Michael Pachter, analista di Wedbush Securities, è noto nel mondo videoludico per le sue analisi temerarie. In passato ha fatto delle dichiarazioni molto discusse. Ad esempio nel 2018 attaccò il modello delle loot box attribuendone il successo ai consumatori, mentre nel 2022 criticò duramente Sony per aver pagato troppo l'acquisizione di Bungie, soprattutto a confronto di altre operazioni simili. Pachter era anche tra i più convinti sostenitori di Xbox Game Pass, arrivando a prevedere 100 milioni di abbonati con l'arrivo dei titoli Activision Blizzard e addirittura 200 milioni nel giro di dieci anni.
Oggi, però, sembra aver cambiato radicalmente idea, tanto da spingersi a fare una funesta previsione sul futuro dell'hardware Xbox: "Penso che la console sia morta. Credo che abbiano già mandato tutto all'aria con la console adottando Game Pass".
Futuro incerto
Dopo la recente ristrutturazione e l'aumento di prezzo del servizio, Pachter ritiene che Microsoft abbia sbagliato strategia. Secondo lui, puntare tutto su un abbonamento da 30 dollari al mese è stato un errore: un modello "tutto o niente" che rischia di scoraggiare molti utenti.
A suo avviso, un prezzo più basso, intorno ai 10 dollari mensili, avrebbe reso il servizio più sostenibile e appetibile, come una "mensa" accessibile invece di un costoso buffet annuale. Inoltre, sostiene che Microsoft dovrebbe sfruttare il proprio catalogo e l'infrastruttura cloud per diventare una piattaforma di distribuzione ampia e flessibile, simile a Valve con Steam, piuttosto che legare tutto a un abbonamento premium.
Secondo Pachter, la forte spinta su Game Pass e sulla strategia multipiattaforma ha ridotto il valore percepito delle console Xbox, come dimostrerebbero le vendite hardware degli ultimi anni. Allo stesso tempo, l'aumento di prezzo avrebbe alienato parte degli abbonati, mettendo Microsoft in una posizione difficile: meno attrattiva sul fronte console e sotto pressione sul fronte abbonamenti.