L'ultima speranza dell'umanità  0

Abbiamo finalmente provato il remake non ufficiale di UFO: Enemy Unknown, l'omaggio di Goldhawk Interactive dedicato a uno dei simboli del PC gaming classico

PROVATO di Mattia Armani —   31/05/2012

Come da copione gli alieni si scagliano improvvisamente alla conquista della terra e gli unici che possono fermarli non sono gli attori hollywoodiani ma gli Xenonauts, soldati addestrati appositamente per far fronte alla minaccia spaziale. Questo è il presupposto, ma gli invasori non sono l'unico problema che il giocatore si troverà a dover gestire. I capi delle misere nazioni terrestri devono essere convinti, come nella realtà, che la minaccia aliena supera il loro potenziale tornaconto. I fondi per la difesa arrivano infatti dalle nazioni e se queste vengono lasciate in balia degli alieni non è detto che, per salvarsi, restino fedeli alla causa dell'umanità.

La formula perfetta

Xenonauts è l'ambizioso remake di uno dei titoli a turni più importanti della storia degli strategici. Parliamo di UFO: Enemy Unknown anche conosciuto come X-COM: Enemy Unknown. Il capolavoro Microprose, nonostante una grafica non certo strabiliante, ha stupito gli appassionati del genere grazie all'atmosfera, alla complessità della componente gestionale, alla possibilità di distruggere qualsiasi barriera e al calcolo preciso della visuale delle unità.

I turni ridotti all'osso poi, combinati con una difficoltà notevole, costringevano il giocatore a valutare ogni mossa nel dettaglio cercando di coprire ogni angolo visuale proteggendo al contempo la schiena dei propri compagni. Il tutto, inoltre, era reso ancora più arduo dall'elevata mortalità e dalla possibilità che i nostri soldati cedessero al panico spesso a causa delle abilità psioniche degli alieni. Da non dimenticare poi la già citata componente gestionale con basi da costruire e fondi da amministrare per difendere le città dall'ignoto invasore. Le basi militari consentivano di recuperare resti alieni, di effettuare ricerche sulla tecnologia e sulla biologia degli invasori, permettevano di addestrare i soldati, di costruire nuovi velivoli e di creare nuove armi sulla base delle nuove scoperte. Un titolo estremamente complesso insomma, in cui tutti gli elementi, dall'enciclopedia alla mappa tridimensionale del mondo, si incastravano perfettamente.

Quando il remake ha un senso

UFO: Enemy Unknown, ormai vetusto dal punto di vista tecnologico, è un titolo ancora insuperato nel proprio genere. Non è un caso dunque che Goldhawk Interactive abbia deciso di recuperarlo con l'obiettivo di riprodurne la formula al meglio possibile. La grafica resta bidimensionale con visuale in isometrica ma la definizione cresce e tutti gli sprite sono ridisegnati. L'originale sfruttava infatti la bassa risoluzione, come molti altri dell'epoca, per nascondere i difetti, e la trasformava, attraverso un accurato design delle animazioni, in un elemento integrante del proprio stile grafico. Un titolo in alta definizione richiede dunque un approccio differente, senza contare, ovviamente, che per motivi di diritti la grafica doveva essere comunque trasformata e resa ben distinguibile.

Provando una versione dimostrativa del titolo abbiamo potuto constatare che l'atmosfera e gli elementi principali sono tutti al loro posto. L'interfaccia è più intuitiva, e include svariate scorciatoie via tastiera, ma ogni finestra è dove l'avevamo lasciata nel lontano 1994. I menù sono pressoché identici, con tanto di slider per aumentare ingegneri o scienziati impegnati in un progetto, e non mancano le finestre riassuntive tra cui ovviamente quella dei soldati arruolati. Dal punto di vista della componente gestionale insomma non manca nulla e chi ha giocato a Enemy Unknown si ritroverà istantaneamente a proprio agio con l'interfaccia di Xenonauts.

Fedele all'originale

Anche il gameplay è pressoché identico a quello di UFO: Enemy Unknown. Gli elementi fondamentali sono la copertura, il morale degli uomini, l'equipaggiamento e, ovviamente, le unità di tempo che vengono spese per spostarsi, sparare e inginocchiarsi. Tornano anche le statistiche che sono differenziate per ogni soldato e devono devono essere tenute in considerazione durante le missioni che si fanno via via sempre più complesse. E non mancano nemmeno i carri armati teleguidati che restano la risorsa principale per esplorare la mappa senza perdere uomini a causa di inevitabili e letali agguati.

D'altronde tutto quello che non vediamo accadere attraverso gli occhi dei nostri uomini è immerso nell'oscurità totale e una schermata fissa ci avverte dei movimenti nascosti dei nemici dei quali sentiamo solo l'audio. In questa fase, che si svolge durante il turno dell'avversario, possiamo intravedere anche i civili che scappano tra le pompe di un benzinaio o passano in preda al panico davanti a una finestra. Ma questa volta accanto alla popolazione inerme troviamo anche persone armate che cercano di difendersi. Una delle novità maggiori di Xenonauts riguarda infatti l'implementazione di personaggi capaci di reagire che si nascondono o cercano addirittura di attaccare gli alieni. Nella versione di prova purtroppo la reattività dei cittadini si è dimostrata piuttosto deludente, con alcuni civili che si sono gettati senza ritegno tra le fiamme per morire in modo piuttosto atroce e sciocco, ma gli sviluppatori hanno promesso un'intelligenza artificiale raffinata e missioni realizzate specificatamente intorno a personaggi non giocanti capaci di difendersi e di aiutarci. Alcune nuove feature sono comunque già evidenti. Lanciando il primo caccia all'inseguimento di un UFO appena passato sopra alla nostra base nordafricana, ad esempio, ecco comparire nella schermata di ingaggio aereo la possibilità di mettersi in coda al nemico. Il nuovo combattimento aereo include infatti le traiettorie e implementa anche la possibilità di lanciare più di un caccia all'inseguimento del medesimo UFO. Un altro elemento distintivo, all'apparenza marginale ma importante ai fini del gameplay, è la presenza di due piccole porte laterali sul velivolo da trasporto. Due uscite secondarie che possono evitare un massacro in presenza di alieni già pronti ad accogliere i nostri soldati.

Il fattore Kickstarter

Purtroppo l'implementazione di diverse novità, e anche qualche feature già presente in UFO e non ancora implementata, dipende dai fondi che vengono attualmente incamerati attraverso la campagna Kickstarter lanciata da Goldhawk Interactive. Una raccolta fondi dalla quale dipende la realizzazione di parecchi elementi come la possibilità, presente nella serie XCOM, di sviluppare i poteri psionici dei soldati attraverso sessioni di allenamento.

Attualmente la campagna Kickstarter del titolo ha superato sia il minimo indispensabile per portare a compimento il progetto, ovvero 50.000 dollari, sia la cifra necessaria per assumere un level designer dedicato. Il denaro attualmente raccolto supera i 100'000 dollari, abbastanza per l'aggiunta di specifiche missioni ambientate in luoghi chiusi. L'operazione è in piedi da due settimane ed è circa a metà del suo percorso, dunque possiamo presumere che raggiungerà anche la soglia successiva ovvero i 140.000 dollari necessari per includere nel titolo la grafica in stile sovietico delle città (da affiancare a i classici centri urbani americani già implementati). Purtroppo la lista delle feature che restano ancora da finanziare ci rivela l'assenza, allo stato attuale delle cose, del motion sensor. Un tool fondamentale in UFO ma che in Xenonauts è stato inspiegabilmente posto a un livello di importanza secondario dal team di sviluppo. Servono infatti ben 230.000 dollari per arrivare all'implementazione del sensore di movimento. Una cifra decisamente elevata e probabilmente irraggiungibile.

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Un titolo da tenere sott'occhio

Xenonauts, come il titolo a cui si ispira e differentemente dal remake ufficiale targato Firaxis, resta saldamente ancorato alla grafica bidimensionale e dal punto di vista estetico è decisamente modesto. Ma il lavoro artistico degli sviluppatori appare valido con i soldati che danno l'idea di essere un team SWAT declinato in salsa fantascientifica. Con l'incremento di definizione gli oggetti sono molto più dettagliati e il lavoro dietro a erba, camioncini, tubi e oggetti di ogni sorta è ottimo. Ovviamente, vista la natura scacchistica del gameplay a turni, tutto è sempre squadrato e simmetrico, ma basta poco per abituarsi.

Al contrario le animazioni, probabilmente ancora da rifinire, appaiono fin troppo anonime e prive di fisicità. Immancabile ovviamente la distruzione di tutte le barriere e di tutti gli oggetti che è senza alcun dubbio uno dei segni distintivi più importanti di UFO: Enemy Unknown. I proiettili esplosivi hanno dunque un ruolo fondamentale visto che possono aprire nuovi passaggi e soprattutto possono stanare gli alieni dai loro nascondigli. Assenti invece i potentissimi lanciarazzi alieni che consentivano di radere al suolo ampie zone, astronavi aliene incluse. Gli sviluppatori hanno preferito incrementare il bilanciamento piuttosto che cedere al richiamo della nostalgia. Ottima infine la mappa tattica che ci consente di gestire i combattimenti aerei ed è ora molto più dettagliata. Infine, a coronare il tutto, troviamo una novità che farà sicuramente piacere ai modder. Parliamo degli editor dei livelli e delle sottomappe, due tool distinti e completi di tutto per sostenere al meglio le velleità creative della community. In sostanza Xenonauts è un titolo da tenere sott'occhio, soprattutto se si apprezza la sfida visto che la mortalità resta decisamente elevata. Ovviamente è presto per valutare il bilanciamento ma gli sviluppatori hanno promesso di mantenere la tensione ludica di UFO: Enemy Unknown senza portarla agli estremi di quella dannata ultima missione marziana.

CERTEZZE

  • Fedele all'originale UFO (X-Com)
  • Gameplay classico, interfaccia e controlli migliorati
  • Mod tool integrati

DUBBI

  • Alcune importanti caratteristiche legate alla raccolta fondi
  • Animazioni da rivedere