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I videogiochi migliorano problem solving e creatività, ma dilaga il bullismo, per una ricerca

I ricercatori di Preply hanno condotto una ricerca sull'impatto dei videogiochi e i loro effettivi positivi e negativi, ecco cosa hanno scoperto.

NOTIZIA di Stefano Paglia   —   26/07/2022

Stando allo studio condotto da Preply i videogiochi hanno degli effetti positivi sui giocatori, stimolando le capacità decisionali, di problem solving, nonché creatività e socialità. Di contro, possono influire negativamente sulla qualità del sonno e la maggior parte degli intervistati afferma di aver assistito o subito ad atti di bullismo mentre giocava.

Lo studio di Preply relativo all'impatto dei videogiochi indaga sia la percezione degli effetti su adulti e bambini che l'uso del linguaggio negli ambienti di gioco. La ricerca, che ha coinvolto 1.400 giocatori di diverse nazionalità, ha messo a confronto competenze e conoscenze sviluppate dagli intervistati in relazione al medium videoludico. Tra queste c'è il problem solving (53%), la salute mentale (51%), la capacità decisionale (48%), la coordinazione occhio-mano (46%) e l'abilità comunicativa (40%).

Inoltre, dalla ricerca di Preply, emerge che giocare sulla stessa piattaforma online con utenti provenienti da tutto il mondo aiuta a costruire e rafforzare amicizie tra persone diverse ed espone i giocatori a lingue straniere, stimolandone l'apprendimento.

L'analisi prende in considerazione anche l'impatto dei videogiocatori su bambini e adolescenti. Secondo i genitori i figli possono essere influenzati positivamente dal gaming per quanto riguarda la creatività (51%), abilità e vita sociale (43%), problem solving e logica (35%) e salute fisica (35%). Il 63% degli intervistati ha figli che giocano ai videogiochi. Dai dati emerge che il 58% dei bambini gioca da 1 a 3 ore, il 30% gioca per 3-6 ore al giorno, l'8% meno di un'ora e il 3% gioca per 7-10 ore.

Preply

Purtroppo non ci sono solo aspetti positivi ma anche negativi, dato che secondo Preply ai videogiochi si legano anche fenomeni come bullismo e abusi emotivi, nonché casi di doxxing e swatting.

Dalla ricerca emerge che oltre il 90% degli intervistati ha subito o assistito ad abusi emotivi mentre giocava ai videogiochi e quasi 7 su 10 hanno preso in considerazione l'idea di smettere per questo motivo. 2 gamer su 5 hanno sperimentato episodi di razzismo e più di 1 su 3 ha assistito a discorsi di incitamento all'odio. Per altri le molestie sono anche di tipo personale: la maggior parte degli attacchi verbali prende di mira l'identità di genere delle vittime (44%), l'etnia (34%) e l'aspetto fisico (33%).

Oltre al bullismo, il 20% delle persone intervistate ammette di avere subito doxxing (la pratica di diffondere pubblicamente informazioni sensibili) mentre più di un quarto è stata vittima di swatting, (l'atto di contattare numeri di emergenza con false segnalazioni di crimini all'indirizzo di un malcapitato).

Contro questi rischi gli intervistati si sono dimostrati preparati. Il 57% afferma di bloccare i bulli, il 49% li segnala. Per quanto riguarda i bambini, il 90% dei genitori dichiara di occuparsi della sicurezza dei figli mentre giocano e l'89% utilizza sistemi di parental control.