The Legend of Zelda: The Wind Waker: a Miyamoto non piaceva il Link cartoon

Il maestro Shigeru Miyamoto non fu particolarmente impressionato dal Link cartoon di The Legend of Zelda: The Wind Waker, che non gli piacque molto.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   27/06/2022
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Al maestro Shigeru Miyamoto non piacque lo stile cartoon di Link in The Legend of Zelda: The Wind Waker, tanto che il gioco stava per essere rifatto con uno stile completamente differente, più tendente al realistico. O, almeno, lui avrebbe voluto così.

La notizia arriva da un recente video di DidYouKnowGaming? dedicato proprio a The Legend of Zelda: The Wind Waker, che l'ha carpita traducendo alcuni numeri della rivista Nintendo Dream risalenti ai primi anni del nuovo millennio.

Inizialmente Nintendo aveva intenzione di lavorare al nuovo Zelda partendo dallo stile di Ocarina of Time e Majora's Mask. Fu realizzato anche un prototipo con quello stile grafico. Durante la fase concettuale però, gli artisti al lavoro sul gioco proposero Toon Link. Al resto del team piacque subito tantissimo, ma c'era un problema: Aonuma sapeva che non sarebbe piaciuto a Miyamoto. Quindi gli presentò la novità solo quando il gioco era in uno stato avanzato dello sviluppo e, sostanzialmente, non si poteva più tornare indietro.

Aonuma aveva ragione: al maestro non piacque per nulla e disse che non avrebbe venduto bene. Nonostante fosse cosciente che ormai lo stile era deciso, Miyamoto provò comunque a suggerire a Aonuma che poteva ancora essere cambiato per uno più realistico.

L'entusiasmo del team di sviluppo per lo stile cartoon ebbe però la meglio. In particolare emerse che i grafici si erano ispirati a un anime di Hayao Miyazaki, Animal Treasure Island, per dare una personalità diversa al gioco.

Interessante il fatto che Aonuma ritardò anche la presentazione della storia di The Legend of Zelda: The Wind Waker a Miyamoto, perché sapeva che non aveva molto a che vedere con gli Zelda classici, ma era più un'avventura vissuta per mare di cui il protagonista era incidentalmente Link.

Miyamoto accettò suo malgrado la situazione, soprattutto per questioni produttive: passare a uno stile realistico avrebbe richiesto un team di sviluppo molto più grosso di quello disponibile all'epoca, che avrebbe impiegato 10 anni per rifare tutto. Lo stile cartoon era invece realizzabile in una frazione di tempo.