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Windrose, abbiamo giocato il Valheim in salsa piratesca

Siamo salpati per gli sconfinati mari di Windrose, scoprendo un survival promettente, che punta principalmente su combattimenti complessi e non su tanti parametri per tenere in vita il personaggio

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   07/03/2026
L'artwork di Windrose, con in bella vista alcuni pirati

Come per ogni altra edizione, anche lo Steam Next Fest conclusosi qualche giorno addietro ha portato in dote una sconfinata lista di titoli più o meno intriganti che si sono offerti al pubblico, ammiccando alla loro wish list, tramite demo dalla durata variabile. Tra le tante, noi abbiamo cercato di aiutarvi con un articolo e un video dedicato a quelle più interessanti, ha fatto parlare di sé la demo di Windrose, noto fino a qualche tempo fa con il titolo di Crosswind.

Il progetto, forte di uno sviluppo ormai a buon punto, ha voluto fare sfoggio delle sue qualità con una versione di prova piuttosto estesa, più di cinque ore di gameplay, che ci ha permesso di farci un'idea piuttosto precisa sulle ambizioni e sui pilastri su cui si reggerà l'esperienza.

Dopo tanto legname raccolto, dopo aver costruito un accampamento di fortuna, dopo tante battaglie e persino qualche colpo di cannone andato a segno, siamo pronti a svelarvi cosa ci ha convinto di questo gioco che, senza bisogno di scomodare budget ultramilionari e studi di sviluppo sparsi in giro per il mondo, potrebbe avere molto da insegnare a Skull And Bones.

Raccogli in fretta, progredisci facilmente

Windrose è un survival in salsa piratesca. Basta questa breve descrizione per inquadrare al meglio l'esperienza offerta da questa demo, in tutto e per tutto una via di mezzo tra Valheim e Sea of Thieves, pur con tutte le distanze e differenze del caso. Distanze e differenze che, innanzitutto, si palesano in un'esperienza che da una parte semplifica la gestione dei bisogni fisiologici del personaggio, ma che dall'altra punta forte su combattimenti complessi, dove bastano un paio di colpi subiti per finire al tappeto.

Scelto l'aspetto estetico del nostro pirata tra quelli proposti dal software, c'è comunque un editor che consente un buon grado di personalizzazione, dopo un brevissimo preambolo ci siamo ritrovati su un'isola disabitata, equipaggiati di una spada rotta, di una pistola priva di colpi e di sudici stracci addosso.

Come in ogni survival degno di questo nome, ci siamo subito messi all'opera per raccogliere le risorse utili per creare un falò, una tenda di fortuna e l'immancabile tavolo da lavoro. Già in questa fase abbiamo apprezzato l'approccio assolutamente accondiscendente di Windrose. Nonostante lo stomaco vuoto, il personaggio non subisce danni e i malus di questa condizione si limitano ad una ricarica della stamina più lenta del dovuto. Inoltre, almeno in questa fase, non c'era da preoccuparsi di necessità fisiologiche come sonno, freddo e quant'altro. La componente survival è limitata, improntata per lo più sulla raccolta di risorse e alla progressiva costruzione di utensili e strutture necessarie per migliorare l'equipaggiamento del pirata.

L'editor in questa demo consentiva già un buon grado di personalizzazione del proprio pirata
L'editor in questa demo consentiva già un buon grado di personalizzazione del proprio pirata

Anche l'ottenimento di materie prime avviene in modo relativamente rapido e veloce. Tagliare un albero garantisce grandi quantità di legname e l'isola di partenza è dotata di tutto ciò che serve allo sventurato per equipaggiarsi, già nel giro di un'ora, del necessario per fronteggiare degnamente gli ostacoli che lo separano dall'ostentare fieramente una bagnarola con cui salpare alla volta dell'arcipelago vicino.

Anche quando si incappa in un game over, il loot portato con sé resta nell'esatto punto in cui si tirano le cuoia e i nemici non recuperano la salute persa tra un respawn e l'altro
Anche quando si incappa in un game over, il loot portato con sé resta nell'esatto punto in cui si tirano le cuoia e i nemici non recuperano la salute persa tra un respawn e l'altro

Windrose, da questo punto di vista, sembra un'avventura ideale con cui iniziarsi al genere. Pur presentando immutate le routine classiche di un survival, taglia completamente i tempi morti e le lungaggini, con un senso di progressione tangibile, spedito, netto. Bisogna ovviamente fare i conti con le risorse da raccogliere, avere un'idea chiara di dove sistemare i vari banchi di lavoro che a cascata diventeranno fondamentali per creare l'ennesimo oggetto, non bisogna completamente dimenticarsi di cibare regolarmente il pirata. Eppure, ad ogni sessione di gioco, per quanto rapida, si raggiunge sempre un obiettivo, si ottiene sempre l'utensile tanto desiderato, si percepisce chiaramente il passo in avanti compiuto.

Navigare non è mai stato così semplice

Come dicevamo, Windrose è un gioco che punta forte anche sulle battaglie contro i nemici. Lo fa basandosi su un sistema di combattimento di per sé elementare. Si può attaccare, sparare con la pistola munizioni permettendo, schivare e parare fintantoché lo consente l'indicatore che tende a svuotarsi ad ogni colpo deflesso. La barra della stamina influisce costantemente sulle capacità atletiche del pirata e che vi costringerà ad approcciare ogni tenzone con raziocinio se non ci si vuole ritrovare a corto di energia proprio quando arriva il momento di sfoderare il fendente mortale o, peggio, di esibirsi in una salvifica capriola.

Tutti i testi a schermo sono tradotti in italiano
Tutti i testi a schermo sono tradotti in italiano

Il sistema di combattimento, almeno in questa fase per lo meno, rifugge qualsiasi tecnicismo, tanto più che il nostro pirata è dotato di una singola combo, sebbene la possibilità di esplodere dei colpi dalla distanza donino un minimo di profondità strategica all'approccio in battaglia. Dove Windrose si concentra è nella forza dei nemici, dotati non solo di generose barre della vita, ma anche di attacchi che causano danni ingentissimi. Il tutto, insomma, consiste nel prestare estrema attenzione a non farsi mai colpire.

Sulla carta l'idea è certamente interessante, nella pratica si incentiva una sorta di balletto in cui, dopo aver sferrato un fendente, non si fa altro che indietreggiare, attendere la ricarica della stamina, per poi tornare all'attacco, magari dopo aver atteso l'inevitabile sfuriata del nemico. Si tratta di una strategia efficacissima, per quanto lenta nell'esecuzione, sia con i cinghiali, che con i vari zombie che pattugliano l'isola iniziale. È ancora presto per dare dei giudizi definitivi su questo fronte, ma è lecito aspettarsi qualcosa di più da Windrose in questo senso. Le battaglie richiedono attenzione, non c'è dubbio, ma la monotonia degli scontri sul lungo periodo si è fatta subito sentire.

Il gioco supporta il pad, sebbene durante la demo ci fosse qualche piccolo problema di compatibilità, soprattutto in alcuni menù
Il gioco supporta il pad, sebbene durante la demo ci fosse qualche piccolo problema di compatibilità, soprattutto in alcuni menù

Fortunatamente, c'è anche altro. Raggiunto il vicino arcipelago, dopo aver raccolto le risorse necessarie, ci siamo ritrovati al timone di un vascello degno di questo nome, con tanto di cannoni pronti a fare fuoco sulle imbarcazioni nemiche.

Tanto per cominciare, ritrovarsi nel bel mezzo dell'oceano, navigando verso l'infinito orizzonte, regala piacevolissime sensazioni. La mente, in questi frangenti, corre inevitabilmente al meglio che ha saputo regalarci Skull and Bones, all'indimenticato Assassin's Creed IV: Black Flag e, naturalmente, anche a Sea of Thieves, tanto più che Windrose già in questa fase offre la possibilità di giocare in compagnia di altri tre amici, filibustieri con cui creare una ciurma improvvisata e ben amalgamata ai personaggi controllati dalla CPU che, progressivamente, si uniranno al vostro personaggio e vi supporteranno anche nel single player.

La fase di costruzione è snella, anche se in certi casi si fatica e non poco a posizionare le varie strutture nel punto desiderato
La fase di costruzione è snella, anche se in certi casi si fatica e non poco a posizionare le varie strutture nel punto desiderato

Il controllo della nave anche in questo caso è quanto di più diretto e immediato ci si possa immaginare. Non bisogna affidarsi al perfetto gioco di squadra che caratterizza il gameplay di Sea of Thieves per governarla. Anche da soli si riesce tranquillamente a gestire gli spostamenti della barca e, al contempo, indirizzare i cannoni verso il nemico. Persino la direzione del vento è un parametro di cui il gioco non tiene assolutamente conto. Ogni battaglia navale, diventa così un divertente girare intorno al vascello da abbattere, scegliendo con il tempismo giusto il momento in cui aprire il fuoco.

Non appena colpirete abbastanza volte la nave ostile, potrete ordinare ai vostri compagni l'arrembaggio. In questi frangenti si ripresentano tutte le reticenze sul sistema di combattimento citate poco sopra, ma ritrovarsi nel mezzo di una battaglia mentre i proiettili fischiano e gli avversari cadono sotto i colpi dei propri alleati regala momenti davvero adrenalinici e divertenti.

Per quanto non particolarmente evoluto, il comparto grafico di Windrose è comunque più che gradevole
Per quanto non particolarmente evoluto, il comparto grafico di Windrose è comunque più che gradevole

Un ultimo appunto lo merita anche il comparto grafico. Pur non settando alcun standard, Windrose fa più che degnamente il suo lavoro. I modelli poligonali, sebbene mossi da animazioni non raffinatissime, sono dettagliati. Anche il mondo di gioco non lesina su panorami affascinanti, soprattutto quando si salpa verso l'orizzonte, con tramonti mozzafiato e una resa dell'acqua davvero convincente.

Windrose punta tutto sull'immediatezza. Da quanto si evince da questa demo, non vuole essere un ferreo survival, non vuole proporre intricate combinazioni di tasti nel suo combat system, non vuole costringere l'utente a complesse manovre in mare per abbattere e assaltare i vascelli nemici. Ciò ha ovviamente un risvolto della medaglia nella complessità delle meccaniche in campo. Poco male finché si riesce a costruire un campo base efficiente con poco dispendio di tempo ed energie. Diventa già un problema più evidente, quando ci si accorge che la maggior parte dei combattimenti si risolvono in una sorta di balletto che non conosce variazione, nemmeno a seconda dell'avversario che si sta affrontando. Ciononostante, queste cinque ore nell'oceano di Windrose ci hanno regalato tanto divertimento e la sensazione che avremo a che fare con un gioco mastodontico, piacevole da soli, estremamente indicato per essere fruito con la compagnia giusta. Manca ancora una data di pubblicazione, ma chi ha la passione per i pirati, e magari anche per il crafting, ha più di un buon motivo per guardare a questo gioco con interesse.

CERTEZZE

  • Progressione spedita
  • Le battaglie navali sono molto divertenti, soprattutto in co-op
  • Artisticamente valido

DUBBI

  • Il combat system degli scontri via terra non ci ha convinti pienamente
  • Da valutare la varietà delle missioni sul lungo periodo