Le assurdità di Kickstarter

Come sopravvivere al sito di crowdfunding riconoscendo al volo le campagne "sospette"

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   12/04/2015
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Lasciatecelo dire: il discredito che ha colpito Kickstarter negli ultimi mesi è davvero ingiusto. Molti si sono allontanati dalla piattaforma di crowdfunding per colpa di alcuni progetti fallimentari che hanno fatto molto rumore, altri invece li hanno semplicemente usati per rafforzare i loro pregiudizi. La verità è che senza Kickstarter e affini non avremmo avuto alcuni dei videogiochi migliori degli ultimi anni, come ad esempio Shovel Knight, Divinity: Original Sin, Pillars of Eternity, Elite: Dangerous, Wasteland 2, Broken Age e molti altri. Fatta la premessa che nessuno può garantire l'assenza di rischi da un progetto ancora allo stato embrionale, imparando a fare le opportune valutazioni e distinzioni diventa possibile limitare i danni e dare soldi a chi quantomeno s'impegnerà per realizzare il progetto proposto e, soprattutto, ha le possibilità di farlo. Partendo da progetti completamente assurdi attualmente attivi, in questo speciale delineeremo di convesso il profilo della campagna Kickstarter ideale. Fate molta attenzione, perché non abbiamo selezionato titoli che ci sono sembrati semplicemente orrendi, ma proprio quelli che secondo noi non porteranno mai davvero a nulla per diversi motivi (il primo è che spesso nascondono delle vere e proprie truffe) in modo da darvi degli esempi cristallini dei concetti che vogliamo esprimere. Fortunatamente nella maggior parte dei casi trattati in pochi hanno dato soldi, ma il nostro obiettivo è fare in modo che tra di voi non ci sia nemmeno uno di quei pochi. Cominciamo.

Come riconoscere una campagna Kickstarter improbabile quando la vediamo? Scopritelo in questo speciale

Il rivoluzionario senza curriculum: Trespass

"Voglio creare il MIGLIOR titolo horror che sia mai stato giocato. Uno che lasci l'inquietante sensazione di non essere soli dopo averlo finito." Il buon Angel Alvarado non deve essere contento dei moderni videogiochi horror e vuole dire la sua con Trespass, un progetto per cui chiede la bellezza di 500.000 dollari.

Le assurdità di Kickstarter

Purtroppo, a parte le classiche frasi da rivoluzionario da bar, il ragazzo non ci mostra niente, se non un brutto logo e, soprattutto, non ci parla di sé, dei suoi trascorsi e del perché dovremmo dargli i nostri denari. Insomma, Alvarado, chi sei? Abbiamo capito che secondo te "nessuno oggi è soddisfatto dei giochi horror" e che "vuoi completare questo progetto", ma mostraci qualcosa di ciò che sai fare, videoludicamente parlando. Oltretutto descrivi meglio ciò per cui ti dovremmo finanziare. Hai chiesto 500.000 dollari, in cosa li spenderai? Quali risorse metterai in campo? Nella campagna di Trespass non c'è niente di tutto questo, tranne un patetico testo che al massimo può convincerci a chiudere il browser. Insomma, quando vi trovate di fronte a una campagna Kickstarter, anche la più convincente, andate sempre a verificare il curriculum del o dei proponenti. Da una Obsidian potete accettare anche un progetto in fase embrionale da sviluppare quasi da zero, da un Alvarado potete accettare al massimo che sia un affiliato di qualche cartello dello spaccio internazionale.

Lo sceso dal pero: Feudal Uprising

"Salve ragazzi, vogliamo realizzare un sandbox survival multiplayer con la possibilità di costruire edifici e un focus particolare sul crafting" Quanto può costare un progetto del genere? Un milione di dollari? Ottocentomila dollari? Per gli sviluppatori di Feudal Uprising la bellezza di 3.000 dollari. Non è un po' pochino viste le ambizioni? Parte il filmato ed ecco una splendida grafica 3D. Wow, ma sono davvero bravi... a rubare. Ovviamente non è roba loro. Non si sono preoccupati nemmeno di togliere i loghi degli altri prima di prendersi i video. Insomma, quello che vogliamo sottolineare non è tanto che Feudal Uprising puzzi di truffa lontano un miglio (quello è abbastanza chiaro), oltretutto viene proposto da uno che non espone nemmeno i suoi dati anagrafici reali, quanto il fatto che la cifra richiesta deve essere realistica per il tipo di progetto. Sempre. Il sogno di sviluppare un tripla A con pochi soldi è da illusi. Se hai risorse limitate devi imparare a sfruttarle al meglio, non rimpiangere di non averne altre a disposizione. È importante avere coscienza di questo punto perché è chiaro che quando si valuta un progetto, capirne la fattibilità in base alla cifra richiesta può fare la differenza. Un sandbox survival multiplayer con edifici da costruire liberamente e un sistema di crafting completo non lo crei con 3.000 dollari. Non c'è nemmeno da starne a discutere.

Mi bastano due panini e una birra: The Maze

Quando si parla di costi di produzione di un videogioco, di solito si parla di costo del lavoro necessario per realizzarlo, ossia di stipendi. Ci sono molte altre voci di spesa, ma diciamo che questa è quella più rilevante. Quanto può costare il lavoro di un professionista? Dipende, ma diciamo che se è uno che ci sa fare non si accontenterà di un tozzo di pane.

Le assurdità di Kickstarter

È giusto, visto che si lavora per campare e la corsa al ribasso ha reso un paese come il nostro terra di emigranti che portano la loro professionalità in altri lidi. Ora, non vogliamo scrivere un trattato sul giusto compenso, per carità, ma uno come Aaron James Smith deve spiegarci perché qualcuno dovrebbe dargli la bellezza, tenetevi forte, di ottanta sterline per realizzare il suo The Maze. Il problema non è la bellezza o la bruttezza del gioco, ma capire come quella cifra potrebbe cambiare le sorti dello sviluppo. Cos'è, si vuole pagare una singola giornata di lavoro? Gli è finita la birra e vuole che gliela paghiamo noi? Andranno tutti in preservativi? Deve comprare pacchi di batterie per il vibratore della fidanzata ninfomane così da non essere disturbato mentre lavora? Insomma, ha davvero bisogno di quelle ottanta sterline per completare il suo progetto? Se non le riceve che fa, lo cancella?

Guardami negli occhi: The Assassin's Apprentice

Le assurdità di Kickstarter

Un certo Phillip Nelson vuole 6.000 dollari per creare un gioco di ruolo che mescoli Skyrim a Dark Souls. Va bene. La cifra è bassa, il progetto è decisamente ambizioso, come ci convincerà a dargli dei soldi? Ma con la foto mal esposta e mal inquadrata che potete vedere qui di fianco. Ecco, diciamo che solo questo potrebbe bastare per affermare non tanto di aver scoperto l'ennesimo progetto assurdo, quanto di aver trovato lo scemo di un qualche villaggio americano. Come norma generale, se il proponente di una campagna sembra un'idiota completo è probabile che lo sia, quindi è meglio non dargli dei soldi. Magari è un genio assoluto per altri versi, ma ribadiamo che è meglio non dargli dei soldi. Sì, ci si può parlare per convincerlo che sta facendo il passo più lungo della gamba, ma se non lo avete ancora capito: non dategli i vostri soldi. Comunque la campagna di The Assassin's Apprentice riserva anche altre sorprese. Ad esempio sappiate che sarà sviluppato dal buon Philip con i suoi compagni di scuola (probabilmente l'altro personaggio Marvel nella foto) e che si definiscono tutti Producer... mmm, e il gioco chi lo sviluppa?

Il truffatore poco accorto: Last-Wars

Le assurdità di Kickstarter

Simon Cardinal, che non è un personaggio uscito da un gruppo pop-rock degli anni ottanta, ci chiede 35.000 dollari per realizzare Last-Wars. Che roba è Last-Wars? Impossibile capirlo. Nella pagina della campagna appare uno schema che ne illustra le caratteristiche. Le riportiamo per intero perché sono bellissime: Fps Multiplayers (come mai al plurale? Ha tante modalità?); TeamPlay (quindi si gioca anche in co-op?); Modding (quindi ci darete un editor di qualche tipo?); Different sizes maps (ma dai?); New game modes (quali?); Poll (che roba sarebbe?); Listen to the community (ma volete fare un videogioco o un centro di recupero?); Demo included (nel senso che realizzerete una demo che gli altri pagheranno o che ci regalerete una demo del gioco insieme al gioco completo?). La parte migliore della campagna è comunque l'unica immagine presente: un collage di copertine di titoli celebri, con un quadrato nero dove c'è scritto "You". Ok ragazzi, ci avete convinti, chiamiamo la polizia.

Il dissociato: Black Code - Follow The Code

I dissociati solitamente aprono campagne Kickstarter senza avere la più pallida idea di ciò che stanno facendo. Prendiamo il caso di Black Code - Follow The Code. Il buon John Anthony Brown vuole convincerci a dargli 125.000 dollari dicendoci che svilupperà un titolo in cui due fazioni si scontreranno per un codice... tutto qui. La parte migliore dell'intera campagna è comunque il materiale pubblicato per illustrarla. All'inizio c'è un filmato che mostra soltanto il logo del gioco e il titolo in movimento, quindi ci sono delle immagini prese chissà da dove con un logo diverso da quello del video e lo stesso titolo realizzato però con un font differente (si vede che ha fatto varie prove e non voleva sprecare nulla). Scorrendo la pagina s'incappa quindi in una brutta e mal fatta finta copertina della versione PlayStation 4. Il testo di suo raggiunge livelli di delirio assoluto, con il tizio che ci racconta di voler vendere la licenza del brand alle migliori piattaforme sul mercato: Playstation, XBOX, Steam, Apple e Android. Il bello è che per avere una copia dello scioglilingua Black Code - Follow The Code non bisogna offrire 10 dollari, che fruttano una cartolina, nemmeno 25 dollari, che fruttano un poster, ma la bellezza di 5000 dollari. Economico! Chissà il Season Pass... Insomma, se leggete una campagna che sembra scritta da Minsc e Boo, lasciatela perdere.

Il megalomane: Realistic Zombie game

Come abbiamo detto ogni gioco ha il suo prezzo, ma se chiedi la bellezza di 5.000.000 di dollari, quantomeno devi avere la decenza di dare un titolo a quello che stai facendo, che non sia "Realistic Zombie game".

Le assurdità di Kickstarter

Ora, amico Troy Bennett, cosa ti ha fatto pensare di poter raccogliere quella cifra mettendo un titolo che non è un titolo, un'immagine sgranata e una descrizione che ci dice "voglio creare il gioco di zombi più grosso di sempre"? Ti preghiamo, spiegacelo. Devi anche spiegarci come pretendi di riprodurre gli interi Stati Uniti, che a quanto ci risulta sono grandicelli, con tutti gli edifici e le strade esistenti... da solo! Questo è quello che affermi nella descrizione del progetto, non ci stiamo inventando nulla. Sei tu che ci dici: "pensatelo come un gioco con la grafica di Dying Light, il divertimento di Dead Rising, le armi di Dead Island e Dead Rising e una mappa di gioco 1.000 volte più grande di quella di The Crew." E lo farai tu da solo (ribadiamolo)! E una fetta di natica tagliata vicina all'osso no? Insomma, quando incrociate una campagna megalomane come questa, non dategli i vostri soldi. Al massimo consigliate un buono psichiatra all'autore o telefonate alla madre chiedendole di togliergli il computer.

Quello che ci crede: Tethered Universe

Dai, andiamo tutti a dare i nostri soldi a Thomas Berry, che con 500.000 dollari mescolerà Skyrim, EVE Online e Voyage Century. Probabilmente il nostro ha scaricato la sua copia gratuita di Unity, ci ha realizzato il brutto filmato che potete vedere sopra e ha deciso che era pronto per un'impresa eccezionale: mandare i Nord nello spazio. Ovviamente per quanto il buon Berry possa crederci, Tethered Universe ha meno probabilità di diventare realtà di una ricrescita sulla testa di Pierpaolo. Ci troviamo di fronte al classico caso di sopravvalutazione delle proprie capacità. Oltretutto la descrizione del gioco è quanto di più confuso e sconclusionato ci sia capitato di leggere su Kickstarter. Diciamo che questo caso racchiude un po' tutti i precedenti (e chiude lo speciale): un personaggio senza curriculum vuole realizzare un progetto ben oltre la sua portata senza avere la più pallida idea di quello che sta facendo. Il fallimento è certo e dargli soldi equivale a buttarli.