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Ubisoft vuole ridurre la componente narrativa nei suoi giochi e creare esperienze più incentrate sul giocatore

Secondo Serge Hascoët, creative director di Ubisoft, è necessario un fondamentale cambiamento nel sistema di narrazione videoludico

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   16/11/2016
Assassin's Creed Syndicate
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Nonostante proprio il recente Watch Dogs 2 abbia promesso una narrazione più profonda, sembra che Ubisoft voglia abbandonare i titoli eccessivamente incentrati su storia e racconto.

L'idea espressa da Serge Hascoët, creative director di Ubisoft, in un'intervista al giornale Le Monde, riguarda probabilmente il futuro e non è chiaro se rappresenti una vera e propria politica per l'intero publisher. In ogni caso, secondo Hascoët la nuova sfida sarebbe abbandonare i vecchi metodi di narrazione videoludica per cercare di rendere l'approccio più libero e consentire ai giocatori di provare "la loro storia" in maniera più indipendente e genuina.

Non si tratta di un'operazione facile, soprattutto per una compagnia che ha sempre trattato con grande riguardo il comparto narrativo delle proprie produzioni. Secondo Hascoët, serie come Far Cry e Assassin's Creed sono caratterizzate da tanta narrazione ma effettuata "alla solita maniera, nel modo facile" e la volontà sarebbe dunque quella di concludere con questo sistema di produzione e passare a una diversa tipologia di narrazione più incentrata sul giocatore, rendendolo meno passivo sul fronte della storia.

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