Preparatevi ad un nuovo massacro di zombie 52

Siamo volati a Londra per assistere allo showcase di Deep Silver dove abbiamo provato con mano il nuovo Dead Island

PROVATO di Valerio De Vittorio —   15/03/2013

Alla sua uscita Dead Island divise il pubblico, sorpreso da un prodotto molto diverso dalle aspettative createsi attorno allo spettacolare ed emotivo trailer. Il titolo Techland era comunque un buon prodotto, graziato da alcune intuizioni decisamente azzeccate, in parte frenate da diversi problemi. Un punto di forza era senza dubbio la modalità cooperativa a quattro giocatori ed un gameplay fortemente basato su scontri corpo a copro in parte inedito, più vicino ad una filosofia da survival che non da FPS. Grazie al successo di pubblico del primo capitolo, a circa due anni dalla sua uscita Techland è ormai quasi pronta per rilasciare un seguito, intitolato Dead Island: Riptide e atteso per il 26 aprile.

Banoi, il ritorno

Grazie al gentile invito di Deep Silver, abbiamo avuto modo di assistere alla presentazione del titolo e di provare con mano per una buona mezzora una porzione di campagna in compagnia di tre colleghi. La dimostrazione è servita prima di tutto per introdurre un quinto nuovo personaggio. Si tratta di John Morgan, un soldato australiano che si ritrova immischiato negli eventi legati al virus ed all'isola in seguito al coinvolgimento dei militari nelle faccende di Banoi. Ci viene mostrato il prologo, ambientato su una nave dell'esercito colpita da una tempesta che minaccia di farla affondare.

Troviamo John impegnato a fermare un incendio che sta divampando ai piani inferiori, mentre l'acqua entra da ogni fessura. Presto gli zombie fanno la loro comparsa, così vediamo il nuovo protagonista farsi strada a suon di pugni e di affondi grazie ai due artigli impugnati nella mano destra. Gli sviluppatori ci dicono di aver lavorato molto anche sugli interni, al fine di creare livelli più vari, ricercati e dettagliati anche negli spazi chiusi, densi di atmosfera. L'acqua è poi un elemento importante non solo a scopo scenico, ma giocherà un ruolo fondamentale anche a livello di gameplay. Al momento abbiamo visto solo la nave allagarsi, mentre giunti sull'isola non è stato possibile osservare direttamente queste nuove meccaniche all'opera.

È invece emersa dalla presentazione l'implementazione di personaggi non giocanti che affiancheranno in alcuni frangenti il giocatore, fornendogli assistenza. Infatti, una volta giunto sul ponte, John si ritrova a dover affrontare un'orda di non morti, per fortuna accompagnato da altri militari e membri dell'equipaggio. La tempesta è sempre più forte e come apprendiamo dai ragazzi di Techland, le condizioni meteorologiche sono state riviste, dando loro un ruolo di primo piano. Un sistema dinamico è in grado di farci iniziare una missione al sole per poi ritrovarsi travolti da una pioggia torrenziale. Non sarà sempre casuale, ma se necessario ai fini narrativi, il tempo potrà essere modificato per creare la giusta atmosfera in un dato momento della campagna.

Incontri ravvicinati

Il sistema di combattimento ripropone sostanzialmente le medesime meccaniche del primo capitolo, anche se in Riptide Techland ha voluto inserire alcuni spunti di novità. Prima di tutto le armi da fuoco, per quanto sempre secondarie rispetto al corpo a corpo, saranno più facili da trovare e così le relative munizioni. Un po' preoccupati abbiamo chiesto agli sviluppatori se non stessero trasformando Dead Island in uno sparatutto qualunque, ma siamo stati rassicurati che il gameplay è rimasto quello di sempre e provato con mano abbiamo effettivamente potuto verificare come lo spirito del gioco sia rimasto fondamentalmente immutato, nel bene e nel male. A tal proposito, proprio per enfatizzare gli scontri ravvicinati coi non morti, sono state implementate alcune nuove mosse, come il colpo dall'alto, possibile nel caso si riesca a sorprendere da una zona sopraelevata il nemico.

Troviamo poi il "running Kick", ovvero il calcio in corsa ed in generale Riptide mostrerà una chiave di lettura più sopra le righe, con movenze ed azioni leggermente enfatizzate ed esagerate, al fine di rendere le sessioni cooperative ancora più esilaranti. Durante la nostra chiacchierata abbiamo poi raccolto qualche ulteriore notizia sul gioco, che ci viene illustrato come un prodotto pensato sia per attrarre quanti avessero apprezzato il predecessore che per invitare nuove leve. I primi, ad esempio, potranno importare il proprio personaggio, mentre il level cap è stato alzato fino a 70. Poi alcuni piccoli dettagli come la resistenza delle armi, sono stati modificati per rendere più piacevole il gameplay. Sarà infatti possibile migliorare il proprio oggetto contundente preferito, così da poterselo portare dietro quanto si vorrà. Nuove modifiche ed item garantiranno poi un rinnovato sistema di crafting, strutturato esattamente come nel primo capitolo, ma forte ora di elementi più numerosi e variegati, ad esempio nel campo degli esplosivi per permettere la creazione di strumenti di morte sempre più devastanti. La nostra avventura in Riptide ci porterà poi in diversi luoghi di Banoi ed isole limitrofe, tra cui una città completamente nuova che a detta di Techland ci sorprenderà per estensione e livello di dettaglio. Questa si espande in verticale, con le zone inferiori inondate dall'acqua, dove il nostro coraggio verrà ricompensato con loot cospicui.

Fedele all'originale

Riptide non punta a stravolgere la sostanza di Dead Island e impugnato il pad per una sessione cooperativa a quattro ci ha fatto sentire subito a casa. Attraversando paesaggi tropicali, ci siamo precipitati alla ricerca di oggetti utili ed armi per difenderci, mentre semplici missioni guidavano il gruppo verso gli obiettivi successivi. Gli incontri coi non morti hanno messo in evidenza il classico sistema di combattimento, mentre al fine di inglobare direttamente nel gioco l'apprezzata modalità Blood Bath, ci siamo ritrovati a difendere un rifugio da ondate di zombie, costruendo barricate di fortuna.

Dopo questo incontro con Dead Island: Riptide possiamo dire con tranquillità che quanti si fossero appassionati al primo interessante capitolo, troveranno sicuramente un buon motivo per tornare a Banoi. Ambientazione e gameplay sono infatti fedeli riproposizioni dei punti forti del predecessore. Il comparto tecnico segue il medesimo percorso, mostrando un motore grafico sicuramente buono, in grado di gestire spazi aperti molto ampi senza perdere eccessivamente in dettaglio. La versione testata era quella per Xbox 360, ma durante la presentazione abbiamo avuto modo di osservare all'opera anche la controparte PC, in grado di far risaltare maggiormente il buon lavoro svolto da grafici e designer di Techland. Non manca poi molto al 26 aprile, data d'uscita del titolo, e nei prossimi giorni avremo modo di mettere mano ad un nuovo codice preview per fornivi nuove impressioni sul titolo. Restate con noi.

CERTEZZE

  • Filosofia di gioco fedele all'originale
  • Ambientazione sempre accattivante
  • Tante novità dedicate ai fan

DUBBI

  • Riuscirà a migliorare i difetti del primo?
  • Graficamente ha messo in mostra qualche problema