R6S e Destiny 2: Ubisoft e Bungie intentano causa milionaria contro i creatori di cheat

Ubisoft e Bungie hanno intentato una milionaria causa legale contro Ring-1, sito che vende pacchetti di cheat di Rainbow Six Siege e Destiny 2.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   02/08/2021
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Ubisoft e Bungie hanno intentato una causa legale da milioni di dollari contro Ring-1, sito specializzato nella vendita di pacchetti di cheat per numerosi titoli, tra cui Rainbow Six Siege e Destiny 2.

Ring-1 è un sito dove è possibile acquistare pacchetti di cheat sotto forma di sottoscrizione. Ad esempio con 25 euro a settimana (a quanto pare barare non è a buon mercato) un giocatore può accedere a un pacchetto consistente di hack, che include aim bot, ESP per individuare altri giocatori e monitorare la loro salute, opzioni per alterare il rinculo e la diffusione dei colpi delle armi, un sistema di ID contraffatto per evitare di essere bannati, nonché un coltello "magico" che permette di pugnalare un giocatore ignaro in qualsiasi punto della mappa. Allo stesso modo per 30 euro alla settimana un giocatore di Destiny 2 può ottenere l'aimbot nelle modalità PvP, munizioni infinite e molto altro ancora.

Ovviamente questi pacchetti di cheat rovinano l'esperienza multiplayer di entrambi i titoli, ma non sono gli unici casi, visto che anche giochi come Apex Legends, Call of Duy e PUBG non sono immuni al fenomeno del cheating.

Destiny 2
Destiny 2

Il 23 luglio Bungie e Ubisoft hanno intentato una causa legale a Ring-1, coinvolgendo alcuni individui ritenuti responsabili della gestione del sito, affermando che i prodotti venduti tramite esso "creano imparità tra i giocatori e rovinano non solo l'esperienza di gioco, ma anche il business dei querelanti e la loro reputazione nella prospettiva delle community.".

Secondo Ubisoft e Bungie inoltre Ring-1 è rea anche di violazione di marchi registrati. Il sito del rivenditore di cheat infatti include artwork ufficiali di Destiny 2 e Rainbow Six Siege e link per condividere sui social i propri acquisti. Per i querelanti il danno arrecato ammonta a svariati milioni di dollari, quindi parliamo di una causa legale di notevole importanza.

Ubisoft e Bungie in ogni caso non sono le uniche compagnie che stanno cercando di contrastare il fenomeno dei distributori di cheating, di recente Activision è riuscita a chiudere il canale YouTube che pubblicizzava i cheat AI.