Sono passati ben tredici anni dall'uscita di Tomb Raider, primo capitolo della celebre trilogia reboot tramite cui Crystal Dynamics ha riscritto le origini di Lara Croft, nell'ambito di un'avventura dal notevole taglio cinematografico che rimane però fedele agli episodi classici per quanto concerne le fasi di azione ed esplorazione.
Ebbene, Feral Interactive ha deciso di accettare una nuova sfida e di portare il gioco su iOS e Android senza tagli, in una versione integrale, relativamente scalabile sul piano tecnico e ottimizzata sia per i comandi touch che per quelli fisici, grazie al supporto per i controller Bluetooth e addirittura per l'uso di mouse e tastiera.
Un nuovo inizio: la trama di Tomb Raider
Lara Croft ha poco più di vent'anni e una grande passione per l'archeologia ereditata dal padre, ma nel corso di una spedizione verso il misterioso Triangolo del Drago la nave su cui viaggia viene sorpresa da una tempesta improvvisa e devastante, che spezza lo scafo e trasforma l'equipaggio in un gruppo di naufraghi dispersi su di un'isola apparentemente disabitata.
In realtà sul posto sono presenti truppe di spietati mercenari alla ricerca di un qualche tipo di antico tesoro, e sia Lara che i suoi compagni si rendono ben presto conto di essere finiti in una trappola mortale. Rimasta inizialmente isolata, la protagonista dell'avventura deve affrontare di petto la situazione ed è costretta a uccidere per sopravvivere, compiendo il primo passo di un percorso che la porterà a diventare una combattente scaltra e determinata.
La narrazione di Tomb Raider, che anche in questa riduzione mobile può contare sull'eccellente doppiaggio in italiano visto su PC e console, sottolinea in più occasioni i traumi a cui la ragazza viene sottoposta, in un vero e proprio battesimo del fuoco in cui non esiste la possibilità di esitare, specie quando si tratta di difendere gli amici. Procuratasi prima un arco e poi una pistola, la giovane esploratrice si trasforma dunque in una guerriera per necessità.
Così, nell'ambito di una campagna da circa dodici ore (che però quasi raddoppiano se volete procurarvi anche tutti i collezionabili e completare le sfide secondarie), Lara trova dentro di sé una forza che non sapeva di avere e che le permette di affrontare le tante insidie di un luogo pieno di pericoli, ma anche di segreti da scoprire sulle tracce della leggendaria regina Himiko e del suo lascito.
Gameplay e controlli
Nonostante gli anni passati, l'impianto action adventure alla base di Tomb Raider si conferma decisamente solido, forte di fasi esplorative coinvolgenti in cui dovremo saltare, arrampicarci e interagire con gli scenari in vari modi, sbloccando man mano le risorse e gli strumenti necessari per accedere a zone che inizialmente ci erano precluse.
Le fasi action, che implicano l'uso dell'arco o delle diverse armi da fuoco a cui Lara avrà modo di accedere nel corso della campagna, nonché la piccozza tramite cui eliminare i nemici in maniera violenta, ma silenziosa, sono forse leggermente meno brillanti rispetto alla risoluzione degli enigmi, ma funzionano comunque alla grande, dando vita a sequenze frenetiche e spettacolari.
Tutte queste meccaniche sono state tradotte in maniera brillante su mobile, grazie a un sistema di controllo touch inevitabilmente "affollato" sotto il profilo dell'interfaccia, ma semplice e immediato nelle azioni di base, quelle che più contano nei momenti di grande concitazione. Naturalmente optare per la modalità prestazioni della grafica, che spinge il gioco a 60 fps (ma è presente anche una modalità risoluzione a 30 fps), consente di ottenere la reattività ideale per questo tipo di input.
Tomb Raider risulta dunque perfettamente giocabile in mobilità, al volo e senza accessori: un risultato davvero notevole per Feral Interactive. Tuttavia è chiaro che utilizzare un controller Bluetooth (noi abbiamo optato per lo SCUF Nomad) migliora ulteriormente la situazione, equiparando l'esperienza a quella disponibile su PC e console e ripulendo lo schermo dalle tante icone necessarie per le azioni tramite tocco.
Realizzazione tecnica: uno spettacolo su smartphone
Nel corso degli ultimi anni abbiamo visto approdare su iOS diversi giochi di ultima generazione, caratterizzati da una grafica straordinaria eppure gestiti in maniera brillante dall'hardware dei più recenti dispositivi Apple. Dunque il Tomb Raider del 2013 sulla carta non dovrebbe impressionare, eppure la realizzazione tecnica del gioco ancora oggi colpisce per la bellezza di determinati scorci e per l'ispiratissima direzione artistica.
Come già accennato, su determinati dispositivi (nel nostro caso un iPhone 17 Pro) è possibile optare per due diverse modalità grafiche che spingono il gioco a 30 fps con priorità alla risoluzione oppure a 60 fps con priorità alle prestazioni, ottenendo in entrambi i casi una resa visiva sorprendente, con poche incertezze e finanche una gestione ottimale del calore prodotto: davvero un ottimo lavoro.
Conclusioni
Tomb Raider ci riporta alle origini della nuova Lara Croft, con un capitolo ancora dannatamente attuale sul piano del gameplay e della grafica, impreziosito in questa versione mobile da una serie di ottimizzazioni per i comandi touch che rendono l'esperienza giocabilissima anche in portabilità e senza dover collegare un controller, sebbene quest'ultima opzione si confermi la maniera migliore per godere dell'appassionante avventura sviluppata da Crystal Dynamics.
PRO
- Gameplay ancora solidissimo
- Ottimizzato per i dispositivi mobile
- Un gran bel vedere
CONTRO
- Comandi touch validissimi, ma un po' "affollati"