XenoSaga Episode II: Jenseits von Gut und Boose  0

In principio fu Xenogears, poi è arrivato Xenosaga, JRpg carico di riferimenti religiosi e filosofici. Col secondo capitolo la serie punta a compiere il definitivo salto di qualità, almeno dal punto di vista narrativo.

RECENSIONE di Christian Colli   —   05/05/2005

Episodio II: Oltre il Bene e il Male

Una pioggia di stelle cadenti illumina il cielo vermiglio di Old Miltia al tramonto. Un uomo, in preghiera davanti a una lapide, alza lo sguardo verso la volta celeste, che viene attraversata in quel momento da una gigantesca astronave. L'Elsa sfreccia sul mare, ne accarezza la superficie; sulla prua, in piedi, una giovane donna, i capelli azzurri mossi dal vento, liberi, lo sguardo proiettato verso il sole che si tuffa lentamente nell'oceano. Contemporaneamente, nelle profondità del cosmo, misteriosi individui tramano nell'ombra.
Così finiva Episode I, così inizia Episode II. Il nuovo capitolo comincia proprio pochi attimi dopo la conclusione del prequel, benchè si apra con un lungo flashback che riguarda da vicino chaos e due nuovi, importanti personaggi: l'androide Canaan e Jin Uzuki, il tanto atteso fratello di Shion Uzuki. Entrambi nascondono oscuri segreti, sopratutto il secondo (un po' come la sua controparte in XenoGears, il mitico Citan Uzuki), che peraltro vive un rapporto particolarmente conflittuale con la sorella Shion. Perchè, e vogliamo ricordarlo, XenoSaga è una storia fatta principalmente di personaggi, meravigliosamente caratterizzati, che interagiscono tra di loro dando vita a un intreccio incredibilmente appassionante. In particolare, questo Episode II sembra ruotare principalmente attorno a due character fondamentali: il caparbio e ambiguo Jr e il perfido fratello Albedo. Tra loro, il gemello Nigredo e Sakura, la bambina che ispirò il dottor Mizrahi nella costruzione della piccola androide MOMO. Jenseits von Gut und Boose, "Oltre il Bene e il Male", un'altra opera del filosofo Nietszche (anche Episode I era intitolato Der Wille zur Macht, riprendendo "La Volontà di Potenza" dello stesso Nietzsche, e già sappiamo che Episode III si intitolerà "Also Spracht Zarathustra", "Così parlò Zarathustra") che ha influenzato immensamente questo secondo capitolo di XenoSaga, e la cui lettura renderà ancora più chiari i passaggi narrativi più belli e complessi. Non esistono il bene e il male, ed intorno a questo particolare (e ben più complicato) concetto ruota il nuovo plot, coinvolgendo inizialmente i personaggi poco fa citati e finendo con intrecciare la loro storia con quella degli altri protagonisti e col destino dell'universo. Un vero peccato che la trama di Episode II ingrani e diventi oltremodo appassionante solo nel secondo DVD, con un primo disco che lascia amareggiati per la sua brevità e inconcludenza.

E' bene rendersi conto, prima di parlare del gameplay di XenoSaga Episode II, che esso stesso è un elemento di secondo piano nell'ambizioso progetto di Monolith Soft, un vero kolossal videoludico che vuol raccontare una storia, ancor prima di farla giocare. Se amate le trame avvincenti, ricche di personaggi splendidi, elementi mistici ed eventi catastrofici, che passerete più tempo a guardare che a giocare, allora potete procedere nella lettura. Altrimenti, chiudete pure il vostro browser. Ma in ogni caso, perdereste l'occasione di scoprire come XenoSaga è migliorato.
Non che Episode I fosse un brutto gioco, quando lo si giocava, per carità, ma la cura riservata alla narrazione eccedeva decisamente quella del gameplay, che risultava così a tratti troppo complesso e poco equilibrato, sopratutto per quanto riguardava i combattimenti che, alla fine, erano l'anima delle fasi giocabili dell'avventura. Fondamentalmente l'eccellente battle system di XenoGears, rielaborato per l'occasione in Episode I, torna anche in Episode II, approfondito e per certi versi migliorato. Ancora una volta, abbiamo tre personaggi sul campo, ma in questo caso potremo sostituirli a piacimento con quelli "in panchina", fornendoci più libertà strategica. Ed è la strategia che in Episode II la fa' da padrone, grazie all'inedito sistema delle Zone: come nel prequel, anche in Episode II i personaggi attaccheranno con delle combinazioni di colpi, solo che questa volta ogni colpo sarà relazionato a una "zona" del corpo del nemico. E ogni nemico avrà una sorta di combinazione di "zone" che ne sarà il punto debole: scovate la combo giusta e otterrete un Zone Break, che aumenterà i danni che potrete infliggere all'avversario. In più, alcuni personaggi dispongono di attacchi che, dopo un Zone Break, possono lanciare il nemico in aria o schiantarlo al suolo, aumentando i danni che gli altri personaggi potranno infliggere nel turno immediatamente successivo. Ecco che torna anche il Boost già visto in Episode I, ma che in Episode II è di importanza assolutamente fondamentale: incassando colpi o mettendoli a segno, sarà possibile ottenere energia necessaria per eseguire un Boost e, in sostanza, anticipare il turno di un altro personaggio. Utilizzando il Boost al momento giusto durante un Zone Break sarà possibile farlo seguire da ulteriori attacchi del nostro party nello stesso turno, infliggendo danni a dir poco monumentali al nemico. E' più semplice provare il nuovo battle system che spiegarlo, e non è neanche facile padroneggiarlo fin dalle prime battute di gioco: saranno necessarie svariate ore di pratica per poterlo sfruttare al meglio, ma una volta imparato a controllare Boost, Zone Break e Stock, il battle system di Episode II si rivelerà eccezionalmente profondo e strategico, divertente e vario. Abbiamo citato gli Stock, che altro non sono che "cariche" da accumulare tramite un apposito comando, che ci permetteranno di aumentare il numero di colpi da concatenare per attaccare il nemico, portare a termine i Zone Break e utilizzare le nuovissime Double Tech: queste sostituiscono gli spettacolari ma lentissimi attacchi speciali (Tech, appunto) che caratterizzavano il battle system del prequel, e che qua vanno eseguiti sfruttando sapientemente Stock e Boost, e che si esprimono in brevi ma spettacolari cutscene durante le quali due personaggi effettueranno devastanti attacchi incrociati ai danni del nemico. Attorno agli Stock ruotano anche le battaglie a bordo degli E.S., i nuovi mech che rimpiazzano i vecchi A.G.W.S. e che potranno essere utilizzati solo durante determinate fasi del gioco (non più richiamabili a piacimento, quindi) e pilotati da due personaggi contemporaneamente.
Ad ampliare l'ingegnoso nuovo battle system vi è anche l'enorme varietà di Ether (le "magie" in XenoSaga) e skill che sarà possibile imparare spendendo i punti appositi guadagnati combattendo: mentre in Episode I ogni personaggio poteva imparare una specifica serie di Ether, in Episode II invece ogni character può idealmente apprendere tutte le Ether e skill esistenti. Questo a dire il vero tende a spersonalizzare i personaggi in battaglia, le cui abilità si differenziano solo a discrezione del giocatore e dell'impostazione che ha voluto dare ad ognuno di essi, ma di certo fornisce una maggiore libertà e strategia (ad esempio, MOMO potrebbe apprendere le Ether più utili, come quelle di guarigione, in virtù del numero maggiore di EP che possiede per lanciarle in confronto agli altri personaggi, e via dicendo).
E' giusto comunque dire che in XenoSaga Episode II Monolith Soft ha voluto dare più spazio alle fasi interattive di quanto ne avesse concesso al giocatore in Episode I (ben poco, ad essere onesti): così, tra una cutscene e l'altra, non ci si dovrà soltanto spostare da una location all'altra combattendo i nemici, ma sarà possibile esplorare vasti ambienti e risolvere uno spropositato numero di side-quest opzionali (la cosiddetta Global Samaritan Campaign) che permettono di ottenere le Double Tech più spettacolari o le skill più utili.
Un sistema di combattimento ingegnoso e vario, una maggior libertà di movimento, numerose side-quest e meno cutscene... Sembrerebbe di trovarsi di fronte allo XenoSaga perfetto, non è vero?

Rivoluzione?

La vera rivoluzione di XenoSaga II non è di certo il sistema di combattimento riveduto e corretto, l'esigua durata (ahinoi) o altro, ma il suo stesso aspetto. L'originale XenoGears presentava un character design assolutamente nipponico e splendide cutscene animate, in XenoSaga Episode I tra le cutscene e il gioco vero e proprio non c'era molta differenza e l'estremo realismo dell'ambientazione era decisamente minato dai tratti fumettosi che caratterizzavano i vari personaggi, così per XenoSaga Episode II alla Monolith hanno voluto seguire il sentiero del realismo, rimodellando da zero tutti i personaggi (in certi casi cambiandone il look, si veda in particolare Shion o chaos) e trasformando quel cartone animato 3D che era Episode I in un'opera di science fiction poligonale di qualità visiva davvero imponente. Se escludiamo la realizzazione delle mani a volte approssimativa, è veramente difficile trovare un difetto nei meravigliosi modelli tridimensionali di ambientazioni, protagonisti e avversari: composti da un numero decisamente più elevato di poligoni, dettagliatissimi e proporzionati con precisione, durante le cutscene più imponenti sembra proprio di guardare un film, non un videogioco. Il rovescio della medaglia, tuttavia, è che nel cercare il compromesso migliore per aumentare il realismo dell'opera Monolith Soft ha rinunciato a inserire tutti quegli spettacolari tocchi di classe che rendevano unico XenoSaga: le spettacolari Tech a base di simboli cabalistici di fuoco, formule matematiche di luce, schemi sefirotici di energia e tutti quegli esasperati dettagli mistico-fantascientifici sono praticamente spariti, lasciando il posto a situazioni decisamente meno elaborate e più verosimili (per quanto possa essere verosimile un ragazzo che distorce lo spazio e produce globi di energia psichica per combattere). Un peccato per gli occhi, che nell'economia del nuovo battle system è quasi una benedizione che velocizza i combattimenti, talvolta soporiferi nel prequel. Tornando al nuovo e realistico design realizzato da Monolith Soft, si deve aggiungere che ha influenzato anche e specialmente le location: l'asetticità del prequel, caratterizzato da "dungeon" ambientati sopratutto in astronavi o labirinti spaziali, è qua rimpiazzata da una maggior varietà e complessità. Tra città futuristiche ricche di insegne luminose e olografiche, passanti, edifici e altri numerosi dettagli, passando per foreste "mentali" o enormi stazioni da battaglia, non si può certo dire che Jenseits von Gut und Boose sia monotono, in special modo quando queste location sono una vera gioia per gli occhi.
Ovviamente, in un'opera del genere grande spazio è dato alla musica, che è parte integrante dell'azione, delle numerose cutscene, caricandole emotivamente in modo da renderle ancora più d'impatto. Questo fardello era stato carico di Yasunori Mitsuda, nel prequel, che aveva realizzato una delle migliori soundtrack di sempre, splendida, epica e incredibilmente adeguata, tra canzoni, brani orchestrati e veri e propri carmina burana. In Episode II è Yuki Kajiura ad occuparsi dell'accompagnamento musicale, e benchè il risultato complessivo faccia un po' rimpiangere la bravura magistrale del grande Mitsuda, non si può proprio dire che il lavoro svolto dal suo sostituto non sia di grande qualità. Kajiura predilige la musica elettronica e rock e molte tracce sono così caratterizzate, talvolta adattandosi perfettamente all'azione e altre volte stonando un po' con ciò che accade sullo schermo. La qualità generale dei brani è comunque elevatissima, a tratti travolgente, in special modo di quelli cantati (la canzone di chiusura, "Sweet Song", è semplicemente splendida).
Così com'è cambiato il compositore, anche alcuni doppiatori sono nuovi, ma stavolta il risultato è decisamente altalenante: se del cambio di voce hanno giovato personaggi come chaos o Shion, d'altra parte l'inflessione meccanica e matura di KOS-MOS è stata sostituita da una voce meno matura e decisamente poco adatta. In generale, comunque, la professionalità dei doppiatori è un'altra volta indiscussa, benchè la qualità sia un po' al di sotto di quella di Episode I, ma è senz'altro anche merito del doppiaggio se alcune sequenze della nuova avventura di Shion e compagni sono davvero indimenticabili.

Le aspettative per il primo episodio di XenoSaga erano immense: non è facile essere gli eredi del più importante, amato e complesso RPG degli ultimi dieci anni, che ha influenzato e cambiato il modo di concepire gli RPG stessi. Ancora più grandi erano le aspettative per questo secondo capitolo: Der Wille Zur Macht aveva diviso la critica, da una parte chi l'aveva adorato in virtù della sua eccellente trama, dall'altra chi criticava l'eccessiva quantità di cutscene e che, di conseguenza, non aveva ben capito per cosa aveva speso i soldi. Il risultato è davvero un enigma: tecnicamente eccellente (uno dei migliori videogiochi per PlayStation 2) e con delle meccaniche ludiche migliorate ed approfondite, più giocabile (in tutti i sensi!) e vario. E tuttavia si rimane stupiti: due DVD per una main-quest che dura non più di venticinque ore e che per un buon 80% sembra quasi una sottotrama, poi tantissime altre side-quest e segreti... ma totalmente opzionali. Insomma, questa volta sembrano esserci più bonus che trama, e la cosa lascia un po' perplessi. E' per questo che nonostante la qualità tecnica decisamente superiore e alcuni segmenti narrativi eccellenti, rispetto al prequel, XenoSaga Episode II riceve una valutazione leggeremente più bassa. Le aspettative non sono state completamente soddisfatte, lo XenoGears della nuova generazione non è ancora arrivato: se Namco si renderà conto di pregi e difetti di questi primi due episodi, comunque, possiamo essere certi che Episode III si rivelerà un grandissimo titolo. E del resto, Also Spracht Zarathustra concluderà la storia di Shion e darà inizio a una nuova era nella quale non vediamo l'ora di avventurarci.

    Pro:
  • Tecnicamente eccezionale
  • Battle system riveduto e corretto
  • Più libertà e varietà rispetto al prequel
  • Trama eccellente e personaggi magnifici
    Contro:
  • Primo DVD piuttosto fiacco
  • Main quest troppo breve
  • Non spettacolare visivamente come Episode I
  • Colonna sonora a tratti poco azzeccata

Qualsiasi lettore con una certa cultura videoludica associa alla parola "Xeno" il celebre J-RPG che nel 1998 incollò allo schermo migliaia di giocatori con una trama di proporzioni letteralmente bibliche, ancora imbattuta per qualità e profondità da qualsiasi prodotto appartenente allo stesso genere, e non solo. Quello era XenoGears. Questo invece è XenoSaga. La differenza tra i due titoli può sembrare minima, ma la faccenda è più complessa, e non è facile non dilungarsi. Riassumendo una delle più controverse e complesse faccende della storia dei videogiochi, possiamo dire che il concept originale alle spalle di XenoGears (che nelle intenzioni originali del suo ideatore prevedeva cinque capitoli) viaggiò insieme allo staff che l'aveva prodotto, il team Monolith, da una Squaresoft sempre più in crisi economica a una Namco che di RPG fino a quel momento aveva generato soltanto la blasonata ma poco conosciuta saga Tales. E così vide la luce l'ambizioso progetto XenoSaga, un'esalogia che riprende le idee originali alla base dello storico capostipite, ripartendo da zero, e sfruttando la potenza di PlayStation 2 per mettere in scena un vero kolossal videoludico che ricorda più un film che un videogioco, grazie alla talvolta eccessiva - ma voluta - quantità di filmati non interattivi. Questo accadeva due anni fa, quando l'entusiasmo per il "XenoSaga Project" era ancora alle stelle (pensate che in Giappone veniva stampata una rivista mensile!) e il titolo incontrava consensi - e anche critiche, va' detto - sia in Oriente che in Occidente. Adesso, qualcosa è cambiato. Non solo le aspettative del pubblico, che forse - a ragione - dubita di vedere in un prossimo futuro la conclusione della fantascientifica epopea, ma anche XenoSaga stesso ha subito una trasformazione, abbandonando alcune delle caratteristiche più tipicamente nipponiche in favore di un'approccio visivo estremamente realistico. Ma si tratta di una metamorfosi del tutto positiva? Episode II dividerà ancora una volta la critica, scopriamo perchè...