Più pelo per tutti

Retro Studios torna a mettere le mani su Donkey Kong con un capitolo tutto nuovo della serie, e noi lo proviamo per la seconda volta

PROVATO di Andrea Palmisano   e Umberto Moioli   —   14/07/2013
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Meglio non scherzare con i vichinghi. Sono arrivati in Nord America ben prima di Colombo e con mezzi primordiali; vengono dipinti sulle loro navi, fieri dei copricapi con le corna che li contraddistinguono e sempre pronti ad attaccare briga. I paesi scandinavi, oggi luoghi di quiete e civiltà, sono stati in passato la casa di popolazioni temibili e senza paura, che da tempo hanno smesso di far tremare l'Europa ma il cui retaggio riecheggia fino al giorno d'oggi. È insomma giustificata la preoccupazione di Donkey Kong e dei due compagni di viaggio, Diddy e Dixie Kong, che improvvisamente hanno visto il loro paradiso tropicale invaso da un'orda di animali vichinghi provenienti da qualche sperduto lembo di terra ghiacciata.

Più pelo per tutti

Donkey Kong Country: Tropical Freeze parte da questa bizzarra premessa per mettere in scena un platform apparso solido e saldamente ancorato a quanto visto nel precedente episodio del franchise. Come detto nei paragrafi seguenti, scritti dopo la prima prova diretta avvenuta nel corso dell'E3 2013, Nintendo ha deciso di giocarsi la carta della reiterazione, sfruttando l'ottimo consenso di pubblico e critica ricevuto da Country Returns e prendendosi un numero limitato di rischi. Di recente lo abbiamo nuovamente testato - la demo era la stessa di Los Angeles - e in effetti non possiamo che confermare quelle impressioni, tornando comunque a sottolineare come l'opera di Retro Studios riesca ugualmente a convincere e risultare piacevolissima da giocare. Rispetto al precedente capitolo i controlli e molte delle situazioni messe in scena lungo i livelli 2D tornano immutate, ma una manciata di differenze si fanno comunque apprezzare. L'aggiunta di Dixie, in particolare, regala maggior verticalità ad un gameplay che si avvantaggia della sua capacità di darsi una seconda spinta verso l'alto dopo un salto; mentre Diddy continua ad aiutare Donkey ad allungare il raggio dei propri salti. Ci sarà anche un quarto personaggio all'appello dopo Donkey, Dixie e Diddy, ma nulla ci è dato sapere a riguardo. Il gameplay acquatico torna forte di un attacco specifico e di una barra che indica l'ossigeno rimanente negli scimmieschi polmoni dei nostri eroi, imponendo al giocatore di riemergere oppure trovare le spaccature nel terreno da cui fuoriescono preziose bolle d'aria. Fatta eccezione per queste varianti, Donkey Kong Country: Tropical Freeze riprende un gran numero di situazioni già viste e mantiene il divertimento e l'impegno che già si fecero apprezzare nell'originale.

Più pelo per tutti

Tornano anche i collezionabili, sia le lettere che i pezzi del puzzle, quindi chi fosse in cerca di sfide toste avrà pane per i propri denti. Gli schemi testati spaziavano da livelli disegnati nella più classica tradizione platform fino alle immancabili corse a rotta di collo sui carrelli, marchio di fabbrica della serie, fino anche ad uno scontro con un boss. In particolare quest'ultimo, la battaglia contro un tricheco gigante e i suoi scagnozzi, si è rivelato un passaggio divertente e stracolmo di un umorismo che aggiunge carattere all'esperienza di gioco. Visivamente il titolo non sembra rappresentare una sfida per WiiU, che gestisce senza colpo ferire ogni situazione a 1080p e sessanta immagini al secondo, mescolando le tematiche visive di Country Returns, quindi l'isola tropicale e la montagna vulcanica, con altre che portano alla mente i territori ghiacciati da cui provengono i nemici di questo seguito. Il risultato sembra andare nella direzione di un prodotto solidissimo per quanto conservativo. Non una killer application, come invece potrà ad esempio essere Mario Kart 8, ma probabilmente uno dei migliori platform del 2013. L'uscita è prevista per il prossimo novembre.

Provato dall'E3 2013

Ci si attendeva l'annuncio del tanto atteso nuovo titolo di Retro Studios durante questo E3, caricando di aspettative su un prodotto che sarebbe stato capace di rilanciare completamente la finora non troppo brillante carriera della nuova home console Nintendo. In realtà l'annuncio è stato sì fatto, ma la bomba si è trasformata in un petardo: sì perché il progetto del team texano si è rivelato essere Donkey Kong Country: Tropical Freeze, nuovo capitolo della serie con protagonista lo scimmione che, dopo i fasti del debutto per mano di Rare su Super Nintendo, ha conosciuto una autentica nuova vita grazie a quel Donkey Kong Country Returns apparso prima su Wii e recentemente su 3DS. Malgrado si stia parlando di fatto del seguito di quello che è da molti ritenuto uno dei migliori platform 2D degli ultimi anni (e non solo), è stato per molti inevitabile vedere in Tropical Freeze una delusione di fonte a tutto l'hype che si era creato in questi mesi. Se da parte nostra continuiamo a credere che in casa Retro Studios continui a bollire qualcosa di molto grosso in pentola, allo stesso tempo pensiamo sinceramente che sottovalutare il titolo trattato in questa sede sia un grossolano errore.

Tropical Freeze inventa pochissimo ma riprende e irrobustisce quanto visto nell'ottimo Country Returns

La fastidiosa Dixie

Anzitutto già il nome del producer del gioco, ovvero Kensuke Tanabe, dovrebbe suggerire come Donkey Kong Country: Tropical Freeze sia tutt'altro che un gioco sviluppato con la mano sinistra. Il sottotitolo, con l'ossimoro del gelo tropicale, si spiega ben presto una volta scoperto che i nemici del gorilla sono in questo caso una terribile schiera di animali artici vichinghi che hanno conquistato l'isola natale del peloso eroe. A parte le premesse narrative, la demo presente sullo showfloor ci ha consentito di affrontare alcuni livelli per valutare quali siano i punti di contatto e invece di distacco tra questo e il precedente episodio.

Più pelo per tutti

Dalle nostre impressioni ci sembra di poter dire con buona certezza che i primi siano decisamente in numero maggiore rispetto ai secondi, e il motivo è comprensibile immediatamente dopo pochissimi istanti di gioco; la familiarità del sistema di controllo e dello sviluppo del gameplay è infatti molto evidente, tanto da trasmettere un senso di continuità pressoché totale. Tra le novità principali rivelate durante la presentazione va senza dubbio citata la presenza di Dixie Kong come personaggio giocabile, selezionabile per accompagnare Konkey Kong in alternativa a Diddy. Non si tratta di una differenza puramente estetica però, perché una volta sulle spalle dell'amico, Dixie può infatti permettergli di spiccare salti ancora più alti, andando così a raggiungere zone altrimenti inaccessibili. Un altro punto di distacco sta poi nell'utilizzo della telecamera, destinata in questo caso ad essere molto più mobile e dinamica rispetto al precedente episodio; se infatti in quel caso per la stragrande maggioranza del tempo la telecamera rimaneva fissata a lato, in questa occasione invece gli spostamenti sono molto più marcati e frequenti, andando a puntare magari alle spalle del gorilla offrendo così prospettive molto più spettacolari ed interessanti.

Più pelo per tutti

La nuova capacità poi di tirare e strappare oggetti ed elementi piantati nel terreno fornisce una nuova abilità che si traduce anche in puzzle e soluzioni ambientali interessanti. Alla prova dei fatti grazie alla demo sullo showfloor abbiamo affrontato 3 livelli: uno classico, uno a bordo del carretto da miniera, e un boss fight. Lo ripetiamo, il feeling del gioco è assolutamente sovrapponibile a quello del predecessore, al punto che arrivando dal recente test del capitolo 3DS abbiamo trovato una identità di situazioni praticamente assoluta. Ottima invece la componente grafica, che ovviamente fa ampio uso della maggiore capacità di Wii U garantendo un livello di dettaglio notevole e apprezzabile; particolare attenzione è stata poi dedicata alla realizzazione del pelo delle scimmie, con un effetto finale notevole che i giocatori non mancheranno di apprezzare. Per quanto riguarda il sistema di controllo poi, Donkey Kong Country: Tropical Freeze sarà giocabile sia tramite Wiimote + Nunchuck che attraverso il GamePad, in quest'ultimo caso anche in modalità off screen. L'uscita è prevista per novembre, quindi non ci sarà ancora molto da attendere.

CERTEZZE
  • Qualità eccezionale del gameplay
  • Novità piacevoli
  • Buona veste grafica
DUBBI
  • Molto (troppo?) simile al predecessore