Year One 79

Warner Bros. Games Montreal vuole raccontarci le origini di Batman con un prequel dal grande potenziale

ANTEPRIMA di Tommaso Pugliese   —   10/04/2013

Nel corso degli anni, svariati autori si sono cimentati con la nascita del Cavaliere Oscuro e con i suoi primi anni di attività come supereroe, in particolare Frank Miller con Batman: Year One. Pubblicata nel 1987, questa miniserie ha ispirato senza dubbio il regista Christopher Nolan per la sua trilogia filmica, in quanto racconta di un Bruce Wayne che torna a Gotham City anni dopo l'uccisione dei suoi genitori, prova a combattere il crimine mettendo a frutto le esperienze maturate in giro per il mondo ma viene sopraffatto. Almeno finché non arriva l'ispirazione, nella forma di un pipistrello che di notte rompe una delle finestre della sua villa, mostrandogli il timore che potrebbe incutere ai malviventi mascherato in quel modo, ovvero presentandosi come qualcosa di più di un semplice vigilante. Ebbene, anche Warner Bros. Games Montreal ha deciso di affrontare la "giovinezza" di Batman e così, mentre i ragazzi di Rocksteady sono con ogni probabilità impegnati nella realizzazione del debutto del franchise sulle console di prossima generazione, ecco che viene annunciato Batman: Arkham Origins, in uscita il 25 ottobre su PC, PlayStation 3, Xbox 360 e Wii U. Di che si tratta esattamente? Scopriamolo insieme.

I primi passi del Cavaliere Oscuro

"Siamo come nani sulle spalle di giganti": esordisce con una citazione colta il team di sviluppo del nuovo titolo dedicato al Cavaliere Oscuro, che si trova nella tutt'altro che invidiabile situazione di dover realizzare un prodotto che non faccia rimpiangere gli eccellenti Batman: Arkham Asylum e Batman: Arkham City. Il lavoro svolto finora da Rocksteady è stato indicato da critica e pubblico come un fulgido esempio di tie-in dotato di spessore, in grado di valorizzare la licenza piuttosto che sfruttarne soltanto la popolarità a fini commerciali, arrivando a creare infine un vero e proprio franchise tripla A, una solida risorsa su cui contare per il futuro.

Per i ragazzi di Warner Bros. Games Montreal è un bene potersi dedicare a un prequel, guadagnando in tal modo un ampio spazio di manovra rispetto al solco tracciato da chi è venuto prima di loro, sia in termini narrativi che in termini strutturali. Batman: Arkham Origins è infatti ambientato alcuni anni prima rispetto agli eventi del primo episodio della serie, con un Cavaliere Oscuro agli esordi e una situazione per lui ancora piuttosto difficile fra le strade di Gotham City, stretto fra l'audacia di alcuni criminali di spicco e i dubbi delle forze dell'ordine, che ancora non sanno se possono fidarsi o meno di questo misterioso vigilante vestito da pipistrello. Mancano pochi giorni a Natale, la neve conferisce agli edifici della città un candore che stride con la sua realtà violenta e le notti sono ancora più fredde del solito. È nel mezzo di questa atmosfera irreale che parte una feroce caccia all'uomo: il boss della malavita Black Mask mette una grossa taglia sulla testa di Batman, ottenendo una mobilitazione non solo da parte dei più celebri villain di Gotham, ma anche degli stessi poliziotti. L'eroe ha dunque poco tempo: deve sfuggire alle continue sortite ora di assassini professionisti, ora di avversari improvvisati, e trovare Black Mask per scoprire cosa c'è dietro la sua iniziativa. Il problema è che quando il Cavaliere Oscuro riesce a raggiungere il boss, lo trova riverso a terra, privo di vita...

Nuova battaglia, nuove regole

L'ambientazione di Batman: Arkham Origins si divide fra la Gotham City "vecchia" e quella "nuova", due zone della città ovviamente molto differenti per quanto concerne il paesaggio e le possibilità esplorative. La prima vede infatti la presenza di edifici vecchi e cadenti, per lo più bassi, come una sorta di oscura periferia, laddove la parte moderna è piena di palazzi molto alti e torri di vetro che si sposano al meglio con l'abilità del protagonista di raggiungere in pochi istanti i tetti e, allo stesso modo, planare senza indugio verso le strade.

Ne consegue una mappa di grandi dimensioni che, per forza di cose, prevede la possibilità di effettuare viaggi rapidi da un punto all'altro. Tale caratteristica si concretizza attraverso l'uso del Batwing, che però non potremo pilotare direttamente e che appunto ci trasporterà in modo quasi istantaneo nella zona della città che desideriamo raggiungere. Il sistema di combattimento messo a punto da Rocksteady è ancora presente, non si sa se con qualche modifica o meno, ma cambiano alcuni degli accessori che Batman potrà utilizzare durante le fasi esplorative e gli scontri. Ad esempio avremo a disposizione un rampino modificato che si fissa a due estremità, come quello già visto in Arkham City, ma che in questo caso dispone anche di una valenza offensiva e può essere usato per far sbattere due nemici l'uno contro l'altro. La quantità di gadget sarà ampia e andrà di pari passo con i nostri progressi o con le eventuali difficoltà: il fedele Alfred sarà sempre a nostra disposizione per fornirci un aiuto laddove dovessimo incontrare particolari resistenze, rilasciando oggetti ed equipaggiamento extra alla bisogna. La modalità detective ci consentirà anche stavolta di analizzare la scena di un crimine alla ricerca di indizi, ma verrà data maggiore attenzione al "contorno" della modalità single player, ovvero alle missioni secondarie e facoltative che si renderanno disponibili man mano che ci muoviamo fra le strade di Gotham. A tal proposito farà il suo debutto il Dark Knight System, ovvero un database aggiornato di obiettivi dal grado di difficoltà crescente, che possiamo completare per ottenere punti esperienza supplementari.

Sono Batman!

Seppure le informazioni disponibili al momento siano ancora essenziali e frammentarie, è chiaro che la prospettiva di un prequel come Batman: Arkham Origins non può che far gola agli appassionati della serie.

La direzione intrapresa da Rocksteady con i due capitoli finora pubblicati è netta e ha il grande merito di aver fornito al franchise un'ossatura solida, sia per quanto concerne la struttura in stile sandbox che l'ottimo sistema di combattimento, passando per l'implementazione della modalità detective e l'attenzione verso le missioni facoltative, capaci di arricchire in modo sostanziale l'esperienza.

Non ultimo c'è l'aspetto tecnico, con un uso efficace dell'Unreal Engine 3 che consente non solo un'ottima caratterizzazione del protagonista e dei suoi avversari, ma anche una gestione convincente di location di generose dimensioni e al contempo ricche di dettagli. I ragazzi di Warner Bros. Games Montreal possono dunque muoversi in tutta sicurezza, rimanendo entro i confini tracciati per loro da chi li ha preceduti e consegnandoci un prodotto che appare già ora terribilmente promettente per via della differente collocazione temporale, di risvolti narrativi tutti da sviluppare e di un'ambientazione che promette essere non solo particolarmente ampia ma anche ricca di fascino e di cose da fare. Il tutto nell'attesa di scoprire a quale progetto stanno lavorando gli autori di Arkham Asylum e Arkham City, legato con ogni probabilità alle piattaforme di nuova generazione ma che, a questo punto, difficilmente vedremo in azione prima del 2014.

CERTEZZE

  • Nuova collocazione temporale
  • Ambientazione vasta e affascinante
  • Maggiore attenzione al contorno

DUBBI

  • Davvero difficile eguagliare Rocksteady
  • Anche stavolta niente bat-veicoli