Il progetto GCR Geoff Crammond, che mira a rivitalizzare la serie Grand Prix, ha pubblicato il primo DevLog dedicato ai lavori in corso, spiegando gli interventi previsti per approdare su hardware e sistemi operativi moderni. Il team precisa fin dall'inizio che l'obiettivo non è modificare la simulazione alla base dei titoli, uno degli elementi che ha mantenuto viva la comunità nel corso degli anni, ma rendere i giochi più semplici da eseguire sui PC attuali senza dover ricorrere a wrapper, configurazioni particolari e altre soluzioni esterne.
Un progetto per la comunità
Il lavoro tecnicamente più complesso riguarda Grand Prix 4, il cui renderer originale è basato su DirectX 8. Gli sviluppatori stanno intervenendo direttamente sul codice sorgente per trasferirlo a un backend DirectX 11, evitando quindi di dipendere da software esterni. Si tratta di un'operazione complessa, anche perché una parte consistente del vecchio codice grafico è stata scritta a basso livello e contiene ampie sezioni in Assembly. Secondo il team, tuttavia, questa strada permette di avere maggiore controllo sul comportamento del gioco e una base più solida per gli sviluppi futuri.
Il passaggio a DirectX 11 consente inoltre di introdurre un sistema di shader più moderno. Diversi effetti grafici, che nel gioco originale erano integrati direttamente nel codice, vengono ora gestiti attraverso file HLSL separati. Questo dovrebbe rendere più semplice modificarli, correggerli e testarli, oltre ad aprire nuove possibilità per il modding. L'intenzione non è però stravolgere l'aspetto dei giochi: il team vuole mantenere l'estetica originale, rendendo al tempo stesso gli elementi grafici più facilmente modificabili dalla comunità.
Una parte particolarmente complessa del progetto riguarda le licenze. I diritti che permettevano di utilizzare nomi di scuderie e piloti, marchi, sponsor e altri materiali legati al motorsport sono infatti scaduti e non possono essere riproposti automaticamente nelle nuove versioni. Il problema è particolarmente grosso nel caso di Grand Prix 4, che comprende poco meno di 300 marchi distribuiti tra circuiti, livree, texture, immagini dei menu e altri elementi grafici, per un totale di migliaia di asset da verificare, sostituire o modificare.
Il team ha cercato di contattare direttamente i detentori dei diritti, ma l'operazione si è rivelata complicata. Il reparto PR ha inviato migliaia di email e effettuato centinaia di telefonate, ottenendo in diversi casi risposte positive quando è riuscito a raggiungere i responsabili. Alcune aziende hanno già concesso il proprio supporto, mentre per molte altre le richieste sembrano essersi perse nel nulla. Il lavoro sulle licenze è comunque ancora in corso.
Nel frattempo, gli asset non utilizzabili vengono sostituiti con nomi e loghi fittizi. Sono stati effettuati anche alcuni interventi su modelli e texture, ad esempio per correggere vecchie coordinate UV che provocavano distorsioni sulle superfici dei circuiti. Finora sono state sostituite o aggiornate 1.987 texture. Gli sviluppatori sottolineano però di voler mantenere la massima compatibilità possibile con i file originali, così da permettere agli appassionati di modificare nuovamente il gioco e, dove consentito, ripristinare i propri asset.
Anche i nomi dei team e dei piloti sono stati spostati in semplici file JSON di testo, rendendo le modifiche molto più accessibili rispetto alla necessità di intervenire sui vecchi file binari. L'attenzione al modding è infatti uno dei punti centrali del progetto.
Proprio per questo gli sviluppatori hanno deciso di coinvolgere direttamente la comunità nella scelta dei nuovi nomi delle scuderie. La prima votazione riguarda le undici squadre presenti sulla griglia del 2001 di GCR4. I nomi dovranno essere compatibili con l'epoca, originali e plausibili, evitando storpiature o variazioni evidenti di nomi reali. Gli esempi forniti dal team sono "Scuderia Rosso" e "Modena Corse", mentre nomi volutamente simili a quelli autentici non saranno presi in considerazione.