Il Trono di Spade 8x02, la recensione 64

La stagione finale di Game of Thrones prosegue: ecco la nostra recensione de Il Trono di Spade 8x02, secondo episodio.

RECENSIONE di Christian Colli   —   22/04/2019

Indice

Attenzione! Questa è la recensione de Il Trono di Spade 8x02, il secondo episodio della stagione finale della serie: nelle prossime righe analizzeremo la trama, perciò troverete inevitabilmente anticipazioni e spoiler. Non leggete oltre se non avete ancora visto questo episodio!

Benvenuti alla seconda recensione-ma-non-troppo dell'ultima stagione di Game of Thrones, la famosissima serie televisiva che si è fatta aspettare per due anni. Ispirata a Le cronache del ghiaccio e del fuoco, l'epopea fantasy che George R.R. Martin continua a scrivere ancora oggi, la serie ha preso ormai un'altra strada rispetto ai romanzi e ora si avvia a gamba tesa verso la conclusione. Be', quasi: gli sceneggiatori David Benioff e Dan Weiss hanno finito di schierare le pedine sulla scacchiera di Grande Inverno in una puntata relativamente calma che getta le basi per il primo, grande scontro della stagione. La premiere si era conclusa con l'arrivo di Jaime Lannister a Grande Inverno: ad attenderlo, Jaime ha trovato proprio Bran Stark, il bambino - ormai cresciuto e diventato un veggente - che aveva gettato da una torre nella primissima puntata della serie...

Il ritorno di Jaime

Difficile riassumere e analizzare questo episodio in un ordine cronologico, considerata la struttura a "vignette", perciò ci soffermeremo sulle interazioni più importanti, poiché i cinquanta minuti della durata sono scivolati sotto forma di dialoghi, senza alcuna scena d'azione. Ovviamente il ritorno di Jaime ha aperto l'episodio ma si è sorprendentemente risolto in pochissimi minuti, grazie all'intervento di Brienne che ha garantito per lui al cospetto di Sansa: il fatto che sia stato Jaime a incaricare Brienne di trovare Sansa e Arya, dopo averlo giurato a Catelyn Stark, è un dettaglio che molti potrebbero aver dimenticato. L'assoluzione dello Sterminatore di re, tuttavia, ha avuto conseguenze indirettamente importanti su molti personaggi del cast. In primo luogo, è servito a chiarire la posizione di Bran nei confronti di Jaime, in una conversazione successiva e privata tra i due: molti si chiedevano come avrebbe reagito Bran ma, com'era prevedibile, il ragazzo sembra essersi lasciato alle spalle la sua identità originale e aver abbracciato il concetto della predestinazione. Se Jaime non l'avesse gettato dalla torre, quel giorno, non sarebbero successe molte cose che hanno condotto i personaggi nel luogo in cui si trovano adesso.

Ricordiamoci, tuttavia, che Jaime ha assassinato il padre di Daenerys, il Re Folle, quindi la decisione di Sansa non ha fatto altro che esacerbare non solo il conflitto tra le due, ma anche il disappunto di Dany nei confronti del suo consigliere Tyrion, colpevole di essersi fidato di sua sorella Cersei. A risolvere temporaneamente la questione ci ha pensato il buon vecchio Jorah Mormont, che ha consigliato alla regina di fidarsi di Tyrion e di chiarirsi con Sansa: ciò ha condotto a una deliziosa conversazione tra la Regina dei draghi e la Lady di Grande Inverno - seppur abbastanza forzata, soprattutto a causa della recitazione poco spontanea delle due attrici - che purtroppo ha preso una piega sgradevole sul più bello. Insomma, continua a esserci una certa tensione tra Sansa e Dany che non fa presagire nulla di buono per il futuro, ma la determinazione degli Stark e dei loro alleati potrebbero far cambiare idea a Daenerys, come suggerisce il suo sguardo durante l'affettuosa rimpatriata di Sansa e Theon, teletrasportatosi coi suoi uomini a Grande Inverno. Ormai dovremmo essere abituati a questi spostamenti fulminei, ma fanno sempre sorridere.

La calma prima della tempesta

Superato lo scoglio del ritorno di Jaime, la puntata si è sviluppata in una serie di interazioni a tratti commoventi, spesso esaltanti e qualche volta genuinamente imbarazzanti per colpa di qualche dialogo discutibile. Nell'ultima categoria dobbiamo per forza includere il romantico, uh, "momento HBO" di Arya e Gendry che, oltretutto, ha soddisfatto ben poco lo spettatore allupato medio con qualche bacio e un'inquadratura morigerata del nudo di Maisie Williams. Commoventi, invece, le scene che hanno avuto per protagonisti Davos e Gilly - che nella bambina sfigurata hanno ovviamente rivisto la povera Shireen - e la piccola ma potente cerimonia in cui Jaime nomina Brienne cavaliere. Quest'ultima, peraltro, si svolge davanti a un camino, alla presenza di una serie di personaggi - Tyrion, Jaime, Davos, Brienne, Tormund e Podrick - che si ritrovano a fraternizzare dopo stagioni su stagioni di conflitti e tradimenti. Complice una discreta dose di fanservice che i lettori di Martin avranno apprezzato, come la canzone Jenny of the Oldstones cantata da Podrick, la scena serve a ricordarci che siamo ne Il Trono di Spade e che alcuni di quei personaggi potrebbero morire nella battaglia imminente. Il giorno in cui il mondo perderà Tormund sarà uno dei più tristi di sempre.

La canzone di Jenny ha una storia misteriosa e complicata che affonda le radici nella mitologia dell'universo di Game of Thrones e in una profezia che predestinerebbe la sconfitta del Re della Notte per mano di un presunto principe. Forse non è un caso che nella scena immediatamente successiva Jon riveli finalmente a Dany il segreto della sua nascita. E nonostante Dany abbia affermato, poco prima, di star combattendo la guerra di Jon per amore, il suo primo pensiero va sempre là, al Trono di Spade. Bisogna ammettere, tuttavia, che ha ragione pure lei, perché gli unici a conoscere la verità, eccetto loro, sono Sam e Bran. A questo punto non possiamo fare a meno di chiederci che cosa sia disposta a fare pur di indossare quella dannata corona. Al momento, comunque, il Lupo e il Drago dovranno mettere da parte lo spinoso problema per difendere Grande Inverno dall'esercito dei morti che, ovviamente, è arrivato a fine episodio. Beric, Tormund e Edd - a proposito, memorabile la piccola riunione di famiglia dei Guardiani della Notte sulle mura del castello in cui Sam fa vagamente notare di essere un pro player - hanno avvertito i nostri eroi per tempo, dando inizio ai preparativi per la battaglia che si svolgerà nel prossimo episodio.

È chiaro, a questo punto, che l'intera puntata è stata una sorta di "premiere, parte seconda" in cui gli sceneggiatori hanno chiuso diversi cerchi, risolto alcune sottotrame e messo le pulci nelle orecchie degli spettatori circa il destino dei loro personaggi preferiti. Riflettendoci attentamente, grazie anche alla scrittura dell'ottimo Bryan Cogman, non c'è stato personaggio che non abbia vissuto un momento topico che potrebbe aver sancito la fine della sua storia, e non ci riferiamo soltanto al cast principale, ma anche ai tanti comprimari: basti pensare alla conversazione tra Missandei e Verme Grigio circa il loro futuro; al ritorno di Theon e alla sua richiesta di proteggere la famiglia che aveva tradito; alla scena in cui Sam consegna la spada di famiglia a Jorah, poco dopo che questi si è congedato dalla cuginetta. La puntata, articolata e molto meno lineare rispetto alla precedente, è scandita da un ritmo sempre più serrato che culmina nell'arrivo degli Estranei, ma che rallenta nei momenti chiave per farceli assaporare meglio, come quello, importantissimo, in cui Bran rivela l'obiettivo del Re della Notte: uccidere il Corvo con tre occhi, cioè lui, perché rappresenta la memoria della specie umana.

Multiplayer.it

8.5

La battaglia finale non è ancora cominciata, mancano soltanto quattro episodi alla fine de Il Trono di Spade, ma in questi primi cento minuti gli sceneggiatori hanno incrociato sette anni di storie, preparando il palcoscenico agli inevitabili addii strappalacrime che cominceremo a dare già dalla prossima settimana. Il secondo episodio dell'ottava stagione di Game of Thrones chiude il prologo, insomma, e lo fa in modo decisamente migliore rispetto alla premiere, al netto di qualche dialogo meno incisivo, controbilanciato però da alcuni momenti sinceramente emozionanti.

PRO

  • Jaime e Brienne
  • Il ritmo incalzante della puntata

CONTRO

  • Arya e Gendry
  • L'ossessione di Dany è preoccupante

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