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Wo Long 2: Wings of Ember, provato: mappe più ampie e un combattimento più aggressivo

Oltre tre ore su PS5 alla battaglia delle Scogliere Rosse e un confronto con i producer Hirayama e Yamagiwa: il sequel di Team Ninja esce il 4 marzo 2027.

PROVATO di Silvio Mazzitelli   —   23/10/2026
Il protagonista di Wo Long 2 guarda il paesaggio in fiamme
Wo Long 2: Wings of Ember
Wo Long 2: Wings of Ember
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Quando si parla di alternative ai soulslike di FromSoftware, oggi troviamo molte proposte valide, anche se parecchie risultano piuttosto derivative. Il Team Ninja di Koei Tecmo è stato però uno dei pochi studi a cimentarsi con questo sottogenere degli action RPG, riprendendone le basi classiche e ampliandole attraverso una visione personale. È così che è nata la saga di Nioh, con il primo capitolo uscito nel 2017 e accolto da un discreto successo, tanto che proprio quest'anno siamo arrivati a Nioh 3, che abbiamo recensito non molto tempo fa.

La saga di Nioh si è distinta anche per un approccio molto più orientato all'azione, in linea con il DNA di Team Ninja, da sempre all'avanguardia in questo genere. Nel corso degli ultimi anni, lo studio ha quindi approfondito sempre più la formula ibrida tra soulslike e action puro, arrivando a creare anche nuove proprietà intellettuali, come Wo Long: Fallen Dynasty, uscito nel 2023. Il gioco cambiava completamente ambientazione, passando dal Giappone feudale all'antica Cina del periodo dei Tre Regni, e introduceva anche diverse novità nel gameplay, maggiormente incentrato sulle arti marziali cinesi e su un approccio decisamente più aggressivo.

Il prossimo anno uscirà Wo Long 2: Wings of Ember, un gioco che ha l'obiettivo di evolvere tutto ciò che abbiamo visto nel capitolo originale. Il gioco arriverà il 4 marzo 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e Nintendo Switch 2. Abbiamo avuto la possibilità di giocarlo per oltre tre ore su PS5, mettendo mano anche a diverse migliorie introdotte dopo la demo pubblicata a settembre. Inoltre, abbiamo potuto parlare con il producer Masakazu Hirayama e il development producer Masaaki Yamagiwa, che ci hanno raccontato diversi retroscena sullo sviluppo di questa nuova avventura all'insegna dell'azione, ancora una volta ambientata nel periodo dei Tre Regni.

Un titolo in continua evoluzione

La nostra prova di Wo Long 2: Wings of Ember ci ha permesso di approfondire gran parte delle novità legate all'esplorazione e al sistema di combattimento. Il gioco ci metterà ancora una volta nei panni di un personaggio senza nome, interamente creato dal giocatore, come accadeva nel primo capitolo. I due protagonisti, tuttavia, non saranno la stessa persona.

La storia è ambientata nuovamente nel periodo dei Tre Regni, riproponendo la rilettura dark fantasy che abbiamo imparato a conoscere nel titolo originale. Più precisamente, ci troviamo nel 208 d.C., dopo gli eventi del primo capitolo. Il nuovo protagonista è un sergente che ha visto il proprio villaggio natale distrutto dalle forze di Cao Cao e che, proprio per questo, decide di unirsi agli eserciti di Liu Bei e Sun Quan.

Il nostro eroe otterrà, attraverso modalità che non abbiamo ancora potuto scoprire, il potere di Huang, conosciuto anche come il potere della Fenice. Si tratta di una forza che lo renderà un avversario temibile in battaglia, tanto per gli uomini quanto per i demoni. Stando a quanto raccontato da Hirayama, avrà un ruolo importante anche Pang Tong, stratega realmente esistito durante il periodo dei Tre Regni che nel gioco sarà un amico d'infanzia del protagonista.

Hirayama ha spiegato che lui e il team di sviluppo sono rimasti affascinati da questa figura storica, così importante per il conflitto nonostante la sua vita sia stata relativamente breve. Proprio questo aspetto verrà ripreso e reinterpretato in chiave dark fantasy in Wo Long 2.

La mappa della battaglia delle Scogliere Rosse è davvero suggestiva
La mappa della battaglia delle Scogliere Rosse è davvero suggestiva

La versione del gioco che abbiamo provato includeva già diverse migliorie introdotte in seguito ai feedback raccolti con la demo pubblicata a metà settembre. Gli sviluppatori hanno infatti apportato varie correzioni al gameplay e al comparto tecnico proprio sulla base delle indicazioni dei giocatori. Come ci è stato spiegato, tuttavia, queste modifiche non erano ancora state implementate del tutto nella build a nostra disposizione. I due producer ci hanno comunque illustrato i numerosi interventi effettuati, suddividendoli principalmente in tre categorie.

Sul fronte del gameplay, innanzitutto, è stata ampliata la finestra temporale per eseguire correttamente le tecniche Insight, una delle nuove meccaniche di questo capitolo di cui parleremo tra poco, e il deflect. È stato inoltre rivisto il guadagno e il consumo di Spirito durante gli attacchi, così da favorire uno stile di gioco più aggressivo. Anche le Insight Skill aeree, suddivise tra salto e attacco, sono state semplificate per renderle più immediate da utilizzare. Non mancano altri piccoli accorgimenti, come un sistema di puntamento più efficace quando ci troviamo in aria e modifiche ai nemici volanti, che non dovrebbero più finire fuori dalla portata dei nostri attacchi.

Il nostro protagonista si potrà alleare con diversi illustri personaggi dell'epoca dei Tre Regni
Il nostro protagonista si potrà alleare con diversi illustri personaggi dell'epoca dei Tre Regni

Dal punto di vista tecnico, invece, è stata migliorata l'illuminazione, soprattutto nella versione PC, con una gestione più efficace degli effetti di luce e delle ombre. Anche alcuni attacchi nemici, come i fatal blow, sono stati resi più riconoscibili durante la fase di caricamento, così da permettere ai giocatori di reagire con maggiore consapevolezza. In generale, sono state inoltre migliorate le texture e la stabilità del frame rate.

Infine, gli sviluppatori hanno dedicato maggiore attenzione anche all'accessibilità. Verrà infatti introdotta la possibilità di rimappare completamente i comandi, una funzione particolarmente utile soprattutto per chi gioca su PC con la tastiera. Questi sono soltanto alcuni degli interventi apportati dopo l'ultima demo, ma i due producer ci hanno assicurato che il team continuerà a lavorare sull'ottimizzazione del gioco, con l'obiettivo di portarlo nelle migliori condizioni possibili al momento del lancio.

Grandi mappe per grandi battaglie

Wo Long 2: Wings of Ember riproporrà alcune delle battaglie più iconiche del periodo dei Tre Regni, tra cui quella di Changban e quella delle Scogliere Rosse. Proprio quest'ultima è stata lo scenario principale della nostra prova e ci ha permesso di approfondire una delle novità più importanti di questo capitolo: le mappe, decisamente più vaste rispetto al passato.

La mappa era davvero molto varia ed era divisa in diverse zone senza soluzione di continuità
La mappa era davvero molto varia ed era divisa in diverse zone senza soluzione di continuità

Attenzione, però: non siamo di fronte a un vero e proprio open world. Si tratta piuttosto di una struttura con mappe ampie, che riprende l'impostazione delle aree del primo capitolo ampliandone notevolmente dimensioni e possibilità di esplorazione. In altre parole, è come se le mappe originali fossero state messe sotto steroidi.

L'area ambientata durante la battaglia delle Scogliere Rosse era particolarmente suggestiva, capace di restituire tutta l'atmosfera di uno scontro combattuto in mezzo al mare. Ci siamo spostati da una nave all'altra sfruttando ponti crollati e camminando in equilibrio su corde tese con degli arpioni, il tutto mentre dovevamo spesso schivare piogge di frecce nemiche. La mappa è davvero molto estesa e sembra quasi riunire al proprio interno diversi livelli del primo capitolo. A un certo punto, per esempio, siamo sbarcati su un'isola il cui interno era costituito da caverne piene di lava, trasformate spesso in vere e proprie trappole mortali.

Dovremo affrontare i generali nemici per liberare alcune aree e migliorare il morale delle nostre truppe
Dovremo affrontare i generali nemici per liberare alcune aree e migliorare il morale delle nostre truppe

Per muoverci con maggiore agilità all'interno di queste aree, che non sono soltanto più ampie, ma si sviluppano anche maggiormente in verticale, sono state introdotte diverse nuove manovre. La prima è il doppio salto, che ci consentirà di raggiungere molte delle zone sopraelevate. A questo si aggiunge il wall run, utile per superare burroni e ostacoli, mentre in alcuni punti potremo eseguire anche il classico salto da ninja tra due pareti, in pieno stile Ninja Gaiden, per raggiungere le zone più alte della mappa.

Torna inoltre il sistema del morale che aveva caratterizzato il primo capitolo. Sparsi per le mappe troveremo diversi punti in cui piantare le nostre bandiere, che contribuiranno ad aumentare il morale del nostro esercito e ad abbassare quello delle forze nemiche. In questo modo potremo innalzare il livello massimo di morale raggiungibile dai nostri alleati e, contemporaneamente, ridurre quello degli avversari. Si tratta di un elemento fondamentale soprattutto in vista degli scontri con i boss, che si riveleranno molto più temibili se non avremo individuato tutte le bandiere presenti in una zona. Alcune sono ben nascoste, quindi dovremo esplorare ogni area con attenzione per riuscire a trovarle tutte.

Potremo usare molte armi e poteri speciali per avere la meglio in combattimento
Potremo usare molte armi e poteri speciali per avere la meglio in combattimento

In determinati punti potremo anche assegnare i nostri generali alla difesa di alcune zone. Oltre a renderle sicure, questi personaggi potranno fornire potenziamenti passivi al protagonista in base al proprio elemento. Alcuni generali potranno inoltre essere reclutati tra le fila nemiche, permettendoci di scegliere quelli più adatti alle nostre esigenze e di sfruttarne i bonus migliori in battaglia.

Questione di Spirito

Il sistema di combattimento di Wo Long 2: Wings of Ember riparte dalle solide basi del predecessore. Per avere la meglio sui numerosi nemici che ci sbarreranno la strada, sarà fondamentale imparare a sfruttare al meglio la meccanica del deflect, che non solo permette di respingere attacchi normalmente imparabili, ma infligge anche ingenti danni alla barra dello Spirito degli avversari. Una volta indeboliti a sufficienza, potremo sferrare un colpo letale, capace di uccidere sul colpo i nemici minori e infliggere danni enormi ai boss.

Le magie offrono parecchia varietà tra attacchi, buff e debuff
Le magie offrono parecchia varietà tra attacchi, buff e debuff

Dovremo però prestare attenzione anche alla barra dello Spirito del nostro personaggio. Come nel primo capitolo, questa si riempirà eseguendo attacchi normali e pesanti, mentre si svuoterà utilizzando schivate, deflect e azioni speciali, come le mosse di arti marziali e le magie, andando in negativo. Se la barra finirà completamente in negativo, il protagonista entrerà in uno stato di stordimento che lo lascerà vulnerabile per alcuni secondi. Si tratta di un errore che può rivelarsi fatale, soprattutto contro gli avversari più aggressivi.

Molti giocatori lamentavano però che il primo capitolo facesse eccessivo affidamento sulle deflessioni, rendendo gli scontri troppo dipendenti da questa singola meccanica. Per rispondere a queste critiche, come ci hanno confermato anche Hirayama e Yamagiwa, gli sviluppatori hanno introdotto una nuova meccanica chiamata Insight. Basata sul potere della Fenice del protagonista, permette di potenziare alcune delle nostre azioni e ampliare le possibilità offensive e difensive durante gli scontri.

In Wo Long 2 il nostro personaggio sarà molto più agile nei movimenti
In Wo Long 2 il nostro personaggio sarà molto più agile nei movimenti

Troviamo innanzitutto l'Insight Deflect, che, se eseguito con il giusto tempismo, permette di contrattaccare automaticamente l'avversario, infliggendo ingenti danni alla sua barra dello Spirito. Sarà poi possibile utilizzare l'Insight Jump, che consente di schivare determinati tipi di attacco se eseguito al momento giusto. A questo si aggiunge l'Insight Aerial Skill, una tecnica che permette di colpire violentemente i nemici dall'alto, scaraventandoli anche al suolo.

Anche la corsa e la parata acquisiranno nuove proprietà quando utilizzeremo l'Insight. La prima ci consentirà di deviare automaticamente frecce e altri attacchi a distanza, mentre la seconda permetterà di annullare determinati danni durante la parata. Non potremo però abusare di queste meccaniche, perché ogni utilizzo farà aumentare sensibilmente il valore negativo della nostra barra dello Spirito, costringendoci a valutare con attenzione quando sfruttarle.

Ancora più aggressivi

Quando abbiamo chiesto a Hirayama quale fosse l'obiettivo alla base delle nuove meccaniche di combattimento e quale direzione volesse dare alle battaglie di Wo Long 2, il producer ci ha spiegato che il team puntava a rendere gli scontri il più aggressivi possibile. Nel primo capitolo, infatti, il deflect rischiava di rendere i combattimenti troppo passivi, spingendo il giocatore ad aspettare gli attacchi nemici per poi contrattaccare. Con le nuove meccaniche Insight, una gestione più immediata delle contromosse e un maggior numero di possibilità di movimento, gli sviluppatori vogliono invece lasciare al giocatore più iniziativa, incoraggiandolo a mantenere costantemente la pressione sugli avversari.

Le mappe saranno piene di segreti da scoprire
Le mappe saranno piene di segreti da scoprire

Il risultato è un sistema di combattimento frenetico e davvero appagante una volta che si è presa la mano. Le nuove possibilità offensive permettono di eseguire mosse spettacolari e sbarazzarsi di molti nemici minori con una rapidità e una fluidità che ricordano quelle di un vero film di arti marziali.

A contribuire a questa evoluzione ci sono anche diverse novità legate all'equipaggiamento e alla progressione delle abilità. Tra le nuove categorie di armi troviamo il bastone composito e una novità di questa prova: i chakram. Queste si sono dimostrate delle armi veloci, capaci di colpire anche a media distanza una volta sbloccate le abilità appropriate.

Ogni arma dispone infatti di una sorta di albero delle abilità dedicato, attraverso il quale potremo sbloccare bonus passivi e nuove mosse. Queste ultime permettono di personalizzare ulteriormente il nostro stile di combattimento, anche perché potremo scegliere come attivarle: per esempio, eseguendo un attacco pesante in una determinata direzione oppure raggiungendo il terzo colpo di una combo.

Le nuove abilità Insight ci daranno una marcia in più in combattimento
Le nuove abilità Insight ci daranno una marcia in più in combattimento

Sul fronte della personalizzazione, Wo Long 2 sembra fare un lavoro eccellente, offrendo la possibilità di potenziare anche le azioni di base e le magie. Queste ultime sono suddivise in cinque elementi, come nel primo capitolo, e comprendono sia incantesimi offensivi più classici, come palle di fuoco, terremoti e dardi di ghiaccio, sia abilità pensate per applicare buff e debuff. Potremo, per esempio, infondere un elemento nella nostra arma oppure indebolire la resistenza ai danni degli avversari. Anche ciascun elemento dispone di un proprio albero delle abilità, che ci consentirà di sbloccare nuovi incantesimi e ampliare ulteriormente le opzioni a nostra disposizione.

A completare il sistema tornano le Bestie Divine che, come nel primo capitolo, ci permetteranno di trasformare il protagonista in una versione potenziata, capace di infliggere danni ingenti. Durante la trasformazione potremo prolungarne la durata deviando gli attacchi nemici con il giusto tempismo. In questo stato potremo poi richiamare la Bestia Divina in nostro aiuto per scatenare uno speciale attacco.

Il deflect è sempre fondamentale per avere la meglio sugli avversari
Il deflect è sempre fondamentale per avere la meglio sugli avversari

Anche in questo capitolo non manca quella che potremmo definire una vera e propria bulimia di oggetti. Gran parte dei nemici lascerà cadere pezzi d'armatura e nuove armi, che potremo trovare anche nei numerosi forzieri sparsi per le mappe. In una struttura che ricorda quella di un Diablo-like, ogni equipaggiamento avrà valori, abilità aggiuntive casuali e un proprio livello di rarità. Ci ritroveremo quindi a trascorrere parecchio tempo nei menu per valutare ogni nuovo oggetto raccolto e capire se sia effettivamente migliore di quello che stiamo utilizzando. Una dinamica che, alla lunga, rischia di diventare un po' pesante, soprattutto considerando il flusso continuo di nuovi equipaggiamenti, proprio come accadeva già in Nioh.

Boss demoniaci

Chiudiamo parlando dei nemici e, in particolare, dei boss. Esplorando le mappe ci imbatteremo in numerose creature e soldati avversari, che potranno darci parecchio filo da torcere se li sottovaluteremo. A metterci maggiormente in difficoltà saranno soprattutto alcuni nemici umani, che in determinati casi si comporteranno come veri e propri mini boss, con tanto di barra della vita dedicata. Li troveremo soprattutto a presidiare le zone più importanti, come quelle in cui si trovano le bandiere.

Non mancano anche parecchi boss davvero agguerriti da sfidare
Non mancano anche parecchi boss davvero agguerriti da sfidare

Non mancheranno poi demoni particolarmente aggressivi, alcuni dei quali si riveleranno davvero ostici da sconfiggere a causa di un set di mosse studiato appositamente per mettere in difficoltà il giocatore, con ad esempio prese molto difficili da schivare se non se ne comprende il giusto tempismo. In certi casi, a rendere lo scontro ancora più complicato sarà anche l'ambiente circostante. È quanto accade, per esempio, quando ci troviamo ad affrontare creature immuni al fuoco in un'area attraversata da getti di lava estremamente dannosi, nei quali rischiamo di finire se non prestiamo la dovuta attenzione.

I boss principali affrontati durante la nostra prova sono stati tre. Il primo era Wugu, una gigantesca creatura dall'aspetto di una donna con il corpo di un ragno, capace di scomparire nel terreno per riemergere direttamente sotto di noi e di immobilizzarci con la sua ragnatela. Il secondo era un imponente umanoide, con un busto che emergeva dal corpo di un leone e armato di uno spadone. A renderlo particolarmente pericoloso erano gli attacchi basati sul fuoco, capaci di raggiungerci anche a distanza, oltre a una mossa difficile da schivare con cui tentava di divorarci. Infine, abbiamo affrontato Cao Ren, un enorme guerriero demoniaco armato di una potente lama: più lento rispetto agli altri, ma capace di infliggere danni devastanti.

Anche in questo capitolo potremo utilizzare il potere delle Bestie Divine per trasformarci e diventare più potenti
Anche in questo capitolo potremo utilizzare il potere delle Bestie Divine per trasformarci e diventare più potenti

Tutti e tre i boss si sono dimostrati molto aggressivi e modificavano il proprio repertorio di attacchi una volta superata la metà della barra della vita. Le battaglie sono divertenti e mettono davvero alla prova le abilità del giocatore, ma, come accennato in precedenza, il sistema del morale può influenzarne sensibilmente la difficoltà. Raggiungere il morale massimo dopo aver raccolto tutte le bandiere di un'area può infatti semplificare parecchio gli scontri, come abbiamo potuto constatare affrontando Wugu prima e dopo aver completato l'esplorazione della sua zona.

Inizialmente, dopo aver trovato soltanto tre delle cinque bandiere disponibili, i danni inflitti dal boss erano enormi: bastavano due o tre colpi per metterci al tappeto, mentre i nostri attacchi sembravano appena scalfirla. Una volta recuperate tutte le bandiere, la situazione è cambiata drasticamente, con i danni subiti ridotti a meno della metà rispetto a prima. Un esempio concreto di quanto l'esplorazione possa incidere sull'esperienza di combattimento, rendendo la ricerca delle bandiere una componente fondamentale anche in vista delle sfide più impegnative.

Ogni boss avrà sequenze di attacco uniche, che si evolveranno man mano che la loro salute calerà
Ogni boss avrà sequenze di attacco uniche, che si evolveranno man mano che la loro salute calerà

Non manca neppure una componente multiplayer cooperativa. Abbiamo chiesto ai due producer se fossero previste novità sotto questo aspetto e ci hanno confermato il ritorno della modalità cooperativa fino a tre giocatori, con la possibilità di affrontare insieme un'intera mappa. Sarà comunque possibile evocare anche personaggi controllati dall'intelligenza artificiale in nostro soccorso presso i punti di riposo, utilizzando appositi oggetti acquistabili separatamente. Non sappiamo invece se tornerà il PvP, una componente piuttosto controversa nel primo capitolo: su questo punto, i due rappresentanti di Koei Tecmo hanno preferito non sbilanciarsi.

La nostra prova di Wo Long 2: Wings of Ember ci conferma che Koei Tecmo ci ha preso la mano con i suoi ibridi tra action e soulslike. L'azione di questo nuovo capitolo è ancora più frenetica e spettacolare e premia molto l'aggressività, grazie anche alle nuove aggiunte alle meccaniche del combat system, come il sistema di mosse Insight, che rende gli scontri più attivi e meno basati sui parry perfetti. Le nuove mappe, molto più ampie, ci sono sembrate una bella aggiunta: quella provata da noi proponeva un level design vario e ben strutturato. Sempre divertenti e agguerriti anche i boss, la cui difficoltà generale dipende dal sistema di morale, che ritorna in questo capitolo ampliato per adattarsi alle dimensioni maggiori delle mappe. Ci sono ancora alcuni punti da verificare sul titolo, tra cui la varietà delle mappe e dei nemici sul lungo periodo ed eventuali novità o cambiamenti al comparto multiplayer, ma indubbiamente le basi per un buon gioco d'azione con elementi da soulslike ci sono tutte.

CERTEZZE

  • La struttura e l'ampiezza dei nuovi livelli sembra funzionare
  • Combat system più aggressivo e spettacolare
  • Boss impegnativi e divertenti da affrontare

DUBBI

  • Torna il problema della gestione dell'equipaggiamento
  • Riuscirà a mantenersi bilanciato e interessante per l'intera durata della campagna?
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Siamo stati invitati a Parigi per provare il gioco, Koei Tecmo ha coperto le spese di viaggio e di alloggio.
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