PC Magazine #105 0

Salutiamo THQ, chiusa per sempre, e ci consoliamo con l'usuale abbondanza di news, indie, hardware ed MMO

RUBRICA di La Redazione —   26/01/2013

THQ è andata, scomparsa per sempre. Ha pagato un po' gli errori di quando si buttò anima e corpo nel mondo dei titoli su licenza e casual, un po' il fatto che oggi come oggi il mondo dei publisher di grandi titoli tripla A è riservato a chi riesce a infilare almeno una o due hit di enorme successo commerciale all'anno. Non che THQ fosse in tutto e per tutto un pilastro del gioco su PC, sia chiaro, però averci portato per anni gli strategici Relic e aver creduto su proprietà intellettuali come Darksiders e Metro, un po' di nostalgia deve crearla per forza. Come avrete letto Compagny of Heroes 2 è salvo e verrà pubblicato da SEGA, che ha comprato in toto il talentoso team canadese e che dopo Sports Interactive e Creative Assembly rimpolpa la sua compagine orientata all'ambiente PC. Purtroppo l'amatissimo - e sfortunato, bistrattato, sotto sfruttato... - Homeworld pare sia ancora nel limbo, bloccato da una controversia legata alla licenza oramai di lunghissima data. Su IndieGoGo un gruppetto di volenterosi ha iniziato una campagna per raccogliere i fondi necessari a comprarne i diritti, riportare il gioco sulle piattaforme di digital delivery, farne una versione touch e infine mettere in cantiere un terzo episodio. Per dovere di cronaca dobbiamo dire che, anche qualora si raccogliessero i 50'000 dollari richiesti, non ci sono garanzie sulla riuscita dell'acquisto. E comunque tutto sarebbe in mano ad un gruppo di persone di buoni propositi ma non con l'esperienza necessaria. E' stata anche la settimana di un bella intervista di RockPaperShotgun a Ken Levine, che con il sito inglese ha parlato a lungo dell'atteso Bioshock Infinite e non solo. Le due parti - una e due - sono una lettura lunga ma piacevole. I medesimi due aggettivi possono essere spesi per l'articolo di Jordane Thiboust, game designer al lavoro su un progetto per la prossima generazione di hardware che ha indagato a lungo il genere dei giochi di ruolo e qui condivide alcune approfondite riflessioni su ciascun sottogenere. Prima di lasciarvi alle singole rubriche, vi salutiamo con Queen Fortress: ennesimo divertentissimo uso del Source Engine da parte di una community sempre più fonte di costanti sorprese e piacevoli iniziative.

di Umberto Moioli

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Guild Wars 2
Il primo aggiornamento del 2013 ha finalmente un nome, Flame and Frost: Prelude. Come da titolo, non è altro che il primo di una serie di aggiornamenti che dovrebbero cambiare in modo significativo una moltitudine di aspetti del titolo ArenaNet. Il primo passo si farà il 28 gennaio, quando succederà qualcosa, nelle regioni settentrionali di Tyria, che causerà un vero e proprio esodo.

Tra le feature che saranno aggiunte ArenaNet sottolinea il cambiamento promesso qualche settimana fa al sistema di achievement e la tanto attesa modalità "guesting" di cui vi abbiamo parlato la settimana scorsa (ricordate che da quel momento in poi il trasferimento tra server diverrà gratuito, quindi occhio al server in cui vi trovate quando scatterà l'aggiornamento). Oltre a queste due novità, ArenaNet prevede di implementare tutta una serie di miglioramenti più o meno sostanziosi a WvW e interfaccia, aggiungendo anche una quantità di nuovi oggetti, sopratutto di tipo Ascended, ottenibili spendendo gli "allori" guadagnati tramite gli achievement.

World of Warcraft
Emergono nuovi dettagli sull'imminente patch 5.2, intitolata Il Re del Tuono. Mentre nei Public Test Realm comincia il test a scaglioni dei nuovi raid boss, Blizzard ci informa di una nuova qualità di oggetti che verrà aggiunta alle normali loot table dei boss. In pratica, in modalità Normale e Eroica ogni boss avrà una piccola chance di rilasciare un oggetto Thunderforged di livello più alto rispetto al solito.

Dunque, dello stesso oggetto esisteranno ora una versione Ricerca delle incursioni, una normale, una normale "thunderforged", una eroica e una eroica "thunderforged". Perplessi? Sì, anche noi. Blizzard giustifica l'aggiunta come un modo per premiare i raid organizzati, storicamente in crisi dalla fine di Cataclysm, ma i più vedono in questa confusionaria soluzione un goffo tentativo di incentivare il "farming" di oggetti per tutta la futura patch 5.3, che non introdurrà nuovi raid boss, fino alla 5.4 che vedremo soltanto tra alcuni mesi. Per fortuna, la 5.2 aggiungerà altre attività più casual, tra le quali una serie di nuove mascotte "elite" che affronteranno, da sole, l'intera squadra del giocatore, ricompensando i nostri sforzi con ulteriori mascotte esclusive.

The Elder Scrolls Online
Con un avvincente filmato in computer grafica lungo ben sei minuti circa, Bethesda ha dato ufficialmente il via alle iscrizioni per la Beta di The Elder Scrolls Online. Ancora non sono stati divulgati, né probabilmente definiti, i dettagli del test, ma vale la pena spendere qualche minuto per completare il modulo d'iscrizione e incrociare le dita

(anche se un simpatico indicatore sulla destra ci informerà delle nostre possibilità di essere selezionati man mano che riempiamo i vari campi). Vi ricordiamo che The Elder Scrolls Online non è sviluppato da Bethesda Softworks, ma da ZeniMax: è importante capire questa differenza, prima di lanciarsi in comprensibilissime elucubrazioni circa le differenze tra questo MMORPG e l'amatissima serie madre. ZeniMax, comunque, sembra sapere il fatto suo, sottolineando ancora una volta l'utilità della nuova tecnologia "megaserver" e del sistema "social network" integrato che, a quanto pare, renderebbe The Elder Scrolls Online un MMO particolarmente adatto a chi ama giocare in compagnia.

Final Fantasy XIV
L'ultima, lunghissima lettera alla comunità scritta dal buon Naoki Yoshida non proponeva particolari colpi di scena, ma i fan della quattordicesima fantasia finale avranno sicuramente apprezzato alcune foto inedite che ritraggono, tra le altre cose, gli attesissimi Mi'qote maschi e le, ehm, molto meno attese Roegadyn femmine. Yoshida assicura che tutte le razze saranno disponibili nella Beta che avrà inizio tra poche settimane, anche se non tutte le opzioni di personalizzazione saranno sbloccate.

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A parte questo, il direttore del progetto ha preferito condividere con i suoi fan un po' di foto e racconti circa il modo in cui lo staff ha trascorso il capodanno, citando anche un amichevole incontro con alcuni collaboratori di Mythic e Ultima Online. L'ottimismo di Yoshida sembra promettente, sopratutto ora che cominciano a circolare sempre più informazioni sul reboot del disastroso Final Fantasy XIV. Soltanto pochi giorni prima, infatti, abbiamo avuto la possibilità di vedere un prototipo del modello poligonale di Shiva, la famosa divinità che apparirà anche in A Realm Reborn. Vi ricordiamo che, a quanto pare, i "primal" come Shiva girovagheranno per Eorzea, pronti ad essere affrontati e poi evocati dai giocatori che riusciranno a sconfiggerli.

The Secret World
Novità in vista per il cash shop dello sfortunato MMORPG firmato Funcom. A quanto pare, la società norvegese si è resa conto di dover agevolare il sistema di micro transazioni legato al nuovo modello free-to-play adottato da The Secret World,

e infatti adesso si è deciso di rendere gli oggetti comprati disponibili per l'intero account del giocatore, piuttosto che per un personaggio specifico. Questa modifica interesserà intanto le creaturine di compagnia, ma verrà presto estesa anche agli indumenti. Contemporaneamente, Funcom sta sviluppando un programma di ricompense "veteran" per i giocatori sottoscriventi simile a quello di Age of Conan. Ogni mese, i giocatori riceveranno dei punti da spendere nel cash shop in oggetti più o meno esclusivi come indumenti, consumabili e altro ancora. È chiaro che Funcom stia cercando di incentivare lo zoccolo duro di fan del gioco, ma se questa mossa avrà un buon riscontro lo sapremo soltanto fra qualche mese...

Il Signore degli Anelli Online
Chiudiamo con qualche indiscrezione sui prossimi aggiornamenti della Terra di Mezzo virtuale di Turbine.

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L'ultimo botta e risposta tra i giocatori e il team di sviluppo si è svolo tramite Twitter e ha portato alla luce un po' di informazioni interessanti. Tanto per cominciare, l'aggiornamento 10 sarà lanciato sui test server la prossima settimana con un'infornata di aggiunte, tra le quali nuovi set di armature, una serie di modifiche determinanti alla classe del Guardiano e la seconda parte dei nuovi dungeon. Il prezzo da pagare per queste novità, però, è l'assenza di nuove missioni narrative: per quelle si dovrà attendere l'aggiornamento 11, che a detta degli sviluppatori sarà enorme e aggiungerà, tra le altre cose, un'intera regione dove si potrà combattere a cavallo.

di Christian La Via Colli

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Fortunatamente pare che il periodo di magra che solitamente segue il Natale sia finito, e già in questo numero di PC Magazine abbiamo potuto scegliere tra diversi titoli indipendenti da proporvi. Quindi bando alle battute sul Rubbini, sempre gioioso di essere oggetto di storielle sconsiderate che lo vedono finire impalato da qualche parte, e cominciamo con un bell'horror alla Slender, anche se decisamente più elaborato. Stiamo parlando di Dream of the Bloodmoon, breve gioco freeware pieno di atmosfera che vi farà sporcare un paio di chili di mutande. Non dura moltissimo in realtà, ma una serie di accorgimenti, come l'ottimo uso della nebbia, lo rendono decisamente terrorizzante e bello da vedere (non per niente usa l'Unreal Engine 3.0). Insomma, provarlo non costa nulla, di tempo non ne ruba moltissimo, quindi non capiamo perché abbiate quelle facce e non vi fiondate a cliccare sul link... ah, avete già sporcato il primo paio?

E allora veniamo a qualcosa di più elaborato, stilisticamente parlando: Proteus. Si tratta un gioco d'esplorazione musicale dall'incredibile fascino che si situa nel territorio borderline delle esperienze sensoriali, più che dei videogiochi intesi classicamente. Non c'è niente da fare in realtà, ma potere occulto vuole che si abbia voglia di giocarlo più volte per riviverlo tanto riesce a coinvolgere con il suo essere concettualmente musicale. Purtroppo la versione acquistabile non è ancora quella definitiva, ma intanto potete finanziare la beta, che già da sola merita tutti i soldi che costa.

Veniamo a qualcosa di più old style, ma non per questo meno interessante: Cataegis - The White Wind, un platform d'azione che ricorda molto da vicino titoli come Shinobi, Strider o Ninja Gaiden (la versione per NES). Per ora il gioco definitivo non esiste ancora, ma volendo potete scaricare la demo e provare qualche livello, tuffandovi in un gameplay nostalgico quanto ben fatto. Ottimo anche l'so della palette... insomma, provatelo senza fare troppe storie.

Parliamo ora di un titolo che promette molto bene. Ispirato a Fallout in primis, quindi ad Arcanum, Neverwinter Nights e System Shock 2, Underrail è un gioco di ruolo isometrico a turni che tenta di mescolare le qualità migliori delle sue fonti offrendo un gameplay articolato e profondo, garantito da alcune scelte di design decisamente hardcore (come la gestione del campo visivo). Il gioco si trova ancora in fase beta, scaricabile acquistandolo per supportare l'autore e aiutarlo ad andare avanti. Chi lo ha provato lo ha trovato entusiasmante... e chi siete voi per privarvi di un po' di sano entusiasmo?

Dopo un gioco di ruolo old school, cosa c'è di meglio di un metroidvania di spessore? Se l'idea vi solletica, allora tenete d'occhio Treasure Adventure World, rifacimento in alta definizione di un gioco freeware del 2011 al cui sviluppo stanno collaborando Robit Studios e Chucklefish. I nostri hanno deciso di provare la via del mercato cambiando l'engine, inserendo musiche di Robert Ellis, aggiungendo puzzle e, insomma, rifacendo un sacco di altra roba. Il risultato sembra valere il prezzo del biglietto, quindi vi consigliamo di non sottovalutarlo.

Veniamo quindi a un altro aggiornamento. Dopo mesi di silenzio, D-Pad Studio ha rilasciato un nuovo video di Owlboy (lo trovate qui in giro). L'incredibile filmato non solo permette di ascoltare un brano della colonna sonora, ma anche di saggiare il magnifico lavoro fatto con la grafica in pixel art, davvero notevole. La versione demo, scaricabile qualche tempo fa e poi rimossa dal sito, mostrava un avanzamento dei lavori decisamente inferiore. Non vediamo l'ora di giocarci.

Se tutto ciò che vi abbiamo segnalato non vi fosse bastato (idrovore che non siete altro), eccovi una bella utility divertente quasi come un videogioco: Infinite Doodle. Si tratta di una specie di tool per realizzare disegni con profondità infinita. Ovviamente potete usarlo sia per fare qualcosa di creativo, sia per passare qualche minuto a sprofondare nel foglio.

Infine, non potevamo non segnalarvi l'uscita di Deepfall Dungeon, clone freeware di Dungeon Master dall'ottima realizzazione tecnica. Se vi piace il genere e avete gradito il recente The Legend of Grimrock, sicuramente lo adorerete (anche perché non costa nulla).

Indie della settimana
Smooth Operators: Call Center Chaos è un gestionale che simula l'attività di una società di call center. Avete presente quei posti dove telefonando non ricevete mai un'informazione corretta perché la gente lavora sottopagata e spesso viene cacciata via dopo tre mesi di lavoro, proprio quando stava iniziando a capirci qualcosa?
Smooth Operators Trailer - DesuraEcco, se il quadro non vi è inedito, sapete di cosa stiamo parlando. Ovviamente qui si simula un call center serio, che addirittura paga i suoi dipendenti e che gli fa dei contratti regolari. Insomma, in Italia, più che per gestionale, rischia di passare per un gioco di fantascienza. Vabbeh, crisi a parte, cerchiamo di scoprire se vale la pena spendere i cinque euro circa che costa l'opera di Andreas Heydeck Games. In realtà, nonostante il look abbastanza spartano, ci troviamo di fronte a un titolo profondo e pieno di cose da fare. Intanto bisogna allargare l'attività, costruendo uffici e altre strutture lavorative. Ovviamente se assumete del personale dovete prevedere che prima o poi i dipendenti abbiano bisogno di espletare qualche bisogno fisiologico, tipo minzionare o nutrirsi. Con il crescere dell'azienda, l'edificio iniziale guadagnerà diversi piani. A quel punto bisognerà costruire ascensori per raggiungere quelli più elevati (mica vorrete farli andare a piedi). Per crescere bisogna lavorare, per lavorare bisogna prendere contratti, per ottenere nuovi contratti bisogna aver svolto con successo quelli precedenti e così via. All'inizio alcune infrastrutture e alcuni mestieri avanzati saranno bloccati, ma piano piano si avrà la possibilità di esprimere tutto il potenziale dell'azienda, così da poter riattaccare il telefono in faccia alle vecchiette invadenti! Insomma, avete capito che è bellino nonostante qualche spigolo, quindi accattatevelo se vi aggrada il genere!

di Simone Tagliaferri

Titolo: Smooth Operators: Call Center Chaos
Sviluppatore: Andreas Heydeck Games
Distribuzione: Distribuzione digitale
Sito di riferimento: Link
Download: Link
Da sapere per giocare al meglio: Niente di rilevante da segnalare.

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Beyond Good & Evil è il tipo di gioco di cui un autore può andare fiero. E in questo caso l'autore è Michel Ancel, noto per essere stato il padre di Rayman. Come potete leggere anche sulla sua pagina di Wikipedia, Beyond Good & Evil è stato ed è tuttora molto amato da chi ci ha giocato - noi siamo tra gli ammiratori, altrimenti non lo avremmo scelto - ma purtroppo le vendite si sono rivelate deludenti. Pare comunque che un seguito si farà, probabilmente quando saranno disponibili le console della prossima generazione, ma sulla possibilità di vedere la fine della trilogia pensata da Ancel non c'è da scommetterci.

Si potrebbe cominciare da qualunque aspetto del gioco per parlare di Beyond Good & Evil, tanto è variegato e prezioso nelle sue parti, ma la scelta migliore è cominciare con Jade, la protagonista. Jade è quel tipo di personaggio con il quale è facile identificarsi, un modello di eroina che piace anche le videogiocatrici. Ha la testa sulle spalle: infatti gestisce un orfanotrofio. Ha carattere: basta vedere come reagisce alle difficoltà. È intelligente e sa che un aiuto lungo il viaggio può servirle. Inoltre mette a frutto le sue capacità di fotografa per rimediare ai debiti, anziché sfondare vasi nelle case di sconosciuti o prendere a calci forzieri pieni d'oro. Queste caratteristiche la rendono attraente senza bisogno di essere una bambola, e lasciateci dire che ce ne vorrebbero di più di eroine come lei nei videogiochi. Soprattutto in quelli di azione/avventura (chissà che la prossima Lara non ci riservi qualche sorpresa in questo senso). In ogni caso Jade è la punta di diamante di un cast memorabile e ben doppiato in italiano, composto da Pey' J, Doppia H e Secundo. Senza contare la folla di personaggi con i quali è possibile conversare scegliendo tra varie linee di dialogo, a metà tra l'avventura grafica e il gioco di ruolo. Uno dei punti di forza di Beyond Good & Evil è l'estrema varietà del sistema di gioco, intuitivo nell'interfaccia (si fa quasi tutto con un solo pulsante del mouse) ma soddisfacente per quantità di azioni disponibili. Succede un po' di tutto in questo gioco: ci si può infiltrare, esplorare mondi, risolvere piccoli puzzle con l'aiuto dei nostri comprimari e ovviamente combattere. Senza contare sezioni di guida, mini giochi e divertenti servizi fotografici. L'aspetto sorprendente è che il gioco passa da un tipo di interazione all'altra con estrema fluidità. Se compare un avversario Jade tira fuori da sola il bastone e, sempre con un solo comando, possiamo attivare le azioni speciali del nostro aiutante senza interrompere l'azione. Così può succedere che un attimo prima stiamo facendo acquisti e quello successivo siamo a bordo di un hovercraft. Tutto senza caricamenti. E se pensiamo che sopra questa struttura solida e appagante c'è una storia che vale la pena scoprire, con spunti insoliti per un videogioco, si capisce come mai i fan di Beyond Good & Evil ne siano rimasti tanto affascinati

Purtroppo qualche piccola nota dolente c'è e riguarda per lo più chi gioca con il PC. Tanto per cominciare non si può usare il joypad. Motivo? Mah, ad oggi resta ancora un mistero. La semplicità dei comandi e il basso livello di sfida del gioco rendono poco frustrante l'uso di mouse e tastiera ma ciò non toglie che siano le periferiche meno indicate per un gioco del genere. Inoltre rispetto all'edizione console quella PC soffre a causa di alcuni sporadici bug. Vi consigliamo perciò di salvare ogni volta che potete. Infine, e questo vale per tutti, la telecamera come al solito non è sempre all'altezza dell'azione che si svolge sullo schermo. Ma cos'è tutto questo davanti alla splendida direzione artistica del gioco? Ben poco, siamo sinceri. Perciò se ancora non avete giocato a Beyond Good & Evil fatevi un favore e rimediate quanto prima. Gli anni non hanno intaccato lo smalto di questo gioco indimenticabile e un po' sfortunato.

di Andrea Rubbini

Titolo: Beyond Good & Evil.
Sviluppatore: Ubisoft.
Anno di pubblicazione: 14 novembre 2003.
Come reperirlo: se da un lato recuperare il gioco in edizione scatolata o digitale è molto semplice, dall'altro c'è il problema della compatibilità con i sistemi operativi più recenti. Per questo motivo la versione disponibile su GOG.com è la più consigliata.
Perché giocarlo oggi: perché è un gioco che comunica la personalità vivace e originale del suo autore attraverso un gameplay ricco di trovate e mai ripetitivo, con dietro una storia appassionante e personaggi degni di essere ricordati.

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Schede video - Nuovi metri di valutazione
Analizzando alcuni filmati presi dai videogiochi di ultima generazione, Tech Report ha rilevato una marcata latenza in relazione all'output dei singoli frame con la Radeon HD 7950. E quando un frame rallenta, portando il flusso di immagini a una successiva accelerazione per recuperare il gap creatosi, si verifica il cosiddetto effetto stuttering che può risultare fastidioso anche quando non è particolarmente evidente. La fluidità, anche quando l'effetto è minimo, viene comunque compromessa e lo si può notare nel paesaggio che scorre a singhiozzo in prossimità degli angoli inferiori dello schermo oppure, e in questo caso la faccenda può diventare decisamente noiosa, nelle imprecisioni della mira in un FPS.

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La buona notizia è che AMD ha preso atto della nuove rilevazioni e ha implementato, nei Catalyst 13.2 beta, alcuni fix studiati per ridurre lo stuttering nelle HD 7950. I risultati si sono fatti vedere subito con la latenza che in alcuni casi, come in Skyrim, è diminuita di circa 8 volte. Purtroppo in altri il problema è rimasto e Borderlands 2 risulta decisamente più godibile sulla scheda Nvidia usata nei test di TechReport anche se il problema è talmente esiguo da non alterare più di tanto l'esperienza di gioco. In ogni caso lo stuttering può senza dubbio divenire un elemento di cui tenere conto nella valutazione di un hardware costoso come nel caso delle schede video di ultima generazione. Per questo Tech Report ha deciso di analizzare la latenza dei frame con precisione attraverso rilevazioni dettagliate che dovrebbero restituire un'analisi precisa delle performance di una scheda. La metodologia esatta e i dati rilevanti da tenere in considerazione sono ancora in via di definizione ma nel frattempo è possibile avere un'idea della procedura di testing leggendo questo dettagliato articolo che tratta anche di microstuttering e di configurazioni multi GPU. La potenziale rilevanza di questo tipo di rilevazioni è sottolineata anche nelle pagine di PC Perspective che ha compiuto una serie di complesse analisi studiando una propria metodologia di test.

Qual è il paese più veloce del mondo?
Oggi il mondo è indubbiamente connesso in una rete globale attraverso satelliti, cavi, server e dispositivi di ogni sorta. Ma il cosiddetto digital divide, causato dalle differenze di ricchezza e di politiche, crea muri invisibili e quasi ininfluenti quando si cerca su google, che diventano evidenti nel caso del gioco multiplayer e delle attività che richiedono il movimento di una notevole mole di dati. Si tratta, insomma, di un elemento rilevante ma non c'è mai stata una rilevazione ufficiale della velocità media di connessione, almeno fino all'analisi di Akamai Technologies pubblicata nei giorni scorsi da Bloomberg. I risultati dei test sono a tratti sorprendenti e vedono in testa diverse economie emergenti con quelle classiche escluse dalla top 10 dei paesi con la connessione più veloce. Gli Stati Uniti, quasi interamente cablati in alta velocità, risultano solo quattordicesimi e dell'Italia, prevedibilmente, non si fa neppure menzione. La classifica si basa sulla velocità di connessione media e non tiene conto delle dimensioni differenti dei paesi, della difficoltà di portare i cavi ad alta velocità tra i monti e della latenza, ma fornisce comunque indicazioni preziose sulla situazione della connettività globale.

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Singapore, che si trova al decimo posto, può contare su una velocità media di 30.7 megabits per secondo che sono quasi il doppio dei 15.9 che rappresentano la media globale. Israele vince di poco, con 30.9 megabits per secondo, ma la cosa non sorprende vista l'elevata cultura tecnologica del paese che è considerato il secondo posto al mondo per le startup tecnologiche dopo Silicon Valley. All'ottavo posto veniamo sorpresi dalla Bulgaria che grazie alle tasse contenute e alla forza lavoro economica ha attratto decine di compagnie e, al contrario di molti altri paesi, le ha sostenute con infrastrutture web capaci di garantire una media di 32.1 megabits per secondo. In settima posizione ecco comparire la Svizzera, con 32.4 megabits per secondo, che ci sorprende decisamente meno della Bulgaria visto che tra la gestione di conti milionari e operazioni finanziarie a profusione ha la necessità di fornire connessioni ottime. Al sesto posto la seconda sorpresa che vede il Belgio trionfare sulle contrapposte Francia e Germania con 32.7 megabits per secondo, ma questi non sono nulla se paragonati con i 37.4 della Romania che tra l'altro è calata in classifica del 3.2% ma rimane quinta e con un notevole vantaggio. Ed è ancora sorpresa spostandosi nel nord europeo, per decretare la medaglia di legno, dove a trionfare non troviamo la ricca Norvegia ma la Lettonia che dimostra quanto le dimensioni minute siano importanti per avere buoni risultati. Eppure il Giappone, pur essendo più ampio dell'Italia, risulta comunque superiore e strappa la terza posizione con 42.2 megabits per secondo garantiti da un tenore tecnologico decisamente elevato. E cosa succede mescolando un tasso di tecnologia simile con un paesi più piccolo? La prima e la seconda posizione, ovviamente, e i due gradini del podio sono rispettivamente occupati dalla rampante e minuta Hong Kong (54.1 megabits) e dalla patria del videogioco multiplayer, la Corea del Sud (48.8 megabits).

di Mattia Armani