Guerra totale  14

PlaneSide 2 tenta nuovamente la via dell'MMOFPS cercando di scrollarsi di dosso alcune limitazioni intrinseche dei titoli online odierni

ANTEPRIMA di Mattia Armani —   24/01/2012

La grande chimera dell'MMOFPS torna a fare capolino. Dopo il parziale flop commerciale di PlanetSide e diversi esperimenti non andati in porto, svariate software house si sono rintanate nelle arene online mentre altre hanno preferito attenersi alla formula classica ruolistica. Ma Sony non ha nessuna intenzione di arrendersi e così ha rilanciato la sfida con PlanetSide 2. La compagnia nipponica vuole un campo di battaglia di proporzioni estreme situato in un contesto ampio e dinamico, e questo desiderio non ci sorprende visto che mappe zeppe di persone e titoli capaci di gestire tonnellate di client sono una delle bandiere, almeno in quest'era videoludica moderna, del gigante nipponico.

Guerra totale

I rischi però, negli ultimi sette anni, non sono cambiati molto. Se uno sparatutto con 128 giocatori rappresenta già una sfida, a causa di latenza e complessità, figuriamoci quali problemi deve affrontare un progetto ambizioso come PlanetSide 2. C'è di che perdersi tra limiti tecnici e della formula MMOFPS, che pone dilemmi decisamente spinosi. Per risolvere la questione senza ricorrere a compromessi soffocanti come quelli di Planetside, Sony ha sviluppato un nuovo motore che promette una gestione plausibile della fisica, dei client e dei veicoli. Ovviamente il Forge Light Engine è stato pensato anche nell'ottica di un salto grafico netto e include il ciclo giorno/notte e gli effetti climatici. Il clima tra l'altro avrà ovviamente effetti sulla visibilità e per questo non potrà essere disattivato in alcun modo. Nonostante questo vincolo, gli sviluppatori hanno promesso che il prodotto girerà, al minimo del dettaglio, anche su sistemi vecchi di quattro o cinque anni.

Da MMO con elementi FPS a MMOFPS

L'evoluzione degli sparatutto ha ovviamente influito sullo sviluppo di PlanetSide 2 con novità piuttosto ovvie e ormai necessarie nel gameplay che si arricchisce di sprint, headshot e mirini. Non sarà invece possibile sdraiarsi e non vedremo nemmeno le Advanced Mobile Station né i santuari e neppure l'inventario. Si tratta ovviamente di scelte legate al bilanciamento, con la necessità di rendere il tutto molto più veloce e dinamico rispetto al primo PlanetSide. D'altronde con la concorrenza che c'è in giro la giocabilità dell'MMOFPS di Sony, mondo aperto o meno, dovrà essere estremamente convincente, serrata e avvincente per avere una possibilità di conquistare una platea sempre più esigente anche se senza dubbio attratta dalla possibilità di un MMO finalmente diverso e innovativo. Insomma, la deriva verso gli shooter moderni è scontata ma i bonus legati a serie di uccisioni o prodezze simili non sono rilevanti. Il team ha voluto ribadire questo fattore in modo chiaro: le meccaniche legate alla conquista, alla strategia di gruppo e agli elementi MMO del titolo restano predominanti.

Per questo anche la velocità di uccisione di un nemico rimane piuttosto lenta. In termini pratici per abbattere un avversario ci vuole meno tempo rispetto al primo Planetside senza però avvicinarsi alle tempistiche istantanee tipiche degli FPS militari. Questo anche grazie all'implementazione degli scudi che rimpiazzano le armature del primo, mantenendo ovviamente la stessa fondamentale importanza. Niente più colpi basati sulle statistiche del giocatore dunque, ma finalmente quell'ibrido a lungo promesso tra qualcosa di simile a Battlefield e un mondo online funzionale con regioni da conquistare, teletrasporti, aerei ed eserciti coordinati. Secondo le dichiarazioni del team, lo sviluppo del personaggio funziona in modo differente rispetto a quanto visto nel primo capitolo della serie. D'altronde in questi anni il bilanciamento è diventato sempre più importante con orde di giocatori che si sono avvicinati a questo genere. Per questo Sony ha strutturato maggiormente le classi stabilendo limiti relativi all'equipaggiamento e alla possibilità di cambiarlo. Per esempio, scegliendo una classe come il medico non possiamo usare il jetpack mentre equipaggiando quest'ultimo non abbiamo modo di portare armi pesanti, ma abbiamo la possibilità di essere genieri. Dunque una scelta accurata diventa fondamentale visto che la propria dotazione non può essere cambiata fino al raggiungimento di un terminale apposito o fino a che il nostro alter ego, morendo, lascerà il posto a un nuovo. Purtroppo i vari ruoli non sono ancora stati svelati anche se è chiaro che i medici hanno enorme importanza potendo curare, resuscitare e fornire medikit. In ogni caso al momento non ci sono certezze. Solo voci, come quelle che parlano di diverse specializzazioni per le classi: il geniere, ad esempio, potrà specializzarsi anche negli esplosivi. Brutte notizie invece per l'hacker che non è rappresentato da nessuna classe. Allo stato attuale delle cose infatti, tutti possono darsi all'hacking attraverso un minigioco. Tornano invece i MAX ovvero i soldati corazzati che, tra l'altro, possono usare i medikit per curarsi restando vere e proprie roccaforti su gambe. Infine è stato svelato che, oltre alle unità condivise tra tutte le fazioni come appunto i MAX, ci saranno anche armi e unità specifiche per ogni impero. Alcune sono state svelate con un video, che trovate allegato all'articolo, ma è solo un assaggio visto che nel finale troveremo almeno 20 armi, 20 veicoli e svariate altre amenità da battaglia come le torrette.

A spasso per Auraxis

Secondo le informazioni trapelate i giocatori in PlanetSide 2 sono più indipendenti con svariati veicoli, come il Reaper, controllabili interamente in singolo. I vincoli sono invece imposti dal nuovo sistema di esperienza che struttura in alberi di abilità svariate feature del gioco, tra cui appunto la possibilità di pilotare i mezzi. Se infatti lo svolazzante Reaper dovrebbe essere disponibile da subito, dovremo invece passare un po' di tempo nell'abitacolo prima di poterci sedere al comando di carri come l'agile Lightning o il massiccio Vanguard. In ogni caso il tempo sui veicoli disponibili è inizialmente fondamentale per prendere dimestichezza con mira e volo. Quest'ultimo è infatti intuitivo, ma per diventare piloti esperti serve parecchia precisione. La fase di allenamento permette comunque di sbloccare diverse customizzazioni che consentono di migliorare il mezzo e renderlo sempre più temibile. Ovviamente un mezzo pesante come il Vanguard offre molte più possibilità di modifica, come quella di sbloccare cannoni antiaerei, diverse armi, contromisure e sensori. In sostanza, sempre che tutto resti così com'è adesso, nella versione finale del titolo ci troveremo di fronte a qualcosa di simile al sistema di Battlefield 3 anche se con una customizzazione ancora maggiore e con skill, come il Comando, decisamente differenti e create per un contesto diverso. Sempre restando sui mezzi, i trasporti non sono ancora definiti sebbene qualche informazione sia trapelata. Il Galaxy, per esempio, può trasportare in volo 10 persone e consente anche lo spawn dei MAX se il pilota ha sviluppato a sufficienza il ramo delle skill relativo. Non è stato invece ancora deciso se i trasporti montino bocche da fuoco per consentire ai giocatori di sparare in caso di pericolo.

Per gli spostamenti sono contemplati anche gli spawn tube istantanei e molti giocatori sperano anche nell'implementazione delle classiche buggy che, per quanto pericolose, sono tra i veicoli più divertenti per scorrazzare in un campo di battaglia. Inoltre in una guerra di conquista la velocità è tutto e sorprendere il nemico può dare più vantaggi dell'attaccarlo frontalmente. D'altronde espugnuare i territori è fondamentale in PlaneSide 2, dove i giocatori combattono non per le tacche sul fucile, ovvero per collezionare tonnellate di uccisioni insensate, ma per portare la propria fazione alla vittoria e ottenere le risorse di una regione. Queste tra l'altro ci consentono di sbloccare bonus e customizzazioni ma non sono necessarie per ottenere veicoli e armi che possono essere sempre utilizzati liberamente. Una scelta condivisibile, volta ovviamente a mantenere il bilanciamento del gioco impedendo che una fazione venga schiacciata. Tra gli strumenti per progredire le fazioni hanno a disposizione anche missioni creabili dai leader e dagli ufficiali. Queste possono essere di vario livello arrivando anche a difficoltà estreme, come la conquista di una base. Ovviamente nel caso di obiettivi complessi i giocatori riceveranno una ricompensa in punti più elevata oltre ovviamente alla gloria per aver contribuito a un'operazione fondamentale per la vittoria. Tra l'altro tutti i giocatori hanno la possibilità di ottenere i gradi di comando, accedendo alla totalità delle abilità relative come la possibilità di effettuare uno spawn di squadra. In Planetside 2 infatti la sfera del Comando diventa una skill da sviluppare come le altre. Ma il battle rank è legato al singolo personaggio, dunque morendo sarà necessario ripartire da zero, almeno per questa specifica sfera. Il sistema di conquista divide i continenti in esagoni da occupare sconfinggendo il nemico. Per mantenere il bilanciamento, Sony Online ha deciso di mantenere alcune zone sicure che non potranno essere conquistate. Un ottimo sunto di quanto dichiarato dagli sviluppatori è stato confezionato in questo video riassuntivo.

Varie e variegate

Con il motore Forge Light, Sony promette un buon compromesso tra qualità visiva e fluidità dell'azione. Luci dinamiche, ciclo giorno/notte, nuvole volumetriche, panorami mozzafiato, differenti landscape per ogni continente e ovviamente modelli di qualità più elevata. Qualcosa si intravede già nei video e negli screenshot rilasciati che, sebbene non siano facilmente interpretabili, mostrano un buon livello di dettaglio e un sistema di illuminazione di ottima qualità. Il titolo sarà comunque vincolato alle vecchie DX10 e, come abbiamo già affermato, dovrebbe girare su PC piuttosto datati anche se, ovviamente, con il dettaglio al minimo.

Prevedibilmente Sony ha già anticipato l'introduzione di integrazioni con il mondo dei social network, ma non si tratta di nulla di fondamentale ai fini del gameplay. Maggiore importanza sarà invece data alle statistiche che probabilmente saranno consultabili via web attraverso un portale dedicato. Non mancheranno poi le voci in gioco sia nella forma di chat vocale sia come macro da lanciare per avvisare i compagni di un pericolo o informarli del prossimo obiettivo verso cui diregersi. Si parla anche di bonus per i veterani del primo PlanetSide che potrebbero partire con un vantaggio sugli altri giocatori. Questo vantaggio, hanno assicurato gli sviluppatori, non sarà eccessivo. Il training offline sarà consentito, anche se il guadagno in termini di esperienza sarà ridotto e varrà solo per un personaggio per account. Inoltre sarà possibile, almeno inizialmente, darsi autonomamente delle missioni. In Planeside tutto è infatti una missione e ammazzare conigli per collezionare code pelose non è un'opzione accettabile. In ogni caso nulla è scritto nella pietra. Molto potrà cambiare anche solo nella beta; figurarsi nella versione finale. Il numero di feature e dettagli è infatti impressionante e bilanciare il tutto non sarà cosa facile. Si parla di battaglie navali, riciclo dei detriti, bilanciamenti ai MAX, possibilità di depredare i morti e ovviamente del fuoco amico che attualmente è attivato ma che, visto il passaggio a un motore fisico che comporta rimbalzi ed errori d'ogni sorta, potrebbe subire modifiche. Per quanto riguarda i prezzi gli sviluppatori hanno esternato apprezzamenti per il free to play e più specificatamente per la formula di League of Legends. Ma tutto è ancora da decidersi e l'unica cosa certa in merito riguarda il gameplay. Infatti, microtransazioni o meno, tutte le classi saranno disponibili per i giocatori a partire già dal primo rank. Niente limitazioni per gli eventuali utenti non paganti dunque, almeno in questo caso.

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Che sia la volta buona?

L'introduzione di alberi delle abilità per ogni attività, gerarchie incluse, ci mette di fronte a un titolo più strutturato che, almeno secondo le dichiarazioni degli sviluppatori, trae chiara ispirazione dai first person shooter moderni come Battlefield. A differenziare il tutto troviamo la dimensione macro-strategica vincolata a campi di battaglia immensi e pieni di possibilità. In ogni caso rimane la speranza che Sony estragga dal cappello altre feature capaci di calarci in un contensto emozionante e credibile, in un vero mondo in guerra dove poter fare la differenza. Ovviamente le necessità commerciali sono sempre dominanti e dicono che prima di tutto vengono accessibilità, rapidità e azione. Ma considerando che la stessa formula di PlanetSide 2 è un discreto azzardo ci sentiamo di perdonare le inevitabili semplificazioni di questo secondo capitolo, sperando che l'esperienza finale sia comunque fresca e innovativa. Dunque, desiderosi di mappe sempre più grandi, di bilanciamento e di azione serrata, ci mettiamo comodi ad aspettare la beta con la speranza che questa sia la volta buona per veder finalmente sbocciare e affermarsi gli MMOFPS.

CERTEZZE

  • Un vero FPS mescolato con un vero MMO
  • Miglioramenti nel ritmo e nel bilanciamento
  • Componenti tattiche e strategiche determinanti

DUBBI

  • Un titolo di questo genere rappresenta una sfida difficile
  • Le richieste hardware per goderlo decentemente potrebbero essere piuttosto elevate