Non tutti i giochi devono essere "colti", ma almeno qualcuno sì, dice Warren Spector

C'è spazio anche per queste produzioni, sostiene il game designer

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   24/04/2013
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In risposta ad alcune critiche riguardanti uno dei suoi ultimi interventi, Warren Spector ha spiegato la sua posizione circa il concetto di "giochi colti".

"Non sto cercando di limitare i contenuti di gioco. Non sto dicendo in alcun modo che i giochi dovrebbero fare qualcosa di particolare, che dovremmo rinunciare ai tradizionali generi, che il nostro medium dovrebbe eclissarne un altro o che dovremmo provare a fare ciò che altri medium fanno bene", ha detto. "Sto solo suggerendo che il medium trae beneficio, e il nostro pubblico cresce, quando alcuni giochi fanno una determinata cosa e quando introduciamo nuovi generi per integrare quelli che già conosciamo e apprezziamo (ehi, anche a me piacciono gli zombie, le magie elementali e le pistole a raggi, proprio come all'utente medio!). Dobbiamo espandere il range di contenuti ludici, non limitarli a ciò che conosciamo."

"Nessuno dovrebbe cimentarsi obbligatoriamente con giochi 'colti', ma ciò non significa che la gente che desidera quel tipo di esperienza debba esserne privata a priori", ha aggiunto Spector. "Noi e il nostro medium meritiamo che ci siano differenti giochi per differenti audience."

Fonte: VG247