Come per ogni altra edizione, anche lo Steam Next Fest conclusosi qualche giorno addietro ha portato in dote una sconfinata lista di titoli più o meno intriganti che si sono offerti al pubblico, ammiccando alla loro wish list, tramite demo dalla durata variabile. Tra le tante, noi abbiamo cercato di aiutarvi con un articolo e un video dedicato a quelle più interessanti, ha fatto parlare di sé la demo di Windrose, noto fino a qualche tempo fa con il titolo di Crosswind.
Il progetto, forte di uno sviluppo ormai a buon punto, ha voluto fare sfoggio delle sue qualità con una versione di prova piuttosto estesa, più di cinque ore di gameplay, che ci ha permesso di farci un'idea piuttosto precisa sulle ambizioni e sui pilastri su cui si reggerà l'esperienza.
Dopo tanto legname raccolto, dopo aver costruito un accampamento di fortuna, dopo tante battaglie e persino qualche colpo di cannone andato a segno, siamo pronti a svelarvi cosa ci ha convinto di questo gioco che, senza bisogno di scomodare budget ultramilionari e studi di sviluppo sparsi in giro per il mondo, potrebbe avere molto da insegnare a Skull And Bones.
Raccogli in fretta, progredisci facilmente
Windrose è un survival in salsa piratesca. Basta questa breve descrizione per inquadrare al meglio l'esperienza offerta da questa demo, in tutto e per tutto una via di mezzo tra Valheim e Sea of Thieves, pur con tutte le distanze e differenze del caso. Distanze e differenze che, innanzitutto, si palesano in un'esperienza che da una parte semplifica la gestione dei bisogni fisiologici del personaggio, ma che dall'altra punta forte su combattimenti complessi, dove bastano un paio di colpi subiti per finire al tappeto.
Scelto l'aspetto estetico del nostro pirata tra quelli proposti dal software, c'è comunque un editor che consente un buon grado di personalizzazione, dopo un brevissimo preambolo ci siamo ritrovati su un'isola disabitata, equipaggiati di una spada rotta, di una pistola priva di colpi e di sudici stracci addosso.
Come in ogni survival degno di questo nome, ci siamo subito messi all'opera per raccogliere le risorse utili per creare un falò, una tenda di fortuna e l'immancabile tavolo da lavoro. Già in questa fase abbiamo apprezzato l'approccio assolutamente accondiscendente di Windrose. Nonostante lo stomaco vuoto, il personaggio non subisce danni e i malus di questa condizione si limitano ad una ricarica della stamina più lenta del dovuto. Inoltre, almeno in questa fase, non c'era da preoccuparsi di necessità fisiologiche come sonno, freddo e quant'altro. La componente survival è limitata, improntata per lo più sulla raccolta di risorse e alla progressiva costruzione di utensili e strutture necessarie per migliorare l'equipaggiamento del pirata.
Anche l'ottenimento di materie prime avviene in modo relativamente rapido e veloce. Tagliare un albero garantisce grandi quantità di legname e l'isola di partenza è dotata di tutto ciò che serve allo sventurato per equipaggiarsi, già nel giro di un'ora, del necessario per fronteggiare degnamente gli ostacoli che lo separano dall'ostentare fieramente una bagnarola con cui salpare alla volta dell'arcipelago vicino.
Windrose, da questo punto di vista, sembra un'avventura ideale con cui iniziarsi al genere. Pur presentando immutate le routine classiche di un survival, taglia completamente i tempi morti e le lungaggini, con un senso di progressione tangibile, spedito, netto. Bisogna ovviamente fare i conti con le risorse da raccogliere, avere un'idea chiara di dove sistemare i vari banchi di lavoro che a cascata diventeranno fondamentali per creare l'ennesimo oggetto, non bisogna completamente dimenticarsi di cibare regolarmente il pirata. Eppure, ad ogni sessione di gioco, per quanto rapida, si raggiunge sempre un obiettivo, si ottiene sempre l'utensile tanto desiderato, si percepisce chiaramente il passo in avanti compiuto.
Windrose punta tutto sull'immediatezza. Da quanto si evince da questa demo, non vuole essere un ferreo survival, non vuole proporre intricate combinazioni di tasti nel suo combat system, non vuole costringere l'utente a complesse manovre in mare per abbattere e assaltare i vascelli nemici. Ciò ha ovviamente un risvolto della medaglia nella complessità delle meccaniche in campo. Poco male finché si riesce a costruire un campo base efficiente con poco dispendio di tempo ed energie. Diventa già un problema più evidente, quando ci si accorge che la maggior parte dei combattimenti si risolvono in una sorta di balletto che non conosce variazione, nemmeno a seconda dell'avversario che si sta affrontando. Ciononostante, queste cinque ore nell'oceano di Windrose ci hanno regalato tanto divertimento e la sensazione che avremo a che fare con un gioco mastodontico, piacevole da soli, estremamente indicato per essere fruito con la compagnia giusta. Manca ancora una data di pubblicazione, ma chi ha la passione per i pirati, e magari anche per il crafting, ha più di un buon motivo per guardare a questo gioco con interesse.
CERTEZZE
- Progressione spedita
- Le battaglie navali sono molto divertenti, soprattutto in co-op
- Artisticamente valido
DUBBI
- Il combat system degli scontri via terra non ci ha convinti pienamente
- Da valutare la varietà delle missioni sul lungo periodo