Dreamhack Winter 2017: il più grande LAN party del mondo  14

L'appuntamento svedese è un imperdibile mix di e-sport, appassionati di videogiochi e gente che dorme per terra

SPECIALE di Umberto Moioli   —   03/12/2017

Due volte all'anno in Svezia si tiene il più grande LAN party (o digital party, volendo ampliare la prospettiva al di fuori dei videogame) del mondo, l'occasione per migliaia di persone di trovarsi e... fare quello che gli pare davanti al proprio PC. L'idea è piuttosto semplice: si affitta un piccolo spazio e la connessione a internet, quindi ci si porta da casa il proprio computer e qualsiasi altra cosa possa tornare utile per sopravvivere tre giorni, da venerdì e a domenica, nelle enormi sale del centro conferenze Elmia Fair a Jönköping.

Volendo si può venire in giornata, dare un'occhiata ai tornei e agli stand degli espositori, ma il fascino della manifestazione sta tutto nelle interminabili file di PC, nelle coloratissime postazioni e nel bivacco che, nonostante il divieto assoluto di introdurre alcol e droghe, si viene inevitabilmente a creare. Invitati da Bethesda per assistere al Quake Champions Invitational, abbiamo speso il weekend cercando di capire se quanto visto sia effettivamente un modo rivoluzionario per condensare il meglio della cultura geek in un solo posto, oppure un eccezionale controsenso nell'epoca di internet e del gioco online.

I tornei

Se pensate di venire al Dreamhack per gli e-sport, è bene che sappiate che la line up di titoli presenti è molto legata a quelle che sono le tendenze e i prodotti più popolari in Scandinavia. Counter Strike: Global Offensive, in particolare, è la punta di diamante della manifestazione, molto più rispetto a quanto le attuali tendenze suggerirebbero. Dota 2 è anch'esso giocato da moltissimi utenti da queste parti, ragione per cui è stato organizzato un torneo con un montepremi da un milione di dollari.

Arena of Valor, il clone di League of Legends per mobile realizzato da Tencent, nel 2017 è stato inserito nella line up, forse più per ragioni di sponsorship che per il reale interesse del pubblico (nonostante si tratti di un prodotto di indubbio successo) mentre è interessante notare come Quake Champions stia piano piano raccogliendo consensi: non è facilissimo realizzare nel 2018 uno shooter arena di successo, Lawbreakers ne è una prova abbastanza limpida, ma nonostante tutto l'impegno che Bethesda sta mettendo nel progetto sembra pagare e, con il titolo ancora in Early Access, si sta osservando una scena competitiva in espansione, capace di coniugare le nuove leve con le vecchie glorie della serie. Ad essere completamente onesti, rispetto a qualche anno addietro, quando il Dreamhack era unicamente focalizzato sui tornei, sembra che l'interesse per questa specifica parte del programma sia un po' calata in favore del digital party e degli stand espositivi, ma resta molto piacevole poter passare da un gioco all'altro senza soluzione di continuità, spendendo la giornata a guardare i professionisti di titoli molto diversi tra loro darsi battaglia.

I titoli più giocati

I biglietti per avere accesso all'area dove installare il proprio PC costano tra i 100 e i 150 euro, con i secondi che danno modo di piazzarsi in una zona illuminata dalla luce solare durante il giorno e riservati a gruppi di giocatori adulti, dai 20 anni in su. Scelto il proprio posto, si può decidere di fare praticamente quello che si vuole: in ogni istante ci sono decine di persone che guardano serie TV, navigano su internet e seguono streaming su Twitch, oltre ovviamente a giocare i titoli più caldi del momento. Dopo una lunga passeggiata tra le migliaia di PC installati non è complesso rendersi conto di come Playerunknown's Battleground sia assolutamente il prodotto del momento, il più popolare e quello capace di catalizzare il maggior numero di curiosi.

Overwatch, Dota 2 e Counter Strike: Global Offensive sono anch'essi presenti in gran numero ma è interessante osservare come un evento del genere, naturalmente indirizzato verso l'utenza PC, veda comunque tantissime persone portarsi la propria console e spendere intere giornate su prodotti come Rocket League, Destiny 2, Call of Duty: WWII e il sempreverde GTA V. Colpisce in positivo la presenza di un gran numero di partecipanti molto giovani, ben al di sotto della maggior età, segno che da una parte si tratta di un appuntamento organizzato a dovere e percepito come assolutamente sicuro, ma soprattutto di come una certa cultura dalle nostre parti ancora percepita come di nicchia, se non addirittura sbagliata, abbia invece in altri paesi una presa e un livello di accettazione davvero molto, molto alto.

I Silver Snipers

Una delle attrazioni del Dreamhack Winter 2017 è stato il team Silver Snipers: cinque giocatori di Counter Strike: Global Offensive, tutti svedesi, tre uomini e due donne. La particolarità? La più giovane ha 62 anni, il più anziano 81. Si sono esibiti con risultati più che discreti (chiaramente in un contesto amatoriale) durante la manifestazione ma soprattutto hanno attirato un numero incredibile di curiosi intenzionati a vedere come il loro coach, il popolare Tommy 'Potti' Ingemarsson, avesse messo insieme un gruppo di utenti così lontani dalla normale demografica degli appassionati. C'è molto di mossa pubblicitaria organizzata per l'occasione e, con una media di sessanta ore di gioco, parliamo di "novellini", ma tutto sommato l'idea che un'iniziativa del genere possa ricevere un riscontro così entusiastico è segno che c'è voglia di far crescere il movimento oltre quelli che sono i normali confini in cui viene, magari con troppi pregiudizi, relegato. Una sorta di ciliegina sulla torta per un appuntamento che ci ha lasciato ottime sensazioni. Sperando un giorno di vedere qualcosa di simile organizzato anche dalle nostre parti con risultati paragonabili.