Silent Hill Remake... Cosa vorremmo in

E se Konami si svegliasse dal suo torpore e decidesse finalmente di rilanciare la serie Silent Hill, magari ripartendo dai remake? Proviamo a immaginare cosa potrebbe venirne fuori

RUBRICA di Massimo Reina   —   20/01/2020
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Cosa vorremmo in... è una rubrica a cadenza mensile dedicata ai giochi più attesi dal pubblico. Ma rispetto alle tradizionali anteprime, essa tratta l'argomento in maniera più diffusa, immaginando come potrebbe essere un titolo, o come si vorrebbe che fosse, piuttosto di come sarà.

Quando si parla di remake si sfiorano le corde più delicate del cuore, e il rischio di combinare un disastro per chi vuole cimentarsi nell'impresa di realizzarne uno è sempre dietro l'angolo. Anche perché il mercato, di remake e remaster, negli ultimi anni ne ha visti arrivare anche troppi. Eppure, quando queste sono realizzate con una cura a dir poco maniacale, come nel caso dell'interessantissimo remake di Resident Evil 2, di esse non si è mai sazi. Da questo punto di vista sono in tanti gli appassionati che sperano che anche Konami decida quanto prima di puntare su questo genere di produzioni, rispolverando qualcuno dei gioielli della sua personale ludoteca per riproporli in una nuova edizione rivisitata in chiave più moderna, ma capace di mantenere inalterato tutto il fascino e l'atmosfera degli originali. Magari iniziando da Silent Hill.

Nebbia assassina

Rilasciato sul finire degli anni '90, il primo Silent Hill è stato il capostipite di una serie storica all'interno del genere survival horror, del quale per certi versi sconvolse i canoni imposti da quello che all'epoca era giustamente visto dai più come il titolo di riferimento per la categoria, vale a dire Resident Evil. Nel gioco Konami il protagonista dell'avventura non era infatti un militare armato fino ai denti o un esperto di occultismo, ma una persona qualunque. "Normale" per certi versi come il giocatore stesso, che veniva catapultato suo malgrado in un mondo contorto e irto di insidie, permeato da un'atmosfera densa di tensione e da ambienti decadenti, dove i mostri che doveva affrontare non erano alieni antropomorfi o il risultato di qualche esperimento genetico andato male, ma il parto contorto della parte più oscura dell'animo del personaggio stesso e di quello di chi incontrava sul proprio cammino.

Silent Hill Remake... Cosa vorremmo in

Mostri da affrontare alla meno peggio, improvvisando perfino con delle armi di fortuna quali tubi di ferro e spranghe di legno, visto che l'accesso alle armi da fuoco e ai proiettili era limitato e che, come detto, il protagonista Harry Mason non era certo un uomo addestrato al combattimento o a vedersela con certe creature. Ecco, il nostro Silent Hill ideale dovrebbe ripartire proprio da questi concetti, riproponendo quelle atmosfere e quella tipologia di trama che hanno fatto la fortuna della saga. Il nostro rifacimento ideale prevede quindi la storia dell'originale su PlayStation (idem per gli eventuali rifacimenti di Silent Hill 2 e Silent Hill 3), ovviamente rielaborata in parte, rifinita e adattata alla struttura del "nuovo" gioco e alle aspettative del pubblico di oggi. Quindi una regia di stampo cinematografico alla Resident Evil 2 remake, per valorizzare al meglio la componente narrativa.

Silent Hill Remake... Cosa vorremmo in

A cambiare un po', ovviamente, sarebbe la struttura di gioco, che potrebbe anche includere la possibilità di approcciare alcune situazioni di gioco in maniera libera. Piuttosto quindi che "imporre" all'utente un percorso specifico e più o meno lineare, nonché il tipo di azione da svolgere per superare un ostacolo, un nemico o un'area, in certi momenti ci piacerebbe poter avere concessa la scelta sul come agire. Nascondersi nell'ombra in attesa che un mostro passi per poi evitarlo (un po' come avveniva in Silent Hill 2 con Testa di Piramide), affrontarlo a viso aperto, attirarlo con un rumore verso una trappola o in un altro punto rispetto a quello in cui ci si trova, in modo da liberare la via e fuggire, potrebbero essere per esempio alcune soluzioni interessanti.

Un rifacimento con i fiocchi

Senza esagerazioni o derive eccessivamente stealth si potrebbe anche pensare a sessioni in cui il videogiocatore potrebbe colpire nel buio, magari aggirando una creatura per poi afferrarla da dietro e ucciderla. Oppure disponendo delle rudimentali trappole con le quali danneggiare i nemici, se non addirittura eliminarli del tutto. In tal senso vorremmo ritrovare sia nemici storici come le infermiere, che nuovi ma comunque diversificati il più possibile nel look, nel modo di attaccare, di ragionare e agire. Mostri in grado di identificare le vittime con olfatto, vista o udito e dotati di una intelligenza artificiale molto più sviluppata che nei precedenti capitoli della serie. Sarebbe poi davvero bello se la mappa di gioco includesse tutte o quasi le aree della città di Silent Hill viste nei vari capitoli della saga.

Silent Hill Remake... Cosa vorremmo in

Per motivare il giocatore a esplorarla per intero, si potrebbe pensare a delle side quest utili per la raccolta di oggetti rari, armi potenti e altri accessori, insieme ad altre da affrontare per venire a capo di tutti i misteri della città silente e delle sue vittime. Missioni decontestualizzate dalla trama principale ma utili a chi volesse approfondire la storia di alcuni degli abitanti della cittadina. Insomma, un remake di Silent Hill sulla falsariga di quello di Resident Evil 2 sarebbe per noi perfetto per far ripartire una serie che, fra alti e bassi, ha saputo imporsi e affascinare milioni di utenti in tutto il mondo. Se poi Konami decidesse invece di realizzare un episodio completamente inedito per noi andrebbe bene lo stesso, a patto però che il progetto venisse affidato a sviluppatori capaci e disposti a osare.

Silent Hill Remake... Cosa vorremmo in

Un gruppo di autori che non avesse alcun timore nel raccontare e mostrare una storia adulta e, se necessario, perfino disturbante, che dovrebbe svilupparsi in maniera organica all'interno di ambientazioni claustrofobiche, marce e opprimenti. Con momenti di puro terrore determinati come sempre dai suoni, dalla paura di un pericolo invisibile nascosto dalla nebbia, più che dagli scontri corpo a corpo con le creature, senza per questo disdegnare momenti di tensione più classici derivanti da attimi in cui una forma grottesca piomba dal nulla e assale il personaggio. Il brand ha grandi potenzialità che, se sfruttate a dovere, potrebbero far "riesplodere" la silenthill-mania: la speranza è che se ne ricordi anche Konami.