Il mercato videoludico statunitense ha registrato a luglio risultati tutt'altro che positivi, in particolare per quanto riguarda le vendite di software retail e hardware. Secondo i dati di Circana, i giochi fisici hanno generato appena 85 milioni di dollari, il totale mensile più basso dal 1995, quando l'azienda ha iniziato a monitorare il settore. Un dato che conferma il rapido declino del formato fisico, nonostante la sua presenza resti ancora significativa su alcune piattaforme.
PlayStation, che dal gennaio 2028 interromperà la produzione di giochi su disco, rappresenta comunque il 32% della spesa dei consumatori per i titoli fisici del mese. Nintendo mantiene invece una posizione dominante, con il 63% della spesa totale.
Calano anche le vendite di console
Il calo non riguarda solo il software. La spesa hardware è scesa del 29% su base annua, fermandosi a 282 milioni di dollari, il peggior luglio dal 2020, quando in piena pandemia risultava quasi impossibile trovare PS5 e Xbox Series X|S sugli scaffali. Le unità vendute sono diminuite del 39%, mentre il prezzo medio è salito del 16% a causa dei recenti aumenti per PS5, Xbox Series e Nintendo Switch 2.
Proprio Switch 2, nonostante un crollo del 51% nelle unità vendute, ha guidato il mese per volumi, mentre PS5 ha primeggiato in termini di ricavi. Circana sottolinea che, dopo 14 mesi sul mercato, Switch 2 è ancora 11% avanti rispetto al ritmo di vendita dell'originale Switch.
Tirando le somme, luglio 2026 è stato un mese da dimenticare per il mercato statunitense: la spesa complessiva per contenuti, hardware e accessori è scesa del 10% a 4,5 miliardi di dollari, nonostante la presenza di sei nuove uscite nella top 10. Paradossalmente, quattro posizioni su dieci sono occupate da remake o conversioni di vecchi giochi, e al primo posto troviamo Call of Duty: Black Ops 2 del 2012, spinto dal lancio delle versioni PS4 e PS5.