43

I creatori di Dishonored rigiocano il titolo, mostrando affetto per i caricamenti e ricordando le idee scartate

Durante una serie di dirette streaming, i direttori creativi di Dishonored si sono riuniti con alcuni membri del team originale per rigiocare il titolo a quattordici anni dall'uscita.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   15/06/2026
Uno dei personaggi di Dishonored
Dishonored
Dishonored
News Video Immagini

Raphaël Colantonio, co-direttore creativo di Dishonored, sta trasmettendo in streaming una serie di sessioni di gioco dedicate al titolo originale, affiancato di volta in volta dai membri del team di Arkane che hanno lavorato ai livelli mostrati. Da notare che Colantonio non toccava il gioco da prima della sua uscita, ben quattordici anni fa. Comunque sia, le trasmissioni stanno facendo emergere diversi dettagli inediti. Tra questi, la conferma che Arkane fu presa in considerazione per lo sviluppo di Thief 4 e Blade Runner prima di dedicarsi a Dishonored.

Durante la sessione dedicata al livello "L'ultima festa di Lady Boyle", Colantonio è stato raggiunto dal co-direttore creativo Harvey Smith, dal capo programmatore del gameplay Stevan Hird e dal level designer Anthony Huso. Notando i vari caricamenti necessari per passare dalle strade esterne, al cortile della villa e infine all'ingresso, Smith ha colto l'occasione per difendere la funzione delle schermate di caricamento, spesso viste come un limite tecnico da superare.

Qualcosa di più

"Le persone pensano che esserci sbarazzati delle schermate di caricamento sia un miglioramento", ha spiegato Smith, "ma onestamente credo che una pausa tra un'area e l'altra, in cui senti che una zona è ormai alle spalle e ti trovi in una nuova area, offra qualcosa in più. Unito alla possibilità di inserire suggerimenti per costruire il mondo di gioco, arte e piccoli appunti narrativi... in realtà ho un debole per tutto questo". Un'opinione condivisa dallo stesso Colantonio, che ha confermato il fascino di questa impostazione classica.

Oltre alle riflessioni sul design, il team ha condiviso alcuni aneddoti su delle idee per la trama poi scartate. Una di queste prevedeva che l'assassino Daud tagliasse a Corvo la mano sinistra, quella marchiata dall'Esterno e fondamentale per l'utilizzo dei poteri come la Traslazione. "Adoro l'idea che la tua inquietante mano marchiata dall'Esterno, una mano non-morta, ti costringesse a giocare nei suoi panni per un po' per farla tornare a Corvo, o che tu dovessi andare a cercarla", ha commentato Smith. Sebbene questa meccanica sia stata scartata per il primo capitolo, l'idea non è andata sprecata: in Dishonored 2, infatti, l'utilizzo di una mano mummificata marchiata dall'Esterno consente a un personaggio di ottenere abilità sovrannaturali.

Al momento mancano solo quattro livelli per concludere la campagna base nelle dirette di Colantonio. Resta da vedere se il team deciderà di proseguire affrontando anche le espansioni Il Pugnale di Dunwall e Le Streghe di Brigmore, o se in futuro prenderà in considerazione l'idea di riunirsi per una retrospettiva simile dedicata a Prey.

Questo contenuto potrebbe includere link affiliati che generano commissioni.
Per conoscere i dettagli della nostra policy editoriale, è disponibile la pagina etica.