L'eredità di Blade Runner 72

A trentacinque anni dall'uscita nei cinema, Blade Runner continua a influenzare il mondo dei videogame

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   02/10/2017

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Al netto di un'accoglienza iniziale non entusiasmante, Blade Runner, attualmente disponibile su Infinity, ha rapidamente intercettato il favore del pubblico e della critica, ponendosi come uno dei più importanti film di fantascienza mai prodotti. La pellicola diretta da Ridley Scott, al debutto nelle sale nel 1982 - ben trentacinque anni fa - si basa sul romanzo "Il Cacciatore di Androidi" (in originale "Do Androids Dream of Electric Sheep?") di Philip K. Dick, uscito nel 1968. Le due opere presentano differenze sostanziali, ma tra i meriti della trasposizione cinematografica ci sono senza dubbio una caratterizzazione più "umana" dei replicanti e l'efficace rappresentazione visiva del futuro immaginato da Dick. Proprio questo aspetto della produzione ha ispirato numerosi videogame, e a pochi giorni dall'uscita di Blade Runner 2049, che arriverà nelle sale il 5 ottobre, abbiamo voluto stilare una breve lista dei più recenti e significativi.

Binary Domain

Uscito nel 2012 su PlayStation 3 e Xbox 360, sviluppato non a caso dal team Yakuza, Binary Domain ci pone alcuni interessanti interrogativi: Può un robot provare emozioni? E cosa accadrebbe se la tecnologia per lo sviluppo delle intelligenze artificiali riuscisse non solo a raggiungere tale obiettivo, ma a programmare degli androidi in modo da fargli credere di essere persone reali? Al di là dell'ambientazione futuristica e delle immancabili macchine volanti, insomma, il third person shooter prodotto da SEGA mette in campo l'elemento narrativo principe di Blade Runner, il tema etico che ruota attorno a macchine talmente avanzate da sviluppare una coscienza di sé e arrivare a credere di essere delle persone. C'è una scena particolarmente significativa, nel gioco, in cui un uomo viene picchiato fino a rivelarne i meccanismi, e che inorridisce di fronte allo spettacolo della sua immagine riflessa nello specchio, ignaro appunto di essere un androide. Nel mondo di Binary Domain la legge vieta la produzione di robot indistinguibili dagli esseri umani, ma la potentissima multinazionale Bergen ha deciso di fare altrimenti, sfruttando per scopi bellici le ricerche della Amada Corporation, l'azienda giapponese che per prima ha stabilito nuovi standard produttivi per la creazione dei cosiddetti "figli del nulla".

Deus Ex: Human Revolution

Sebbene la dominante blu sia stata sostituita dal giallo oro, le citazioni visive di Blade Runner sono evidenti in Deus Ex: Human Revolution, tanto che addirittura sono stati inseriti alcuni easter egg che richiamano il protagonista del film e il "sogno dell'unicorno" che si vede in una scena. Al di là della componente narrativa, che tratta in questo caso la contrapposizione fra esseri umani privi di innesti bionici e gli "augmented", piuttosto che il coinvolgimento di veri e propri androidi, è insomma il fattore estetico a segnare la vicinanza fra le due produzioni. Gli scenari disegnati da Eidos Montreal, pur meno decadenti rispetto alla metropoli di Blade Runner, fanno ampio uso di enormi schermi pubblicitari, luci al neon ed elementi di matrice orientale. Sullo sfondo si sviluppa la storia di Adam Jensen, agente di sicurezza presso le Serif Industries che un giorno viene gravemente ferito durante un attentato terroristico: l'unico modo per salvargli la vita è impiantargli dei componenti cibernetici che lo trasformano in un soldato virtualmente infallibile, destinato a fare la differenza nel mezzo di quella che si preannuncia come una vera e propria guerra civile.

Hard Reset

Pubblicato lo scorso anno in edizione Redux su PC, PlayStation 4 e Xbox One, Hard Reset attinge senza dubbio dall'immaginario di Blade Runner. La città futuristica decadente in cui si muove il maggiore Fletcher, un soldato dotato di innesti bionici sulle tracce di un'anomalia che ha portato alcuni robot a commettere omicidi, è infatti tetra e buia (non fosse per gli immancabili neon), si sviluppa fino a raggiungere grandi altezze e lì non mancano le auto volanti. Sono però l'atmosfera generale, sempre molto tesa anche per via di un grado di difficoltà non indifferente, e i temi etici a creare i maggiori parallelismi con il film diretto da Ridley Scott. Quando Fletcher raggiunge infatti la fonte del male che minaccia Bezoar, diventa inevitabile per lui porsi delle domande e cercare qualche risposta oltre i confini che da sempre separano "l'ultima città del mondo" da ciò che si nasconde al di là delle sue alte mura. Quello proposto da Flying Wild Hog con Hard Reset è dunque un viaggio cyberpunk coinvolgente e impegnativo, dotato di un design convincente e di combattimenti spettacolari, che per fortuna non hanno risentito particolarmente del passare del tempo.

Observer

La presenza di Rutger "Roy Batty" Hauer come doppiatore di Daniel Lazarski, il protagonista di Observer, fa "vincere facile" l'ultimo titolo di Blooper Team quando si parla di parallelismi con Blade Runner. Non c'è però solo questo importante fattore ad avvicinare le due produzioni: il gioco, ambientato in un'oscura e inquietante Cracovia del 2084, pone la questione dell'umanità che si estingue quando un dispositivo elettronico la soppianta, ma anche della coscienza umana alle prese con qualcosa di più grande. Nel mentre, il decadimento urbano di una società al collasso ci viene sbattuto in faccia senza troppi complimenti, fra cittadini rintanati in appartamenti fatiscenti, nei bassifondi della città, e il netto contrasto con le tecnologie avanzate, che oltre alle auto volanti hanno introdotto il tema degli innesti bionici. L'agente Lazarski non può sottrarsi alla vista della miseria umana, anche perché il suo mestiere è proprio quello di "osservare", entrando nelle menti altrui per scoprire la verità... per quanto scomoda e inquietante possa essere.

Remember Me

Prima della consacrazione con Life is Strange, il team francese Dontnod Entertainment ha fatto il proprio debutto su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 con Remember Me. Il gioco, ambientato nella Neo-Parigi del 2084, ci mette nei panni di Nilin, una "cacciatrice di ricordi" che si ritrova privata essa stessa della memoria e imprigionata nella Bastiglia. Dopo una fuga rocambolesca, la ragazza decide di scoprire chi si cela dietro l'accaduto, in una sequenza di esplorazioni, originali enigmi mnemonici e spettacolari combattimenti a base di combo devastanti. A brillare di luce propria, al di là delle mancanze del gameplay, è proprio lo scenario: la Parigi del futuro disegnata dagli sviluppatori appare estremamente affascinante e riprende per molti versi il lavoro fatto da Ridley Scott con le ambientazioni di Blade Runner, sebbene alla reinterpretazione della capitale francese non manchino scorci luminosi, in grado di rendere meno pessimistica la visione di ciò che ci riserveranno fattori come la sovrappopolazione, l'erosione degli spazi abitativi e i contrasti sociali.

RUINER

Uscito proprio in questi giorni su PC, PlayStation 4 e Xbox One, RUINER si ispira senza dubbio a Blade Runner per quanto concerne gli scenari e le atmosfere. L'oscura Bangkok del 2091 in cui si muove il protagonista del gioco vanta infatti numerose similitudini con la Los Angeles del film con Harrison Ford, sebbene a tenere banco nel titolo di Reikon Games sia l'uso indiscriminato di esperienze virtuali, a cui le persone sono ormai assuefatte e che vengono create sfruttando i più deboli. Una mega corporazione controlla questi traffici e ha fatto rapire il fratello del nostro personaggio, che si dà il caso sia uno psicopatico dal grilletto facile, equipaggiato con un casco ad alta tecnologia e supportato dalle indicazioni strategiche di un abile hacker. Una miscela letteralmente esplosiva, che ci coinvolgerà in sanguinosi scontri a fuoco mentre ci faremo largo tra le fila della Heaven, avversario dopo avversario, allo scopo di liberare gli schiavi della multinazionale.

Satellite Reign

Se il punto di riferimento sono le ambientazioni, allora è davvero palese il modo in cui Satellite Reign trae ispirazione da Blade Runner. Il titolo sviluppato da 5 Lives Studio, disponibile su PC da un paio d'anni, inserisce infatti nel mix gli scorci urbani notturni a base di luci al neon, le insegne orientaleggianti, le auto volanti e finanche la pioggia battente, un elemento praticamente costante nel film. Per quanto concerne l'idea di base, i riferimenti sono invece al classico Syndicate, con agenti cibernetici al soldo di una corporazione criminale che punta a conquistare un'enorme metropoli del futuro. Fra quartieri differenti e variegati, missioni aperte e atmosfere cyberpunk, il nostro compito sarà quello di comporre la migliore squadra possibile e portare a termine una serie di assalti man mano più complessi; in questo caso senza star troppo a pensare alle questioni etiche che spesso e volentieri caratterizzano il comparto narrativo di questo genere di produzioni.

Syndicate

In modo del tutto simile a Deus Ex, il reboot di Syndicate uscito nel 2012 su PC, PlayStation 3 e Xbox 360 riprende l'immaginario di Blade Runner e le sue atmosfere, catapultandoci in questo caso in un mondo globalizzato, in cui non esistono più nazioni differenti e a comandare sono alcune mega-corporazioni in lotta. La storia, ambientata nel 2069, ci mette al comando di Miles Kilo, un agente Eurocorp dotato di innesti bionici a cui vengono assegnate missioni di spionaggio contro la Aspari Corporation e la Cayman-Global. La presenza di una talpa all'interno della sua organizzazione, però, porta Kilo a scoprire una terribile verità nascosta, che cambia la sua prospettiva e lo spinge a ribellarsi al sistema. Dotato di un'ottima grafica e di una solida vocazione multiplayer, Syndicate ha dunque come tema centrale il controllo esercitato dalle corporazioni al potere, anche rispetto al libero arbitrio delle persone, mentre le ambientazioni richiamano in modo inequivocabile gli scorci urbani della Los Angeles futuristica, cupa e oscura che ha reso celebre il film di Ridley Scott.

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