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Xbox Series X|S: VRS 2 in lavorazione con miglioramenti alle performance

Xbox Series X|S sono state protagoniste di una nuova dimostrazione sul VRS 2 da parte di Microsoft, con miglioramenti alle performance.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   25/02/2022

Microsoft ha tenuto di recente una nuova conferenza della serie Game Stack rivolta agli sviluppatori, durante la quale ha illustrato alcune nuove soluzioni tecniche che potranno essere integrate in Xbox Series X|S oltre che su Windows, parlando in particolare di VRS 2.0, ovvero la nuova versione del Variable Rate Shading, che dovrebbe comportare ulteriori miglioramenti alle performance.

I test hanno dimostrato un incremento del 33% in performance su DOOM Eternal e Gears 5, con un'elaborazione molto più veloce nella renderizzazione di scene complesse sullo schermo, senza diminuire più di tanto la qualità complessiva dell'immagine.

Si tratta al momento di test più o meno interni, che peraltro hanno anche mostrato un notevole incremento nell'uso della tecnologia Nanite presente anche in Unreal Engine 5.

In termini di frame-rate, l'uso del VRS 2.0 dovrebbe comportare mediamente un miglioramento del 10-15% nella fluidità della maggior parte dei giochi in cui viene applicato, ma contemporaneamente con una minore perdita di qualità sulla definizione, visto che la tecnologia attua uno scaling dinamico in grado di favorire il frame-rate renderizzando in maniera variabile e selettiva gli elementi presenti sullo schermo.

Sempre in ambito di test, una scena con ciclo giorno/notte renderizzata a 4K su Xbox Series X ha ricevuto un incremento di quasi il 50% in termini di velocità di calcolo ed esecuzione. Secondo Alex Battaglia di Digital Foundry, il VRS 2.0 potrebbe vedere la migliore applicazione soprattutto negli scenari più legati allo sfruttamento intensivo della GPU e forse in particolare con Unreal Engine 5 e l'uso delle tecnologie Nanite e Lumen.

Qualche spiegazione sul funzionamento del Variable Rate Shading era emersa già prima dell'uscita di Xbox Series X|S da parte di alcuni sviluppatori e da Digital Foundry, ma in quel caso si trattava ancora della versione 1.0 della tecnologia.