CES 2018 - Tutte le novità sull'hardware da gioco  7

Vediamo gli annunci e le principali attrazioni della fiera americana

SPECIALE di Mattia Armani —   10/01/2018

Anche quest'anno, la sfrenata corsa della tecnologia verso un luminoso futuro ha avuto inizio con quel Consumer Electronic Show che dal 1967 a oggi ha fatto da trampolino di lancio per innumerevoli tecnologie destinate a diventare di uso comune. Nel 1970 è stata la volta del videoregistratore seguito da CD, DVD e da innumerevoli altri prodotti che hanno lasciato il segno. Ed è possibile che stralci di futuro si nascondano proprio sullo showfloor della storica manifestazione statunitense anche se noi, da videogiocatori, ci concentriamo sulle novità più concrete tra quelle che riguardano la nostra indomita passione.

È ancora tempo di Ryzen e Vega

Il 2018 del mondo della tecnologia non è iniziato alla grande, con due grosse vulnerabilità che hanno scosso il mercato dei processori creando grossi problemi per la sicurezza dei sistemi informatici e per le prestazioni dei server. Ma con i processori Ryzen vulnerabili solo a Specre e non a Meltdown, AMD si è trovata in una posizione di relativo vantaggio che ha deciso di sfruttare con il taglio globale dei prezzi delle CPU legati alla prima generazione dell'architettura Zen. Il Threadripper 1900X, equipaggiato con 8 core e 16 thread, è calato da 549 a 449 dollari, portandosi a 150 dollari di differenza rispetto al Core i7-7820X che ne è il competitor diretto. Il Ryzen 7 1800X, invece, è sceso da ben 499 a 349 dollari, mentre il Ryzen 1700X è scivolato da 399 a 309 dollari e ha sospinto il Ryzen 7 1700 da 329 a 299 dollari, rendendolo ancora più appetibile di quanto già non fosse. I prezzi effettivi di queste CPU, va detto, sono da tempo inferiori a quelli consigliati, ma ci aspettiamo che questa ufficializzazione dei tagli comporti ulteriori ribassi, e speriamo che la cosa valga anche per il Ryzen 5 1600X che è scivolato 249 a 219 dollari, per il Ryzen 5 1600 che ha fatto un salto da 219 a 189 dollari e per il Ryzen 5 1500X, il più potente dei sei core con dodici thread, che è passato da 189 a 174 dollari. In coda a quest'ultimo, tra l'altro, si è infilato a 169 dollari il nuovo processore con grafica integrata Ryzen 5 2400G che vanta quatro core e otto thread combinati con un chip grafico Vega 11. Parliamo della nuova APU Raven Ridge che ha una sorella minore, chiamata Ryzen 3 2200G, che per 99 dollari si accontenta della GPU mobile Vega 8 e di 4 semplici core. Nel mentre, dall'altro lato della barricata, Intel continua a destare preoccupazione mantenendo l'assoluto riserbo sulle schede madre economiche Coffee Lake, ma è al contempo protagonista di una delle presentazioni più attese dell'evento californiano. Ne abbiamo già discusso, ma l'arrivo di dati concreti ci permette di capire di quale natura saranno i laptop già in lavorazione attorno alla serie di chipset che combina CPU Intel con GPU AMD. Per prima cosa è bene chiarire che le GPU Vega M legate a questi prodotti puntano ai videogiochi, con la più potente della serie che è equipaggiata con 24 compute units contro le 11 dei più evoluti chip Vega mobile destinati agli ultra sottili. Questo specifico modello ha un TDP di 100W, complice la CPU da 4 e 8 core capace di arrivare alla non banale frequenza di 4.2GHz, ma stiamo parlando di un qualcosa che dovrebbe superare un sistema equipaggiato con una GTX 1060 Max-Q, garantendo tra l'altro un ingombro inferiore. E ci sarà comunque spazio per laptop orientati all'efficienza grazie alla variante Vega M GL, come la precedente equipaggiata con 4GB di memoria HBM2, ma limitata per banda passante e numero di compute unite. Venti di queste, comunque, dovrebbero essere sufficienti, almeno secondo quanto riportano le slide pubblicate da Intel, per consentire al chipset Intel/AMD di superare un sistema basato su GTX 1050, sia in quanto a performance che in quanto a efficienza.

CES 2018 - Tutte le novità sull'hardware da gioco

Il futuro è già qui

Certo, Pascal si avvia verso il secondo compleanno, ma AMD è pronta per il futuro con l'ufficializzazione delle CPU Ryzen 2 a 12 nanometri, inevitabilmente affiancate dalle controparti Threadripper, che avverrà in aprile. Gigabyte a quanto pare, è già pronta, tanto che Gamers Nexus ha avuto modo di mettere mano sulla scheda madre X470 Gaming 7 WiFi che, oltre alle classiche opzioni di lusso per gli overclocker, mette sul piatto un vero sistema di dissipazione per il modulo di regolazione del voltaggio e altre migliorie assortite. Anche ASRock, comunque, parrebbe pronta ad accogliere la seconda generazione di CPU Ryzen partendo con una tripletta di schede madre basate sul suo brand più in vista. Immancabile la ASRock Fatal1ty X470 Gaming K4 che rappresenta l'opzione base e sarà affiancata dalla variante più lussuosa ASRock Fatal1ty X470 Professional Gaming e dalla ASRock Fatal1ty X470 Gaming-ITX/ac pensata per chi preferisce avere più spazio all'interno del case o sistemi di piccola taglia. A tutto questo si aggiunge poi la conferma dello sviluppo delle schede video Navi che arriveranno dopo il refresh di Vega. A questo proposito AMD, nell'ufficializzare i vari chip equipaggiati con Vega mobile di cui abbiamo parlato in questi mesi, ha rivelato che la prima GPU a 7 nanometri della compagnia sarà basata sulla stessa tecnologia e dedicata ad applicazioni IA. Da questa GPU potrebbe nascere una famiglia di schede Vega basate su un processo produttivo diverso da quello a 12 nanometri che avevamo preventivato. Stiamo dell'ormai vicino traguardo dei 7 nanometri che può garantire una riduzione sensibile dei consumi e frequenze decisamente più elevate, regalando tutto un altro sapore a un'architettura che promette di regalare ancora soddisfazioni grazie al lavoro ottimizzazione. Un lavoro che Ubisoft ha già ufficializzato per quanto riguarda Far Cry 5, che supporterà tecnologie come Rapid Packed Math e Radeon FreeSync 2. Successivamente gli stessi transistor a 7 nanometri, saranno utilizzati per l'architettura grafica Navi alla quale seguirà, nel 2020, una nuova serie di GPU basate sul medesimo processo produttivo in versione ottimizzata. Da tutto questo ci aspettiamo passi avanti importanti, soprattutto nella fascia alta dove NVIDIA ha dominato per tutta la generazione attuale. Tra l'altro, considerando che le GPU Pascal sono arrivate a metà 2016, ci aspettiamo che le nuove GeForce basate su architettura Ampere facciano capolino nel corso del 2018 e siano caratterizzate da un discreto incremento prestazionale. A seconda delle tempistiche però, potremmo vedere GPU a 12 e non a 7 nanometri, cosa che potrebbe dare modo alla seconda generazione di schede video Vega di recuperare un po' di terreno. In mancanza di nuovi dettagli, comunque, meglio guardare alle novità concrete di una NVIDIA decisa a puntare sul cloud gaming, settore che assieme al deep learning e alle applicazioni professionali ha permesso alla compagnia di allargare introiti e prospettive. Nello specifico, l'apertura delle iscrizioni alla nuova beta del client GeForce Now portano un grosso cambiamento per il servizio che diventa disponibile anche per gli utenti europei. Purtroppo il software sarà inizialmente disponibile nelle sole versioni inglese, francese e tedesca, ma lingua italiana è destinata a essere supportata in futuro. Quello che più conta, comunque, sono le capacità tecniche che permettono di giocare in 1080p a 120fps e persino in 4K, permettendo anche di collegare l'account Ubisoft Ubplay a quello GeForce Now. Tra i giochi supportati troviamo gli inevitabili Fortnite e PlayerUnknown's Battlegrounds, affiancati da piacevoli sorprese come Divinity Original Sin 2, Wolfenstein II e da parecchi altri titoli elencati in questa pagina.

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Periferiche di lusso

L'altra mossa di NVIDIA riguarda l'impegno della compagnia nel campo dei monitor Ultra HD di grandi dimensioni. Al centro dell'operazione l'integrazione di G-Sync e Nvidia Shield streaming box negli schermi 4K da 65 pollici di Acer, ASUS e HP che includono, illuminazione full-backlight da 1000 nits, ampio spazio di colore, HDR e 120Hz. Parliamo di dispositivi da gioco Ultra HD di alto livello, finalmente dotati di un refresh effettivo superiore ai 60Hz, come l'ASUS ROG PG65 che ha già fatto la sua comparsa sullo showfloor del CES 2018. Non è stata fatta menzione, però, del prezzo che, viste le dimensioni e la dotazione all'avanguardia, potrebbe essere parecchio elevato. Non tanto elevato, comunque, da poter competere con quello dei pannelli Micro-LED che risolvendo parecchi problemi legati sia ai pannelli LED che a quelli OLED risultano decisamente interessanti. Uno dei primi a comparire, proprio durante il CES, è stato The Wall, un prototipo da ben 146 pollici creato per mostrare le capacità, anche in termini di luminosità e versatilità, di una tecnologia che probabilmente sarà utilizzata anche per televisori modulari. Si tratta di schermi dalle dimensioni personalizzabili che potranno adattarsi a qualsivoglia spazio, in un panorama che vedrà la risoluzione dinamica gestita dall'intelligenza artificiale, come quella del nuovo Samsung 8K, e parecchie altre novità, come gli OLED avvolgibili targati LG. Tutte tecnologie avveniristiche al contrario della cornice riflettente di ASUS che, però, punta a risolvere senza costi eccessivi il grosso problema dell'avere delle strisce di plastica a dividere i pannelli delle configurazioni composte da più monitor. Con un semplice kit che speriamo sia il più economico possibile potremo, già nella prima metà del 2018, fondere tra loro i pannelli di due o più monitor in un'unica superficie quasi uniforme. A tutto questo, poi, si aggiungono altre tecnologie come adattatori Wireless per i visori 3D e il nuovo HTC Vive Pro che oltre alle cuffie integrate vanta un dispositivo di bilanciamento e una risoluzione di 1400x1600 pixel per occhio contro i 1080x1200 della versione precedente. Non mancano, infine, le periferiche classiche che vedono HyperX concentrata sull'illuminazione RGB, sfruttabile per creare veri spettacoli di luci sulla tastiera HyperX Alloy Elite RGB e sulla nuova memoria HyperX Predator DDR4 RGB, e Corsair impegnata sul Wireless con la nuova tastiera K63, forte di un millisecondo di ritardo nella risposta e dotata di Bluetooth a bassa latenza, e con il nuovo mouse da gioco Dark Core RGB che nella Special Edition include la tecnologia di ricarica wireless Qi e può attingere energia direttamente dal tappetino da gioco MM1000.