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Richard Garriott guarda all'IA generativa per il prossimo Ultima

Richard "Lord British" Garriott ha discusso alla DragonCon delle possibilità offerte dall'intelligenza artificiale generativa nello sviluppo di un nuovo Ultima.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/09/2026
Richard Garriott

Richard Garriott, storico autore della serie Ultima e figura centrale nella storia dei giochi di ruolo occidentali, sembra aver accolto con interesse l'intelligenza artificiale generativa come possibile strumento per il futuro della serie. L'argomento è emerso durante un panel alla DragonCon, nel quale si è parlato anche delle possibili direzioni per un nuovo capitolo di Ultima.

L'avatar a perdere

Secondo il resoconto di un partecipante, quasi metà dell'incontro sarebbe stata dedicata agli strumenti IA e al loro potenziale nello sviluppo del prossimo gioco. Tra le ipotesi discusse c'erano un Ultima dall'impostazione isometrica e con grafica pixel art oppure un titolo tridimensionale con una telecamera più vicina a quella di Elden Ring. A fare da supporto visivo alla discussione sarebbero state però soprattutto immagini generate con ChatGPT, raffiguranti foreste fantasy e paesaggi generici, oltre a interfacce che ricordavano World of Warcraft.

Pare che abbia vinto
Pare che abbia vinto

Lo stesso Garriott avrebbe poi mostrato un esempio concreto del proprio utilizzo dell'IA. Si trattava di un progetto personale legato alla creazione di una lingua fantasy originale. "Richard ha mostrato una lavagna avvolta nella pellicola trasparente. Ha raccontato con entusiasmo che per anni non era mai riuscito a creare una propria lingua fantasy che non fosse semplicemente una versione rielaborata dell'arabo runico. Ha spiegato, con grande entusiasmo, di esserci finalmente riuscito... con l'aiuto di ChatGPT".

Richard Garriott pronto a reclamare i diritti di Ultima da EA, già dal prossimo anno Richard Garriott pronto a reclamare i diritti di Ultima da EA, già dal prossimo anno

L'autore del resoconto sottolinea come Garriott fosse particolarmente entusiasta del risultato: "Era euforico per aver utilizzato la tecnologia per riuscire finalmente a portare a termine un progetto che coltivava da tutta la vita, e tutto ciò a cui riuscivo a pensare era che fosse più interessato al risultato finale che al percorso".

Durante il panel sono state sollevate anche perplessità di carattere ambientale ed etico. La domanda rivolta ai relatori chiedeva in sostanza quali garanzie ci fossero affinché un eventuale nuovo Ultima rimanesse un gioco realizzato da professionisti capaci di compiere scelte creative, anziché diventare una raccolta di contenuti generati a partire dal lavoro prodotto da altri in passato.

Secondo il partecipante, i relatori hanno risposto in maniera disponibile, spiegando il proprio interesse per la possibilità che piccoli team possano realizzare progetti più ambiziosi grazie agli strumenti IA. Sono stati affrontati anche i problemi ambientali e la possibilità di utilizzare sistemi addestrati in modo etico. "Sono consapevoli", ha commentato l'autore, pur ribadendo la necessità di mettere in discussione l'utilizzo dell'IA generativa e di non considerarlo automaticamente una soluzione positiva.

Il resoconto non significa comunque che un nuovo Ultima sia stato annunciato, né che Garriott abbia stabilito che il prossimo capitolo verrà sviluppato attraverso l'IA.

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