PC Magazine #195 60

Per una volta non ci limitiamo ai videogame!

RUBRICA di La Redazione —   21/02/2015

Indice

Come ben sapete se seguite con regolarità le notizie legate al mondo dei videogame, l'industria prevede cicli produttivi che spesso portano al licenziamento di numerosi membri dei team di sviluppo, solitamente alla fine di un progetto. Senza entrare nelle ragioni per cui questo accade con maggior frequenza rispetto ad altri ambienti, vi invitiamo a leggere il pezzo di Kotaku dedicato ad alcune di queste storie. Dato che non si vive di soli videogame - o comunque non si dovrebbe - se siete in cerca di nuovi stimoli potete consultare la guida ai migliori giochi da tavolo del 2014 che Polygon ha redatto utilizzando le nomination al premio annuale di BoardGameGeek.com. Infine date un'occhiata a come questo professore ha affrontato la lontananza dalla sua fidanzata, realizzando un dispositivo che gli permette, in modo virtuale, di baciarla anche quando non sono fisicamente nello stesso posto.

Tutto il mondo del gioco su PC nella rubrica settimanale di Multiplayer.it!

PC Magazine #195

COMPONENTECARATTERISTICHEPREZZO
ProcessoreAMD FX-6350 € 110.00
Scheda MadreAsus M5A97 R2.0 € 70.00
Scheda Video AMD Radeon R9 270X € 130.00
RAM CORSAIR XMS3 8Gb (2x4Gb) ddr3 1600 MHz € 75.00
Alimentatore CORSAIR cx500 v2 500 Watt € 50.00
Hard DiskHard Disk Seagate - Barracuda 500 GB SATA-II 3.5LP 12.4MS 7200RP € 40.00
Lettore-Masterizzatore Ottico Masterizzatore Samsung SH-S223Q € 20.00
CaseCorsair Carbide Series 200R € 50.00
CONFIGURAZIONE COMPUTER ENTRY LEVEL € 545.00

PC Magazine #195

Il consigliere uscente dell'amministrazione Obama, il signor John Podesta, ha da poco pubblicato un tweet che lascia intendere che il governo americano abbia informazioni di interesse pubblico sull'esistenza di razze aliene. Saranno buoni da mangiare? Vorranno farsi intervistare? L'industria del porno potrà trarne un vantaggio? Sono domande comuni che ci poniamo. Ma se invece fossero cattivi e distruggessero le città, e un bambino qualunque si trovasse dal giorno alla notte solo, in un mondo devastato, che ne sarebbe di lui?

La risposta ci arriva da Windy Hill Studio, che con Orphan esplora proprio la situazione catastrofica che abbiamo appena descritto. Il gioco è in due dimensioni a scorrimento orizzontale, con uno splendido stile visivo che mescola fotografie e disegni, e che per la sagoma scura del protagonista non può che farci venire in mente Limbo, sebbene Another World sia stato la fonte di ispirazione primaria per gli sviluppatori. In Orphan siamo rimasti soli al mondo, e macchine aliene dai poteri devastanti sono pronte a ucciderci. Dobbiamo perciò sopravvivere imparando a batterle in astuzia. All'inizio siamo in grado di compiere soltanto semplici azioni, e la fuga sembra l'unica soluzione possibile. Con il progredire del gioco, però, impariamo a muoverci furtivamente, a colpire i nemici alle spalle, e a rendere loro lo stesso trattamento, usando le armi che lasciano sul terreno per colpirli nei punti deboli. Quello che all'inizio era solo un bambino sperduto può quindi diventare una minaccia per gli alieni, facendo comunque sempre affidamento sull'intelligenza più che sulla forza. Al momento sono state mostrate alcune delle meccaniche base del gioco, e sembrano molto convincenti. Non sappiamo come possa finire la storia di un gioco con simili premesse, ma questo più che un limite è uno stimolo. Mentre scriviamo mancano comunque solo due settimane alla chiusura della campagna, speriamo quindi che i finanziatori non lascino di nuovo solo questo piccolo protagonista.



Jack Boyde è il capo della polizia di Freeburg, una città tutt'altro che tranquilla. Jack è anche il genere di uomo che non ha mai intascato neppure una matita che appartenesse a qualcun altro. Adesso, però, quando mancano cento ottanta giorni alla pensione ed è giunto il suo sessantesimo compleanno, Jack si è messo in testa la folle idea di guadagnare mezzo milione di dollari. Questo perché Jack è stanco di farsi ridere dietro, di essere quello che riga dritta e passa per fesso. Soprattutto, perché Jack ha perso il rispetto di se stesso. Come fare ad aiutarlo nel suo obiettivo è compito nostro capirlo, ma senza dimenticare che il capo della polizia è ancora in carica. This is The Police è infatti un gioco manageriale che ci costringe e prendere decisioni difficili su base giornaliera, gestendo ogni possibile situazione in cui può imbattersi il capo della polizia, dal mettere le parole giuste sulle penne di giornalisti impiccioni a tirare fuori dai guai un agente ubriaco che ha colpito per sbaglio un passante. Ogni singola scelta comporta delle conseguenze, e dalle scelte di Jack dipendono molte vite. Intanto, intrecciato all'aspetto gestionale del gioco, si sviluppa la componente narrativa, una specie di graphic novel che porta avanti la storia principale. E l'obiettivo impossibile di Jack. Impossibile, s'intende, a meno che non siamo disposti a sporcarci le mani.

Strenght of the Sword è un concentrato di brutalità medioevale. Nei panni di un golem meccanico armato di una spada mastodontica, dobbiamo affrontare orde di nemici diabolici che studiano il nostro stile di gioco, vi si adattano e mettono in atto nuovi piani per toglierci di mezzo. Esiste una modalità storia, certo, ma questo è soprattutto un gioco di mazzate pure, senza tante chiacchiere con le quali perdere tempo. Evolversi, in Strenght of Sword, significa accedere a nuove armi, nuove componenti da battaglia e nuove tattiche. Va bene tutto, insomma, purché serva a fare sì che siamo noi gli ultimi a rimanere in piedi sul campo di battaglia. Le modalità di gioco principali sono quindi quella di sopravvivenza e quella giocatore contro giocatore, con la possibilità di accedere a diabolici duelli contro un misterioso cavaliere nero. Combatti, vinci, ottieni il bottino, migliora il tuo arsenale e ricomincia da capo più forte e abile di prima: questo è il ciclo del gioco. Il video qui sotto dovrebbe chiarire meglio delle parole quali siano le qualità di questo furioso picchiaduro in mischia.

di Andrea Rubbini

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World of Warcraft
La patch 6.1 che arriverà ufficialmente la prossima settimana sta facendo discutere non poco sui forum ufficiali e non del kolossal Blizzard.

Si tratta, in effetti, di una delle manovre più strane mai fatte dalla società di Irvine, e sta dando spazio alle più disparate congetture. Noi ne parleremo più approfonditamente mercoledì prossimo - e spenderemo anche qualche parolina sull'incursione da poco pubblicata, Fonderia dei Roccianera - ma nel frattempo val la pena fare un attimo mente locale sulla situazione. La patch 6.1, infatti, è la prima ad essere stata preceduta di qualche settimana da un'incursione: la Fonderia dei Roccianera è stata aperta da sola, indipendentemente dagli aggiornamenti importanti del client, per offrire nuovi contenuti endgame ai giocatori stufi di Altomaglio. L'update che avrebbe dovuto lanciare l'incursione, infatti, ha subito non pochi ritardi di varia natura, e arriverà senza le missioni alla Darsena di Ferro promesse inizialmente. A conti fatti, la 6.1 implementerà giusto alcune feature extra (come il supporto in-game a Twitter, il giocattolo per i selfie e i nuovi modelli poligonali degli Elfi del Sangue) e alcuni miglioramenti alla guarnigione, ma la mole di contenuti giocabili veri e propri - che si traduce in missioni e altro - è piuttosto ristretta e limitata al ripetersi di zone e meccaniche già viste in questi mesi. La reazione dei giocatori alla notizia e ai contenuti ufficiali della 6.1 si è fatta a dir poco negativa: molti lamentano la mancanza di contenuti endgame concreti, limitata da mesi alle sole incursioni in tutte le salse. C'è da chiedersi, a questo punto, cosa trattenga gli sviluppatori dall'aprire alcune zone di Draenor che sono tutt'ora chiuse come Farahlon e la Giungla di Tanaan, offrendo ai giocatori nuovi ambienti da esplorare. Che siano in ritardo sulla loro tabella di marcia segreta dell'espansione?

Marvel Heroes
Restando in tema di polemiche, è molto curiosa quella che sta circondando il clone di Diablo in salsa supereroistica di Gazillion Entertainment. Gran parte dell'economia del gioco ruota, infatti, intorno ai costumi che i giocatori possono sbloccare o acquistare dal cash shop per soldi reali o virtuali: bisogna dare atto a David Brevik e compagnia che marciare su una delle caratteristiche più famose dei fumetti americani - e cioè, il ciclico ricambio dei costumi - è stata un'idea geniale, ma forse gli sviluppatori si sono spinti un po' troppo in là quando hanno annunciato l'uscita dei costumi in "edizione limitata".

I primi tre sono tutt'altro che sospetti: il costume senza maschera del Soldato d'Inverno dal secondo film di Capitan America, Occhio di Falco in versione "Hawkguy" e Star-Lord col pastrano e il faccione di Chris Pratt. Inizialmente i tre costumi sarebbero stati disponibili in numero limitato: una volta esaurito, nessun altro li avrebbe potuti comprare mai più, rendendo i giocatori che li possiedono dei veri VIP. La reazione dei giocatori, sui forum, è stata devastante, e ha costretto il team a fare marcia indietro. I costumi adesso sbloccheranno una nuova animazione e non saranno più in quantità limitata: semmai saranno venduti temporaneamente ogni tot di settimane, e chi li acquista, visto il prezzo, avrà la garanzia che non saranno mai scontati in futuro.

A Realm Reborn: Final Fantasy XIV
Che il reboot di Naoki Yoshida sia il miglior concorrente di World of Warcraft in termini di MMORPG theme park lo abbiamo detto e ripetuto tante volte, ma ci fa sorridere il fatto che il prossimo mercoledì 24 febbraio Square Enix pubblicherà la nuova patch di A Realm Reborn mentre Blizzard lancerà la suddetta 6.1, e che i due aggiornamenti sono, in effetti, piuttosto limitati in termini di contenuti.

Il nuovo update di Final Fantasy XIV, il 2.51 per l'esattezza, implementerà finalmente l'attesissima Manderville Gold Saucer ispirata all'omonima giostra/città di Final Fantasy VII. Lì i giocatori potranno spassarsela innocentemente e giocare a Chocobo Racing (no, non il clone di Mario Kart per PlayStation) o al card game Triple Triad. Quest'ultimo si ispira al popolarissimo minigioco di Final Fantasy VIII, coi giocatori che dovranno sfidare i loro avversari su una griglia 9x9, disponendo le loro carte in modo che il valore corrispondente superi quello della carta adiacente, conquistandola di conseguenza. Il Chocobo Racing, invece, è un minigioco che permette di allevare e accoppiare i propri chocobo per poi farli gareggiare direttamente in pista. La patch 2.51 di A Realm Reborn, vi ricordiamo, è una di transizione, in attesa della successiva che concluderà la storyline attuale per aprire le porte alla futura espansione Heavensward.

Skyforge
Chiudiamo con una new entry: stiamo seguendo con interesse lo sviluppo di Skyforge, il nuovo MMORPG dei creatori dell'interessante (ma a nostro giudizio mal supportato) Allods Online.

Visto che il lancio sembrerebbe avvicinarsi sempre di più, lo sviluppatore ha ben pensato di cominciare ad aggiornarci sulle caratteristiche del gioco con un "dev diary" che si è concentrato sui pantheon, praticamente le gilde di un mondo dove i giocatori sono semidivinità immortali. Nonostante la premessa sovrumana, i pantheon funzioneranno come le gilde della maggior parte degli MMORPG, offrendo ai loro membri missioni speciali e bonus. Tuttavia, bisognerà aiutare a crescere il proprio pantheon completando missioni e racimolando risorse, mentre i sovrani del pantheon potranno suddividere i loro membri in clan come fossero delle gilde minori, in modo che li aiutino quando verrà il momento di dichiarare guerra ad altri pantheon. PvP, ahoy!

di Christian La Via Colli

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Anche questa settimana non poteva mancare un nuovo numero di Underground, la rubrica che si occupa di produzioni indipendenti come se ne esistessero ancora. Nel nostro girovagare nei recessi più oscuri dove si agita la creatività videoludica mondiale, cioè Steam, abbiamo deciso di dare uno sguardo ai titoli proposti su Greenlight, la sala d'accettazione creata da Valve per dare agli utenti il compito di selezionare i titoli che potranno quindi finire sullo store principale. Come al solito l'elenco di novità è vasto e non mancano i progetti interessanti, di cui magari un giorno parleremo più diffusamente. Questa settimana abbiamo deciso di lasciarli perdere per esaminare solo quelli completamente malati e fuori di testa. Alcuni in tutta sincerità sono anche difficili da definire videogiochi, ma non è un grosso problema visto che lo scopo dell'intera rubrica per questa uscita sarà dimostrare com'è possibile sprecare soldi solo per fare gli scemi. Underground, alla ricerca di un'utilità sociale.

Cominciamo da MLG Simulator, uno sparatutto in prima persona... be' sì, dai, in fondo questo è, anche se non sembra. La prima persona c'è, un fucile c'è, qualcosa a cui sparare pure, quindi ci siamo. Teoricamente dovrebbe essere una parodia della Major League Gaming, e di tutti quei giocatori che se la tirano più di una fotomodella facendosi chiamare pro anche dai nonni. Comunque si spara a Casper, si spara a Shrek e si spara a uno scheletro: cosa volere di più?

Il secondo gioco ha il grande pregio di autodefinirsi dal titolo: A Poorly Made Game. In effetti è davvero rozzo e mal fatto, al punto che guardandolo si potrebbe ipotizzare che abbia addirittura una sua estetica. L'autore lo descrive come: "il peggior gioco cui abbiate mai giocato". Si vede che non aveva ancora visto MLG Simulator! I controlli sono scomodi e buggati! La grafica è realizzata pigramente, è brutta ed è confusa! Il gioco è buggato e nemmeno divertente! Il protagonista dell'avventura è un certo Jodo, un puntino difficile da vedere, che deve superare dei puzzle impossibili saltando tra brutte piattaforme per seguire una storia mal scritta. Insomma, una volta avviatolo non riuscire a posare il joypad, anche perché si gioca con la tastiera." Come non amarlo? Se lo pubblicano su Steam, aspettatevi una recensione da trentamila caratteri in homepage.

Il terzo gioco di cui parliamo è Dog Simulator. In realtà c'è poco da dire. Dalla scheda manca una qualsiasi descrizione e l'unica immagine presente è quella di un cane virtuale che corre, probabilmente preso da qualche sito stock. Di base non riteniamo nemmeno che ci sia un progetto vero dietro a tanta pochezza. Ci fa piacere però riportare il commento che meglio lo descrive, tra quelli pubblicati su Greenlight. Lo ha scritto un certo El descubridor de la atlantida: "ITS A DOG, ITS A DOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOGGGGGGGGGGGGGGGGGGGGG!!!!!!!!!!" E sono soldi che Gabe incassa, aggiungiamo noi, probabilmente facendosi anche una sana risata.


Il quarto esemplare da laboratorio di cui vogliamo parlarvi è, quantomeno, un gioco vero e proprio. Si chiama Stupid Survivor di Aware Games e mette nei panni di un cittadino particolarmente idiota che non solo è riuscito a dare fuoco a casa sua, ma fa di tutto per complicare la situazioni con comportamenti totalmente folli, come rischiare la vita per salvare la televisione, impedire ai vigili del fuoco di portarlo fuori dall'abitazione o saltare tra le fiamme per... chissà quale diavolo di motivo. In fondo è un imbecille, nevvero? Perché aspettarsi altro? Diciamo che, nonostante il tema, Stupid Survivor sembra fatto decisamente meglio degli altri titoli elencati. Quantomeno ha delle meccaniche di gioco riconoscibili e una grafica 2D ben disegnata.


Finiamo in bruttezza questa carrellata nell'orrore ludico con il quinto e ultimo gioco: Doctor, un arcade in cui si guida un depresso cronico che, non riuscendo a togliersi la vita, decide di fare stragi casuali prima di suicidarsi. L'autore lo definisce come: "un videogioco violento in cui si uccidono persone. Tutto qui. Vorrei ci fosse di più, ma è tutto quello che posso dirvi. Be', sicuramente non è il più violento videogioco della storia, ma credo che stia almeno nella top 1000". In effetti non è il più violento, ma uno dei più idioti sì nella sua completa gratuità. È vero che potrebbe essere letto anche come un atto di denuncia di una certa ipocrisia nel voler dare alla simulazione della violenza forme di nobilitazione con trame e giustificazioni varie, ma non è difficile scorgerci dentro un bel po' di alienazione e frustrazione. Per questo piacerà a molti, nonostante sembri davvero mal fatto.

di Simone Tagliaferri

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GPU - Doppia evoluzione in vista
Una delle promesse più importanti delle DirectX 12 è quella di consentire un migliore sfruttamento dell'hardware permettendo agli sviluppatori di interagire a basso livello e, al contempo, facilitando l'ottimizzazione con l'obiettivo di mettere una parola fine al dramma dei sistemi da migliaia di euro sfruttati per una frazione del loro potenziale. Una parziale conferma di questa capacità ci arriva dal CEO di Stardock, Brad Wardell, che da qualche tempo si è fatto promotore delle nuove librerie Microsoft sulle quali ha potuto effettuare svariati test. A quanto pare le nuove DirectX hanno la capacità di gestire più GPU trattandole come una sola entità e questo dovrebbe garantire un grosso passo in avanti in termini di possibilità di sfruttare a pieno le configurazioni SLI e Crossfire.

Ebbene, secondo i dati pubblicati da Wardell il salto prestazionale garantito da questa funzionalità è a dir poco mostruoso. A quanto pare, infatti, il test effettuato dallo sviluppatore su luci ed effetti lenticolari ha visto il framerate passare da 13 frame per secondo con le DirectX 11 a 120fps con le DirectX 12. Numeri da capogiro anche se queste cifre non indicano, questo è ovvio, un incremento prestazionale del mille per cento. Stiamo infatti parlando di un test mirato ed è probabile che le tecnologie messe coinvolte nella prova siano pensate per sfruttare al meglio l'hardware delle nuove GPU. E le schede usate da Wardell per il suo Crossfire sono proprio due Radeon non ancora annunciate che possiamo presumere siano Radeon R9 390X. Le nuove schede AMD, in sostanza, sono già in circolazione e questa informazione rafforza i nuovi rumor relativi al lancio della serie R9 300 che, secondo le indiscrezioni, dovrebbe arrivare tra la metà di marzo e l'inizio di aprile. In questi mesi abbiamo parlato parecchio delle nuove Radeon ma è bene ricordare che dovrebbero sfoggiare una nuova VRAM impilata capace di raggiungere una banda passante di 640 GB/s. Un vero e proprio fiume di dati che sembrerebbe capace di scongiurare il pericolo di colli di bottiglia nel caso delle risoluzioni estreme. E con le librerie di nuova generazione, Mantle incluse, potrebbe essere possibile raggiungere definizioni elevatissime anche nel caso di configurazioni SLI e Crossfire di schede dotate un quantitativo di RAM relativamente modesto. Una delle novità delle nuove librerie potrebbe infatti essere l'unificazione della memoria video che consentirebbe di moltiplicare il framebuffer, attualmente limitato al quantitativo di VRAM di una singola scheda video, a seconda del numero di schede video installate nel sistema. Due schede da 4GB, in sostanza, potrebbero lavorare proprio come una dual GPU, sfruttando effettivamente tutta la memoria video disponibile.

Uno chef chiamato PC
Da quando le stampanti tridimensionali sono piombate sulla terra per minacciare di morte l'artigianato mi sono sempre chiesto cosa ne sarà del cibo del futuro. Ognuno di noi avrà il suo distributore personale per affrontare senza pause anche l'open world più lungo? I PC confezioneranno qualsiasi tipo di cibaria al volo? Le ricette saranno scritte in linguaggio binario? L'industria agroalimentare scomparirà? Molto probabilmente la risposta è no in tutti i casi ma potremmo comunque vedere diversi cambiamenti importanti nella nostra quotidianità. Al momento con le stampanti 3D si creano quasi esclusivamente pizze, paste e cioccolatini. C'è chi dice che sono mangiabili ma dubito che la qualità possa essere particolarmente elevata soprattutto nel caso di alimenti complessi. Inoltre, tolti gli snack più semplici, il cibo va comunque cucinato ed ecco che la magia del replicatore di Star Trek va a farsi friggere. Eppure dobbiamo ammettere che nel caso della stampa di un singolo ingrediente le cose potrebbero essere diverse.

PC Magazine #195

Alla fine anche la più esotica delle materie prime alimentari, ci perdonino i cultori dell'agroalimentare per quello che stiamo per dire, non è altro che un insieme di molecole ed è immaginabile poterle ricreare con la giusta tecnologia. Certo, le sostanze di base andrebbero comunque ottenute da qualche parte, ci sarebbero giustissime disquisizioni sul terroir, ci sarebbe il rischio di un'agghiacciante uniformazione dei sapori e la stampa in molti casi sarebbe solo una lavorazione in più. Ma nel caso di beni difficilmente reperibili potrebbe valerne la pena. E un'evoluzione della tecnologia di stampa in quest'ottica potrebbe portare a cambiamenti importanti nella vita di tutti. Avete dimenticato di comprare la rarissima erba persiana senza la quale non potete realizzare la ricetta da fine del mondo che avete promesso al burbero padre della vostra nuova ragazza? Ebbene, si potrebbe stampare in casa, proprio come il cioccolatino personalizzato necessario a dissimulare la dimenticanza dell'ennesimo San Valentino. E da qui si potrebbe anche arrivare anche alla creazione di una vera costata per il vegetariano che non riesce proprio a dimenticare quell'incredibile sapore. Non è di certo abbastanza per far saltare il sistema produttivo mondiale, nel bene e nel male, ma potremmo trovarci di fronte a una tecnologia di lusso particolarmente sensata e potenzialmente in grado di portare alcuni lussi più vicini alle tasche delle persone comuni.

di Mattia Armani

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