Silent Hill, 20 anni di storia attraverso 20 aneddoti tra giochi, film e arcade 81

Festeggiamo il ventesimo anniversario dell'uscita del primo Silent Hill raccontandovi 20 aneddoti sulla storia del gioco e sull'impronta che ha lasciato nella cultura pop.

VIDEO di Raffaele Staccini   —   31/01/2019

Indice

Silent Hill compie vent'anni! Per celebrare i primi due decenni di uno dei giochi horror più importanti di sempre abbiamo deciso di ripercorrere le tappe fondamentali della sua storia attraverso 20 aneddoti, 20 curiosità utili a capire com'è nato e quale influenza ha avuto sul mondo dei videogiochi.

Team Silent: un gruppo di reietti

Lo sviluppo di Silent Hill è iniziato nel 1996, con l'obiettivo di creare un gioco che potesse avere successo in occidente. Konami, che voleva puntare tutto su un'atmosfera hollywoodiana, affidò i lavori al cosiddetto Team Silent, un gruppo di sviluppatori che aveva fallito nei precedenti progetti e che voleva lasciare la compagnia per realizzare le proprie idee. Demotivato e senza una direzione precisa, il team non sapeva bene come procedere per assecondare le idee dei vertici. Alla fine decise però di ignorare i piani originali, scegliendo di creare un gioco che potesse colpire le emozioni del giocatori. Per questo decise di introdurre il concetto di paura dell'ignoto, e trasformò Silent Hill in un horror di tipo psicologico.

La demo in Metal Gear Solid

Una versione di prova di Silent Hill fece la sua prima comparsa all'E3 del 1998, che all'epoca si teneva ad Atlanta, in Georgia. L'ottima accoglienza del pubblico convinse Konami della bontà del lavoro del Silent Hill, tanto che inserì una corposa demo su CD all'interno delle confezioni del primo Metal Gear Solid.

La censura dei Grey Children

Curioso che la prima edizione della demo sia l'unica versione europea che contiene i mostri originali, ovvero i cosiddetti Grey Children, demoni che ricordano bambini e impugnano un coltello. Nella versione definitiva di Silent Hill, infatti, questi mostri vennero censurati: resi più alti in America, in Europa vennero sostituiti del tutto dai Mumblers, creature completamente diverse che in nessun modo avrebbero potuto ricordare esseri umani.

Greychildren

Mostri inutilizzati

Ci sono 7 altre tipologie di mostri tra i dati del gioco che non sono state utilizzate invece in nessuna versione. Sei sono basati su animali piuttosto standard, come una rana, una scimmia, una farfalla, una razza, un serpente e un'ostrica. Più interessante è invece l'ultima tipologia: un pollo contorto e gigante, che secondo alcune voci sarebbe dovuto essere uno dei boss. Purtroppo il designer dei mostri, Masahiro Ito, non ha mai voluto fornire ulteriori dettagli sull'argomento.

Le vie della città

Silent Hill si ispira a numerose opere della letteratura horror occidentale. Non stupisce quindi che alcune vie si chiamino come famosi autori americani, come Michael Crichton, Dean Kontz e Richard Bachman, ovvero uno degli pseudonimi con cui è conosciuto Stephen King.

Silent Hill: tra Stephen King e Twin Peaks

Proprio il re dell'horror potrebbe essere responsabile anche per la struttura stessa della città rurale di Silent Hill, l'ambientazione di quasi tutti gli episodi della serie. Questa infatti ricorda molto da vicino la sua storica città di residenza, ovvero Cushing, nel Maine, che più di una volta è stata descritta nei suoi libri. Non mancano però nemmeno elementi di somiglianza con Snoqualmie, Washington, ovvero la città dove è stata girata la serie Twin Peaks, un'altra delle principali fonti d'ispirazione del gioco.

Un poliziotto alle elementari

Il design di uno dei luoghi iconici del primo Silent Hill, ovvero la Scuola Elementare Midwich, si basa invece sulla scuola elementare John Jacob Astor di Astoria, in Oregon. Si tratta della stessa scuola presente nel film del 1960 con Arnold Schwarzenegger, Un poliziotto alle elementari, che è stato un probabile punto di riferimento dei designer per creare una tipica scuola americana. Le somiglianze maggiori si possono trovare negli esterni e nella riproduzione di alcuni poster.

"Piacere Alessa, per gli amici Asia Argento"

Silent Hill contiene molti altri riferimenti alla realtà, in particolare nei nomi dei personaggi. Il nome della figlia del protagonista Harry Mason, Cheryl, è un riferimento a quello dell'attrice Sheryl Lee, la Laura Palmer di Twin Peaks. L'infermiera Lisa Garland deve invece il suo cognome a Judy Garland, la Dorothy del film del 1939 Il Mago di Oz. Tanti nomi sono stati invece cambiati dal team di localizzazione perché ritenuti troppo poco comuni e tra questi spiccano anche due riferimenti al cinema italiano. I nomi originali di Dahlia e sua figlia Alessa, infatti, sarebbero dovuti essere Daria e Asia, ovvero i nomi delle attrici horror Daria Nicolodi e Asia Argento.

Asia Argento

La colonna sonora: musica o rumore?

La colonna sonora di Silent Hill fu composta da Akira Yamaoka, un sound designer veterano che aveva lavorato a titoli come Contra, Snatcher e ISS Pro. Yamaoka creò le musica senza vedere scene di gioco, ma si basò solo su concept art. Per lo stile si ispirò alle musiche composta da Angelo Badalamenti per Twin Peaks; inoltre per differenziare Silent Hill dagli altri giochi optò per un tema a base di musica industriale. Una scelta che non fu facile da far digerire a tutti. Infatti la prima volta che presentò i suoi brani al resto dello staff, questi pensarono che alcuni rumori fossero dovuti a dei bug del gioco. Per ottenere l'approvazione, Yamaoka dovette allora spiegare che anche i rumori facevano parte della musica e che quello stile avrebbe permesso di dare una sensazione più marcata di freddezza e angoscia.

Data di uscita

Nonostante le difficoltà, il primo Silent Hill è uscito in esclusiva su PlayStation il 31 gennaio 1999. Pur essendo una produzione Konami, il gioco è arrivato prima sul mercato nordamericano e solo in seguito in Giappone ed Europa.

Silent Hill Box

Una serie al capolinea?

Dopo il successo commerciale e di critica del primo capitolo, Silent Hill ha dato vita a numerosi seguiti e spin-off. Degli otto capitoli principali, però, solo i primi quattro sono stati creati dal Team Silent, mentre gli altri si devono a diverse compagnie occidentali. L'ottavo capitolo, Silent Hill: Downpour, risale però al lontano 2012 e non è chiaro se Konami abbia intenzione di riportare in vita la serie nel prossimo futuro.

P.T.

L'ultimo tentativo di ravvivare la serie risale alla Gamescom del 2014. Durante la conferenza Sony venne infatti reso disponibile su PlayStation 4 un teaser interattivo intitolato P.T.. In seguito venne rivelato che questo "Playable Teaser" altro non era che la demo di Silent Hills, un nuovo capitolo della serie Konami sviluppato da Kojima Productions usando il Fox Engine. Un gioco che poteva vantare la partecipazione del regista Guillermo del Toro e dell'attore Norman Reedus. Tuttavia, la separazione tra Konami e Kojima ha portato alla cancellazione del titolo, che venne ufficializzata dal produttore giapponese il 27 aprile del 2015.

Porting e adattamenti

Nel corso degli anni sono arrivati anche adattamenti per varie piattaforme, come un titolo per sale giochi, intitolato Silent Hill: The Arcade, alcuni spin-off per console portatile, libri e fumetti. Nel 2015 è arrivata persino una versione pachinko del brand Konami, ovvero una sorta di slot machine che segue la storia del secondo capitolo.

Silent Hill: i film

Di Silent Hill abbiamo anche un adattamento cinematografico, noto con lo stesso titolo e arrivato nelle sale italiane il 7 luglio 2006. Diretto dal regista Christophe Gans, il film incorporava in modo libero elementi dei primi quattro capitoli della serie. Tra le modifiche più discusse, vi fu la sostituzione del protagonista Harry Mason con un personaggio femminile, Rose Da Silva. Perché? Perché, secondo il regista, Harry aveva caratteristiche tipiche dell'universo femminile. Nonostante le reazioni negative della critica, il film è stato un successo al botteghino, con i fan della serie che furono soddisfatti soprattutto per la fotografia e la resa dell'atmosfera originale. Un apprezzamento non avuto dal seguito del 2012, Silent Hill: Revelation, che è stato stroncato tanto dalla critica, quanto dai fan.

Centralia, la vera Silent Hill

A differenza del gioco, la città del film è ispirata a una città realmente esistente, ovvero Centralia. Centralia è una città della Pennsylvania, da tempo abbandonata perché per cinquant'anni è stato impossibile estinguere l'incendio di una miniera di carbone sotterranea, che nel corso degli anni aveva reso l'aria irrespirabile e distrutto l'autostrada. Curioso che dopo che la città è stata invasa dai turisti, la strada è stata riempita di graffiti ed è diventata a sua volta una meta turistica, nota oggi come Graffiti Highway.

La nebbia: da debolezza a forza

Una delle caratteristiche iconiche di Silent Hill è la nebbia che avvolge la città durante tutta la durata dell'avventura. Un espediente che nasconde i pericoli alla vista e aumenta l'ansia durante l'esplorazione. Ma prima di diventare un elemento di game design, la nebbia aveva un ruolo ben più importante: mascherare le mancanze tecniche di PlayStation, nascondendo il caricamento di parte dello scenario attraverso un elemento atmosferico.

HD Collection: dov'è la mia nebbia?

Non sempre però Konami ha tenuto in considerazione questa visione artistica originale. Nella Silent Hill HD Collection del 2012, che include le versioni rimasterizzate per PlayStation 3 e Xbox 360 del secondo e del terzo capitolo, qualcosa è andato indiscutibilmente storto proprio nella gestione della nebbia. I ragazzi di Hijinx Studios non sono riusciti a riprodurre al meglio la trasparenza di questo elemento atmosferico, banalizzando l'opprimente atmosfera originale e rendendo di fatto visibili anche sezioni dello scenario incomplete che mai sarebbero dovute essere visibili. Ciò però fu in parte dovuto alla perdita dei codici sorgenti dei giochi originali, che hanno costretto gli sviluppatori a lavorare su versioni non complete di Silent Hill 2 e Silent Hill 3.

Finali alieni

Keiichiro Toyama, il director del primo Silent Hill, era un grande appassionato dell'occulto, dei film di Davi Lynch e, soprattutto, di UFO. Alla luce di questa passione non stupisce che il gioco avesse un finale opzionale che coinvolgeva alieni e navicelle spaziali. Uno scherzo talmente ben riuscito che divenne un elemento iconico della serie, presente in quasi tutti i giochi e caratterizzato da aspetti distintivi come una differente colonna sonora e uno stile artistico da fumetto.

L'elmo di Pyramid Head

Conosciuto anche come Piramide Rossa, Uomo Nero o Testa di Triangolo, Pyramid Head è un mostro iconico della serie, che appare per la prima volta in Silent Hill 2 con il ruolo di antagonista principale. Ma da dove deriva la particolare forma del suo elmo? E' presto detto: l'art director del gioco, Masahiro Ito, voleva creare un mostro con il volto nascosto, ma era insoddisfatto del concept originale, che gli ricordava un uomo mascherato. Gli venne allora in mente l'idea di un elmetto a piramide, che suggeriva grandi sofferenze già dagli acuminati vertici dei lati. Da appassionato di carri armati della seconda guerra mondiale, Ito ha raccontato di aver pensato a questa forma ispirandosi alla carena inferiore di un famoso carro armato tedesco, il panzer King Tiger.

Il ramen di Silent Hill

Per qualche ragione, nel 2013 Konami ha pensato che potesse essere una buona idea accordarsi con alcuni ristoranti di ramen giapponesi per creare un nuovo piatto: una ciotola di ramen ispirata a Silent Hill. Una terribile combinazione di noodle di miso, olio e un mezzo pomodoro sbucciato, che ricordava da vicino dei resti di tessuto muscolare. Pare però che il sapore non fosse spaventoso come l'aspetto, visto che una volta aperto il pomodoro rivelava un ricco e saporito ripieno di carne macinata.

Ramen

Questi erano i nostri 20 aneddoti per festeggiare i vent'anni dall'uscita del primo Silent Hill. E voi? Che ricordi avete del gioco? Vorreste un nuovo capitolo o pensate sia giusto lasciare la serie nel dimenticatoio? Come sempre, fatecelo sapere nei commenti.

Silent Hill ps1

gba  ps1 

Data di uscita: 1 Agosto 1999