Salvare il mondo non deve essere un affare troppo serio, nonostante i pensieri gloriosi che l'idea stessa possa evocare. Prendete Dungeon Settlers: il pianeta dove viviamo è minacciato da forze oscure dalla natura misteriosa e l'apocalisse sembra essere imminente. Fortunatamente, le menti più brillanti di tutte le specie senzienti si sono riunite e hano scoperto l'origine del male: un dungeon magico profondo e pericolosissimo. Ora che sappiamo che fare chi inviare? Chiaro, un tizio qualunque di primo livello. Chi meglio di lui?
Purtroppo, pare che i governi abbiano speso tutti i soldi in tartine per nutrire le menti di cui sopra, visto che hanno deciso di dotare l'eroe di equipaggiamento comprato su Temu e risorse minime. In effetti, siamo sicuri che vogliano che il mondo venga salvato?
Per dare una risposta, abbiamo provato la versione in Accesso Anticipato del titolo di CanOpener, scoprendo che la vita di un avventuriero allo sbaraglio può essere durissima.
Sistema di gioco
Dungeon Settlers è uno strategico dark fantasy con elementi gestionali, in cui si alternano fasi di costruzione e gestione della base a farsi di combattimento nel dungeon, i cui piani vengono generati proceduralmente e si ripolano completamente a ogni tentativo di espugnarlo.
Dopo il tutorial, il protagonista si ritrova in un'area semi desertica libera dalla magia del dungeon, dove ci sono poche fonti di materie prime, utili per iniziare a costruire la bozza di quello che sarà la nostra base operativa da qui in po. Quindi dobbiamo tagliare qualche albero, sradicare dei cespugli e distruggere delle pareti rocciose, usando legna e sassi per erigere mura e dotarci dell'essenziale, come dei giacigli per dormire e dei banchi da lavoro base per costruire armi, armature e strumenti vari. Le poche risorse finanziarie di cui disponiamo possono essere spese per assoldare compagni di avventura. Chiaramente sono agli inizi anche loro e dovremo farli crescere insieme a noi. Inoltre, anche loro sono mal equipaggiati, tanto per aumentare le probabilità che non arrivino al secondo tentativo.
Quando le risorse scarseggiano, è il momento di scendere nel dungeon entrando nel portale al centro del rifugio, con un party formato da massimo quattro personaggi. Nel regno del male non solo ci aspettano dei nemici, ma anche altre risorse utili per ampliare il rifugio.
Quindi, durante le sortite si dovrà combattere e continuare a raccogliere materiali, con le due attività che sono praticamente complementari. Il sistema di combattimento è molto semplice e funziona in tempo reale con pausa tattica, con quest'ultima utile per cambiare strategia e utilizzare le abilità di ogni personaggio alla bisogna. Il primo piano del dungeon è facilmente completabile, ma già dal secondo le cose si complicano, tra nemici corazzati, una maggiore frequenza di quelli velenosi e tra il sopraggiungere della fame e della stanchezza che rendono ogni attività più faticosa e difficile.
Aspetti che funzionano, altri da rivedere
Ecco, Dungeon Settlers è un titolo faticoso. Uno di quelli in cui si avanza piano, si muore spesso (i personaggi non possono essere resuscitati), ci si concentra su pochi obiettivi alla volta e si vive nella consapevolezza che nella maggior parte dei casi se le cose sembrano andare male è perché è davvero così, quindi meglio ritirarsi e riorganizzarsi per fare un nuovo tentativo.
Del resto andare avanti con un gruppo che rende al 50% a causa delle sopravvenute esigenze fisiologiche diventa presto una soglia psicologica invalicabile che ti spinge a essere accorto e non rischiare più del dovuto.
In linea di massima Dungeon Settlers ci è piaciuto. Mancano ancora molti contenuti e si può avanzare fino a un certo punto dell'avventura, ma è normale che sia così visto l'Accesso Anticipato. Il miscuglio di elementi che lo contraddistingue sembra funzionare bene, anche se non mancano dei problemi evidenti, come la poca chiarezza di alcuni elementi dell'interfaccia, con delle opzioni disperse tra i vari menu che sarebbe più comodo avere a portata di mano e con una revisione di alcuni aspetti, che possono causare dei problemi meccanici. In un caso, ad esempio, abbiamo dovuto demolire un deposito di risorse, perché c'era finito dietro un oggetto che volevamo prendere (un arco che avevamo creato in un banco da lavoro) e non sapevamo come fare, dato che l'interfaccia non ci permetteva di selezionarlo in alcun modo.
Anche la varietà dei dungeon non è elevatissima. Anzi, per adesso tendono a somigliarsi un po' tutti, il che un po' cozza con le possibilità offerte dal sistema di costruzione della base, che invece permette di adottare soluzioni diversificate e gradevoli, pur nei limiti di uno stile grafico davvero basilare, fatto di oggetti 2D molto piccoli e animazioni minimali.
Anche alcuni sistemi andrebbero rivisti, perché sono sottosfruttati. Ad esempio, che farsene di un personaggio con le caratteristiche da mago, quindi intelligente ma non troppo forte, visto che per ora non c'è la classe relativa? Può essere usato per la ricerca, ma l'impressione è che per adesso sia solo la bozza di qualcosa che deve arrivare.
Altro problema: perché creare dei picchi di difficoltà così repentini? Se un party che riesce a superare agilmente un'area, in quella subito successiva viene annichilito da dei mostri generici, crei un grosso problema di pianificazione e costringi a prolungare l'esplorazione fino a quando non si dispone di un gruppo talmente forte da dare la sicurezza di potercela fare. Considerate che, come già detto, i personaggi non possono essere resuscitati, quindi le morti non vengono prese a cuor leggero dal giocatore.
Attualmente si può considerare Dungeon Settlers come una buona base di partenza per un'esperienza che, se ritoccata nei punti giusti, può diventare davvero appassionante. È un gioco dal grande potenziale, che per ora è parzialmente inespresso, ma che seguiremo volentiri nel suo viaggio in Accesso Anticipato, sperando di vederlo migliorare aggiornamento dopo aggiornamento.
CERTEZZE
- La fase di costruzione
- Un gioco molto duro
DUBBI
- Interfaccia da rivedere in alcuni aspetti
- Picchi di difficoltà repentini