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Il Washington Post ha inserito Doom tra le 25 opere culturali americane più influenti di sempre

A oltre trent'anni dalla sua uscita, Doom continua a essere riconosciuto come una delle opere più significative della storia dei videogiochi.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   16/07/2026
Il Doomguy
Doom
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Il Washington Post ha inserito il Doom originale del 1993 tra le 25 opere che, secondo il quotidiano statunitense, hanno maggiormente influenzato la cultura americana nel corso della storia del Paese. La selezione è stata realizzata per celebrare i 250 anni dalla fondazione degli Stati Uniti e comprende opere, idee e simboli appartenenti a epoche molto diverse, dai Federalist Papers a Moby Dick, passando per Topolino, i jeans Levi's e le registrazioni del bluesman Robert Johnson.

Opera seminale

Per ciascun decennio della storia americana è stata scelta un'opera rappresentativa e, per il periodo compreso tra il 1986 e il 1995, la scelta è ricaduta proprio su Doom, preferito ad altri candidati come I figli della fortuna (The Joy Luck Club) di Amy Tan, il film Fa' la cosa giusta di Spike Lee, I Simpson, Seinfeld e il reality show The Real World di MTV.

La reazione di John Romero alla notizia
La reazione di John Romero alla notizia

Nel presentare la scelta, il critico videoludico Gene Park ha sottolineato il ruolo pionieristico del titolo di id Software: "Nel dicembre del 1993, id Software distribuì gratuitamente su Internet una parte del suo nuovo videogioco. Le reti universitarie andarono in tilt a causa del traffico e le bulletin board si riempirono di discussioni, mentre il gioco finì per essere installato su più computer di quanti ne utilizzassero allora Windows 95".

Un nuovo DOOM sarebbe già in sviluppo presso id Software: non è stata declassata, pare Un nuovo DOOM sarebbe già in sviluppo presso id Software: non è stata declassata, pare

Park ha inoltre evidenziato l'impatto dell'opera sull'evoluzione dell'intrattenimento digitale: "Doom è stato fondamentale per l'intrattenimento digitale: un mondo tridimensionale in prima persona, autopubblicato, senza intermediari né negozi fisici, che ha dato origine ai contenuti creati dagli utenti anni prima che esistesse persino un termine per definirli. Il programmatore John Carmack mise nelle mani del pubblico gli strumenti per costruire i propri angoli d'inferno".

La reazione di Tom Hall alla notizia
La reazione di Tom Hall alla notizia

L'articolo affronta anche le polemiche che accompagnarono il gioco dopo la strage della Columbine High School del 1999, quando Doom venne indicato da alcuni come una possibile causa dell'accaduto. Secondo Park, "furono le persone armate, non un videogioco, a togliere delle vite. Una nazione in lutto temeva una nuova forma di intrattenimento che non comprendeva", osservando come il dibattito sui videogiochi e sulla musica si sia ripresentato dopo numerosi altri episodi di violenza di massa negli Stati Uniti.

Il giornalista ha inoltre collegato parte della filosofia del gioco alle origini culturali di John Romero, di discendenza yaqui, cherokee e messicana. Citando il game designer, Park riporta: "Gran parte del design di Doom, soprattutto quello dei livelli, è stata influenzata dalla comprensione dell'ambiente e del mondo che mi circondava, qualcosa che deriva da mio padre, da mia nonna e da generazioni di persone che vivevano la terra considerandola un bene condiviso".

John Romero ha accolto con entusiasmo il riconoscimento, sottolineando come Doom sia stato l'unico videogioco presente nella lista e dedicando il risultato agli sviluppatori, ai giocatori, ai modder e all'intera comunità che ha contribuito alla longevità del titolo. Anche Tom Hall, cofondatore di id Software, ha celebrato il traguardo ricordando l'eredità lasciata dallo studio e dai giochi a cui ha lavorato. Il Washington Post ha precisato che la selezione non rappresenta una classifica delle migliori opere della cultura americana, ma una raccolta di lavori considerati particolarmente rappresentativi e influenti per il periodo storico di appartenenza. Come ha spiegato il critico culturale Philip Kennicott, "queste non sono necessariamente le nostre opere di cui andiamo più fieri, ma sono atti culturali che hanno contribuito a definire il Paese".

Si tratta del secondo importante riconoscimento ricevuto da Doom negli ultimi mesi. A maggio, infatti, anche la colonna sonora originale del gioco era stata inserita nella raccolta permanente della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti dedicata alle registrazioni considerate culturalmente significative.

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