PC Magazine #198 72

E-sport e mod in questa settimana ricca di novità!

RUBRICA di La Redazione —   21/03/2015

Indice

Oramai da qualche anno non passa settimana senza che un torneo o una manifestazione legata agli e-sport più popolari non diventi una notizia rilanciata da tutti i principali siti di informazione videoludica. Se volete un'infarinatura generale o se semplicemente avete voglia di guardare qualcosa durante questo weekend, Vice ha pubblicato un video speciale in cinque parti dedicato all'argomento. Se siete degli iniziati non troverete un livello di approfondimento stellare, ma resta una visione piacevole e ben confezionata. Se avete un po' di tempo da spendere per leggere un buon articolo, invece, rivolgetevi a questa raccolta di scritti che Kotaku ha pubblicato: ci sono venticinque storie di altrettanti veterani di World of Warcraft, giocatori appassionati che condividono con noi i loro momenti più interessanti spesi sull'MMO di Blizzard. Infine se vi siete appassionati a Cities: Skyline, vero e proprio successo commerciale di questa stagione, guardate le migliori creazioni che gli utenti sono riusciti a produrre ad appena due settimane dall'uscita.

Tutto il mondo del gioco su PC nella rubrica settimanale di Multiplayer.it!

PC Magazine #198

COMPONENTECARATTERISTICHEPREZZO
ProcessoreIntel Core i5-4430 € 180.00
Scheda MadreASRock Z97 Pro4 € 95.00
Scheda Video Radeon R9 280x € 230.00
RAM Corsair XMS3 8gb (2x4gb) ddr3 1600 MHz € 75.00
Alimentatore SeaSonic S12II 520 Bronze 520W € 50.00
Hard DiskHard Disk Seagate - Barracuda 500 GB + Samsung 830 128GB € 140.00
Lettore-Masterizzatore Ottico Samsung SH-S223Q SATA € 25.00
CaseCooler Master 690 II Advanced € 85.00
CONFIGURAZIONE COMPUTER DA GIOCO € 880.00

PC Magazine #198

Ci teniamo a segnalarvi un gioco che potrebbe esservi sfuggito, e che invece merita per lo meno di essere conosciuto: Tormentum - Dark Sorrow. L'essenza di questo titolo è un'avventura punta e clicca nella quale, anziché muoversi per le schermate, il nostro misterioso protagonista rimane immobile mentre noi esploriamo l'ambiente con il puntatore del mouse, alla ricerca di indizi e oggetti da manipolare. Detta così potrebbe sembrare l'equivalente di una tortura medioevale per il giocatore moderno, ma tenete conto che quando parliamo di schermate intendiamo singole opere d'arte stracolme di creature grottesche e dettagli minuziosi degni di un Bosch. La narrazione è un po' superficiale, ma il piacere che si ricava dall'esplorare con gli occhi le immagini del gioco, soffermandosi su ogni singolo tratto, vale certamente il viaggio nelle lande infernali di Tormentum. Se volete leggervi una bella recensione a riguardo, ne abbiamo una pronta scritta dal malevole Tagliaferri.


 Se siete amanti degli animali e avete gioito per l'Oscar conquistato da Winston, il delizioso corto animato di Disney, potreste volere seguire Adopted. In questo gioco impersoniamo infatti un cucciolo di cane che, con i mezzi animali a sua disposizione, deve cercare di influenzare la vita dei suoi padroni, aiutandoli a prendere decisioni sensate e salvandoli da situazioni potenzialmente pericolose. Purtroppo gli esseri umani spesso non sanno interpretare il linguaggio dei cani, sicché sarà compito nostro ingegnarci per fare capire loro che se abbaiamo non è soltanto per rompere le scatole. Se tutta questa cuccioleria fa per voi, non dimenticate di accendere una luce verde su Steam.





 Jesse Makkonen, autore dell'horror atmosferico Silence of the Sleep, sta per tornare con un nuovo progetto che cerca di migliorare quanto di buono era già stato fatto con il primo gioco. Parliamo di The Human Gallery, un altro gioco horror previsto per il 2016. Makkonen tenta ancora una volta la strada della visuale laterale in terza persona per ovvi motivi di costi, ma questa volta sembra avere trovato la forma giusta per fare venire i brividi al giocatore nonostante l'assenza della terza dimensione. Il protagonista è infatti inquadrato dalla vita in su con un campo molto stretto che non ci consente di anticipare l'attacco di un eventuale nemico. Se a questo accorgimento aggiungiamo la presenza di una lanterna tremolante come unica fonte luminosa, capirete bene che c'è di che avere paura. La qualità delle animazioni è notevole, così come quella della direzione artistica, e anche l'idea alla base della storia ci piace molto: un pittore in cerca di ispirazione che entra nella mente di un serial killer per ritrovare la sua musa. Ovviamente, una volta entrato nella mente del criminale, il nostro intrepido artista scoprirà che non è facile come credeva trovare l'uscita e si troverà perciò intrappolato in un incubo di violenza e follia.

Vorremmo potervi dire molto altro, ma per il momento questi sono gli unici dettagli noti al pubblico. Godetevi il trailer e segnatevi questo gioco perché torneremo sicuramente a parlarne.

Parliamo ancora di un gioco horror, ma questa volta con una visuale tradizionale in prima persona. Le analogie con tanti titoli che l'hanno preceduto si fermano però qui, perché Dead Secret non è ambientato in un luogo lugubre e spaventoso e le ombre non sono nostre nemiche. Ci troviamo invece in una casa, di giorno, in compagnia di quattro persone: una di loro è un assassino. Alcuni giorni prima dell'inizio del gioco è stato infatti commesso un delitto e dobbiamo essere noi a scoprire il colpevole. Forse proprio a causa dell'apparente familiarità dell'ambiente, il trailer di Dead Secret ci ha messo addosso una discreta inquietudine. L'idea che neppure la luce del giorno possa scacciare il male è infatti il trionfo della disperazione. Come se non bastasse, il gioco è stato sviluppato appositamente per i nuovi visori della realtà virtuale, così da garantire la massima immersione possibile. Inutile dire che appena potremo metterci le mani sopra sarete i primi a saperlo.

di Andrea Rubbini

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ArcheAge
Il lancio occidentale di ArcheAge è stato funestato da mille polemiche, ma a quanto pare il produttore Trion sembra averci preso gusto visto che certi passi falsi sembrano compiuti quasi di proposito.

L'ultimo ha dell'assurdo, e ha giustamente scatenato un vespaio nella community che si è subito sfogata su blog, forum e siti ufficiali, a cominciare dal famigerato Reddit. In sostanza, Trion ha attuato una strategia tipica delle compagnie che vogliono riportare all'ovile le pecorelle smarrite, regalando premi e oggetti che, specie in un titolo a microtransazioni, fanno sempre gola. In questo caso, si è pensato di regalare agli ex giocatori una certo gruzzoletto in svariate valute, ma anche un raro delfino da cavalcare e altro ancora: oggetti che in alcuni casi valgono anche un centinaio di dollari, alla faccia degli utenti che continuano a giocare - e a pagare - mensilmente. Sono subito scattate le petizioni per chiedere agli sviluppatori di ArcheAge di ritirare i regali o di ricompensare anche i veri fan del gioco, e il producer ha dovuto scusarsi pubblicamente, dichiarando di aver sbagliato i calcoli e di non aver pensato alle conseguenze delle scelte compiute. Adesso si dovrà valutare una soluzione e implementarla senza offendere i sottoscriventi o rimetterci più denaro del dovuto. In tutto questo, probabilmente gli ex giocatori di ArcheAge se ne stanno pure fregando. Che dire se non... GG?

Final Fantasy XI e Final Fantasy XIV
Si chiude una porta, se ne apre un'altra: probabilmente è quello che stanno pensando al dipartimento online di Square Enix, dato che è stata ufficialmente annunciata la conclusione del supporto a Final Fantasy XI, il primo e longevo episodio online della serie che ha superato da poco i dieci anni di età.

Arriveranno ancora tre aggiornamenti per concludere la storyline - rispettivamente a maggio, ad agosto e a novembre - e poi sarà finita, o meglio si potrà continuare a giocare ma Square Enix non svilupperà altri aggiornamenti importanti, limitandosi a risolvere bug e problemi vari fino alla naturale chiusura dei server. Le versioni PlayStation 2 e Xbox 360 del gioco, per esempio, cesseranno la loro attività l'anno prossimo, mentre lo sviluppatore si preparerà a lanciare una versione mobile del client, così i giapponesi potranno continuare a grindare punti esperienza anche sullo shinkansen. Nel frattempo, Square Enix si prepara a lanciare l'ultimo aggiornamento del fratello minore di Final Fantasy XI, A Realm Reborn, che sarà baciato da un'espansione già a giugno: la software house ha rivelato i contenuti della Collector's Edition, un prestigioso cofanetto che includerà, tra le altre cose, la statuina di un drago, un libro di illustrazioni, un disco aggiuntivo pieno di contenuti e, in digitale, un grifone da cavalcare, l'elmetto da Dark Knight di Cecil e il minion di Kain Highwind. Perché questa espansione si ispira fortemente a Final Fantasy IV, casomai non fosse chiaro.

Guild Wars 2
L'ultimo aggiornamento del MMORPG firmato ArenaNet ha dato non pochi grattacapi allo sviluppatore, che ha dovuto rimandarlo di una settimana... anche se non sembra sia servito a molto!

La patch è abbastanza importante, dato che implementa la tanto attesa visuale in prima persona, una pletora di opzioni dedicate (per aggiustare i parametri della telecamera, per esempio) e la versione beta del client in streaming, utile per chi muore dalla voglia di giocare ma deve comunque aggiornare il software. È inoltre lo stesso aggiornamento che rimuove la necessità di esplorare la mappa WvWvW per completare l'achievement World Explorer e che migliora l'interfaccia, consentendo ai giocatori di individuare al volo gli obiettivi incompleti. È tutto molto bello, ma anche molto buggato: per qualche ragione questo aggiornamento è stato accompagnato da una miriade di problemi che affliggono le performance o addirittura la chat, e che ArenaNet sta cercando di risolvere a colpi di hotfix. Il più grave sembrerebbe essere un exploit che permette ai giocatori di completare facilmente gli obiettivi nella Hall of Monuments. E dire che Guild Wars 2 ha appena vinto il premio Game of the Show dell'EGX Rezzed, sconfiggendo concorrenti illustri come Bloodborne.

di Christian La Via Colli

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Questa settimana sono arrivati su GoG tre classici di Lucasfilm che ancora non avevano mai goduto di una riedizione digitale degna di questo nome. In realtà possiamo parlare di un classico vero, Zak McKraken and the Alien Mindbenders, un ottimo gioco, Outlaws, e un buon clone dei primi Tomb Raider, Indiana Jones and the Emperor's Tomb. Riscopriamoli in maggior dettaglio uno a uno.

Outlaws

L'ex maresciallo James Anderson viveva tranquillo nel suo ranch con sua moglie e sua figlia. Purtroppo un gruppo di criminali voleva le sue terre per farci passare sopra una ferrovia e non ha esitato ad attaccarlo uccidendo le due donne. Ora Anderson non vive che per la vendetta. Riuscirà a sterminare l'intera banda? Per scoprirlo basta giocare a Outlaws, sparatutto in prima persona proveniente direttamente dalla generazione Doom, almeno a livello tecnologico, molto amato dagli estimatori del Vecchio West. Ne abbiamo già parlato tempo fa, chiedendone una riedizione degna di questo nome. Siamo stati accontentati. Il gioco è difficile come lo ricordavamo. All'epoca della prima edizione si era abituati a un livello di sfida più alto. Così aspettatevi sparatorie molto difficili, oggetti da raccogliere e puzzle non proprio intuitivi. La versione GoG arriva completa di mappe extra, che allungano di parecchio l'avventura. Insomma, è tornato tra noi uno dei migliori spaghetti western videoludici di sempre, compreso di musiche che ricordano quelle scritte da Ennio Morricone per alcuni film di Sergio Leone.

Zak McKraken and the Alien Mindbenders

Molti citano sempre The Secret of Monkey Island come riferimento per il sottogenere delle avventure grafiche demenziali di Lucasfilm. In realtà prima vennero almeno altri due titoli che meriterebbero di essere ricordati più spesso: Maniac Mansion e Zak McKraken and the Alien Mindbenders, entrambi caratterizzati da un umorismo nonsense che successivamente sarebbe stato ereditato dalle avventure di Guybrush e soci. Del primo parleremo un'altra volta, magari in occasione di una qualche riedizione. Concentriamoci quindi sulle avventure di Zak McKracken, che deve vedersela con degli alieni che vogliono istupidire l'intero pianeta Terra usando una macchina capace di ridurre ai minimi termini il quoziente intellettivo degli esseri umani. Riuscirà il fantasioso reporter del National Inquisitor a farsi credere dall'opinione pubblica? Zak McKraken and the Alien Mindbenders è un'opera di grande respiro e dalla difficoltà altissima, con enigmi che possono bloccare il giocatore, costringendolo a ricominciare l'avventura da capo. Nonostante questo è anche pieno di gag spassose, situazioni da commedia brillante e puzzle molto ingegnosi rimasti nella storia del genere e dei videogiochi.

Indiana Jones and the Emperor's Tomb

Siamo nei primi anni del nuovo millennio e la serie Tomb Raider è ancora il punto di riferimento per gli action adventure in terza persona con lunghe fasi platform/esplorative. Ironia del destino vuole che Indiana Jones and the Emperor's Tomb sia stato considerato all'epoca un mero clone delle avventure di Lara Croft. Sicuramente l'affermazione è vera a livello videoludico, ma lo è meno pensando che il personaggio di Lara fu pensato dagli sviluppatori di Core Design come un'Indiana Jones al femminile. Insomma, forse sarebbe meglio parlare di uno scambio alla pari. In sé il titolo di Lucasfilm non è malaccio, nonostante gli anni passati. Se si ama il genere e si vuole qualcosa di meno guidato e più meditato rispetto alla recenti incarnazioni, è un titolo ancora da tenere in considerazione, tenendo però ben presenti la macchinosità del sistema di controllo e la difficoltà di alcuni puzzle. Il dottor Jones deve trovare un potente manufatto nascosto in Cina. Ovviamente non mancano i suoi nemici di sempre, i nazisti, che vogliono recuperarlo prima di lui. Chi riuscirà a raggiungere per primo la tomba dell'imperatore?

di Simone Tagliaferri

Titolo: Outlaws - Zak McKraken and the Alien Mindbenders - Indiana Jones and the Emperor's Tomb
Sviluppatore: Lucasfilm
Anno di pubblicazione: 1997 - 1988 - 2003
Come reperirlo:
Sono stati tutti e tre ripubblicati su GoG in edizioni aggiornate per i moderni sistemi da gioco. Perché giocarlo oggi: Il primo è uno dei migliori sparatutto western ancora sulla piazza, il secondo è un caposaldo del genere delle avventure grafiche e il terzo perché è un buon clone dei Tomb Raider vecchia scuola.

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NVIDIA GTC 2015
NVIDIA ha confermato lo sviluppo di una nuova serie di schede video GeForce basata su memoria HBM. L'architettura utilizzata si chiama Pascal e le schede video legate a questa tecnologia arriveranno sul mercato nel corso del 2016. Il dato più importante è che queste schede equipaggeranno le nuove memorie SK Hynix's High Bandwidth Memory che non devono sottostare ai limiti di densità dello standard HBM 1.0 e nel caso dellea tecnologia Pascal potremmo vederne ben 32GB installate su una sola scheda video. Per quanto riguarda la banda passante si parla di un TB/s che ammonta al triplo dei 336GB/s della Titan X e supera abbondantemente anche i 640GB/s promessi dalla nuova serie Radeon 300 che dovrebbe montare memoria impilata HBM 1.0.

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E per queste ultime c'è anche il timore che le summenzionate limitazioni di queste memorie vincolino le Radeon 300 a un massimo di 4GB di VRAM. Ma la disponibilità delle nuove memorie HBM 2.0 di Hynix, presentate proprio durante l'NVIDIA GTC 2015, potrebbe portare a cambiamenti nei piani di AMD magari nella forma di una revisione delle Radeon 300. D'altronde con l'HBM 2.0 i limiti della prima versione della tecnologia vengono superati abbondantemente grazie a chip di memoria che passano da 1 GB a 2 GB di densità e sfoggiano una velocità che balza da 128 a 256 GB/s per ogni chip installato. Inoltre il nuovo standard quadruplica la densità massima per ogni DRAM die e in futuro sarà addirittura possibile passare a 8 stack di memoria contro i 4 attuali. Ed è bene sottolineare che Pascal promette un salto in termini di efficienza superiore rispetto a quello compiuto da Maxwell in confronto a Kepler e possiamo presumere che se questo traguardo sarà raggiunto sarà proprio grazie alle nuove memorie HBM. D'altronde questa tecnologia garantisce una maggiore efficienza, prestazioni estremamente elevate anche con clock relativamente contenuti e consumi inferiori alla base con 1.2v contro gli 1.35v delle GDDR5 più avanzate. Il tutto condito da un netto aumento prestazionale, almeno su carta, visto che Pascal equipaggerà le ultime tecnologie dei chip Tegra X1 quadruplicando il calcolo mixed precision e raddoppiando le performance per Watt rispetto a Maxwell. Nei prossimi dodici mesi, in sostanza, ne vedremo delle belle e questo anche grazie alle librerie DirectX e Vulkan che, come abbiamo già detto, promettono memorie unificate per le configurazioni SLI e facilitazioni sensibili per quanto riguarda l'ottimizzazione. Tra l'altro in merito a quest'ultimo punto il CEO di Stardock, Brad Wardell, ha affermato che il balzo prestazionale coinvolgerà anche la CPU del nostro sistema garantendo performance superiori alle aspettative. La chiave di quest'affermazione è la capacità delle nuove API di mettere in comunicazione la GPU con ogni singolo core del sistema. Un'opzione che se sfruttata dovrebbe garantire un balzo prestazionale notevole ai multi-core che sono spesso sfruttati marginalmente tranne escludendo eccezioni sempre più rare.

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Ma torniamo alla GTC 2015 di NVIDIA per parlare di qualcosa di sfizioso che riguarda l'intelligenza artificiale votata al controllo dei veicoli. Per parlare di quest'ultima NVIDIA ha chiamato addirittura Elon Musk, uno degli imprenditori più tecnologizzati e portabandiera della rivoluzione elettrica delle quattro ruote ma scettico proprio nei confronti dell'Intelligenza Artificiale. Prevedibilmente Musk ha ribadito il suo timore per l'intelligenza artificiale in senso assoluto, che presumibilmente rientra nel programma NVIDIA dedicato ai computer capaci di imparare autonomamente, ma ha affermato di non avere particolari paure per quanto riguarda l'intelligenza artificiale legata ai veicoli. Un'affermazione che è servita a NVIDIA per presentare l'NVIDIA Drive PX, un computer pensato per macchine capaci di andare a zonzo per conto proprio o quasi. Anche in questo caso il computer potrà imparare ma per nostra fortuna le sue capacità di apprendimento saranno limitate alle questioni stradali. In quest'ambito gli attuali computer di bordo compiono distinzioni basilari e si limitano a parcheggiare il veicolo o a fermarlo in caso di particolari emergenze. Il Drive PX, equipaggiato con ben 10GB di memoria, promette di distinguere diverse tipologie di situazioni e di veicoli fornendo al guidatore un continuo flusso di informazioni in realtà aumentata con indicatori per oggetti in movimento, oggetti pericolosi e via dicendo. E questo grazie alla tecnologia Tegra X1 che, secondo l'informativa ufficiale pubblicata da NVIDIA, garantisce alla tecnologia Drive PX un output video di 1.3 gigapixel e la capacità di gestire due telecamere da 12 megapixel fino a 60 frame al secondo. In base alle informazioni il computer, usato anche per un robot della DARPA che punta all'autonomia di guida completa, si preoccuperà di avvisare il pilota di eventuali pericoli e in in caso di necessità potrà frenare, svoltare e persino accelerare. Il Drive PX, con tanto di kit di sviluppo, sarà disponibile a maggio per 10 mila dollari e a quel punto dovrà dimostrare tutte queste promesse mettendosi in concorrenza diretta con i sistemi già disponibili o in sviluppo.

di Mattia Armani

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