Daija: il fightstick di Nacon di fascia alta 46

Abbiamo provato il Daija di Nacon, un arcade stick che vuole accontentare tutte le esigenze degli appassionati

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   17/09/2018

Nell'ultimo paio d'anni Nacon ha dimostrato di essere in grado di saper intercettare feedback ed esigenze degli appassionati di videogiochi per realizzare controller di ottima qualità e mirati alla sfera competitiva. Il Revolution Pro Controller - specialmente nella sua seconda versione - non solo è un pad estremamente personalizzabile e preciso, ma si è dimostrato un'eccellente alternativa anche per chi cerca una sostituto al DualShock di PlayStation 4 senza necessariamente ambire a dominare le classificate online o i tornei di eSport. La stessa attenzione sembra sia stata posta nel Daija, un arcade stick per PlayStation 4 (compatibile con PS3 e PC) con cui la compagnia prova a entrare con forza nel radar della community di giocatori di picchiaduro, rappresentando un interessante alternativa agli stick di fascia alta di Hori, Quanba e Razer. Durante una presentazione stampa lo abbiamo provato in compagnia di Marie-Laure Norindr, progamer nota nella community dei fighting game col nickname di Kayane, che ha collaborato a stretto contatto con Nacon affinché il Daija potesse avere tutte le caratteristiche richieste in ambito competitivo.

Nei pochi minuti passati giocando Tekken 7 con il Daija, abbiamo avuto l'impressione che per il suo arcade stick Nacon abbia preso forte spunto dal Tournament Edition 2 di Mad Catz. Nonostante gli alti e bassi dell'azienda di Hong Kong, la bancarotta del 2017 e il recente tentativo di rilancio, il suo TE2 resta uno dei preferiti tra i fan disposti a spendere qualche centinaio di euro per uno stick di ottima qualità. Come il TE2, il Daija utilizza tasti Sanwa Denshi con una disposizione a 8 pulsanti leggermente curva per poter essere facilmente accessibile alle dita, circonda tasti e stick con una tavola abbastanza spaziosa da permettere di appoggiare interamente i palmi delle mani, e ha dalla sua un ottimo livello di personalizzazione, con la possibilità di cambiare sia le componenti meccaniche che l'aspetto estetico. Anche il peso sembra sia stato attentamente bilanciato: abbastanza pesante da dare una sensazione di robustezza e stabilità sulle gambe, ma non troppo da risultare scomodo da portare in giro per tornei ed eventi. In quanto a precisione e risposta dei comandi sembrerebbe quindi ai livelli dei fightstick di fascia più alta, ma è nei dettagli che il Daija si differenzia dalle attuali alternative sul mercato. All'interno dell'arcade stick di Nacon sarà possibile trovare sia un piccolo giravite (che consente fin da subito di rimuovere la plancia o i componenti interni), sia una testina alternativa per lo stick: di norma il Daija monta infatti la classica testa a sfera tipica degli arcade giapponesi, ma chi vuole potrà sostituirla con la testina coreana (dalla forma allungata) inclusa all'interno.

Come per il TE2, il pannello frontale trasparente può essere rimosso per poter aggiungere i propri artwork personalizzati (e ai livelli competitivi elevati è utile per inserire eventualmente i loghi degli sponsor), ma a differenza dello stick di Mad Catz, la parte personalizzabile copre solo metà della plancia, mentre l'area in cui poggiano i palmi delle mani è in un materiale differente e morbido: oltre a risultare più comodo, si evita così di macchiare e rovinare col tempo il pannello trasparente. Come detto, si tratta di dettagli, accorgimenti all'apparenza banali e legati alla "qualità della vita", ma che permettono al Daija di distinguersi in un mercato in cui sembra difficile introdurre importanti innovazioni. Parlando di dettagli, c'è qualche altro elemento da tenere in considerazione, a partire dalla posizione laterale dei tasti opzione e del touchpad di PlayStation: in questo modo è possibile risparmiare spazio nella parte alta della plancia, e non si rischia di premere per errore pulsanti che interrompano il gioco, sebbene ci vorrà un po' di pratica prima di raggiungerli in maniera istintiva e senza guardare. Fortunatamente Nacon ha dotato il suo stick di un ingresso per le cuffie (che sorprendentemente manca ad altri arcade stick anche di fascia alta), mentre ci convince meno la scelta di dover premere due tasti laterali - anziché un unico pulsantone centrale - per aprirlo e accedere al suo interno. Rispetto ad altri arcade stick di fascia alta (o allo stesso Revolution Pro Controller di Nacon), il Daija non è dotato di un cavo rimovibile.

Il motivo, secondo Kayane, è dovuto al fatto che gli arcade stick come il TE2 utilizzano cavi dall'attacco asimmetrico, e persone meno attente finivano per danneggiare la porta provando a inserire il cavo dal verso sbagliato. "Inoltre capita raramente di staccare il cavo", aggiunge "e molti preferiscono semplicemente avvolgerlo attorno all'arcade stick". Per gli utenti più ordinati e che non amano avere cavi in bella vista, per fortuna è comunque presente un piccolo sportello dentro cui chiudere il cavo del Daija una volta arrotolato su se stesso. Particolare è infine la scelta del form factor, indubbiamente più squadrato e meno aggressivo rispetto ad alternative come il RAP4 di Hori o il Razer Panthera. Per Kayane il motivo è semplice: "Come me, molti appassionati utilizzano l'arcade stick praticamente ogni giorno per allenarsi: un design sobrio permette di lasciarlo sul tavolino del salotto o accanto alla TV senza che risulti troppo pacchiano nel caso abbiate ospiti". Pur non rappresentando uno scarto rispetto ai concorrenti com'è stato per il Revolution Pro Controller, per il suo debutto nel mercato dei fightstick, Nacon sembra insomma aver fatto i compiti e messo a punto un controller in grado di infilarsi tra i modelli di fascia più alta, sia per il livello di prestazioni e personalizzazione che per prezzo (arriverà nel corso dell'autunno al costo di 199,90€).

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