Tanta neve per tutti  9

Dopo l'anteprima dell'E3, riprendiamo contatto con SSX con un'introduzione al multiplayer ed un breve hands-on

PROVATO di Fabio Palmisano   —   19/08/2011

Tutto quello che attualmente c'è da sapere sulla struttura di gioco di base di questo nuovo SSX lo potete trovare a questo indirizzo andando a recuperare il nostro articolo scritto dopo la presentazione di Los Angeles. Qui a Colonia, invece, siamo stati invitati da EA ad un evento a porte chiuse atto a gettare luce sulle caratteristiche del multiplayer e a farci provare con mano una breve partita in locale. Ecco le nostre impressioni su quello che sembra un promettente reboot per il celebre franchise di snowboard estremo.

Snowboarding with ghosts

La prima parte del meeting è stata incentrata sul sistema Ridernet, di fatto una sorta di versione riveduta e corretta dell'Autolog del recente Need for Speed: Hot Pursuit. Per chi non avesse familiarità con il racing game di casa EA, la spiegazione è abbastanza semplice: si tratta di un sistema integrato di upload di risultati e notifiche, che consente a chiunque di mettere automaticamente online i propri risultati e di confrontarsi con quelli degli amici semplicemente navigando sulla mappa di gioco. In SSX però, il meccanismo sembra offrire qualche stimolo in più rispetto al semplice primeggiare sui conoscenti, visto che battere il ghost del detentore di un record porta non solo soddisfazione, ma anche un bel malloppo di dollari da spendere per acquistare nuovo materiale. Il tutto ci è parso estremamente rapido ed intuitivo, con le notifiche che appaiono in tempo reale sulla parte alta dello schermo ad indicare che qualcuno ci ha sfidato, consentendo in pochissimi passaggi di raggiungere subito il luogo del misfatto e cercare un'immediata rivincita. Parlando di multiplayer nell'accezione più classica del termine, ci è stata in seguito svelata la modalità Global Events, quella che nelle intenzioni degli sviluppatori sostituirà il convenzionale matchmaking. Anziché realizzare una struttura di lobby e di partite con un numero preimpostato di partecipanti, EA concederà agli utenti la possibilità di aprire delle sessioni impostando solo la pista, il tipo di partita e la durata dell'evento, che può andare da 5 minuti ad una settimana. In questo periodo, chiunque può entrare in qualunque momento ed affrontare le varie sfide presenti, puntando al miglior punteggio possibile, ed al termine del countdown l'utente con l'hi-score risulterà il vincitore. Gli sviluppatori sono convinti che il proprio sistema riuscirà a gestire fino ad un centinaio di giocatori impegnati simultaneamente sulla stessa pista, forte anche di meccanismi drop-in e drop-out estremamente rapidi. Per darci un'assaggio, ci è stata mostrata una breve dimostrazione in diretta nella quale si potevano vedere decine di snowboarder impegnati a eseguire trick, scoprire passaggi segreti o effettuare gare, il tutto senza alcuna incertezza da parte del motore di gioco. Conclusa la teoria, ci siamo finalmente dati alla pratica in una breve sessione multiplayer in locale, nella quale ci siamo concentrati più sull'esplorazione che sulla competizione vera e propria. Del buon impianto grafico di SSX abbiamo già parlato, evidenziandone in particolare la fluidità del frame rate e l'ampiezza dell'orizzonte visivo.

Pad alla mano, il gioco non tradisce assolutamente le sue radici arcade, rivelandosi molto immediato e divertente fin da subito, grazie all'elevata velocità ed alla relativa facilità con la quale è possibile eseguire trick anche molto elaborati. I fan della serie saranno felici di sapere che le meccaniche di base sono rimaste sostanzialmente immutate, con le acrobazie che caricano un indicatore di turbo che si può sfruttare per brevi accelerate o riempire fino al colmo per entrare in modalità Tricky e prodursi in evoluzioni altrimenti impossibili. Sulla tanto decantata libertà di andare ovunque, EA aveva effettivamente ragione, visto che in SSX ogni superficie può trasformarsi in una piattaforma per prendere il volo o in un appoggio su cui fare grind ed handplants: il rovescio della medaglia sta in un sistema di collisioni un po' troppo libertino -perlomeno allo stato attuale- che consentiva sostanzialmente di andare addosso a qualunque cosa a velocità folli senza risentirne più di tanto. Parliamo comunque sempre di un arcade, che con tutte le cose al posto giusto potrebbe rivelarsi un gran bel pezzo di gioco.

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CERTEZZE

  • Sembra un bel titolo arcade
  • Multiplayer e sistema di notifiche interessanti

DUBBI

  • Controlli e collisioni un po' volatili
  • Single player ancora nebuloso