L'amministrazione Trump starebbe valutando l'introduzione di una nuova serie di dazi sulle importazioni di materiale tecnologico, una manovra che potrebbe avere ripercussioni dirette anche sul mercato dei videogiochi. Secondo quanto riportato dalla testata Politico, l'obiettivo dell'esecutivo sarebbe quello di utilizzare le nuove imposte come strumento di pressione per spingere le aziende a investire nella produzione di chip per data center, il business del momento, sul suolo statunitense.
Rincari in arrivo_
La manovra non si limiterebbe ai soli semiconduttori. Come si legge nel report di Politico: "Un approccio ai dazi attualmente in fase di valutazione espanderebbe drasticamente il numero di prodotti tecnologici soggetti alle imposte, colpendo non solo i chip, ma potenzialmente molti dei beni realizzati con essi, come computer portatili, console per videogiochi o i server che riempiono i data center".
L'indiscrezione arriva in un momento giuridicamente delicato per le politiche doganali statunitensi. All'inizio dell'anno, la Corte Suprema ha infatti bocciato, con una maggioranza di 6 voti a 3, il precedente e controverso regime di "dazi reciproci", stabilendo che la presidenza non ha l'autorità per imporre unilateralmente tasse sulle importazioni ad altre nazioni senza un'apposita legislazione approvata dal Congresso.
Questa sentenza ha innescato una complessa reazione a catena. L'annullamento ha comportato ingenti rimborsi a favore delle aziende che avevano versato le imposte, tra cui colossi dell'intrattenimento come Sony e Nintendo, ma solo pochi hanno restituito i soldi ai consumatori, che li avevano effettivamente pagati tramite i rincari praticati dalle compagnie per compensare.
L'eventualità di una nuova ondata di dazi andrebbe a gravare su un settore produttivo già sotto forte pressione economica. Il mercato delle console sta affrontando una carenza globale di memorie RAM, causata principalmente dai massicci investimenti delle aziende legate all'Intelligenza Artificiale, che stanno assorbendo gran parte della produzione mondiale per alimentare i propri data center. A causa di questa dinamica, diversi analisti di settore prevedono che aziende come Nintendo e Sony potrebbero vedersi costrette ad aumentare nuovamente i prezzi dell'hardware nel corso del prossimo anno, uno scenario che si concretizzerebbe a prescindere dall'effettiva introduzione di nuove imposte sulle importazioni.