Generation Zero: il provato della Gamescom 2018! 12

Abbiamo testato il nuovo sparatutto di Avalanche a Colonia, e ci ha riportato alla mente dei gran bei ricordi

PROVATO di Aligi Comandini —   29/08/2018

Gli Avalanche Studios non sono certo un team gigantesco, eppure devono avere capacità produttive sovrumane se si considera il numero di progetti in cui attualmente sono impegnati. Titoli come Rage 2 e Just Cause 4 basterebbero da soli ad occupare le intere forze di software house altrettanto popolose, ma questo gruppo di sviluppatori svedesi ha deciso comunque di dar vita a un terzo lavoro per THQ Nordic: meno ambizioso degli altri due ma non per questo privo di verve o poco rifinito. Parliamo di Generation Zero, uno sparatutto cooperativo da quattro giocatori che abbiamo avuto modo di testare per un'allegra mezzora nello stand del publisher a Colonia. E non si tratterà del videogame più bello da vedere in circolazione o dello shooter più ambizioso dell'universo, ma è bastata la nostra breve esperienza col pad per confermare la presenza di una importante caratteristica che tanti altri giochi stanno smarrendo per strada: il divertimento. Un motivo più che sufficiente per volerlo tener d'occhio, non trovate?

Svezia, robot e armi da fuoco

La premessa su cui tutto si basa è piuttosto semplice, ma risulta quantomai efficace per partire in quarta sulla ripida strada dell'azione in prima persona. In pratica voi fate parte di un gruppo di ragazzi partito per una gita in barca verso un arcipelago svedese; tornati a riva a causa di un misterioso attacco, ad attendervi trovate solo un innaturale silenzio e delle pericolose creature robotiche. Nessun segno di vita, nessuna richiesta di aiuto... solo robot che vogliono farvi a pezzi. È per giungere a una spiegazione a questa assurda situazione e trovare dei sopravvissuti che vi mettete in viaggio, con un aeroporto come destinazione finale e una grossa mappa aperta da esplorare (la mappa sembra quella di un open world, ma è evidente come la trama sia lineare e la campagna divisa in missioni). Nel nostro specifico caso, durante la demo eravamo alla ricerca di un rifugio antiatomico e di informazioni su una fattoria nelle vicinanze, dunque abbiamo passato gran parte della prova a camminare per piane verdeggianti e piccoli centri, ma il titolo dovrebbe offrire una discreta varietà di ambientazioni avanzando.

Precisiamo subito una cosa: lo scheletro di Generation Zero è estremamente vicino a quello di altri classici appartenenti allo stesso genere, primi fra tutti i Left 4 Dead; eppure il titolo di Avalanche si distingue per svariati fattori, tra cui la possibilità di essere affrontato in singolo (farlo non è impossibile, ma risulta alquanto arduo, visto che la difficoltà non scala), e un marcato elemento survival. Le armi infatti non sono mancate nella demo, ma i proiettili sono merce rara in Generation Zero, e questo costringe a raccogliere risorse in giro per la mappa e adottare un minimo di tattica prima di affrontare a testa bassa i nemici. I robot che vagano per l'arcipelago svedese, dopotutto, hanno coni visivi abbastanza chiari, ed è possibile aggirarli o eliminarli senza allertare i loro compagni grazie ad un'arma silenziata; non potrete però abusare dello stealth visto il loro numero e la marcata diversificazione degli stessi - far secchi dei droni volanti è facile, altre tipologie di nemico meccanico no - quindi a un certo punto sarete costretti a tirare fuori le bocche da fuoco migliori e a fare una strage, prima di venir sopraffatti.

Qui subentra un altro degli aspetti interessanti di Generation Zero: i nemici sono furbi, e dotati di caratteristiche uniche che costringono a usare le armi migliori per ogni situazione. I droni come detto andrebbero sempre eliminati in silenzio e lontano dai gruppi primari di robot, mentre le "zecche" - piccoli quadrupedi metallici corazzati - richiedono un fucile a pompa per essere distrutte con facilità, e a loro si aggiungono avversari mobilissimi con armi variabili, ed enormi tank da far esplodere a missilate; tutti in grado di coordinarsi a dovere, aggirarvi, e crearvi problemi anche in zone apparentemente ricche di coperture. Ne consegue un livello di sfida di tutto rispetto, che diverte dall'inizio alla fine e costringe a coordinarsi con i propri partner, oltre che ad esplorare edifici e parcheggi in cerca di granate EMP, proiettili extra, o semplici cure (niente rigenerazione qui, o medkit o morte). Un equilibrio non facile da raggiungere, che secondo noi gli Avalanche hanno già centrato in pieno, almeno nella fase iniziale provata in Germania. L'unico neo? Un comparto tecnico non particolarmente moderno, ma se il titolo riuscirà a mantenersi esaltante da inizio a fine non crediamo che l'utenza se ne preoccuperà più di tanto.

Generation Zero fa il verso agli shooter cooperativi di Valve, ma questo non significa che si tratti di un titolo derivativo e poco spassoso. Anzi, il titolo di Avalanche ci ha divertito moltissimo con il suo elevato livello di sfida, la varietà di nemici e l'enfasi su tattica e sopravvivenza. A tutti gli appassionati di shooter cooperativi diciamo: "tenetelo d'occhio". Potrebbe essere una delle sorprese dell'anno.

CERTEZZE

  • Spassoso e impegnativo
  • Intelligenza artificiale nemica aggressiva e molto furba
  • Notevole enfatizzazione di tattica e raccolta risorse

DUBBI

  • Tecnicamente non è niente di che