PC Magazine #204 26

La storia del flipper, articoli hot e tante notizie

RUBRICA di La Redazione —   09/05/2015

Indice

In quanto antesignano dei videogame, il flipper è ancora oggi presente sui nostri schermi con trasposizioni dalle alterne fortune, che quando riescono sono in grado di riportare alla memoria dei più navigati interi pomeriggi e serate spesi nelle sale di qualche fumoso bar di città. Per i nostalgici e i curiosi, questa bella guida di HopesandFears ripercorre la storia di uno dei giochi più celebri di sempre, una lettura che aiuterà anche i più giovani a farsi una cultura. Sesso e videogame è un incrocio che, seppure lontano dall'essere un tabù, non si è ancora del tutto sdoganato. Se volete leggere qualcosa a riguardo non possiamo che consigliarvi questa lista di ventinove articoli scritti da Cara Ellison. Così, tanto per rendere il weekend un po' più piccante. Infine fatevi due risate con questa riproposizione in chiave di corto della visuale e delle meccaniche di GTA (quelli originali in 2D) davvero ben fatta e divertente.

Tutto il mondo del gioco su PC nella rubrica settimanale di Multiplayer.it!

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COMPONENTECARATTERISTICHEPREZZO
ProcessoreIntel Core i7 4790K € 340.00
Scheda MadreASUS Z97-DELUXE € 250.00
Scheda Video GeForce GTX 980 x 2 € 1050.00
RAM CORSAIR Vengeance 16GB 1600MHz € 110.00
Alimentatore EVGA SuperNOVA 1000 € 150.00
Hard DiskSeagate Barracuda 2 TB + SanDisk Extreme Pro 480 GB € 350.00
Lettore-Masterizzatore Ottico ASUS BC 12B1ST € 80.00
CaseCooler Master Cosmos II € 340.00
CONFIGURAZIONE COMPUTER NINJA € 2670.00

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Se pensate che la vita di un combattente di strada sia fatta solo di pesi e scazzottate è perché i simulatori sportivi ci hanno abituati troppo bene. Di solito in questi giochi vediamo solo il momento in cui il nostro lottatore sale sul ring, al massimo qualche allenamento in palestra. Ma come la mettiamo con le bollette da pagare, il lavoro regolare da svolgere per guadagnare abbastanza soldi da potersi comprare l'attrezzatura in attesa di uno sponsor, o la semplice, chimerica "ricerca della felicità"? Verrebbe da dire che di queste cose, in un gioco sportivo, non ci importa nulla. Ed è proprio su questo punto che VHS Story sfida le convenzioni del genere, aggiungendo un tocco di The Sims alla più comune esperienza sportiva. Il mix è interessante e impegnativo da gestire, ma gli sviluppatori sembrano sulla strada giusta. Se volete un assaggio del lavoro svolto fino ad ora, potete comprare la versione alfa di VHS Story al prezzo promozionale di 7,99 dollari. In questo modo potrete apprezzare anche l'ispirata direzione artistica che strizza l'occhio in più di un'occasione alle gloriose pellicole degli anni Ottanta.

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In VHS Story dobbiamo preoccuparci di come arrivare a fine mese quando non combattiamo.



Così come l'ascensore non è degno di Mjolnir, Thora non è degno di entrare nel sacro Valhalla. Non ancora, per lo meno. Per dimostrarsi tale deve sconfiggere infatti i potenti Colossi. Dalla sua ha i poteri che gli dèi gli conferiranno di volta in volta, ma sarà comunque un compito estremo, degno di chi aspira a diventare un dio. Questa è la premessa di Jotun, un gioco che non vi nascondiamo ci ha colpiti moltissimo. Anziché affrontare orde di nemici, in Jotun dobbiamo sconfiggere una serie di creature che rappresentano l'equivalente dei boss di fine livello dei videogiochi. Ci attendono quindi scontri impari, giocati sul filo dell'ultima goccia di sangue, resi ancora più intensi e maestosi dalle splendide animazioni del gioco, tutte realizzate a mano. Ma ciò che rende Jotun davvero unico, è l'atmosfera che si respira nel suo mondo. Fra un boss e l'altro dobbiamo infatti esplorare una landa gelida, dove soffia un vento perenne, ricoperta di neve e di ghiaccio, ma soprattutto deserta. Non ci sono né animali né persone con cui dialogare. Solo labirinti dai riflessi azzurri e, di tanto in tanto, un oggetto misterioso, come una statua o un albero al quale è appesa una mela d'oro. Conforti sporadici, dei quali dobbiamo scoprire la funzione, se ne siamo capaci, ma che rappresentano l'unico segno di speranza in un viaggio pensato per mettere alla prova l'eroe che attende di risvegliarsi dentro di noi. O riusciremo nel nostro proposito, o moriremo nel tentativo. Al momento Jotun è in fase alfa. Quando avremo tra le mani una copia da provare, state certi che accetteremo sino in fondo la sfida, perché potrebbe rivelarsi una delle più emozionante del 2015.



Nel corso di una maratona creativa durata ventiquattro ore, un gruppo di studenti ha creato quello che, con il giusto tempo e finanziamento, potrebbe diventare una sorta di Papers, Please dell'aldilà. Per il momento, For the Love of God è un simpatico gioco gratuito nel quale dobbiamo vestire i panni di un impiegato del paradiso alle prese con la pratica giornaliera di smistare le anime. Sulla nostra scrivania ci sono tre strumenti indispensabili del nostro mestiere: una leva per mandare all'inferno i peccatori, una corda d'oro per aprire le porte dei cieli ai virtuosi, e due tavole con su scritti i dieci comandamenti. Questi ultimi sono la legge di Dio, pertanto dobbiamo leggere attentamente i resoconti delle vite di chi si rimette al giudizio divino in cerca di azioni condannate dai comandamenti. Attenzione, però: mentire pubblicamente su Facebook riguardo al comportamento di una compagna di classe equivale a fornire falsa testimonianza, anche se a un primo esame potrebbe non sembrare così grave. L'anima in questione deve perciò finire all'inferno. Se commettiamo un errore, Dio ci invierà subito una pergamena per ammonirci. Troppi ammonimenti, e all'inferno ci finiremo noi. Dio ogni tanto si premura anche di ricordarci di pulire la scrivania, cosa che purtroppo non possiamo fare perché privi di un cestino. Si accumulano così le pratiche e le comunicazioni divine, mentre noi facciamo del nostro meglio per non deludere l'esigentissimo datore di lavoro. For the Love of God è sicuramente più un prototipo che un gioco finito, ma strappa facilmente una risata ed è immediato da giocare. Provatelo perciò senza indugio e, se vi alleggerisce l'umore anche solo per pochi minuti, valutate la possibilità di donare un dollaro ai suoi sviluppatori. Potrebbero sempre decidere un giorno di farne un gioco completo.

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Dio è un datore di lavoro severo in For the Love of God. Meglio non scontentarlo.



Se amate i giochi di ruolo e di strategia, Telepath Tactics dovrebbe comparire nella vostra libreria di Steam. Questo complesso e appagante gioco di combattimento a turni, ambientato in un universo steampunk, è anche uno dei rari progetti nati su Kickstarter che hanno mantenuto in pieno le promesse. Oltre venti classi personalizzabili fra cui scegliere e un centinaio di abilità aprono scenari tattici pressoché infiniti, soprattutto se aggiungiamo fra le variabili la possibilità di manipolare lo scenario in molti modi. I ripari si possono distruggere, i ponti crollano, l'acqua può ghiacciare e il legno incendiarsi, sicché non esiste mai una via sicura e predefinita per affrontare una battaglia. Dobbiamo essere capaci di adattarci al volo e prevedere repentini ribaltamenti della situazione. C'è poco sa stupirsi quindi se Telepath Tactics è stato paragonato a quel gioco divino che è Fire Emblem. Il tentativo fatto dagli sviluppatori di rendere accessibile il gioco anche ai giocatori meno esperti è lodevole, ma ci sentiamo di consigliare questo titolo soprattutto a chi ama riflettere sulle proprie mosse e apprezza i giochi di ruolo capaci di offrire sfide degne di un generale. La presenza di una robusta narrazione che lega fra loro le battaglie e una succosa modalità multigiocatore in locale completano l'offerta di un gioco ricco sotto quasi tutti i punti di vista. Diciamo quasi perché se da un lato le unità sono realizzate con cura, gli ambienti sono minimali a dir poco. Ma quando la tensione sale e una mossa sbagliata può decretare la sconfitta, converrete con noi che la qualità dei fili d'erba che calpestiamo è l'ultimo dei nostri problemi.



Un misterioso meteorite è precipitato sulla Terra, sprofondando nell'oceano. Sono cose che capitano. Purtroppo la questione non è finita lì perché dal meteorite hanno cominciato a uscire creature aliene, ovviamente ostili e ovviamente intenzionate a distruggere la vita sul nostro pianeta. Questo sì che è un problema. Per fortuna ci siamo noi, coraggiosi capitani combattenti che non si tirano indietro davanti all'idea di salire su un batiscafo giallo e scendere negli abissi per distruggere la causa di tanti mali. Questa a grande linee è la premessa che dà il via a Trench, uno sparatutto tridimensionale nel quale contano tanto i riflessi quanto la capacità di orientarsi dentro mappe complicate con molti percorsi possibili. Anziché progredire da sinistra verso destra o dall'alto verso il basso, potremo quindi scegliere noi la strada migliore, magari fermandoci ad esaminare qualche anfratto meno accessibile alla ricerca di un prezioso tesoro sommerso. Nessuno ha detto infatti che facciamo tutta questa fatica soltanto per la gloria. Se poi gli alieni dovessero causare troppi danni al nostro batiscafo, potremo sempre fermarci in una delle aree commerciali che si trovano fra un livello e l'altro per chiudere le falle e migliorare il nostro equipaggiamento. Certo, bisogna prima arrivare vivi a suddette zone e, considerando la dimensione dei nemici che abbiamo visto in alcune delle immagini rilasciate fino ad ora, non è affatto certo che ci riusciremo. Al momento Trench è in corsa per ottenere la luce verde su Steam, mentre non è ancora stata comunicata una data di uscita. Per fortuna è disponibile una demo con la quale possiamo farci un'idea più precisa di quello che avrà da offrirci questo avventuroso sparatutto sottomarino.

di Andrea Rubbini

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World of Warcraft
Nonostante la caldissima accoglienza riservata da critica e pubblico alla più recente espansione, Warlords of Draenor, il kolossal Blizzard sembra essere ricaduto in una delle sue vecchie abitudini: la perdita di utenti. Fisiologico o no, si tratta di una situazione con cui la società di Irvine ha avuto a che fare più volte nel corso degli ultimi anni, ma forse mai in modo così repentino e massiccio: rispetto alla fine del 2014, World of Warcraft ha perso due milioni e novecentomila sottoscriventi, passando da dieci milioni tondi tondi a sette milioni e centomila.

Cifre da capogiro, specie se rapportate alle community della concorrenza, ma pur sempre tre milioni di giocatori che hanno chiuso l'account in quattro mesi circa. Le ragioni di questo dietrofront sono delle più disparate, ma sospettiamo sia semplicemente scemato l'entusiasmo nei confronti dell'espansione, anche a causa di un content endgame un po' stantio sia sul fronte PvE sia su quello PvP. Per fortuna, il prossimo aggiornamento sembra essere dietro l'angolo: il test delle nuove incursioni è già iniziato, e ogni settimana affiorano nuove informazioni sui contenuti in arrivo. Ieri, per esempio, il sito ufficiale ha pubblicato un'esaustiva panoramica sugli eventi bonus e la guida alle avventure. Partendo da quest'ultima, si tratta di una comoda interfaccia pensata per aiutare i giocatori a trovare qualcosa da fare, come una specie di suggerimento utile agli ultimi arrivati. Gli eventi bonus, invece, si attiveranno ciclicamente e ricompenseranno i giocatori con premi e potenziamenti speciali, incoraggiandoli ad affrontare diversi tipi di sfide, come le nuove spedizioni a difficoltà mitica, il PvP o gli inediti viaggi nel tempo. L'aggiornamento 6.2 non ha ancora una data ufficiale, ma sospettiamo che potrebbe uscire verso metà giugno, tipo quando uscirà anche l'espansione di Final Fantasy XIV.

Star Wars: The Old Republic
I MMORPG sono un "serious business" e così anche i fan di Guerre Stellari possono perdere la testa, anche se in questo momento, tra l'ultimo trailer de Il Risveglio della Forza ("Ciube... siamo a casa!") e le varie convention e il May 4th, dovrebbero essere tutti stretti in un caldo abbraccio.

In fondo, pensate a cos'ha fatto Anakin "Dart Vader" Skywalker quando ha scoperto che sua moglie Padmé sarebbe morta: non è nulla in confronto al Lato Oscuro che può scatenare uno sviluppatore che ha deciso di depotenziare determinate classi. È successo a John Jarynowski, reo di aver discusso alcuni aspetti dei Sentinel e dei Marauder: i suoi commenti non sono piaciuti ai giocatori delle classi suddette, che hanno cominciato a perseguitare prima lui e poi addirittura i suoi cari sui social network. Una vera e propria caccia alle streghe (di Datomir?) che ha spinto il community manager Eric Musco a intervenire sui forum ufficiali, minacciando di interrompere qualunque dialogo tra gli sviluppatori e gli utenti. Purtroppo, The Old Republic questa settimana è finito sotto i riflettori per la deficienza dei suoi giocatori più che per altro: in un contesto leggermente diverso, il team tecnico di BioWare è riuscito a rintracciare un centinaio di giocatori L'evento, infatti, moltiplica di dodici volte i punti esperienza guadagnati, consentendo ai giocatori di aggirare ogni forma di grind. Lo stesso vale per le missioni dell'espansione Rise of the Hutt Cartel, che permettono di passare da 50 a 55 in poco tempo. Se vi è rimasta qualche classe in sospeso, questa è un'ottima occasione per rimediare.

Skyforge
Questa settimana, i ragazzi del Team Allods hanno finalmente gettato un po' di luce su uno dei content del loro nuovo e promettente MMORPG. Prendendo spunto dagli eventi pubblici di Rift e di molti altri MMORPG usciti negli ultimi anni, anche Skyforge proporrà qualcosa di simile nella forma delle invasioni.

Quando il pianeta Mechanoid decide di attaccare il nostro Aelion, lo fa in grande stile: le invasioni dureranno addirittura mesi e cominceranno con delle semplici incursioni, per poi diventare conflitti in larga scala, coinvolgendo le rispettive divinità. Durante le invasioni, i giocatori potranno partecipare ad attività speciali di vario genere, ma tutto il server dovrà collaborare per respingere gli alieni: dovesse riuscirci, i giocatori guadagneranno dei ricchi premi e bonus. Nonostante sia poco pubblicizzato, Skyforge si sta rivelando un MMORPG sempre più promettente, specialmente per gli amanti dei sistemi di combattimento action oriented, e il riscontro nei confronti della beta è stato molto positivo: secondo l'infografica del Team Allods, i tester avrebbero completato più di ottocentomila missioni, ucciso oltre cento milioni di nemici e sconfitto il boss finale della campagna più di trentacinquemila volte. Peccato che non si sappia in quanti abbiano effettivamente giocato questa beta tanto esclusiva.

Guild Wars 2
Nelle ultime due settimane, ArenaNet ha finalmente svelato le prime due professioni élite che l'espansione Heart of Thorns sbloccherà per i giocatori. La prima è il Chronomancer, una professione che i fan di Guild Wars probabilmente conosceranno bene, quantomeno di fama: sarebbe dovuta uscire con la campagna Utopia del primo gioco, poi diventata Eye of the North, ma alla fine non se ne fece più nulla.

Ecco, il Chronomancer sarà la prima specializzazione élite dei Mesmer e permetterà a questi illusionisti di equipaggiare gli scudi e di manipolare il tempo in combattimento. Gli sviluppatori si stanno impegnando per esprimere questo complicato concetto in forma di gameplay: il Chronomancer, per esempio, può velocizzare il tempo di ricarica delle abilità, ma anche generare barriere che assorbono i proiettili dei nemici o campi spazio-temporali che aumentano la precisione e l'evasività dei suoi alleati. L'altra professione élite presentata pochi giorni fa, invece, è il Dragonhunter ma, nonostante il nome, si tratta di una specializzazione del Guardian: questa classe potrà equipaggiare un arco e combattere da lontano, ma si concentrerà più sul supporto che sull'attacco, sbloccando trappole magiche e varie abilità curative e potenzianti. Vi ricordiamo che Heart of Thorns è entrato in una fase di beta testing "a singhiozzo" con una particolarità: per partecipare alla beta bisogna incrociare le dita e sperare nella buona sorte anche nel gioco, dato che i nemici nelle zone di Dry Top e di Silverwastes possono lasciar cadere un oggetto chiamato Portal to the Heart of Maguuma che sblocca l'accesso alla beta per il fortunato avventuriero che lo raccoglie. Che dire, un'idea originale, peccato che incentivi un po' troppo al farming, cosa che ai fan del gioco non è piaciuta neanche un po'. Neppure a noi, se per questo.

di Christian La Via Colli

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Il vento del cambiamento
Con l'intero panorama PC in fermento l'ovvia speranza è quella di un bel balzo in avanti ma non manca l'inevitabile sospetto, corroborato da anni di strategie di mercato attendiste, che possa servire parecchio tempo per vedere effettivamente sfruttate le nuove tecnologie. Ma questa volta l'attesa potrebbe rivelarsi più breve viste le congiunzioni astrali che si vanno combinando. Ci vorrà comunque qualche tempo perchè le DDR4 e i nuovi chipset entrino nelle case della maggioranza degli utenti PC ma alcuni importanti fattori potrebbero velocizzare il processo di penetrazione del mercato da parte delle nuove tecnologie. Il gaming PC è in un momento di grazia, il carro della realtà virtuale potrebbe rappresentare un traino non da poco, la riduzione netta dei processi produttivi è dietro l'angolo e AMD deve ribattere in grande stile per poter sopravvivere nell'ambito delle GPU discrete. Inoltre sta arrivando un nuovo sistema operativo Microsoft e questo nuovo sistema operativo sarà affiancato da librerie che promettono di cambiare in modo sostanziale l'approccio all'ottimizzazione su computer. Molti sospettano che le promesse legate a DirectX 12 e Vulcan siano in buona parte di natura pubblicitaria ma se escludiamo le percentuali roboanti sono molte le funzionalità che sembrano essere in grado di portare benefici importanti. Una di queste riguarda l'effettivo sfruttamento delle CPU multi-core che potrebbe finalmente dare un senso ad architetture fin'ora sfruttate marginalmente in ambito videoludico. In tutto questo dobbiamo ovviamente considerare che l'effettivo sfruttamento delle nuove API, seppur reso più semplice da tool meno superficiali, dipende ancora dalla volontà degli sviluppatori e resta in ballo la questione dell'adozione delle nuove librerie da parte degli sviluppatori.

Ma ci sono alcuni fattori che ci consentono un buon grado di ottimismo: Windows 10 sarà gratuito per un anno, le DirectX 12 sono retrocompatibili e le nuove librerie Microsoft vengono via via implementate anche in ambito Xbox One. Non è un caso che il tasso di adozione delle Directx 12, a detta di Microsoft, sia il più alto dall'avvento DirectX 9 a oggi. Tra l'altro durante il Microsoft Build 2015 sono state confermate numerose indiscrezioni tra le quali spicca la funzionalità Multiadapter che permette di combinare la potenza di più GPU. La scalabilità non è quella di due schede in SLI o CrossFireX, sia chiaro, ma questa tecnologia è stata pensata per sfruttare un qualcosa che ormai è in tutti i PC da gioco. Parliamo delle GPU integrate che secondo quanto mostrato durante il Microsoft Build 2015 regalano al sistema un 10% di spinta in più, occupandosi di parte delle operazioni di post-processing, almeno nel caso di una GPU integrata Intel di ultima generazione. Nel frattempo è stata confermata la natura rebrand della serie 300, almeno in versione OEM, con la 380 che fa parte del mucchio ripescando l'architettura della R9 285. Restano invece avvolte nel mistero le schede retail che potrebbero fare capolino durante il Computex o addirittura durante l'E3. Non è chiaro da quale modello partirà la nomenclatura della serie consumer delle nuove AMD che dovrebbe essere basata sul chipset Fiji ma per ora si è parlato quasi esclusivamente della R9 390X e della R9 395X2. Tra l'altro i rumor relativi alla prima si sono arricchiti con un dettaglio che riguarda il quantitativo di memoria. Se inizialmente si sospettava che i limiti dell'HBM avrebbero costretto a rilasciare schede equipaggiate con soli 4GB potrebbero invece arrivare prodotti dotati di 8GB resi possibili dall'utilizzo di un interposer studiato appositamente. Per quanto riguarda la R9 395x2 le indiscrezioni suggeriscono l'arrivo di una scheda massiccia, pensata per sostenere a tutto spiano la realtà virtuale. Il chipset viene infatti chiamato Fiji VR e secondo i rumor possiamo aspettarci una scheda dual GPU da 17 TFlops, dotata di bus da 4096-bit ed equipaggiata con 16 GB di ram che dovrebbero essere resi possibili dallo speciale interposer di cui abbiamo parlato poc'anzi.

A quanto pare si tratta di una scheda pensata per andare a braccetto con il software Liquid VR che è stato sviluppato da AMD per sostenere quella che molti pensano sia un'imminente evoluzione virtuale. Le funzioni del nuovo software AMD includono la possibilità di sfruttare una GPU per ogni occhio e tecniche studiate per ridurre la latenza ed eliminare le operazioni ridondanti riducendo così la potenza computazionale necessaria per renderizzare le due immagini in alta definizione destinate ai due occhi del fruitore. In ottica futura queste novità sono molto interessanti vista la potenza mostruosa necessaria per una tecnologia che si sta dirigendo verso gli 8K, 4k per occhio, con lo scopo di eliminare il cosiddetto effetto zanzariera per produrre finalmente quell'immagine pulita che è necessaria per creare l'illusione della realtà virtuale. Si tratta di un requisito elevato ma comprensible visto che serve un prodotto convincente per far si che un ampio pubblico sia persuaso a spendere soldi per una tecnologia che non sarà sfruttata a fondo per parecchio tempo. La verità la scopriremo presumibilmente a inizio 2016 quando la versione finale dell'Oculus Rift sarà infine rilasciata. Se tutto andrà per il verso giusto l'obiettivo successivo sarà quello di raggiungere la qualità grafica della strepitosa demo rilasciata da Square Enix che sfrutta buona parte delle tecnologie di cui stiamo parlando. Ma parliamo di una demo non giocabile che gira su quattro Titan X in risoluzione 4K. Per arrivare a questo traguardo nell'ambito del gaming non basteranno una nuova generazione di GPU e non basteranno nemmeno le nuove librerie anche se queste dovessero rivelarsi miracolose. L'attesa, in sostanza, sarò lunga anche se un'eventuale riscossa di AMD potrebbe scuotere ulteriormente il mercato e velocizzare l'evoluzione tecnologica. La compagnia californiana ha già dato una prima spinta al mercato con le memorie HBM che nel 2016 saranno adottate anche da NVIDIA e promettono di raddoppiare l'efficienza per Watt. La seconda botta potrebbero darla le nuove CPU AMD Zen che puntano a raggiungere il 40% di performance in più rispetto a quelle legate alla tecnologia Excavator implementando tra l'altro la tecnologia Simultaneous Multithreading che è alla base anche dell'Hyper-Threading targato Intel. La terza scossa arriva da un mercato che sta già rallentando i propri ritmi in vista di promesse molto allettanti. Secondo NVIDIA il calo degli acquisti in ambito PC dipende dall'attesa di Windows 10 che rappresenta, almeno su carta, un cambiamento importante. Le DirectX 12 le abbiamo già nominate ma nell'aria c'è un importante cambiamento nel modello di distribuzione che muterà radicalmente il sistema operativo Microsoft. Windows, ormai è chiaro, punta a diventare un servizio fluido, non più caratterizzato da cambiamenti di versione ma da upgrade continui.

di Mattia Armani

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