I migliori giochi di Samurai

In attesa di Ghost of Tsushima, siamo tornati sui libri di storia per capire quali sono i migliori videogiochi sui samurai.

VIDEO di Francesco Serino —   23/05/2020
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Sapete di cosa ci siamo subito accorti? Che di giochi sui samurai ce ne sono davvero pochi. Abbiamo tantissimi action sui ninja, ma pochissimi su questi nobili guerrieri giapponesi che i ninja li schifavano anche. Come mai, secondo voi? Non è un problema culturale visto che ogni anno escono tantissimi film sui samurai. Per il momento, rimarremo col dubbio, ma possiamo comunque rincuorarci con i dieci videogame sui samurai migliori di sempre!

Sword of Samurai

Partiamo dalla preistoria, ovvero da uno dei primi giochi dedicati agli onorevoli guerrieri giapponesi: Sword of Samurai, dell'americana MicroProse. Per essere uscito 1989 ci troviamo davanti a un prodotto piuttosto complesso, composto da diversi stili di gameplay: c'è una parte strategica, una più action con visuale dall'alto, infine sezioni che replicano un combattimento uno contro uno con telecamera ravvicinata. Lo scopo del giocatore è sostituire Oda Nobunaga e riunificare il giappone dell'era Sengoku. Molto bello, e riproposto da qualche anno anche su GOG e Steam.

First Samurai

First Samurai della britannica Vivid è un gioco strano. Da una parte il suo gameplay è effettivamente lento e impacciato, ma è proprio questo che gli ha permesso di proporre un'azione più ragionata di tanti altri giochi appartenenti allo stesso genere, e di conseguenza di distinguersi dalla massa. Il plot è estremamente semplice, e visto che ci troviamo nel 1991 la presenza di mostri e magie è praticamente scontata, peccato per la presenza di due livelli effettivamente fuori luogo: uno ambientato lungo un treno che vola nello spazio e un altro in una sorta di base scientifica piena di apparecchiature elettroniche. Ne esiste anche una versione iOS.

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Bushido Blade

Nel 1997, gli appassionati di videogiochi d'azione con una PlayStation sottomano, trovarono nei negozi un gioco come nessun altro. Prodotto, ma non sviluppato, da Squaresoft, Bushido Blade trasformava il classico picchiaduro uno contro uno in una sorta di simulatore d'arma bianca. In Bushido Blade non ci sono barre dell'energia da ridurre a zero, ed è possibile vincere anche senza uccidere l'avversario che a sua volta può arrendersi prima del colpo finale. Inoltre, attivando nelle opzioni la modalità Bushido, è possibile aumentarne la difficoltà vietando le mosse disonorevoli. Un capolavoro sì, ma non immortale: oggi è davvero dura digerire la sua grafica e i suoi comandi.

Bushido Blade2

Kengo: Master of Bushido

La giapponese Lightweight, dopo aver sviluppato i due Bushido Blade, viene acquistata da Genki e nel 2000 torna alla ribalta con Kengo: Master of Bushido, uno dei primissimi giochi per PlayStation 2. Kengo è il seguito spirituale di Bushido Blade, ma non viene accolto con la stessa enfasi, del resto ha dei grossi problemi di ripetitività e sulla nuova generazione Sony deve vedersela con action di ben altro calibro, non solo graficamente. Ciò nonostante, la meravigliosa atmosfera, il buon combat system e i diversi minigiochi lo rendono un titolo estremamente interessante. Ne usciranno anche diversi seguiti, tutti privi della convinzione necessaria.

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Way of The Samurai

Della software house Acquire tutti ricordano Tenchu, e fanno bene, ma perché nessuno parla mai di Way of The Samurai? Lo sappiamo perché: a differenza di quella sui ninja, questa serie composta da quattro giochi, non tutti buoni, non ha mai potuto sfruttare un budget all'altezza della concorrenza. Ed è un grandissimo peccato perché per quel che mi riguarda, e non sono il solo, parliamo dei migliori giochi sui samurai mai sviluppati. Il primo Way of The Samurai è un titolo estremamente coraggioso, hardcore proprio come lo fu Tenchu e ancor prima Bushido Blade. Qui vestiamo i panni di un samurai che arrivato in città può decidere persino di andarsene subito, senza mai sfoderare l'arma, con tanto di finale ad-hoc, oppure rimanere impantanano in una trama bivi eccezionale ed estremamente rigiocabile. Ogni scelta conta, ogni battaglia può essere l'ultima o infilarci in nuovi inattesi scenari. Se vi capita, provatene uno!

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Samurai Warriors

Facile sminuire il sottogenere Mosou, dove si affronta un numero enorme di nemici contemporaneamente in quello che è un action game a tutto tondo, con leggerissime sfumature strategiche. Eppure i giochi della Omega Force sono tra i più amati in Giappone, con una fan base in crescita anche dall'altra parte dell'oceano grazie a intelligenti spin-off. Il più famoso esponente è Dynasty Warriors, ambientato nella cina dei Tre Regni, ma non sono pochi quelli che gli preferiscono Samurai Warriors, la costola dedicata al Giappone e ai suoi nobili guerrieri e il cui quarto e al momento ultimo capitolo è uscito poco meno di sei anni fa, su PlayStation 3, PlayStation 4 e PlayStation Vita.

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Toukiden: The Age of Demons

Omega Force, nel 2007 ha sviluppato anche Toukiden: The Age of Demons per PlayStation Vita. Questo è un gioco totalmente diverso da Samurai Warriors dove, al posto di riferimenti storici e incastri politici, troviamo un mondo minacciato da creature mitologiche, da affrontare in quello che si rivelerà subito essere un clone di qualità del Monster Hunter di Capcom. Nonostante gli anni, Toukiden rimane un gioco estremamente divertente, che dal 2015 è possibile scaricare anche su PlayStation 4 in una vera e propria versione remastered.

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Onimusha Warlords

Non poteva mancare in questa lista il bellissimo Onimusha, nonostante la sua forte dose di entità paranormali. E non poteva mancare il bellissimo Samanosuke Akechi, indimenticabile protagonista del gioco. Per chi non lo sapesse, Onimusha utilizza la struttura del classico Resident Evil, quindi personaggi poligonali su sfondi prerenderizzati, per offrire ai giocatori un'esperienza totalmente diversa ma non meno affascinante. Il primo gioco della serie è sicuramente quello più tradizionale, soprattutto nella scelta del cast e dell'ambientazione strettamente feudale. Per chi volesse provarci, e ne vale ancora la pena, di Onimusha è uscita nel 2019 una remastered per Ps4, Xbox One, Nintendo Switch e Pc.

Onimusha Warlords 7

Ryū ga Gotoku Kenzan!

La serie Yakuza di Sega ha generato diversi spin-off, quelli mediocri sono arrivati anche in occidente mentre quelli più interessanti, come Ryū ga Gotoku Ishin e Kenzan ambientati nel Giappone feudale, dove i classici personaggi della serie vengono trasformati in veri e propri samurai, sono rimasti un'esclusiva per il pubblico orientale. La struttura di gioco è praticamente identica a quella di Yakuza, a cambiare ma non più di tanto il sistema di combattimento che in questo caso mette gli sganassoni in secondo piano per accendere i riflettori su katane di ogni forgia. Sia Ishin che Kenzan sono ottimi giochi, peccato che senza remastered le possibilità che arrivino da noi dopo tutto questo tempo sono meno di zero.

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Shogun 2: Total War

Come abbiamo visto, Way of The Samurai e i due Ryo Ga Gotoku sono tra i migliori giochi sui samurai mai creati fino ad oggi, pur rimanendo ben lontani dalla perfezione. C'è però un gioco nel quale i samurai hanno un ruolo fondamentale e la qualità del gameplay è altissima e universalmente acclamata: è Total War Shogun 2 di Creative Assembly. Come ogni Totale War, Shogun 2 è un gestionale a turni e uno strategico in tempo reale, ovvero un mix micidiale che ti imprigiona davanti allo schermo per molte più ore di quelle solitamente preventivate. È anche piuttosto recente, parliamo del 2011, e grazie alla scalabilità dell'engine ancora oggi bellissimo, da giocare come da vedere. Prima che corriate ad accendere le vostre console, sappiate che Shogun 2, come ogni Total War, è un'esclusiva Pc.

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