Haegemonia: Legions of Iron  0

La guerra fra i pianeti del sistema solare sta per raggiungere il suo mortale climax, mentre Terra e Marte si contendono il predominio sulle infinite risorse del cosmo. Prendete il controllo di una delle due fazioni in lotta per l'Haegemonia del cosmo, e scoprite, grazie all'anteprima di Simone "Orion" Pesenti, perché l'immersiva bellezza di questo strategico vi rapirà fino a condurvi nel più profondo buco nero dello spazio.

ANTEPRIMA di La Redazione  —   28/10/2002

SPAZIO: ULTIMO FRONTE

Con una pseudo citazione Startrekkiana adattata alla situazione “militaresca”, mi accingo a introdurvi il mondo di Haegemonia, lo strategico spaziale più bellino che ci sia.
Ok, boiata. Ma ragazzi, quanto dico sul serio!
Essere nello spazio non è mai stato così vivido, sgargiante, enorme (mi sto gonfiando pure io) insomma così..così, spaziale!
Gli screenshots parlano da soli, guardate questo e quello e quell’altro..ooohh! Ehm, aspetta aspetta, forse a questo punto qualcuno, diciamo, molti di voi vorranno sapere nel dettaglio di cosa si tratta.
Ricordate Homeworld? Si? Bene, quasi come quello. Non vi sovviene? Allora ricapitolando: parliamo di strategico in tempo reale ambientato nell spazio, con rotazione libera della visuale a 360°. Il bello è la sensazione di libertà totale, di poter vagare nel cosmo infinito.
Con questo nuovo titolo distribuito da Wannadoo (bel colpo, ragazzi) saremo proiettati nel bel mezzo di un conflitto su scala planetaria, al comando di flotte di enormi navi e stormi di caccia capitanati da eroi al soldo della nostra causa, mercenari di ventura che ci accompagneranno attraverso intrighi e giochi di potere, voltafaccia dell’ultimo minuto e… incontri ravvicinati con i terzi incomodi della regal tenzone…dai che ci siete: sì, ci saranno anche gli alieni! Ma il mistero avvolge questa razza e forse chi tiene le redini del destino non è nemmeno uno di loro…
Ok, vi do il tempo di tornare a terra coi piedi. Oh là. Perfetto.

GUERREGGIAR CON LE ASTRONAVINE A PILE

Dopo una sessione di Haegemonia, mi viene inevitabilmente voglia di indossare un casco e correre in giro per la stanza con l’astronave del LEGO in mano. Immersione totale!
Non sarà solo una questione di pura potenza di fuoco, ma avrete la possibilità di gestire l’economia del vostro sistema di pianeti, senza esagerare nel criptico-diplomatico-manageriale, passando per la ricerca di nuove tecnologie applicabili alla vostra flotta, militare e non (da menzionare, una efficiente rete di sistemi per lo spionaggio). Comincerete con brevi missioni di scorta ad astronavi cargo, e il pericolo maggiore sarà un asteroide in rotta di collisione. Ma ben presto dovrete fare i conti con l’avversario, e allora saran dolori e botti di capodanno nell’aere cosmico.
Oltre alla fase tattica delle battaglie, dovremo anche tener conto dei nostri eroi, dei loro progressi e di come la loro sopravvivenza si possa rivelare fondamentale per la riuscita delle missioni, che si dividono rispettivamente in campagna terrestre e marziana.
Potete stare tranquilli: i programmatori, responsabili tra l’altro di Imperium Galactica I e II hanno dato fondo a tutta la loro vena ispiratrice per tirare fuori dal cappello il cosiddetto coniglio magico (siderale).

IO SONO MORK, SU UN POLIGONO VENGO DA ORK

Veniamo all’orgoglio di questo gioco. La grafica. Inutile che qualcuno storca la bocca, siamo di fronte allo stato dell’arte della strategia spaziale e futuristica. Una festa di poligoni che ballano il valzer sulla colonna sonora di 2001:Odissea nello Spazio.
Mai mi era capitato di trovare cotanta bontà in uno strategico e ogni volta che vedo esplodere una nave nel cosmo profondo, mi sudano le mani.
Mi viene il cardiopalma. Eccola, un esplosione nell’area dei motori, l’asse orizzontale si inclina, poi un appendice laterale si stacca e inizia a fluttuare. Le esplosioni si moltiplicano a grappolo, fino all’inevitabile rottura del nucleo. KABOOOM! Frammenti volano per il vuoto, mentre una nova di energia si espande ad anello attorno alla carcassa del mezzo.
E quando vedrete muovervi contro stormi di caccia e corvette pronti a fare polpette di voi e della vostra insulsa (per i nemici, si intende) stazione mineraria..beh, si balla!
Gli effetti di luce sono stupefacenti, le scie delle astronavi vanno contro ogni legge realistica dell’astrofisica, ma a noi non importa… sono così belle quelle lucine blu che gironzolano a gruppetti per lo schermo!
Il fantastico Walker Engine, tecnologia proprietaria è in grado di far muovere in maniera fluida un numero impressionante di poligoni, sfruttando appieno parecchie caratteristiche delle schede di ultima generazione, lasciandovi letteralmente a bocca aperta. Parlando di “misure” si passa da astronavine veloci a mastodonti grandi oltre venti volte.
Il sistema solare (ma viaggerete ben oltre) è poi riprodotto in scala, e tramite una comoda interfaccia posta in alto a sinistra è facilissimo schizzare da un pianeta all’altro per verificarne lo stato, dalla produzione di materie prime, alla lavorazione di flotte e mercantili e quant’altro vi passi per il crapone.
Restiamo sull’interfaccia. In basso a sinistra abbiamo un veloce riassunto delle unità in utilizzo (ricordo che per ogni missione vi verrà chiesto chi volete far partecipare) mentre a destra abbiamo due o tre menu veloci per raggiungere le statistiche di base di economia e ricerca. Assolutamente vitale la mappa stellare, richiamabile con la barra spaziatrice. Avrete un colpo d’occhio su tutto il sistema vicino, i quadrati rossi rappresenteranno la locazione del prossimo obiettivo, nemico o amico che sia. Con altre colorazioni è possibile distinguere le tipologie di navi e soprattutto zoomare sul mezzo con un semplice doppio clic.

MULTI CONFLITTO

Il gioco ha un aspetto multiplayer molto curato, dando la possibilità ai giocatori di fare qualcosa d’altro, oltre a spazzarsi via dal cosmo a vicenda.
In aggiunta quindi del classico “skirmish” avremo la possibiltà di giocare in cooperative attraverso missioni che conterranno scelte cruciali, potremo poi rivivere uno scenario, senza soluzione di continuità, dove decideremo noi cosa è meglio fare e cosa no. Sempre con i nostri compagni fidati in plancia di comando assieme a noi.
Il tutto a beneficio di quegli otto giocatori famosi che costituiscono la soglia massima di partecipanti, sia in LAN che via Internet. Parlando di specifiche, il sito ufficiale riporta come minimo un processore a 600 Mhz, 128 MB di RAM, un cdrom 8x e una scheda video Geforce.
Io mi sento un pascià beandomi del dettaglio pompatissimo sul mio sistema (bastard inside) e vi assicuro che cmq la scalabilità è garantita. Davvero un motore coi fiocchi.

MARS ATTACKS!

Lo confesso, non mi divertivo così con uno strategico spaziale da parecchio tempo. Ed è proprio riuscito l’intento dei creatori del gioco, ovvero calamitarvi alla sedia nell’attesa che un bel momento alziate la testa verso l’orologio esclamando “Ma come sono già passate TOT ore?” Capolavoro di grafica e di giocabilità, Haegemonia si preannuncia un must dello stratega moderno, un irrinunciabile pezzo da collezione per i maniaci del dettaglio, del sangue freddo e dei colpi di scena a getto continuo.
Attendiamo la versione finale per dare man forte a queste affermazioni, anche se il tappeto rosso l’ho già steso sull’uscio di casa…

IL TATTO E LA DIPLOMAZIA DELL’ UOMO

Siamo nel ventiduesimo secolo. Marte non è più un pianeta disabitato, ma è una colonia terrestre di più di settecento milioni di persone.
Ogni giorno la situazione si fa più tesa, l’autonomia del pianeta rosso è sempre più marcata: mezzi propri di sostentamento, flotte ed eserciti pienamente operativi.
Un posto nel governo interstellare è d’obbligo, ma la Terra è preoccupata di mantenere il suo status di predominio.
Dopo che anche gli ultimi negoziati falliscono, il silenzio cala. Tutti sono in attesa di un evento che faccia esplodere la guerra. E presto arriva. Un convoglio Marziano viene attaccato e subito viene accusato il Governo terrestre. Le due fazioni si scambiano ultimatum a vicenda stile ping-pong, ma alla fine il conflitto viene dichiarato, e ancora una volta l’umanità mette in mostra quello che sa fare meglio: menare le mani, specie sui propri simili.