PC Magazine #191

Un'escursione nel mondo dello sviluppo giapponese

RUBRICA di La Redazione   —   24/01/2015
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Per chi scrive di videogiochi è difficile non guardare con un po' di invidia il lavoro che di tanto in tanto Polygon riesce a fare quando decide di confezionare articoli e progetti editoriali di una certa complessità: questa lunga escursione nel mondo dello sviluppo giapponese, ad esempio, è composta da diciotto articoli ricollegabili agli ambiti più disparati della creazione dei videogiochi e quasi tutti davvero interessanti. A proposito di storie curiose, questo video racconta quella di un ragazzo che, deciso ad entrare a lavorare in Blizzard, ha scalato le classifiche di HeathStone per mettersi in mostra agli occhi del team californiano... riuscendo infine nel suo ambizioso intento! Chiudiamo con l'immancabile "Fallout vs. Skyrim": forse l'avete già visto nei giorni scorsi ma in caso contrario fatelo, sono tre minuti ben spesi.

Tutto il mondo del gioco su PC nella rubrica settimanale di Multiplayer.it!

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COMPONENTE CARATTERISTICHE PREZZO
Processore Intel Pentium G3220 € 45.00
Scheda Madre MSI H81M-P33 € 40.00
Scheda Video Nvidia GeForce GTX 750 Ti € 135.00
RAM KINGSTON - Memoria Dimm HyperX Blu 4Gb ddr3 1333MHz € 50.00
Alimentatore Cooler Master 400 Watt € 30.00
Hard Disk Hard Disk Seagate - Barracuda 500 GB SATA-II 3.5LP 12.4MS 7200RP € 40.00
CONFIGURAZIONE COMPUTER ENTRY LEVEL: € 340.00

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 Il progetto più rilevante che si trova ora su Kickstarter è senza dubbio Shadowrun: Hong Kong, che continua l'omonima serie a partire dalle migliorie introdotte con Shadowrun: Dragonfall - Director's Cut. Il gioco avrà sostanzialmente lo stesso design del suo fortunato predecessore, ma conterrà una storia inedita, classi mai viste prima, una nuova città da esplorare e qualche ampliamento delle strutture fondanti, come il sistema della magia. Insomma, il gioco era già in fase di sviluppo, ma per contenere tutte le idee del team di Harebrained Schemes ci volevano molti più soldi. A tale proposito, siamo convinti che gli oltre 580.000 dollari raccolti possano bastare. Passando invece a progetti molto più modesti, ci teniamo a farvi conoscere l'originale Immune Defense Videogame, incentranto su un nanorobot che deve guidare i globuli bianchi in una guerra contro gli agenti patogeni dentro il corpo umano di un paziente. Il gioco promette strategia in tempo reale e basi di biologia a prova di testo scientifico. Purtroppo è molto difficile che raggiunga il traguardo sperato, ma l'idea è ottima e ricca di possibilità. Speriamo non si areni a causa della scarsità di fondi.

Non è la prima volta che un gioco che abbiamo trattato nella rubrica Underground compare poi a distanza di mesi nel contenitore di Kickstarter. Questa volta tocca a Children of Mora cercare la strada del finanziamento esterno per portare sui nostri monitor un insolito taglia e affetta con una robusta struttura narrativa e qualche elemento roguelike, il tutto concepito con una suggestiva pixel art. In Children of Mora vestiamo a scelta i panni di un membro della famiglia Bergson, ciascuno dei quali dispone di mosse e poteri particolari. Lo scopo del gioco è ristabilire l'equilibrio, liberarci dal male ecc. ecc., ma non è questo il punto. Ciò che conta è che oltre alla storia principale, con la sua narrazione definita, ci sono numerosi eventi e bivi che dipendono dalle nostre scelte e dalla natura casuale del gioco, che genera a ogni partita nuove mappe. Potremo quindi ricominciare da capo più volte con membri diversi della famiglia e provare un'esperienza di gioco diversa dalla precedente, ma sempre con la spada di Damocle della morte permanente che pende sui pixel del nostro collo. Da segnalare c'è anche un sistema di forgiatura degli oggetti i quali, una volta creati, rimangono a disposizione di tutti i membri della famiglia. Gli sviluppatori di Children of Mora hanno già creato il gioco di base, perciò i fondi saranno destinati ai contenuti extra che dovrebbero aggiungere le varianti necessarie a ogni partita. La parola ai finanziatori.

Ahhhh, Moonman; noi facciamo il tifo per te. Come potremmo non volere sostenere la storia di un antico mollusco che invoca un abitante della luna per riportare la luce nel suo buio pianeta? Infatti speriamo con tutto il cuore di vedergli dedicata una recensione. Per il momento comunque calmiamo gli spiriti e restiamo focalizzati su quello che c'è, perché mentre scriviamo la raccolta fondi potrebbe prendere qualunque piega. Moonman è un mix di situazioni: esplorazione, piattaforme, raccolta di risorse e strani personaggi con cui dialogare e venire a patti. Il mondo in 2D di Moonman sprizza splendidi pixel ed è pieno di nemici da sconfiggere e segreti da scovare. Ogni partita genera un pianeta con nuovi villaggi e dungeon e una flora e una fauna unici, perciò l'esperienza di gioco è sempre diversa. Gli sviluppatori puntano molto sulla generazione di mondi vibranti di vita, che stimolino il desiderio di esplorare ogni anfratto. Come avviene in Terraria e Starbound, potremo scavare e costruire i nostri artefatti coni quali garantirci maggiori possibilità di sopravvivenza. L'elemento che tiene insieme il tutto è lo stile unico di Moonman, che ce lo ha fatto amare a prima vista. Fate scorrere il video e poi diteci se anche voi siete rimasti stregati da quell'omino verde con un sorriso ebete perennemente stampato sul viso.

Bastano le due righe di presentazione che accompagnano Igneos: The Last Phoenix per suscitare curiosità. Si parla infatti di un'avventura volante, nel senso che la protagonista del gioco, una fenice infuocata, esplora il mondo di gioco sfrecciando veloce ad alta quota. Dal momento che la visuale è quella tipica degli sparatutto in prima persona, non vi sorprenderà sapere che ci sono anche molti combattimenti da affrontare. La fenice è un uccello di fuoco, e Pharos, la protagonista del gioco, non fa differenza, perciò può contare su una serie di poteri che attingono tutti alla fiamma perpetua che arde dentro e fuori di lei. Inoltre, grazie agli artigli, se le aggrada può afferrare e scagliare via i nemici. Se siete curiosi di esplorare un po' il mondo di gioco di Igneos: The Last Phoenix e ammirare la scia infuocata che Pharos lascia dietro di sé, qui c'è una demo pronta per voi. Se poi la campagna dovesse fallire, speriamo che gli sviluppatori sappiano prendere esempio dal mitologico volatile e risorgere a nuova vita con altre soluzioni di finanziamento.

di Andrea Rubbini

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The Elder Scrolls Online
La notizia più eclatante della settimana è quella del passaggio al modello free to play del MMORPG targato ZeniMax Online e Bethesda, un passaggio che a dire il vero avevano intuito già da un po' di tempo, tra ritiri delle scatole nei negozi e rinvii delle versioni per console.

Ora, però, è ufficiale: dal 17 marzo cesserà l'obbligo della sottoscrizione, e il gioco cambierà titolo, diventando The Elder Scrolls Online: Tamriel Unlimited. Gli utenti potranno effettivamente continuare a pagare la mensilità, abbondandosi al programma ESO Plus che offrirà, neanche a dirlo, bonus esclusivi, contenuti limitati e una certa quantità di "corone" al mese che potranno poi essere spese nel cash shop per acquistare vari tipi di oggetti e pacchetti DLC. Il rilancio sarà accompagnato da una raffica di inviti ai giocatori che hanno già chiuso l'account in precedenza, mentre per i nuovi basterà acquistare il gioco senza dover sottoscrivere nessun abbonamento: ZeniMax, infatti, promette di aggiornare The Elder Scrolls Online regolarmente, nonostante l'importante cambiamento. L'annuncio ha visto la pubblicazione, in contemporanea, di un lungo filmato che spiega un po' la situazione del gioco ai meno informati, e della data di uscita delle versioni console, che godranno dello stesso trattamento dal 9 giugno in poi. Nel frattempo, ZeniMax ha anche promesso un miglioramento dell'interfaccia di gioco: nell'ultimo dev blog si parla di un pesante ritocco al sistema di crafting e delle modifiche che saranno apportate ai menù della professione di cucina.

ArcheAge
L'ultimo aggiornamento del sandbox coreano di XL Games ha implementato una gradita novità: si chiamano Divine Gifts (doni divini) e sono dei premi completamente gratuiti su cui i giocatori potranno mettere regolarmente le mani.

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Il processo è semplicissimo: se l'iconcina apposita nell'angolo in basso a sinistra dell'interfaccia prende a lampeggiare, significa che è arrivato un nuovo dono: se ne possono ricevere fino a dieci nello stesso giorno e includono cibi speciali, Lunarite e Hereafter Stone. Oltre a ciò, la patch permette di fabbricare nuovi oggetti (come i certificati, che in futuro saranno anche in vendita nel cash shop) e forzieri, e aggiunge nuove ricompense per i giocatori che riusciranno a completare i loro alberi delle abilità e alcuni portali diretti per Serpentis e il Sea of Drowned Love. A quanto pare, queste aggiunte e facilitazioni hanno riscontrato il favore della community: ci voleva proprio, dopo le polemiche sui bug delle ultime settimane.

WildStar
Nell'ultimo developer's diary di Carbine Studios si è disquisito di una novità in arrivo con le prossime patch: le missioni Shiphand a livello di difficoltà Veteran.

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A quanto pare lo sviluppo è stato più difficile del previsto, il che spiegherebbe anche i ritardi dell'ultima patch: il punto è che le missioni Shiphand devono restare fedeli ad alcuni concetti cardine, perciò devono scalare, devono poter essere affrontate in solitaria e devono anche offrire delle ricompense all'altezza della sfida. Di conseguenza, gli sviluppatori di WildStar hanno dovuto trovare un compromesso che permettesse di alzare la difficoltà senza che sia necessario ricorrere a gruppi preparati a tavolino e alla mitica trinità dei ruoli tank/healer/damage dealer, proponendo comunque delle novità in termini di meccaniche e combattimenti per non annoiare i giocatori più assidui. E così le missioni Shiphand a livello Veteran ricompenseranno i giocatori solitari coi punti Renown, aggiungendo dei bonus a seconda delle loro performance. I punti ottenuti si potranno poi scambiare per vari oggetti dagli appositi venditori, neanche a dirlo.

Guild Wars 2
Vi ricordiamo che oggi, sabato 24 gennaio, al PAX South si terrà finalmente la conferenza "Point of No Return", durante la quale sarà molto probabilmente annunciata la prima espansione di Guild Wars 2, la quale dovrebbe intitolarsi Heart of Thorns.

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A meno che ArenaNet non ci smentisca con qualcos'altro, ma poi i loro uffici rischierebbero di essere assediati da un manipolo di fan armati di torce e forconi, perciò siamo piuttosto ottimisti. La conferenza sarà trasmessa su Twitch e sarà condotta da nientepopodimeno che Jennifer Hale, nota e amatissima doppiatrice che nel mondo di Tyria presta la voce alla regina Jennah. Per l'occasione - e questo conferma i nostri sospetti, in un certo senso - Guild Wars 2 sarà scontato per tutto il weekend: sul sito ufficiale lo si potrà acquistare per appena dieci dollari. I personaggi già creati, invece, saranno inondati di oggetti promozionali, con tanto di raddoppiamento dei punti esperienza per tutto il fine settimana. È chiaro che ArenaNet stia puntando tantissimo su questo grande evento, e ci aspettiamo grandi cose.

A Realm Reborn: Final Fantasy XIV
Vi ricordiamo che Square Enix ha appena pubblicato il nuovo aggiornamento della quattordicesima Fantasia Finale: ve ne abbiamo parlato esaustivamente nel nostro apposito speciale, ma per dovere di cronaca riassumiamo i contenuti.

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Oltre a svariati fix e modifiche, Before the Fall implementa tre nuovi dungeon per quattro giocatori (Amdapor Keep difficile, The Wanderer's Palace difficile, The Keeper of the Lake), un nuovo raid per ventiquattro giocatori (World of Darkness) e due nuove Trial (Odin e Gilgamesh). La patch 2.6 aggiunge anche una nuova Frontline per gli amanti del PvP e una tonnellata di missioni per quelli del PvE, chiudendo la sottotrama dell'ispettore Hildibrand e facendo da ponte con la prima ed imminente espansione, Heavensward. Vi rammentiamo anche che Before the Fall è solo la prima parte di una trilogia di patch che proseguirà nei prossimi due mesi e che getterà le basi per lo sviluppo narrativo e contenutistico dell'ottimo Final Fantasy XIV.

di Christian La Via Colli

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Pensate che ora potremmo stare su una spiaggia a scrivere di suore di clausura messe in cinta da chissà chi (nel 2015 se cerchi di spiegare una gravidanza con il concepimento divino non ti crede più nessuno), oppure potremmo andare a farci una sciata in montagna, oppure potremmo scrivere lettere d'amore al Rubbini, e invece siamo costretti davanti a questo triste monitor a scrivere Underground, la rubrica così autonoma che ha potuto aprire una partita IVA.

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Purtroppo noi non abbiamo schede video da consigliarvi per farvi sbraitare un po', dato che qui quasi basta ancora una 3DFX per far girare la maggior parte dei titoli trattati, ma ci proviamo lo stesso affermando che con le DirectX 12 le nonne potranno tornare a fare figli, il Rubbini inizierà ad apprezzare le avventure Telltale e i tornei di MOBA saranno vinti con i joypad e non più con mouse e tastiera. Undeground, la rubrica che cerca l'implosione a tutti i costi mentre si domanda il suo ruolo nel mondo.

Iniziamo con un titolo minuscolo che ci ha fatto davvero innamorare perdutamente: Sandstorm di Daniel Linssen. Il concept è apparentemente molto semplice: a bordo di un carretto trainato da un cammello, bisogna raggiungere una montagna sacra. A complicare la vita del protagonista, di cui apprenderemo pezzi di storia trovando alcune lettere, ci pensa però una tempesta di sabbia che complica il viaggio in diversi modi. Intanto ogni mattina dovremo andare alla ricerca del cammello, che ha la brutta abitudine di allontanarsi da solo dopo essersi slegato in qualche modo. Nei primi giorni di viaggio l'incauto animale percorrerà poca strada e sarà facile da trovare, ma più si andrà avanti, più scapperà lontano e più bisognerà rischiare di perdersi nel deserto per recuperarlo, eventualità per nulla rara, visto che la tempesta di sabbia ha la brutta attitudine a disorientarci.

Come? Confondendo i nostri movimenti facendoci cambiare traiettoria. Per non perdere l'orientamento abbiamo a disposizione vari strumenti: una bussola e dei pali da piantare nella sabbia da usare come punti di riferimento. Volendo ci sono anche le impronte, ma dopo qualche secondo la sabbia le cancella, rendendole utili solo negli spostamenti più brevi. Trovato il cammello bisogna riportarlo al carretto, rischiando di nuovo di perdersi. Una volta legato il gobbo amico al traballante veicolo, si può ripartire alla volta della montagna, facendo sempre bene attenzione a dove ci si dirige, visto che la tempesta ci farà perdere facilmente l'orientamento anche alla guida del carro. In giro per il deserto si trovano, oltre alle già citate lettere, altri oggetti più o meno utili e alcuni segreti. Insomma, nella sua essenzialità Sandstorm è un titolo davvero ricco, oltre che originale e affascinante grazie al suo minimalismo visivo garantito dalla grafica in pixel art e dalla scelta di una palette cromatica monocromatica adattissima al contesto. Affascinante.

Siete appassionati di giochi indipendenti, endless runner e retro gaming? Allora C64anabalt è il gioco che avete sempre desiderato pur non sapendolo. Non è recentissimo, ma è arrivato da poco su itch.io, quindi ci fa piacere segnalarvelo. Si tratta di un port eccezionale non tanto perché il gioco originale sia particolarmente complicato (Canabalt di Adam Atomic è un endless runner tra i più semplici), quanto perché è stato realizzato per girare su un Commodore 64. No, non imitando lo storico computer a 8-bit, ma proprio per girarci sopra. Non per niente scaricandolo (è gratuito) si ottiene non solo il gioco, ma anche l'emulatore per farlo girare.

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Nonostante la grafica più pixellosa le meccaniche sono le stesse, con i salti tra i palazzi, i missili, le casse che rallentano il protagonista, i vetri da spaccare e così via. Una curiosità: esiste un altro port non ufficiale di Canabalt per Commodore 64, sviluppato in contemporanea a questo e senza che gli autori si siano messi d'accordo. Lo trovate qui: link.

Infine, vi segnaliamo l'uscita su Steam di Perfect Golf, simulazione golfistica sviluppata da Perfect Parallel. Per ora il gioco è in Accesso Anticipato e ha più di qualche problema, ma visto che molti giocatori sono orfani di buoni simulatori di golf, usciti dagli interessi della grande industria, ci sembra giusto accennare della sua esistenza. Oltretutto ha delle caratteristiche davvero interessanti, che se ben sviluppate potrebbero portare a grosse sorprese. Ad esempio il creative director del gioco è un ex-golfista professionista; le buche sono costruite partendo da dati reali, la simulazione ottiene i dati delle condizioni atmosferiche delle buche da un sistema di geolocalizzazione; è possibile giocare contro golfisti professionisti (in modo indiretto, ovviamente), la fisica della pallina è ultra realistica e così via. Volendo c'è anche una modalità in prima persona, per non farsi mancare nulla. Insomma, a patto che partiate dal presupposto di voler fare molta pratica per migliorare e che tolleriate le instabilità dell'Accesso Anticipato, Perfect Golf potrebbe essere la scelta vincente per le vostre giornate. Ha anche una comunità non immensa ma molto attiva, con cui potrete scambiarvi consigli e organizzare sfide.

di Simone Tagliaferri

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DirectX 12 - Windows 10 sarà obbligatorio
Durante l'evento di presentazione dedicato a Windows 10, Microsoft è tornata a parlare delle famigerate DirectX 12. In termini di potenzialità non è stato detto nulla di particolarmente nuovo e l'unica nota inedita riguarda un filmato con lo stesso hardware alle prese con un orizzonte pieno zeppo di edifici. La versione DX11 si è piantata dopo poco nonostante la complessità inferiore mentre la presunta versione DX 12 ha continuato a macinare migliaia di strutture senza dare segno di cedimento.

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Ma siamo nella confusa dimensione delle demo che non sono quasi mai affidabili nell'ottica di comprendere effettivamente le potenzialità di una tecnologia in relazione al gaming. Leggere dati come 50% in più di performance con il 50% di consumo in meno fa impressione ma resta da vedere di quale hardware parliamo, di quali condizioni specifiche, di quale ottimizzazione e di quale effettiva mole di calcoli stiamo parlando. D'altronde la peculiarità delle DX12 è quella di essere trasversale supportando Xbox One, gli smartphone e un gran numero di schede video, incluse alcune, appartenenti alle serie Fermi e Kepler, che non potranno sfruttare a fondo le innovazioni offerte dalla nuova versione delle librerie Microsoft. Non che un supporto allargato ci dispiaccia, sia chiaro. Si tratta di un'ottima notizia ma il supporto di hardware decisamente differenti tra loro rende però piuttosto relativi quei valori che abbiamo menzionato qualche riga sopra. Non c'è alcun dubbio, invece, riguardo al sistema operativo necessario per poter sfruttare le DirectX 12. Windows 10 sarà infatti obbligatorio. Ma questa volta Microsoft ha saggiamente deciso di far si che l'aggiornamento da Windows 7, Windows 8 e Windows 8.1 sia gratuito per un anno. Ci sarà indubbiamente qualcuno che troverà l'obbligo di cambiare sistema operativo poco gradevole ma questa volta, a differenza di quanto successo con Windows Vista e con le DirectX 10, non saremo costretti a sborsare soldi per poter giocare un titolo di nuova generazione.

GeForce GTX 960 - Il momento della verità
In quanto a nomenclatura la GTX 960 succede alla GTX 760 ma nell'underground malfamato, tra gli sporchi vicoli di silicio, è anche chiamata 770 killer. Un nome altisonante visto che la GeForce GTX 770 è stata per lungo tempo la scelta più equilibrata in casa Nvidia con prestazioni vicinissime alla fascia alta in cambio di un prezzo elevato ma comunque decisamente inferiore rispetto a quello della GTX 980. Superare una scheda così appetibile non è cosa da poco, soprattutto quando si punta a farlo restando al di sotto dei 200 euro di prezzo. Dunque i rumor di una 960 capace di superare la 770 hanno acceso l'hype che è finalmente arrivato a sublimazione con il lancio della nuova Maxwell. Il chip è il GM 206, una GPU Maxwell a 28 nanometri ridimensionata pert accontentarsi di soli 1024 CUDA core, 64 texture unit e 32 ROP. Non proprio specifiche da capogiro considerando che la GTX 760 soggiava 1152 CUDA core e ben 96 texture affiancate sempre a 32 ROP. Ma l'efficienza di Maxwell permette di spremere l'hardware in modo più energico ed ecco che alla resa dei conti la GTX 960, il cui clock da 1178 MHz è piuttosto elevato rispetto agli standard della scorsa generazione, si dimostra superiore rispetto alla GTX 760.

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Ma come si comporta nei confronti della GTX 770 e della AMD Radeon R9 285 che, almeno in termini di fascia di prezzo, è la diretta concorrente della nuova GeForce? Innanzitutto specifichiamo che tutte le schede di cui stiamo parlando sono dotate di 2GB di memoria e questo significa che sono poco adatte per risoluzioni estreme. Forse solo Battlefield 4, titolo avanzatissimo in termini di ottimizzazione grafica, è giocabile in 4K con una GTX 960. Ma quello che ci preme è la resa in 1920x1080 che vede la GTX 960 battagliare, uscendo di tanto in tanto sconfitta, con la R9 285. L'unica vittima costante, e ci mancherebbe altro, è la GTX 760 che si può dire quindi superata. Ma non possiamo certo parlare di 770 killer. Perchè le performance diventino effettivamente interessanti è necessario puntare a soluzioni overcloccate di fabbrica come la Asus Strix ma in questo caso possiamo scordarci il prezzo della reference che dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 euro. Per la Strix nello specifico, infatti, parliamo di 275 euro che portano il prezzo ben al di sopra della R9 285. Niente di cui stupirsi, insomma, anche se c'è un parametro che colpisce l'attenzione. L'efficienza della scheda è infatti eccellente con ventole silenziose anche per i modelli OC e un consumo di soli 120 Watt dinamici che si riducono, nel caso di alcuni MOBA come League of Legends, a 30 Watt. Non stupisce dunque che il margine di overclock sia molto elevato. Anche alzando il core delle versioni già overclockate risulta molto difficile superare i 60 gradi e questo significa che anche la versione base, nonostante il raffreddamento meno lussuoso, ha un discreto margine di miglioramento. Con un computer ben raffreddato, in sostanza, una GTX 960 potrebbe anche avere senso anche se non è una scheda in grado di cambiare gli equilibri del mercato.

di Mattia Armani