Devil May Cry 4 - Provato  83

Il diavolo piange per la prima volta sulle console di nuova generazione. E noi piangiamo o ridiamo di lui?

ANTEPRIMA di La Redazione  —   31/01/2008

Dieci minuti ti darò...

La versione dimostrativa di Devil May Cry 4 è articolata in due parti, selezionabili a piacimento dal menù principale.
La prima parte della demo sorprende per il tempo limite concesso per giocarla: dieci minuti. Abbastanza comunque per impratichirsi nel controllo di Nero e delle sue abilità combattive: probabilmente è ormai noto, ma gran parte della storia la giocheremo nei panni di questo misterioso, nuovo protagonista, che assomiglia davvero parecchio a Dante e a suo fratello Virgil. Il fatto che Nero faccia parte dell'Ordine delle Spade, un clan di guerrieri che venera Sparda come un dio, non può che alimentare varie ipotesi circa le sue origini. Dante comunque sarà giocabile durante l'avventura, mantenendo gli stili di combattimento multipli di Devil May Cry 3.
Ma torniamo alla nostra demo. La prima parte, dunque, ci fa esplorare una cittadina partendo dalla cattedrale, e nel mentre verremo attaccati da svariate creature diaboliche, da fare a pezzi coordinando i fendenti della nostra spada e i proiettili dell'enorme pistola di Nero. Essenzialmente il sistema di controllo è rimasto invariato rispetto ai prequel, rimanendo molto istintivo e semplice da padroneggiare, così come purtroppo continua a essere piuttosto innaturale e macchinosa la gestione del salto. Alla spada e alla pistola di Nero si unisce una nuova componente offensiva, rappresentata dal braccio demoniaco di Nero, che permette di afferrare e lanciare i nemici.
Durante la demo stessa riceve una sorta di "upgrade" e può essere utilizzato a mo' di rampino per spostarsi verso zone precedentemente inaccessibili, utilizzando un'apposita combinazione di tasti in precisi punti delle stanze. E' possibile che il braccio riceva altri potenziamenti nel corso del gioco, diventando un interessante spunto originale per questo nuovo episodio della serie.
I dieci minuti della demo bastano a malapena per carpire almeno un po' l'essenza del gioco, rimasta praticamente invariata rispetto ai prequel: potremmo dire anzi che Devil May Cry 4 non innova praticamente nulla, men che meno l'impostazione piuttosto rigida dell'esplorazione e delle inquadrature. Nei panni di Nero esploriamo ogni stanza sconfiggendo i nemici, seguendo una rotta più o meno lineare e risolvendo semplici enigmi. Il ritmo è piuttosto incostante: l'esplorazione è frequentemente interrotta nella demo da varie cutscene che mostrano l'apparizione di nemici e l'apertura dei passaggi, ma quando c'è da menar le mani il sistema di combattimento si rivela immediatamente divertente e frenetico, com'è giusto che sia.
Dalla cattedrale passiamo al paese, invaso dai demoni, raggiungendo il porto, scenograficamente davvero notevole. Dal porto, Nero procede per una montagna innevata fino a un castello tra i ghiacci, dove praticamente la demo si conclude. Mentre l'ultima ambientazione, la montagna ghiacciata, è piuttosto scarna e basilare, sorprende invece la realizzazione della cittadina, ricca di dettagli e discretamente complessa, benchè l'interazione con lo scenario sia praticamente nulla: a parte qualche scaffale mandato a pezzi volteggiando la spada, non c'è praticamente niente. Il colpo d'occhio quindi è ottimo, ma un'analisi approfondita lascia notare come Devil May Cry 4 sia ancorato alla cosiddetta old-gen, e non è che questo sia necessariamente un male.

Più grossi sono, più rumore fanno quando cadono!

La seconda parte della demo non presente alcun limite di tempo, e ripropone essenzialmente gli ultimi combattimenti della prima parte.
Una breve cutscene ci introduce a due creature soprannaturali che attaccheranno Nero in un campo ghiacciato. Più resistenti e minacciose dei nemici incontrati per la maggior parte della demo, costringono il giocatore a faticare un po' di più per ucciderle.
Sconfitti i due esseri, Nero si trova faccia a faccia con la vera nemesi della demo, un gigantesco demone quadrupede infuocato. Dopo una cutscene decisamente ben realizzata, comincia un vero e proprio scontro con un "boss" che va affrontato con un minimo di astuzia e un po' di abilità. La creatura è enorme e si muove per l'area della battaglia devastando tutto quello che incontra, sopratutto le case in legno che possiamo sfruttare come punto di lancio prima che vadano a pezzi. Per sconfiggerlo dovremo afferrare con la nostra mano superumana la testa della creatura, issarci sopra di essa e colpirlo sulla schiena finchè non cadrà esanime. Lo scontro è piuttosto difficile, rispettando la tradizionale difficoltà alla quale ci ha abituato il franchise.
Questa seconda parte della demo mette sicuramente più in risalto il dettaglio riposto nella realizzazione di alcuni modelli poligonali. Nero è composto da una generosa quantità di poligoni che lo rende estremamente dettagliato, in più è animato ottimamente: i suoi movimenti sono fluidi, eleganti e comunque realistici. Le creature avversarie allo stesso modo godono di un'elevata quantità di animazioni e particolari, specialmente i due mini-boss e il demone infuocato nella seconda parte della demo: quest'ultimo è veramente spettacolare, sia nella cutscene che lo precede che durante il combattimento in real-time, e offre al giocatore uno scontro davvero epico, che speriamo sia solo il primo di una lunga serie.
L'attesa per Devil May Cry 4 è quasi finita, il gioco sarà disponibile (nella versione console) nella prima parte di Febbraio in due edizioni, normale e Limitata: quest'ultima include un artbook, imperdibile per ogni fan della serie che si rispetti.

Devil May Cry 4 sarà disponibile per PC, PlayStation 3 e Xbox 360.
La versione testata è quella per PlayStation 3.

Il primo episodio di quello che è diventato velocemente uno dei franchise più apprezzati di Capcom risale al 2001, la console era PlayStation 2: concettualmente e tecnicamente, Devil May Cry era un vero gioiello, che riscosse consensi di pubblico e critica per il ritmo ludico serrato e l'originalità del pacchetto, a cominciare dal bullo protagonista, Dante, cacciatore di demoni dal grilletto facile e per giunta mezzosangue. L'eccesso visivo e la spettacolarità dell'azione erano incredibili, ma presero il sopravvento sul gameplay del sequel (Devil May Cry 2, 2003, ancora PlayStation 2), probabilmente il capitolo più scadente della saga, una delusione che fece mal sperare per il proseguio della storia di Dante. Devil May Cry 3 (2005, PlayStation 2 e PC) invece risollevò il morale dell'ormai cospicua quantità di fan, unendo a un gameplay arricchito e sempre divertente anche una storia di discreto spessore.
Dopo una trilogia intera su PlayStation 2 (con un'unica uscita su PC in occasione del terzo capitolo) sembra quasi strano parlare di Devil May Cry in termini di multipiattaforma: eppure, questa è stata la tutto sommata prevedibile scelta di Capcom, in un periodo della storia dei videogiochi dove produrre per più macchine sembra il modo migliore di restare a galla.
E a poco meno di un mese dal lancio del gioco, Capcom ha reso disponibile sul PlayStation Network e XBox Live una demo del gioco, che abbiamo opportunatamente sviscerato.