Il seguito di un’amnesia 1

Scopriamo cosa vuole essere il seguito del gioco horror che più ha fatto parlare di sé negli ultimi anni

ANTEPRIMA di Simone Tagliaferri   —   28/01/2013

"Siamo nell'anno 1899. Il ricco industriale Oswald Mandus è tornato a casa dopo una disastrosa spedizione in Messico, finita in tragedia. In preda alla febbre e ai sogni di un'oscura macchina, riprende conoscenza nel suo letto senza riuscire a capire quanto tempo sia passato dal suo ultimo ricordo. Appena riesce a mettersi in piedi, da qualche parte dietro di lui un motore sembra prendere vita."
Questo è l'incipit di Amnesia: A Machine for Pigs, il seguito ideale di Amnesia: The Dark Descent, il titolo horror più chiacchierato degli ultimi anni.

Quando The Dark Descent uscì nel 2010 furono in molti a tirare un sospiro di sollievo per il genere, per anni associato irrimediabilmente al porno/horror/kitsch dei Resident Evil. Frictional Games aveva scelto una via alternativa, molto più difficile da gestire dal punto di vista del sistema di gioco rispetto alla gara al mostrone più grosso e sbavante in atto da anni. In Amnesia il giocatore aveva semplicemente paura del buio e delle creature che nascondeva. Combattere era deleterio e alcune sequenze, come quella dei mostri invisibili che percepiscono i rumori, oppure quella in cui bisogna nascondersi dentro un armadio, erano davvero terrorizzanti.

Passata l'eccitazione, qualche limite gli è stato riconosciuto (ad esempio una certa schematicità nel comportamento dei mostri), ma in generale rimane una fucina d'idee eccezionale che ha portato a un rifiorire degli horror, almeno nella scena indie. Nel mondo dei tripla A si continua a pensare che il mostro che fa bù faccia paura, anche se poi il giocatore ha un cannone laser in mano (vedi Resident Evil 6 o anche il secondo Dead Space). Comunque non perdiamoci in polemiche e vediamo di scoprire se Amnesia: A Machine for Pigs ha le potenzialità per competere con il suo predecessore, sia dal punto di vista qualitativo, sia da quello dell'originalità.

I suoni del terrore

Frictional e thechineseroom hanno avviato una specie di concorso sul sito ufficiale di Amnesia: A Machine for Pigs, che richiede ai giocatori di inviargli le loro urla di terrore. Le migliori, ossia quelle considerate usabili, saranno inserite nel gioco. Se la cosa vi interessa e pensate che i vostri lamenti siano particolarmente terrorizzati, andate a dare uno sguardo qui.

Raccontare l'orrore

Del gioco non si sa ancora moltissimo. Frictional ha stretto un patto di collaborazione con thechineseroom, quelli di Dear Esther. In realtà, stando alle parole di Dan Pinchbeck, il nuovo Amnesia sarà sviluppato in toto dalla sua società, con Frictional che si dedicherà soltanto alla supervisione, perché impegnata in un secondo progetto misterioso.

È probabile che lo scopo della collaborazione, o meglio dello sviluppo dato in outsourcing, sia quello di dare un maggior peso alla parte narrativa, uno dei difetti principali del primo Amnesia, soprattutto nel finale. Non per niente, leggendo il blog di sviluppo, i vari interventi sono concentrati nell'indicare varie problematiche relative al coinvolgimento narrativo nei videogiochi, dando a intendere come il gameplay di A Machine per Pigs sia stato pensato intorno alla narrazione e non viceversa (date una letta al blog di Frictional perché contiene delle riflessioni davvero interessanti sul mondo dei videogiochi). Il giocatore sarà guidato nella trama da alcuni puzzle ma Frictional è stata costretta ad ammettere che crearne di buoni è davvero difficile; il rischio è quello di ridurli a un continuo "aprire porte" come avveniva in The Dark Descent (soluzione logica ma poco interessante). In questo senso non viene indicato nulla di specifico per A Machine for Pigs, dove si parla di molti puzzle meccanici, ben visibili anche nel breve video di gameplay rilasciato ad Halloween. In generale questi avranno lo scopo di stabilire obiettivi per il giocatore, così da guidarlo dentro la storia. Il metodo per interagire con l'ambiente sembra rimasto lo stesso, quindi ci saranno oggetti che finiranno nell'inventario e altri che andranno più propriamente trasportarti in giro per le stanze perché troppo ingombranti.

Gameplay e ambientazione

Come già detto, il gameplay di A Machine for Pigs non si discosterà moltissimo da quello di The Dark Descent (come anche nel concept: il protagonista dovrà riuscire a ricordare cos'è successo nel lasso di tempo che ha dimenticato). Tornerà la lampada da alimentare costantemente, torneranno gli strani macchinari da riattivare e tornerà il buio, con la necessità di nascondersi dalle creature che lo popolano.

Il personaggio non avrà alcun modo per affrontare i nemici in combattimento e potrà soltanto scappare, infilandosi in anfratti e buchi vari. Il lavoro più grosso è stato posto nel riuscire a spaventare il giocatore non solo con ciò che si vede sullo schermo, ma anche e soprattutto con quello che non si vede, creando un fuoricampo ideale popolato da chissà quali creature. Per tentare di ottenere questo risultato, una grossa importanza sarà posta nella realizzazione della colonna sonora, fatta di passi marcati, urla e versi vari. Il lato audio viene considerato così importante da averci legato una specie di contest (vedi box dedicato). L'ambientazione sarà particolarmente curata. I fatti si svolgeranno sessant'anni dopo quelli del primo episodio, anche se non saranno collegati, e avranno come teatro le strade di una Londra vittoriana, al limite dello Steampunk, piena di vapore e di strani marchingegni. La data di uscita prevista è Halloween 2013 per il solo PC. Ossia, gli sviluppatori vorrebbero far uscire il gioco in quella data, anche se per ora non c'è niente di confermato.

CERTEZZE

  • Un vero gioco horror, ossia capace di spaventare
  • L'ambientazione sembra davvero ottima

DUBBI

  • Troppo concentrato sugli enigmi meccanici?
  • Ci saranno vere novità rispetto al primo capitolo?