Shadow of the Tomb Raider: nelle puntate precedenti 28

In attesa di Shadows of the Tomb Raider ripercorriamo gli eventi dei primi due capitoli della trilogia dedicata alla formazione della nuova Lara Croft

SPECIALE di Mattia Armani —   03/09/2018

L'acquisizione di Eidos da parte di Square Enix ha dato il via alla terza era di Tomb Raider, un nuovo inizio che ci ha messo di fronte un'eroina più giovane, meno pettoruta, emotivamente vulnerabile, ferita, lurida e tremante benché alla stregua del John McLane di Die Hard comunque capace di cavarsela senza alcun problema anche nelle situazioni più disperate. L'evoluzione del gameplay include infatti dinamiche stealth, crescita del personaggio, gunplay ben riuscito e un pizzico di survival open world che nasconde con efficacia la linearità dell'esperienza e che promette un'evoluzione netta con Shadows of the Tomb Raider. Non manca nulla, insomma, per dare vita a una serie action moderna che comunque non rinuncia alle tombe che permettono di conservare lo spirito originale amalgamandolo alle novità di un brand profondamente trasformato, anche nella dimensione narrativa. Ed è proprio la forte caratterizzazione della nuova Lara uno dei motivi del successo di una serie che ispirandosi in parte ad Uncharted ha acquisito un taglio cinematografico coinvolgente, con quick time event e scene di intermezzo integrate nel tessuto del gameplay che incrementano l'immersività esaltando la natura più umana di una protagonista che si finalmente messa al passo con l'evoluzione tecnologica, iconografica e narrativa del videogioco moderno. Il risultato è un'eroina che avverte il peso degli eventi, un personaggio inevitabilmente in contrasto con un gioco d'azione che vede una ragazzina sterminare un esercito (e non bastano certo le invocazioni di Lara che chiede ai nemici di non farsi massacrare) ma comunque convincente come dimostra l'attenzione dei fan nei confronti di un terzo capitolo che promette una veste grafica migliorata, ancora più azione, un ambiente più ricco e popolato, un sacco di tombe in più, un'organizzazione malvagia da sconfiggere e un'apocalisse da impedire. Tutti elementi di cui parleremo approfonditamente nei prossimi giorni, riservando invece i prossimi due paragrafi ai dettagli più rilevanti di quanto accaduto nelle puntate precedenti.

Tomb Raider: la nascita di una sopravvissuta

Stravolto nel gameplay e nell'impianto narrativo, Tomb Raider è un nuovo inizio, ma narra comunque di archeologia avventurosa, di antichi misteri, di clamorose coincidenze e di pericolose nemesi. Cambia però prospettiva mettendo al centro di tutto la tenacia che pervade la nuova Lara, una ventunenne piena di dubbi che è sopravvissuta alla morte della madre, alle apparenti follie di un padre distrutto dal dolore e alla caduta in rovina di quest'ultimo, celebre archeologo prima ridicolizzato per le sue ricerche sul soprannaturale e poi trovato morto nel 2003 dalla stessa figlia, si presume in seguito a un suicidio. Una tale tragedia ha lasciato il segno su Lara, tanto da portarla a rifiutare l'eredità e persino il ricordo di Richard Croft, ma i libri, la voglia di avventura e l'influenza dell'amico di famiglia Conrad Roth l'hanno tenuta a galla fino all'incontro con Samantha "Sam" Nishimura, la sua prima vera amica, tassello importante di una rocambolesca serie di eventi che ci porta all'inizio di Tomb Raider. Ed eccoci finalmente al sipario che si solleva sulla Endurance, la nave di Roth, impegnata in una vera e propria spedizione al soldo dell'archeologo sull'orlo del fallimento Jack Withman. Il vecchio barcone sente il peso degli anni ma punta con scellerata fiducia verso un luogo chiamato Triangolo del Drago, un analogo orientale del Triangolo delle Bermuda che ha inghiottito un sacco di navi nel corso dei secoli. Ed è qui che, al largo delle coste del Giappone, una tempesta cambia tutto, spezzando la nave e mettendoci nei panni di una Lara impegnata a ritrovare i compagni ancora vivi mentre segue le orme di Himiko, regina del sole, potente sciamana in grado di manipolare il tempo che è vissuta secoli addietro, ma a quanto pare ha ancora una certa influenza sullo Yamatai.

Quanto rimasto dell'antico regno dello Yamatai è infatti nelle mani dei suoi fedeli seguaci che, arruolando naufraghi dopo averli sottoposti a una terribile prova di sopravvivenza, hanno trasformato la fratellanza dei Solarii in una piccola ma feroce comunità decisa a togliere di mezzo chiunque minacci i suoi piani. E questi piani riguardano ovviamente Himiko, rimasta intrappolata nel cadavere di un'ancella suicida e per questo furibonda, come dimostrano le tempeste soprannaturali che impediscono a chiunque di lasciare l'isola. In tutto questo si incastra la figura di Sam che trova infine conferma delle leggende che le raccontava la nonna sulla sua discendenza dal popolo dello Yamatai, le stesse leggende che hanno garantito un finanziamento alla spedizione, che hanno condizionato gli studi di Lara e che rendono Samantha perfetta per ospitare lo spirito di Himiko. Un dettaglio, quest'ultimo, che scatena l'ira della protagonista, decisa a mettere fine alla questione dopo aver già rischiato di vedere l'amica bruciata viva. Comincia così il gran finale, con l'inseguimento del rapitore di Sam, Padre Mathias, che precipita crivellato dai colpi poco prima che lo spirito di Himiko, trafitto nel bel mezzo dello spettacolare finale, lasci per sempre questo mondo. A questo punto Sam è salva e con lei i sopravvissuti della Endurance, pronti a lasciarsi finalmente alle spalle l'incubo dello Yamatai, un calvario che è costato la vita a innumerevoli Solarii, al pessimo Whitman, a uno spirito immortale, al povero Weiss, al vecchio Grim e persino al capitano Roth. Ma la fine ingloriosa di molti è un nuovo inizio per una Lara trasformata dalla consapevolezza che il mondo cela misteri soprannaturali, quegli stessi misteri che avevano reso il padre uno zimbello, fino all'apparente suicidio.

Rise of the Tomb Raider: la resa dei conti con il passato

Il gelido prologo siberiano di Rise of the Tomb Raider è un'anticipo dell'ambientazione principale del secondo capitolo che, pur regalandoci uno scorcio di Siria, non ha nessuna intenzione di portarci in giro per il mondo come facevano i capitoli originali. In questo caso, però, parliamo di un titolo abbastanza complesso da rendere difficile la realizzazione con la stessa cura di ambientazioni diverse, un sequel che oltre a regalarci un respiro delle origini grazie alle splendide e numerose tombe, potenzia crafting, gadget e arco fornendoci anche nuove interazioni che aiutano a mantenere elevati varietà e ritmo. Ma il ritmo che più ci interessa in questa sede è quello narrativo, che come nel primo capitolo vive di introspezioni, scoperte sul passato e scene di intermezzo spettacolari. Tutto ha inizio a un anno dalla fine del capitolo precedente, con Lara ridicolizzata dalla comunità scientifica per il suo resoconto sugli eventi dello Yamatai. La situazione è drammaticamente simile a quelle affrontata anni prima da Richard Croft e Ana, la compagna del padre nel periodo precedente al suo presunto suicidio, cerca di sfruttarla per dissuadere Lara da ulteriori ricerche. Ma l'opinione pubblica non basta per frenare una protagonista più matura e consapevole, decisa a fare chiarezza sulla tragica fine del padre e sulle sue ricerche. E sono proprio queste che la conducono in Siria alla ricerca della tomba del Profeta Immortale di Costantinopoli, mitico luogo che dovrebbe celare un artefatto capace di donare la vita eterna. Un ritrovamento del genere darebbe a Lara tutto il necessario per sistemare le cose, ma sarebbe troppo facile e così la nostra eroina si deve accontentare di un indizio e dell'incontro accidentale con un antico ordine cavalleresco, un'oscura organizzazione che si fa chiamare Trinità. Sfuggita per miracolo a Konstantin, leader del misterioso ordine, Lara torna a Londra dove incontra Jonah Maiava, il fedele alleato del primo capitolo che dopo un litigio con Lara la salva da un killer della misteriosa organizzazione incontrata in Siria.

Ed è così che entrambi partono per la Siberia, alla ricerca della leggendaria città perduta di Kitež che si dice sia stata fondata proprio dal Profeta di Costantinopoli e che per questo potrebbe celare la Sorgente Divina, la reliquia che promette l'immortalità. A questo punto la narrazione si diluisce mentre il gameplay si accinge a prendere il sopravvento, ma prima che questo accada Lara si separa da Jonah e dopo aver messo il naso in una vecchia installazione sovietica finisce nelle mani della Trinità, scoprendo così che Ana è la sorella di Kostantin e che ha sempre lavorato come spia per l'organizzazione segreta. La delusione è cocente ma viene alleviata dall'incontro e dalla fuga con Jacob, capo dei seguaci del profeta e prezioso alleato, tanto prezioso da rivelarsi qualche tempo dopo il profeta stesso, divenuto eternamente giovane proprio grazie alla Sorgente Divina. Non ne è in possesso però e questo conduce Lara sulla strada di Kitež, attraverso il Sentiero degli Immortali, laddove si manifesta il lato oscuro della reliquia che ha trasformato gli antichi abitanti della città in eterni difensori privi di coscienza. Ed è qui che inizia a prendere forma il finale, con la protagonista che affronta e sconfigge Konstantin scoprendo infine che suo padre è stato ucciso dalla Trinità. Nel frattempo Ana, malata di cancro, recupera la Sorgente per ottenere la vita eterna ma viene soverchiata dal suo potere e questo dà modo a Lara di distruggerla ponendo fine alla vita degli antichi guardiani della città e dello stesso profeta, finalmente sereno. Una scelta giusta, dice Johan sul finale, che ci lascia con una Lara ancora alle prese con i sensi di colpa ma sempre più forte, tanto da non lasciarsi spaventare da un cecchino che fredda Ana mentre questa rivela di non essere stata lei a uccidere Richard Croft. Anzi, proprio da quel secondo finale parte la sua guerra personale contro la Trinità che è uno dei temi caldi di Shadows of the Tomb Raider, l'imminente capitolo finale della trilogia dedicata al percorso di formazione della nuova Lara Croft.