Abbiamo davvero bisogno di un nuovo Metal Gear?

Il pubblico torna a sognare un nuovo capitolo della saga Konami. Ma oggi è davvero possibile creare un nuovo Metal Gear?

VIDEO di Francesco Serino —   18/04/2021
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E riparta la girandola dei rumor, costruiti al microscopio per sovrapporsi ai desideri di un pubblico che, come in fondo è giusto che sia, non sa davvero cosa vuole. Ci sono cose che sembrano infatti avere perfettamente senso, almeno su carta, quando però poi queste si realizzano nella stragrande maggioranza dei casi sono macchiate da un'insostenibile malinconia di fondo, che ne impedisce la completa riuscita. Metal Gear Solid per esempio, per qualche strana ragione sta montando un hype riguardo un suo possibile ritorno, ma siete proprio sicuro di volerlo davvero?

Artisti insostituibili?

In tutta sincerità, è passato davvero troppo poco tempo per riproporre Metal Gear Solid, almeno con un nuovo episodio apocrifo, senza quindi la direzione di Hideo Kojima e il suo team. Ci vuole tempo per rilanciare un universo così strettamente legato al suo autore, e al tratto inconfondibile di Yoji Shinkawa. Forse Shinkawa è persino più importante di Kojima e dell'altro autore storico Tomokazu Fukushima. I due non sono gli unici in grado di immaginare una buona storia, sebbene maneggiare personaggi preesistenti e così amati come quelli di Metal Gear è estremamente pericoloso, mentre Yoji Shinkawa sarà fino a quando resterà in vita praticamente insostituibile.

C'è qualcosa di più iconico dei ritratti di Metal Gear Solid? C'è qualcosa di più riconoscibile del suo mecha design? Il Metal Gear che immaginiamo chiudendo gli occhi, la sua rappresentazione visiva è firmata Shinkawa. Oggi non puoi copiare una cosa simile, mettere le mani su uno stile tanto caratterizzante e riconoscibile. Al punto che nemmeno Kojima può separarsi da lui, dal tratto che dà vita alla sua fervida immaginazione.

Ripartire dal passato

Abbiamo davvero bisogno di un nuovo Metal Gear?

Un nuovo Metal Gear Solid dovrebbe rinunciare a tutto questo: all'ironia di Kojima e alle sue idee più bizzarre, alla fantapolitica sci-fi che sa anticipare i tempi, a un amore paterno verso la lore e a quel gusto estetico che tutti noi conosciamo ed apprezziamo oramai da tempo immemore. Riuscire a convincere la Kojima Production ad occuparsene, oltre che poco realistico, non sarebbe comunque una buona idea. Mettetevi nei panni degli autori: ma voi lavorereste un'intera vita sullo stesso progetto? Nel videogiochi, più che in altri campi, un successo può trasformarsi in una prigione creativa nella quale sei obbligato a fare sempre le stesse cose. Il pubblico non può sognare quel che non conosce, diventa inconsciamente carnefice chiedendo a gran voce solo ciò di cui sa il nome e che ama, brama. Per certi versi è una sorta di accanimento terapeutico atto a tenere in vita il simulacro della propria infanzia.

Per Metal Gear c'è tempo. Konami se vuole può ripartire in altri modi: ha PES e quello non si tocca, e centinaia di IP da riscoprire di un'era che le nuove generazioni non hanno mai vissuto, e soltanto in pochissimi studiano interessati. Ben venga quindi un progetto come il reboot di GetsuFumaDen, gioco del 1987 per NES che si appresta a debuttare su Steam a fine mese e successivamente su Nintendo Switch. E magari chissà, forse questo ci porterà, speriamo, anche a un nuovo Goemon come il Mystical Ninja per N64. Giochi che oggi possono tornare limitandosi a tenere in vita il loro peculiare carattere, liberi di reincarnarsi nei tratti stilistici che riterranno più opportuni.