione testata
PlayStation 4
Prezzo
39,99 €
Multiplayer.it

7.2

Lettori (7)

7.8

Il tuo voto

World War Z è uno sparatutto cooperativo a base di zombie che riprende in maniera efficace le scene più spettacolari del film e ci catapulta in quattro differenti scenari, nei panni di sopravvissuti armati fino ai denti e determinati a fuggire dall'invasione di non-morti che sta devastando le più grandi città del mondo. Come per qualsiasi shooter in co-op, il divertimento è direttamente proporzionale alla presenza di amici nel gruppo con cui condividere l'esperienza, rigiocando gli stessi scenari a gradi di difficoltà man mano più alti e sbloccando le tante abilità e le tante armi messe a disposizione da un sistema di progressione solido e interessante. In quest'ottica le modalità competitive rappresentano un extra gradito ma non fondamentale: a consolidare l'offerta ci pensano le meccaniche derivative ma ben collaudate alla Left 4 Dead e un prezzo di vendita accessibile, adeguato ai contenuti del gioco.

PRO

  • Alcuni momenti molto spettacolari
  • Bel sistema di progressione
  • C'è anche un comparto competitivo...

CONTRO

  • ...ma la campagna si completa in fretta
  • Gameplay derivativo a dir poco
  • Qualche incertezza tecnica