Un robottino ambientalista

Chibi-robo torna su portatile per un viaggio a due dimensioni

PROVATO di Marco Perri   —   06/10/2015
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Piccolo di stazza ma non all'anagrafe: eh si, Chibi-Robo festeggia dieci anni. È uno di quei figli di GameCube che come altri fratellini minori ha dormito cullato dal successo del Nintendo DS in quelle che sono ormai epoche passate. La storia è cambiata, ha rimescolato la dirigenza, giocando con le sfere alte ma lasciando pienamente operative le seconde file di una Kyoto sempre in fermento. Qui entra in gioco Tanabe, il perché ve lo diremo in fase di recensione; per ora possiamo solo spifferarvi che il nostro amico Kensuke rappresenta quel gioco di specchi che ha contribuito - nel bene e nel male - a fare di Nintendo un modello di versatilità piuttosto unico. E se siete già corsi a leggere il box rosso poco più in basso, forse, dando uno sguardo al suo curriculum, ne avrete già capito il motivo. Chibi-robo si trasforma, diventa in tutto e per tutto un platform bidimensionale con spruzzate action-puzzle e quel pizzico di backtracking di cui ormai il producer di Metroid: Prime a meno proprio non può farne. Un senso di ricerca, di crescita, di potenziale che matura e permette di far camminare il gameplay non tanto sulla linea che unisce inizio e fine del livello quanto su tutto il resto. E noi, attorno al nocciolo, ci abbiamo girato per un po': ci siamo divertiti?

Chibi-robo su Nintendo 3DS: una prova a caldo e qualche impressione sul ritorno del tenero robottino!

Indiana?

Non vi tedieremo spiegandovi oggi come e perché Chibi si ritrova a dover correre con un filo a mo' di frusta: il canovaccio è giustamente banale e noi vogliamo focalizzare subito la vostra attenzione su tutto quello che potremmo aspettarci dalla produzione.

Un robottino ambientalista

Prendere in mano il titolo per un paio d'ore ci fatto capire che nonostante l'imperfezione, Nintendo riesce sempre a dare sufficiente stimolo per arrivare alla fine di un livello e diamine, è una cosa importante. Chibi salta e usa il suo filo per colpire nemici, afferrare in giro e creare geometrie per raccogliere oggetti e azionare interruttori. Nulla di nuovo, vero: per ora, possiamo confermarvi che il feedback dei comandi è certamente perfezionabile e il mirino per decidere dove direzionare il lazo è o troppo sensibile o troppo lento. Forse si tratta solo di prenderci mano quindi aspettate a chiudere la finestra bollandolo negativamente, sarebbe irrispettoso nei confronti del team poiché la risposta alla domanda di cui sopra è: si, ci siamo divertiti. Il prodotto ci è scorso fluido, veloce, molto immediato nell'approccio e nel concept: un gioco a due dimensioni con un discreto level design ci aspettavamo e per ora siamo rimasti tiepidamente soddisfatti, anche se la voglia di godere di un connubio vincente tra guizzi di inventiva e avanzamento di mondi di gioco è proporzionale alla paura di assistere a un compito dai valori produttivi a prima vista piuttosto limitati.

Livelli puliti

Un robottino ambientalista

La "touch generation" è argomento del passato eppure non sembra esaurirsi quella missione tutta kyotense di rendere alcuni dei propri brand più abbordabili, talvolta anche troppo. Vi piacciono le vite infinite? Le avete. E se Takeda ha infarcito il più recente episodio di Yoshi con checkpoint e collezionabili, Tanabe lo segue. A un primo passaggio, in ogni livello ci siamo lasciati alle spalle diverse cosucce sulle quali tornare con maggior convinzione, tutto sta a capire se la ricerca sia fine a sé stessa o tangibile dal punto di vista ludico (leggasi: extra). Non vediamo poi l'ora di scoprire quanto gli schemi siano effettivamente corposi: l'idea che vi confidiamo è di un impianto che si appoggia a backtracking e collezionabili, ma se l'esperienza non inganna non ci stupiremmo se anche la variabile di potenziamento della frusta divenisse parte integrante di una ricerca mirata e non scontata. Più che altro, vogliamo crederci: il primo mondo è abbastanza guidato e la speranza è che la legge del tutorial "a scaglioni crescenti" ne abbandoni in fretta il corpo e ci lasci liberi di imparare e spremere le meningi in qualche mini-puzzle ambientale. Chibi, da quei giorni su GameCube, è cambiato così tanto: al prossimo appuntamento sapremo dirvi con chiarezza se il restyle sia valso la candela.

CERTEZZE

  • Divertente
  • Discreto level design
  • Chibi ha un suo fascino
DUBBI
  • Prime battute eccessivamente facili
  • Profondità dei livelli
  • Controlli