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Gabe Newell passò cinque mesi in Valve a eseguire un canto di gola mongolo, stando a uno degli autori di Counter-Strike

In una recente intervista, Minh "Gooseman" Le ripercorre la sua esperienza lavorativa in Valve in seguito al successo della mod originale di Counter-Strike.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   22/09/2026
Gabe Newell oggi

Minh "Gooseman" Le, uno degli autori della mod Counter-Strike per Half-Life, ha condiviso alcuni ricordi legati ai suoi anni di lavoro presso Valve. In un'intervista concessa allo YouTuber "Indie Game Joe", lo sviluppatore ha descritto il suo ingresso nell'azienda come un'esperienza formativa indimenticabile: "Quando abbiamo iniziato a lavorare lì, è stato davvero incredibile. Era la mia prima volta nell'industria dei videogiochi". Trovandosi circondato da "alcuni dei migliori talenti" del settore, Le ha paragonato l'ambiente lavorativo all'esperienza di "essere all'università, ma venivi pagato per creare giochi".

Canto notturno di un Gabe Newell errante dell'Asia

Le ha lasciato Valve nel 2006, spiegando di aver percepito all'epoca che l'azienda non fosse "motivata a reinventare" Counter-Strike. Nonostante ciò, lo sviluppatore conserva un giudizio molto positivo su quell'esperienza e sul fondatore Gabe Newell, che descrive come un uomo dall'indole "eccentrica" e "curiosa".

A questo proposito, Le ha raccontato un aneddoto particolare sul clima informale e a tratti insolito che si respirava negli uffici. Newell, infatti, "si appassionò al canto di gola mongolo. Ne rimase davvero affascinato. Cantava per tutto l'ufficio". Questa fase è durata circa "cinque mesi", un periodo in cui alcuni dipendenti iniziarono a provare un certo fastidio per la cosa, rendendo quei mesi un "periodo interessante" per la compagnia. A questa strana passione, Newell affiancò poi il collezionismo di grandi asce e spade, per poi avvicinarsi in prima persona all'arte della forgiatura dei coltelli.

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Oggi Minh Le è impegnato nello sviluppo di Alpha Response, un nuovo sparatutto tattico che si inserisce nel solco di titoli come Ready or Not. Parlando del nuovo progetto, lo sviluppatore ha spiegato la sua filosofia di design, focalizzata sul rispetto del tempo degli utenti, lontana dall'idea di trattenere il pubblico a lungo termine: "Se qualcuno gioca al nostro titolo per magari dieci ore e poi lo mette via, è un successo. Non voglio che le persone ci giochino per 100 ore".

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