La crisi delle RAM è ormai fuori controllo e sta avendo un impatto sempre più forte su diversi settori. Anche Apple, ora, dopo essere riuscita ad assorbire i costi è stata costretta ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti. La situazione, secondo l'azienda, sarebbe diventata ormai insostenibile. Tuttavia, Micron ha lasciato intendere che parte della responsabilità sia stata anche di Apple, che avrebbe determinato in qualche modo le condizioni all'origine della carenza globale di memorie.
Il ruolo di Apple
Prima di procedere, specifichiamo che Micron non ha espressamente menzionato Apple. Più nello specifico, Sumit Sadana ha spiegato al Wall Street Journal che i margini di Micron sono diventati negativi in quanto alcuni acquirenti hanno esercitato pressioni incessanti per ottenere prezzi più bassi. Ricordiamo che Micron è uno dei fornitori di memorie di Apple e fornisce anche alcuni dei chip DRAM e NAND flash per iPhone, iPad e Mac.
"Abbiamo fatto notare ad alcuni clienti, che in quel periodo stavano adottando una strategia di prezzi molto aggressiva, che tale approccio non era costruttivo. Nel 2023 molti investimenti nel settore sono stati bloccati a causa di prezzi e margini davvero insoddisfacenti".
Questo commento arriva proprio poco dopo che Apple ha annunciato l'aumento di prezzo per i suoi prodotti. L'azienda di Cupertino descrive questa crisi come un'alluvione centenaria, qualcosa di "mai visto prima". Nel frattempo, diversi dispositivi hanno già registrato aumenti di prezzo. Il MacBook Neo, ad esempio, è passato da 699 € a 799 € nella versione da 256 GB, mentre il MacBook Air è salito a ben 1.669 € (versione con 24 GB di RAM). Il MacBook Pro 14" con M5 Pro è aumentato di ben 400 € in più. HomePod e HomePod Mini, invece, ora costano rispettivamente 399 e 139 euro.
Le dichiarazioni di Tim Cook
Sebbene non vi sia conferma che Micron si riferisse proprio ad Apple, l'azienda di Cupertino appare comunque coinvolta nella vicenda. "Purtroppo, gli aumenti dei prezzi sono inevitabili", ha detto Cook. "Stiamo facendo del nostro meglio per attenuare gli enormi aumenti che ci vengono trasferiti e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti da tali aumenti, ma la situazione è diventata insostenibile", ha detto Tim Cook.
Resta ora da vedere come evolverà la situazione nei prossimi mesi e quali effetti concreti avrà sul mercato.
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