È la periferica che fa il mago?  4

La conferenza di Sony si è concentrata su una nuova periferica legata a PlayStation Eye: l'idea è interessante, ma non mancano le perplessità

ANTEPRIMA di Antonio Fucito   e Christian Colli   —   07/06/2012

Chi non ha mai sognato di essere un mago? Certo, magari un mago come Merlino, Raistlin Majere o Zedd Zorander, non necessariamente lo sfortunato orfano creato dalla fervida mente di Joanne Rowling più di dieci anni fa, prima che diventasse un successo stratosferico in sette libri, otto film e una miriade di videogiochi, action-figure e tanto altro ancora. Ed è proprio dalla partnership con la "Jo" più ricca e famosa del mondo che nasce Book of Spells (probabilmente "Il Manuale degli Incantesimi" nella sua futura traduzione italiana ufficiale), il primo software pensato appositamente per Wonderbook, una nuova periferica che Sony si è premurata di mostrarci per una soporifera mezzora durante la conferenza all'E3,

rubando tempo prezioso alla ben più bisognosa PlayStation Vita e generando una risposta mediatica talmente negativa da affossare il resto della presentazione. Wonderbook e Book of Spells sono prodotti pensati principalmente per un pubblico molto giovane, ma se da una parte hanno diritto a divertirsi con PlayStation 3 anche i piccoli fan di Harry Potter, sopratutto dopo i disastrosi adattamenti videoludici, dall'altra quanto senso può avere presentare una cosa del genere quando cinque minuti prima Kratos sventrava il mostro mitologico di turno e Ellen Page ti bestemmiava sullo schermo?

Attraverso lo schermo

Prima di rivolgere la nostra attenzione a Book of Spells, è il caso di capire in cosa consista esattamente Wonderbook. La nuova periferica, mostrata poi da Sony in una convincente riproduzione del tipico salottino da famiglia Brady, ha una forma decisamente peculiare: si tratta di un vero e proprio libro di dodici pagine su cui sono stampati dei codici QR che verranno poi interpretati dalla webcam PlayStation Eye, consentendo la riproduzione, sullo schermo, di immagini interattive che sembreranno prendere vita sulle pagine stesse della periferica. Essenzialmente parliamo di una sorta di illustrazione pop-up animata interattiva: il giocatore può infatti manipolare l'immagine agendo su di essa con PlayStation Move o le proprie mani.

Il risultato, da un punto di vista meramente tecnologico, è davvero interessante, benché si tratti essenzialmente di "semplice" realtà aumentata. Lo scopo della periferica è abbastanza chiaro, ma non necessariamente scontato: si comincerà con semplici videogiochi, ma Sony ha intenzione di alzare la posta e proporre anche contenuti e software di tipo didattico ed educativo. Qui entra in gioco J.K. Rowling: Book of Spells può essere considerato a tutti gli effetti un'estensione di Pottermore, un progetto che ha preso il via qualche mese fa con lo scopo di continuare a espandere l'universo di Harry Potter attraverso siti web e contenuti digitali e non. L'autrice ha infatti collaborato attivamente alla creazione del software, scrivendone la storia e i testi per offrire ai fan del franchise un'esperienza "autentica". Quanto al nome che appare nel titolo del gioco, e sulla copertina del libro una volta riprodotto sullo schermo, l'arcano è presto svelato: Miranda Goshawk è in effetti l'autrice fittizia del Manuale degli Incantesimi omonimo che Harry e tutti i suoi compagni di Hogwarts, specialmente Hermione Granger, studiano durante ogni anno scolastico; a tutti gli effetti, quindi, il piccolo ammiratore di Harry potrà studiare gli stessi incantesimi proprio come lui, imparandone la storia e i segreti.

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Il manuale degli incantesimi

Certo, il libro di Harry e soci non si animava né generava draghi e passaggi segreti: Book of Spells invece propone proprio questo genere di bizzarrie e visivamente il risultato è piuttosto convincente. PlayStation Move sullo schermo diventa una vera e propria bacchetta magica e le parole sulle pagine si animano, abbandonano la carta e fluttuano a mezz'aria. Le illustrazioni prendono vita, un drago si stacca dal libro e lo brucia con il suo soffio infuocato: niente paura, basta muovere le mani sulle fiamme per spegnerle e spolverare la superficie del libro per rimuovere la fuliggine. È insomma possibile interagire in vari modi con la periferica, la quale può essere ovviamente spostata e ripresa da ogni angolazione, rivelando un livello di dettaglio decisamente notevole.

A quanto pare, a ogni capitolo del Manuale corrisponderà l'apprendimento di uno o più incantesimi: la demo sullo showfloor mostrava l'apprendimento e la storia di magie come Wingardium Leviosa, Alohomora e Incendio; una volta imparata la formula e il movimento di bacchetta necessario ad attivarla, il gioco propone una piccola sfida per metterla in pratica, per esempio l'apertura di una porta o l'incenerimento di alcuni bersagli, attività a prima vista abbastanza ripetitive e non particolarmente esaltanti. La conferenza non è proceduta senza intoppi, infatti la periferica faticava a interpretare i movimenti di PlayStation Move, ma non è chiaro se per problemi di software o incapacità dell'addetta alla dimostrazione, ma sono eventuali incidenti di percorso accettabili e facilmente risolvibili, anche se non hanno contribuito a rasserenare gli animi di un pubblico a quel punto già decisamente spazientito sia dalla sonnolenza che da un concept che fa un po' a cazzotti con una macchina che di casual ha ben poco. Book of Spells sembra più un tentativo di sfruttare ancora un po' il brand di Harry Potter prima che passi di moda con un prodotto indirizzato a una minima percentuale dell'utenza PlayStation 3: per giocare servono tre periferiche (Move, Eye e Wonderbook) oltre al software e a una console non proprio plug and play. Indubbiamente la proposta ha il suo fascino, lascia però perplessi il contesto: forse dedicare meno tempo a Wonderbook e dare più spazio a PlayStation Vita sarebbe stata una scelta più felice, in questo strano e controverso E3 2012.

CERTEZZE

  • Miglior rilevamento di movimenti e interazioni
  • Prezzo della periferica contenuto

DUBBI

  • Interesserà soltanto ai Potter-fan più piccini
  • Difficilmente farà presa su un pubblico più vasto