Obscure - Che fine hanno fatto?

Un survival horror ambientato in un liceo statunitense e incentrato sul gioco in cooperativa: che ne è stato della serie dei francesi Hydravision?

RUBRICA di Massimo Reina   —   29/04/2015
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Che fine hanno fatto... è una rubrica a cadenza regolare che cerca di riportare alla luce quei franchise che per un motivo o per un altro sono caduti un po' nel dimenticatoio, raccontandone la storia, con la speranza di rivederli prima o poi sui nostri schermi.

Nell'inflazionato mondo dei survival horror c'è sempre stato spazio anche per produzioni di secondo piano rispetto a big del calibro di Silent Hill, Alone in the Dark e Resident Evil, ma capaci talvolta di divertire ugualmente il pubblico con trovate interessanti e talvolta perfino originali, pur non raggiungendo le vette qualitative dei capolavori citati. Quando venne rilasciato sui mercati europei per PC, PlayStation 2 e Xbox nell'ottobre del 2004, ObsCure di Hydravision Entertainment fu in tal senso pubblicizzato come "survival horror di nuova generazione", generando una certa aspettativa nel pubblico. E questo per via delle sue ambientazioni studentesche e della modalità cooperativa in locale, dipinte dal publisher come elementi originali, di quelli teoricamente in grado di fare spiccare un prodotto rispetto ad altri nel genere di riferimento, magari rivoluzionandolo sotto alcuni aspetti. In realtà, almeno per la questione modalità cooperativa, all'epoca si era già visto qualcosa di simile su console in Resident Evil Zero per GameCube e Resident Evil Outbreak, ma tant'è, la curiosità del pubblico era lo stesso tanta.

Che fine ha fatto ObsCure, il survival horror ambientato sui banchi di scuola di un liceo americano?

Beverly Hills 90210 con mostri

Va bene, non proprio. Però lo scenario iniziale del gioco non era dissimile dalla famosa serie di telefilm per teenager degli anni '90 citata nel titolo del paragrafo. Per ObsCure, infatti, il team di sviluppo aveva optato per un'ambientazione molto utilizzata in televisione, ma poco nel mondo dei videogiochi, vale a dire quella di un liceo statunitense, la Leafmore High School. Non è casuale che l'introduzione si apriva con le note dei Sum 41, gruppo musicale pop punk canadese originario di Ajax, cittadina dell'Ontario, e del loro brano Still Waiting, mentre i cinque giovani protagonisti dell'avventura venivano presentati ai giocatori con uno stile tipicamente da videoclip.

Obscure - Che fine hanno fatto?
Obscure - Che fine hanno fatto?

La loro presenza sottolineava tra l'altro l'indole cooperativa del gioco, che spingeva l'utente a inoltrarsi nell'avventura, impostata seguendo idealmente i canoni imposti dai vari Resident Evil o Silent Hill, coadiuvato da un compagno. In questo modo veniva sempre accompagnato nel suo incedere da un amico virtuale gestito dalla intelligenza artificiale o da un secondo giocatore, pronto ad offrirgli supporto morale e fisico a seconda delle proprie caratteristiche e abilità. Il "party" era in tal senso abbastanza diversificato: c'era il palestrato e belloccio Kenny, veloce e forte fisicamente, la sorella Shannon, che a dispetto delle apparenze era anche molto intelligente, e il timido reporter del giornale scolastico Josh, abile nel ritrovare oggetti e indizi nascosti. C'erano poi Stanley, fumatore incallito di sostanze illegali, ma abile col computer e col grimaldello per aprire porte e armadietti, e la cheerleader Ashley. Tutti i personaggi potevano essere scambiati in qualsiasi situazione, ma anche morire, senza causare il game over (a meno che non perissero tutti). Perdere alcuni membri chiave creava tuttavia dei problemi, rendendo un tantino più complicato portare a termine certe missioni. Oltre a qualche semplice puzzle da risolvere, nel gioco c'erano ovviamente dei nemici da eliminare per cercare di sopravvivere. Questi erano generalmente sensibili alla luce, nel bene e nel male: l'eccessiva esposizione a quest'ultima poteva causare l'insorgere di altre metamorfosi negli esseri infettati dalle spore della pianta Mortifilia, causa di tutti i problemi nella scuola, ma anche renderli più vulnerabili agli attacchi. Prima di essere riempiti di pallottole o di legnate era importante quindi indebolirli con il suo aiuto (non vi ricorda un certo Alan Wake?). Per farlo si poteva fare ricorso all'illuminazione delle torce elettriche, montate volendo con lo scotch sulle armi, oppure rompendo le finestre e facendo quindi e penetrare da fuori la luce attraverso di esse. Altra caratteristica saliente di ObsCure era l'atmosfera, alla quale contribuivano una bella grafica, un azzeccato design degli ambienti e soprattutto un ottimo comparto sonoro, capace di creare la giusta dose di tensione al videogiocatore, con effetti e musiche degne di un film dell'orrore. Man mano che si progrediva nell'avventura appariva però chiaro che ObsCure fosse il realtà un prodotto imperfetto, seppur degno di interesse. L'originale spunto iniziale si risolveva troppo presto in una pedissequa imitazione dei capisaldi del genere, proponendo una trama fatta di esperimenti genetici andati a male, creature nascoste nel buio del liceo e una serie di espedienti tecnici a cui l'utenza era già abituata. La durata complessiva dell'avventura era poi davvero molto esigua, e la stessa modalità cooperativa non era sfruttata a dovere: era possibile scambiarsi oggetti, impartire ordini o curarsi a vicenda, ma l'azione combinata risultava ridotta ai minimi termini.

Curiosità

Come spesso accade nei videogiochi, anche in ObsCure II c'erano alcune "easter egg" e qualche errore. Per esempio se nel capitolo iniziale intitolato Dov'è Jun? si riusciva ad arrivare in tempo per salvare provvisoriamente la ragazza, si poteva giocare un breve livello nei suoi panni impugnando un'arma speciale, una mazza chiodata particolarmente efficace contro tutti i mostri. Nelle schede con la descrizione dei personaggi, invece, quello di Kenny veniva presentato come il fratello minore di Shannon. Peccato che nel capitolo precedente il suo anno di nascita risultava essere il 1984, mentre quello della ragazza il 1986.

Due anni dopo

Nonostante i buoni propositi e alcune buone intuizioni, ObsCure fece pertanto registrare giudizi altalenanti sulle principali riviste del settore ma dati di vendite tutto sommato positivi, cosa che convinse Hydravision Entertainment a progettare un sequel. ObsCure II arrivò il 7 settembre del 2007 in Europa sotto etichetta Playlogic, e l'anno dopo negli altri mercati, per computer, PlayStation 2 e Nintendo Wii. La storia era ambientata un paio d'anni dopo i fatti narrati nel predecessore, questa volta all'università di Fallcreek dove si erano iscritti i fratelli Kenny e Shannon, nei cui corpi si facevano ancora sentire gli effetti della Mortifilia. Proprio nel campus si stava diffondendo una nuova droga apparentemente ricavata dai petali di uno strano fiore nero, i cui effetti collaterali erano terrificanti. I protagonisti si ritrovavano così catapultati nuovamente in un incubo ad occhi aperti, dal quale dovevano cercare di fuggire dopo aver risolto i misteri dietro all'infezione letale.

Obscure - Che fine hanno fatto?

Il gameplay di ObsCure II era ovviamente molto simile al primo capitolo e a classici come Alone in the Dark, sul cui quinto capitolo avrebbe tra l'altro in seguito lavorato la stessa Hydravision Entertainment per le edizioni PlayStation 2 e Nintendo Wii. A cambiare erano semmai i protagonisti sia in numero, sei invece che i passati cinque, che, parzialmente, il cast. Oltre i due citati fratelli (uno dei quali però faceva parte del team dei buoni solo per poco), dal vecchio episodio arrivava anche Stan, che dopo due anni di carcere lavorava in una pizzeria, mentre il gruppo di nuovi studenti era composto dallo skater Corey, abile nell'arrampicarsi, dalla sua fidanzata Mei, esperta di informatica, e dal loro amico Sven, forzuto giocatore di hockey. Ultima dell'elenco, ma non per questo meno importante, la bella Amy, brava nello scovare indizi utili. A supporto del party c'era poi Richard, docente di biologia che aiutava i giovani sopravvissuti fornendo loro batterie più potenti per le strumentazioni elettriche, nonché una speciale siringa dalla quale sintetizzare un siero dai cuori dei nemici morti. Le diverse abilità dei protagonisti si rivelavano essenziali per proseguire nell'avventura più che nell'originale, visto che questa caratteristica era stata amplificata dagli sviluppatori nel secondo gioco. Solitamente, infatti, ogni area aveva enigmi pensati per un ragazzo specifico; questi ultimi erano posizionati in modo molto intelligente nei vari scenari e non pesavano sul gameplay (non era necessario tornare troppo indietro per selezionare il compagno più adatto da portarsi dietro), rendendo l'avanzata verso il finale estremamente fluida. Ma a parte questo aspetto e una colonna sonora veramente spettacolare suonata dalla Boston Symphonic Orchestra e dal coro di bambini della Paris Opera, ObsCure II deluse buona parte del pubblico, a causa di un gameplay molto lineare e privo di particolari spunti, una trama poco interessante e una messa in scena di accadimenti visti e rivisti. Inoltre a molti fan del primo gioco non era piaciuto il fatto che nel sequel ogni volta che moriva un personaggio si aveva un game over, mentre come scritto in precedenza in ObsCure ciò non accadeva. ObsCure II ottenne così una media voto di 60/100 su Metacritic e poche vendite, risultando di fatto un mezzo flop.

Oscurità portatile

Questo non fermò Hydravision Entertainment, decisa a sfruttare il brand anche sulle console portatili. Così il 29 settembre del 2009 realizzò un porting per PlayStation Portable di ObsCure II intitolandolo ObsCure: The Aftermath, titolo già utilizzato per l'edizione domestica sul mercato nord americano dall'editore locale, Ignition Entertainment. Anche in questo caso i giudizi furono altalenanti e il gioco non sembro soddisfare appieno i gusti di fan di genere e redattori. Passarono così un paio di anni, un periodo di silenzio nel quale Hydravision Entertainment cominciò ad avere qualche problema di natura finanziaria, fino a quando nel marzo del 2012 il team si rifece vivo annunciando ObsCure D, uno spin-off ambientato fra i due episodi principali della loro saga horror.

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Obscure - Che fine hanno fatto?

Protagonista della storia sarebbe stata stavolta Liddyah Thompson, la sorella di Ashley la cheerleader del primo capitolo, alla ricerca di quest'ultima e di Josh Carter, spariti ambedue mentre svolgevano un'indagine tra le rovine del Liceo Leafmore, come si vedeva in un filmato segreto in ObsCure II. Di lì a poco, purtroppo, la situazione finanziaria della società precipitò rapidamente e il progetto venne annullato il 29 settembre di quell'anno a causa della chiusura dell'azienda sviluppatrice. Il gioco, tuttavia, non venne abbandonato del tutto, e quando poco tempo dopo alcuni ex membri di Hydravision Entertainment fondarono una nuova società chiamata Mighty Rocket Studio, il progetto venne ripreso. Il team decise però di rivedere totalmente trama, gameplay e personaggi, rinominandolo prima ObsCure e in seguito Final Exam, dato che il gioco non aveva molto in comune con la serie di avventure horror in terza persona del passato. Stavolta si trattava infatti di una sorta di platform/picchiaduro a scorrimento orizzontale sul modello di vecchie produzioni del passato, come Final Fight di Capcom, Street Rage di SEGA o Double Dragon di Technōs Japan. Rilasciato nel novembre del 2013 in digital download su Xbox Live Arcade, PlayStation Network e Steam, il prodotto venne accolto da giudizi misti, fra chi ne esaltava il divertimento tipico di un beat'em up con l'aggiunta dell'uso frequente di armi da fuoco e del multiplayer per quattro giocatori, e chi invece lo trovava poco appetibile in quanto ritenuto monotono per la sua natura pesantemente da button mashing lineare. Ma per i membri del team era comunque un nuovo inizio. Una ripartenza che nelle loro intenzioni dovrebbe riportarli a progettare giochi sempre più ambiziosi e a rilanciare la saga di ObsCure. Francois Potentier di Mighty Rocket Studio dichiarò tempo fa che il suo gruppo aveva ed ha un sogno, quello di realizzare prima o poi ObsCure III. Un survival horror sulla falsariga dei grandi classici, ma con le potenzialità tecniche offerte dall'hardware delle nuove console e dei PC più potenti. E noi gli auguriamo di farcela, nella speranza, nostra in questo caso, che in caso di successo, Potentier e soci riescano questa volta a sfruttare a dovere quegli spunti interessanti che si erano intravisti soprattutto nel primo episodio, e che non ricadano negli errori commessi invece nel secondo.